1994        

From: "scrittore della domenica" <scritdom72@unimi.it>
To: "lorenzo" <Lrnz73@unipi.it>
Date sent: Mon, 14 Feb 1994 12:09:05
Subject: Eccomi

Mannaggia a te! Che c'era di male nelle lettere cartacee? Signornò. "Dai, mandami un'e-mail! E' facile, divertente, vedrai!". - Intanto ho dovuto iscrivermi al laboratorio d'informatica di questa cavolo di università, dove bisogna fare domanda in carta bollata anche per un caffè al bar. Poi, io il computer manco lo so usare. A quest'ora dovrei essere in sala studio a preparare l'esame di diritto privato comparato (capirai); invece sto qua ad arrovellarmi con tastiera e mouse.

Va beh. Ti scrivo per questo: devi assolutamente registrarmi un po' di cassette di musica rock. Hai presente? Quella che tu hai sempre detto che io la snobbo. Specialmente, quanto più progressive anni '70 riesci a procurarmi. Non so, gli Yes, i Genesis, i King Crimson, quella roba là. E poi il grunge. Non i Nirvana, ché onestamente non li reggo: Smashing Pumpkins, Pearl Jam, Soundgarden. E magari della musica da discoteca, però di un certo livello. E ci sarebbe un pezzo di un gruppo inglese che mi ossessiona, si chiama... ce l'ho sulla punta della lingua. Basta, appena mi ricordo il titolo te lo dico.

No, non sono impazzito. E' che ho conosciuto una ragazza molto simpatica che ha questi gusti musicali. Anche molto bella, a dire la verità. Anzi, la sola cosa che le vorrei dire è proprio questa: che la trovo bellissima. Ma, tu mi conosci; non c'è verso; se provo ad affrontare l'argomento, ammutolisco senza rimedio. Così mi servono urgentemente altri argomenti di conversazione. Lei studia inglese, e fin qui posso arrangiarmi. L'ho anche accompagnata a lezione, ho studiato i suoi appunti. Sai? Sto diventando, credo, il massimo esperto di T. S. Eliot di tutto il basso Ionio reggino. Quest'estate, se non altro, potrò esibirmi nei locali sul lungomare recitando The Waste Land a memoria.

Ma tutto questo non basta. Prima o poi dovrò trovare il coraggio di invitarla a uscire una sera, che so, ad un concerto, o addirittura (non ridere) a ballare. Perché ho capito che alle matinée in Conservatorio lei non ci viene. Ebbene, è qui che subentri tu. Devi aiutarmi ad andare oltre Beethoven. Ripeto, procurami del rock, perché mi serve come il pane!

Attendo tue notizie, stammi bene.

P.S. Mi sono ricordato il titolo di quella canzone: Creep, dei Radiohead.


From: "scrittore della domenica" <scritdom72@unimi.it>
To: "lorenzo" <Lrnz73@unipi.it>
Date sent: Mon, 21 Mar 1994 15:31:22
Subject: Re: Re: Eccomi

Grandi novità! Abbiamo occupato. Ora la nostra casa dello studente è Pensionato Universitario Occupato Autogestito. L'abbiamo deciso venerdì sera, al termine di un'agitata assemblea sugli ultimi aumenti delle rette e della mensa. Io mi sono aggiudicato la gran parte dei turni di notte in portineria: sia per evitare i turni di pulizia, sia perché mi piace fare le ore piccole e perché durante l'occupazione c'è un bel clima. Si parla, si beve, si fuma tabacco e non solo: effettivamente, non sto studiando granché. Però mi diverto.

Ieri, per esempio, verso la mezzanotte la situazione comprendeva una bottiglia di mirto, uno stereo, sei-sette persone fra cui Alice (la ragazza di cui ti ho parlato nella mia ultima lettera) e me. Il guaio è che dopo un'oretta loro sono usciti, per andare credo in discoteca, mentre io dovevo rimanere per continuare il turno; ma mi hanno lasciato la bottiglia, d'altronde semivuota, e lo stereo. O forse due bottiglie e due sterei, a quel punto non capivo più bene. Sono riuscito, in qualche modo, a togliere la cassetta dei Rage Against The Machine e a mettere su il Lamento d'Arianna di Monteverdi, che in quel momento era anche più adatto.

A proposito: mi hai registrato le cassette che ti ho chiesto? Se scendi anche tu in Calabria per le elezioni, tra una settimana me le puoi dare. Ma l'hai visto quel pagliaccio miliardario? E pensa che magari qualcuno lo voterà anche. Viviamo in un paese meraviglioso.


From: "scrittore della domenica" <scritdom72@unimi.it>
To: "lorenzo" <Lrnz73@unipi.it>
Date sent: Fri, 15 Apr 1994, 16:05:30
Subject: buona notte al secchio

La sai una cosa? Tre anni fa, dopo il diploma, commisi un solo errore.

Allo sportello della stazione chiesi un biglietto per Milano. Sbagliai: avrei dovuto comprare un sola andata per Londra, o per Parigi, o per Berlino.

L'occupazione è finita. L'Ente per il Diritto allo Studio ha promesso che, col nuovo bilancio, ben il 3,75% delle risorse aggiuntive sarà stanziato per porre rimedio ai recenti rincari delle tariffe, compatibilmente con il principio del pareggio contabile.

Insomma: non abbiamo ottenuto un bel niente.

Ho saputo che Alice si è fidanzata. Con uno studente d'ingegneria, milanese da varie generazioni e di ottima famiglia, buon giocatore dilettante di basket. Ha una macchina svedese con doppia alimentazione, benzina verde e gas, perché bisogna proteggere l'ambiente. Un bravissimo ragazzo.

Tutto è perduto. Mentre questa ridicola nazione, consegnatasi ancora volontaria nelle mani di un tirannello squilibrato, si avvia verso il suo triste destino, io ti comunico la mia irrevocabile decisione.

Pongo rimedio al mio errore.

Espatrio.

E basta, con queste e-mail del piffero! Ti farò avere prossimamente il mio nuovo recapito estero.

La sai un'altra cosa? Siamese Dream degli Smashing Pumpkins è molto più noioso della più tediosa sinfonia di Bruckner.


From: "scrittore della domenica" <scritdom72@unimi.it>
To: "lorenzo" <Lrnz73@unipi.it>
Date sent: Tue, 26 Apr 1994 16:28:43
Subject: scherzavo

E niente: all'estero non sono andato.

Ti spiego cos'è successo.

Sai che mi è sempre piaciuto stare sveglio fino a tardi; ultimamente sto esagerando; mi succede spesso di fare l'alba. Da un po' non scendo neanche più in sala studio, per non rischiare d'incontrare Alice. La sera me ne sto tappato in camera, ascoltando Brahms.

Un mio consiglio per i giovani: se abitate in una casa dello studente, cercate di non innamorarvi mai di un'altra persona ospite del pensionato. Soprattutto se non corrisposti.

Bene: domenica notte, mentre studiavo, ho messo su il Tristano. Così, tanto per cambiare. Ma, poco dopo il preludio, ho dovuto spegnere.

Frisch weht der Wind
Der Heimat zu
Mein Irisch Kind,
Wo weilest du?


Mi si è annebbiata la vista, e ho scoperto che avevo finito i kleenex. Ho chiuso il libro. Mi sono alzato dalla sedia e sono andato a lavarmi il viso con l'acqua fredda. Poi sono tornato alla scrivania.

Ho acceso il quinto canale della radio (quello che trasmette solo classica). C'era un brano di avanguardia; una cosa che non conoscevo, una specie di collage sonoro sul tipo di Revolution 9 dei Beatles, hai presente? Folle in tumulto, suoni strani, rumori ambientali, nastri in loop, voci umane che declamano sillabe incomprensibili. Un delirio.

Roba forte! Ho attaccato lo spinotto delle cuffie alla radio e mi sono sparato il brano nelle orecchie, chiudendo gli occhi e reclinando indietro la testa. A un certo punto, dal tappeto sonoro ha cominciato a emergere una voce femminile, che sembrava pronunciare un testo coerente. Dapprima si sentiva sullo sfondo, e non si capiva bene cosa dicesse; qualcosa sul Vietnam. Man mano, la voce diventava sempre più forte, più netta, e veniva sempre più in primo piano. Alla fine, con una presenza sonora impressionante, la voce scandiva, anzi no scolpiva, queste parole: "Rimanete qui, e combattete per la vostra dignità di uomini".

"Avete ascoltato: Luigi Nono, Contrappunto dialettico alla mente", ha detto l'annunciatore.

Ho staccato lo spinotto, ho tolto le cuffie e ho spento la radio.

Ho riconsiderato la mia intenzione di espatriare. Ho pensato: ma non l'ho già fatto? Sono già emigrato. E prima di me mio padre, proprio negli anni in cui Nono componeva quel pezzo.

Quante volte ancora voglio fare le valigie?

Possibile che l'unica soluzione sia quella di scappare sempre più lontano?

L'indomani, 25 aprile, sono andato alla manifestazione. Il concentramento era alle due del pomeriggio; ma mi sono svegliato così tardi che non ho potuto neanche fare colazione. Ho preso un caffè al distributore automatico giù in atrio e sono uscito, in direzione porta Venezia.

Era previsto un corteo molto grande. E' stato immenso. Mai vista tanta gente tutta insieme! E che varietà, quanti colori, che musiche, che allegria! Quanta pioggia, anche: veniva giù a secchiate, per tutta la durata della manifestazione.



Io ero in fondo al corteo, e pensa che non sono neppure riuscito a entrare in piazza Duomo, tanto era gremita! Ho svoltato per piazza Fontana, poi per via Larga. Ho vagato per un pezzo; non so chi o cosa mi aspettassi di trovare, a parte qualcosa da mettere sotto i denti, dato che avevo una fame da lupo.

Mi sono ritrovato, non so come, in piazza Sant'Alessandro, vicino alla facoltà di lingue, che naturalmente era chiusa; c'era però un bar-tavola calda miracolosamente aperto; mi ci sono fiondato dentro.

Ero seduto sul mio sgabello, dando le spalle all'ingresso, e divoravo la mia pizzetta, ovviamente pessima come solo a Milano la sanno fare, quando mi è parso di vedere una sorta di variazione nella luce. Come se avesse improvvisamente smesso di piovere e fosse uscito un sole splendente.

Mi giro, e vedo Alice entrare nel locale e raggiungermi.

Era in tenuta da manifestazione: jeans sdruciti, camicia grunge, niente make-up (lei che di solito è così curata). I lunghi capelli biondi inumiditi dalla pioggia, che intanto continuava a scrosciare.

"Ciao", le dico. "Dov'è il tuo fidanzato?"

"Sciocco", mi ha risposto. "Oggi ci sono cose più importanti", ha detto. "C'è mezza casa dello studente qui fuori: abbiamo fatto uno striscione molto figo, lo andiamo ad attaccare al portone dell'I.S.U. Cosa fai qua, solo come un gufo? Vieni anche tu!"

Non me lo sono fatto dire due volte.

E dunque. Fra un mese ho l'esame di diritto sindacale. Materia interessante, sai? Credo che chiederò la tesi.

Per ora rimango qui.

(Racconto già pubblicato su Evulon. Ogni riferimento a fatti, persone, città, eventi, uomini politici, bar e pizzette della realtà è puramente casuale).
          Giuseppe Genna: Grande madre rossa        
Oggi è il primo di agosto e sono piuttosto insoddisfatto di me stesso in generale e di questo blog in particolare. Vorrei scrivere qualcosa di incisivo e pregnante. Come al solito, non ci riesco. Invece, ho deciso di riciclare una recensione a Grande madre rossa di Giuseppe Genna che scrissi tre anni fa per un sito commerciale e che ripubblico qui di seguito, con minime variazioni. E' brutta, ma se non altro vi trapela un po' di entusiasmo: qualcosa che al momento mi manca.

Che libro è Grande madre rossa? In prima approssimazione, è un thriller. Ma, se incontrate l'autore, non insistete troppo su questa definizione. Tempo fa, Giuseppe Genna dichiarò che avrebbe regalato una copia del Codice da Vinci al primo che gli avesse detto che lui scriveva thriller. Inutile aggiungere che Genna non è precisamente un estimatore di Dan Brown.

Ecco la trama. Una spaventosa esplosione polverizza il Palazzo di Giustizia di Milano, facendo più di mille vittime. L'attentato non è stato rivendicato, ma se ne temono altri e il commissario Guido Lopez della Questura di Milano, sulla traccia dei colpevoli, lotta contro il tempo e forse contro ostacoli e depistaggi dei servizi segreti italiani e di quelli stranieri...

Certo, trattandosi di un thriller, sarebbe delittuoso (appunto) svelare ulteriori dettagli. Non lo farò. Dovete fidarvi della mia parola quando vi dico che il libro l'ho letto per intero e tutto d'un fiato.

Mentre Genna scriveva questo romanzo, vivevo e lavoravo a Milano (tra l'altro abitavo nel quartiere popolare di Calvairate, che Genna conosce bene e di cui spesso parla nei suoi romanzi, compreso questo). Ricordo benissimo la paura, che in quel periodo serpeggiava, di un nuovo e terribile attentato. Infatti, dopo l'11 settembre e dopo la strage della stazione ferroviaria a Madrid, tutti temevano che il prossimo bersaglio dei terroristi sarebbe stato la metropolitana di Milano: la quale, in quegli anni, l'undici di ogni mese risultava stranamente meno affollata rispetto agli altri giorni... Grande madre rossa rende assai bene quel clima di psicosi collettiva.

Ma è veramente un thriller, Grande madre rossa? E' un romanzo di spionaggio, di fantapolitica? E' un romanzo "realistico", qualunque cosa questa parola voglia dire? - Consentitemi di riportare per esteso la nota apposta al suo romanzo da Giuseppe Genna a mo' di premessa.

"Le vicende qui narrate sono finzioni letterarie al 100%. In esse compaiono nomi di persone e circostanze 'reali' in qualità di pure occasioni narrative. I nomi di aziende, strutture istituzionali, media e personaggi politici vengono utilizzati soltanto al fine di denotare figure, immagini e sostanze dei sogni collettivi che sono stati formulati intorno a essi, e si riferiscono quindi a un ambito mitologico che non ha nulla a che vedere con informazioni od opinioni circa la verità storica effettiva degli avvenimenti o delle persone - in vita o scomparse - su cui questo romanzo elabora una pura fantasia."

Attenzione: non si tratta del solito disclaimer messo lì solo per motivi legali (del tipo "ogni riferimento ecc. è del tutto casuale"). In questo romanzo i riferimenti non sono affatto casuali, tuttavia quando Genna usa le espressioni "sogni collettivi", "ambito mitologico" e "pura fantasia" dobbiamo prenderlo sul serio.

Di fatto, Genna dimostra con questo romanzo una eccezionale capacità di giocare con l'inconscio collettivo, di evocare sogni o incubi metropolitani, e di svelare (o forse di creare) archetipi remotissimi e affascinanti. Da questo punto di vista Grande madre rossa è molto più vicino a Lautréamont, ai surrealisti francesi, a William Burroughs, di quanto non lo sia a Grisham o a Ian Fleming.

Ho trovato veramente straordinaria tutta la parte del romanzo ambientata nel Cimitero Monumentale di Milano. Opera architettonica ottocentesca di notevole cattivo gusto, in questo senso equivalente milanese (anche se meno celebre) del Vittoriano di Roma, nonché una delle parti più neglette ed ignorate della città di Milano, nelle pagine di Genna il Cimitero Monumentale diventa genialmente il luogo dell'inconscio e del rimosso ove risiede la verità nascosta della città. Da gustare, in questo romanzo d'azione, crudo e hard-boiled secondo le migliori tradizioni del suo genere, il "cameo" dedicato al Manzoni:

"Non c'era più posto nel Vecchio Famedio, tempestato di lapidi in ogni centimetro quadro. Il tempio del tempo scaduto per Alessandro Manzoni. Manzoni: polvere sul mogano della cattedra, polvere di gesso. L'epidemia ubiquitaria, transgenerazionale, scolastica, che colpisce ogni italiano quindicenne: Manzoni.
Cosa c'entra Manzoni oggi?"


Fin dai tempi di Emilio Praga e della scapigliatura, Manzoni è il bersaglio polemico dell'avanguardia artistica milanese... Anche da questo punto di vista, Genna è veramente figlio della sua città. Qui, però, non è realmente chiaro se Genna stia polemizzando contro l'autore dei Promessi sposi, o non piuttosto contro la nostra epoca, così degradata da non trovare più posto per un Manzoni.

Bellissimo è poi il finale del romanzo, che descrive una ipotetica Milano post-catastrofe, in apparenza uguale ma forse enigmaticamente diversa, forse migliore. La piazza dove prima si trovava il Palazzo di Giustizia, distrutto dall'immane esplosione:

"La nuova piazza, larga, aperta, immensamente chiara: il luogo dove sorgeva, come un sogno, il Palazzo.
Come puntine da disegno e graffette, in controluce, i nonni e i bambini, che giocano, a passeggio, nell'incredibile spazio bianco della nuova piazza."


E, nella piazza,

"il monumento di marmo bianco, una colonna altissima, messo in verticale, l'architrave di quello che fu il Palazzo di Giustizia.
E' la nuova colonna infame."


Ed ecco, dunque, che abbiamo ritrovato anche il buon vecchio Manzoni... L'autore della Storia della colonna infame non poteva essere liquidato così facilmente, dato che la riflessione sul rapporto tra diritto e giustizia è uno dei temi portanti di Grande madre rossa.

Grande madre rossa è stato inserito da Wu Ming 1 nel "canone" delle opere più significative del cosiddetto "New Italian Epic", di cui tanto si è discusso negli ultimi due anni. Se fra le caratteristiche del "New Italian Epic" c'è anche quella di sapersi mantenere su livelli elevati di elaborazione mitico-simbolica, direi che questo romanzo merita ampiamente di rientrare nel novero. Parlando di mitologia, va detto che in Grande madre rossa si trovano quei puntuali riferimenti al matriarcato (il leggendario ordinamento sociale preistorico in cui comandavano le donne, studiato fra gli altri da Bachofen, da L. H. Morgan e da Engels) che il lettore legittimamente si attende da un romanzo con tale titolo.

Il romanzo di Genna può essere interpretato anche come una grandiosa, veramente "epica", fantasia di rivalsa. In questa sede non posso essere più preciso, ma consiglio ai lettori di tenere bene a mente la citazione da Ulrike Meinhof posta in esergo.

A proposito, ho letto recentemente un passo di Bachofen che sembra un commento anticipato a Grande madre rossa:

"Questo diritto materno materiale è il più sanguinario di tutti i diritti. Esso impone la vendetta anche là dove mentalità superiori la fanno apparire come un delitto. [...] Il diritto materiale della prima epoca mostra che la sua legge è quella del sangue [...]. L'idea della giustizia superiore, che considera ogni circostanza [...] proviene dal cielo. In precedenza esisteva solo la vendetta sanguinaria che non ascoltava alcuna difesa e che proveniva dalla materia. [...] L'età del diritto femminile è quella della vendetta e del sanguinario sacrificio umano, quella del patriarcato è l'epoca del tribunale, dell'espiazione, del culto senza spargimento di sangue".

BIBLIOGRAFIA

- Giuseppe Genna, Grande madre rossa, n. 1550 del periodico "Segretissimo", aprile 2009; prima edizione Mondadori, Milano 2004 (attualmente esaurita, spero che venga ristampata presto, perché il libro lo merita assolutamente).

- Johann Jakob Bachofen, Il matriarcato. Storia e Mito tra Oriente e Occidente, [antologia] a cura di Giampiero Moretti, Christian Marinotti Edizioni, Milano 2003, pp. 65, 66-67.

- Sul "New Italian Epic", vedi la relativa voce in Wikipedia.

- Il sito Internet di Giuseppe Genna.

- Per chi ne fosse curioso, la recensione di Genna al Codice da Vinci.
          Radici        
"Sai" dico, "sono scaduti i diritti d'autore sulle opere di Freud".
E' domenica e sono le nove del mattino. Anna sa che, prima di colazione, non sono in grado di dire nulla che abbia un senso compiuto. Se è di buon umore, mi asseconda nel mio delirio. Oggi è di buon umore.
"Perché?", mi risponde. "Vuoi cominciare a tradurre Freud?"
"Magari. Purtroppo non so il tedesco. No, è per spiegare come mai mi sono alzato così presto. Ieri pomeriggio sono entrato in libreria e ho visto che la Newton Compton ha pubblicato questa edizione economica del saggio di Freud su Mosè..."
"Quello sul Mosè di Michelangelo? Ma non l'avevi già letto?"
"No, non quello sulla statua. E' una monografia proprio su Mosè il personaggio biblico. E' l'ultima grande opera di Freud, pubblicata nel 1938, un anno prima della morte. Non l'avevo ancora letta, perché l'edizione Bollati Boringhieri costa una barbarità e non mi andava di prenderla in prestito in biblioteca. Sai, i libri di Freud sono di quelli che voglio possedere. Comunque niente, ieri l'ho comprato e l'ho finito proprio poco fa. Senza zucchero, il tuo caffellatte, vero?"
"Tre cucchiaini, grazie".
"Mi prendi in giro?"
"Certo. Ma raccontami un po' questo libro, sono curiosa. E' assurdo come l'altro, quello sulla statua di Michelangelo? Quello dove Mosè, di ritorno dal Sinai, vedeva il suo popolo adorare il vitello d'oro, s'incazzava e stava per spezzare le tavole della legge, ma subito si tratteneva, e proprio in quel momento Michelangelo era lì che lo 'fotografava' con lo scalpello, e dietro un cespuglio c'era il professor Freud, col suo taccuino, che analizzava l'intera performance..."
"Dai, non essere così cattiva. Diciamo che, in quel saggio, Freud ha dato una sua interpretazione, un po' audace, di una celebre scultura rinascimentale. Comunque anche W. H. Auden, in una sua poesia, ha scritto che Freud a volte era assurdo e che ciò non diminuisce affatto la sua grandezza".
"Sarà. Intanto neppure il tuo Freud è riuscito a spiegare ad Auden la verità sull'amore".
"Tesoro! La verità sull'amore non la conosce nessuno. Tranne tu ed io, naturalmente".
"Naturalmente. Ma non mi hai ancora detto cos'ha di tanto speciale questo libro, che ti ha buttato giù dal letto poco dopo l'alba".
"E' presto detto. Hai presente Mosè, no? Il patriarca, il fondatore della religione ebraica, il profeta che guidò il suo popolo nell'esodo dall'Egitto verso la Palestina, che ricevette da Dio i dodici comandamenti, eccetera. Bene, Freud sostiene che Mosè, in realtà, non era affatto ebreo. Era egiziano".
"Ma va'?"
"Proprio così. Secondo Freud, Mosè era un nobile, o forse un alto sacerdote egiziano, seguace del dio Aton. Come ricorderai, il faraone Akhenaton aveva tentato di introdurre in Egitto il monoteismo, sostituendo al culto degli dèi la religione dell'unico dio solare Aton. Ma la sua riforma religiosa, molto avanzata per quei tempi, non ebbe fortuna. Quando Akhenaton morì, il politeismo riprese il sopravvento in Egitto. Il clero, che era stato represso ed esautorato da Akhenaton, morto il faraone, si vendicò ferocemente. Fu una reazione terribile: tutte le tracce del culto di Aton furono spazzate via. Persino il nome Aton fu cancellato dai monumenti".
"Sì, mi ricordo. Anche il faraone Tutankh-Aton, il giovane erede di Akhenaton, dovette cambiare nome, riconvertirsi alla vecchia religione e chiamarsi Tutankhamon. E forse neanche questo bastò a salvargli la vita, poverino! Probabilmente lo ammazzarono e lo chiusero nella tomba con quella bellissima maschera funebre tutta d'oro..."
"...quella che abbiamo visto cinque anni fa al museo del Cairo..."
"... durante il nostro viaggio di nozze. A proposito, fra poco è il nostro anniversario, Tato. Dove andiamo a festeggiarlo?"
"Mah, in Egitto ci siamo già stati. Ti porto a Vienna, a visitare la casa di Freud?".
"Anche a Vienna ci sono già stata".
"Ma io no. Comunque, stavo dicendo: Mosè era un fedele del dio Aton. La nuova religione gli piaceva proprio, e non si rassegnò alla restaurazione politeista. Era in contatto con questa popolazione di nomadi, che vivevano nel deserto, ai margini della società egiziana, chiamati Habiru...".
"Gli Ebrei?"
"Proprio loro. Mosè ne fece il suo popolo. Li convertì alla religione monoteista, diede loro nuove leggi, insegnò loro tutto ciò che sapeva, e li condusse con sé nell'esodo fuori dall'Egitto, verso la terra promessa."
"Ciumbia! Sembra una puntata di Voyager. Quali altre sensazionali rivelazioni ci sono, nel tuo libro? Nel senso: Mosè era egiziano, e poi? Shakespeare era siciliano? Le sinfonie di Mozart le ha scritte un veneto? Atlantide altro non era che la Sardegna? E qualcosa sul Graal? Non dirmi che non c'è niente sul Graal. Cioè, scusa, Tato, ma è una teoria un po' delirante..."
"Sshh! Se ridi così forte, svegli la bambina. Sì, hai ragione, è delirante. Proprio in ciò consiste la genialità di Freud. Lui ragionava come i suoi pazienti. Altrimenti non sarebbe mai riuscito a guarirli, no? Tramite lui, la Follia torna a parlare, dopo tre secoli di censura... E lascia perdere Voyager: non c'entra niente. Freud credeva in ciò che diceva, e non gli interessava fare audience".
"Boh. Ma li guariva, i suoi pazienti?"
"Certo che li guariva! Guarda, mi hai fatto talmente arrabbiare che mi sono mangiato tutti i pistokeddos".
"I savoiardi di Atlantide? Ma se te ne mangi un'intera confezione ogni mattina. Sei forte, Tato. Però spiegami una cosa. Allora, siamo nel 1938. Mezza Europa è sotto dittature fasciste, Hitler sta per annettersi l'Austria, lo stesso Freud deve scappare a Londra per sfuggire alla persecuzione, e in questa situazione tragica per il suo popolo, il professore non trova di meglio che pubblicare un libro dove sostiene che il fondatore dell'ebraismo non era ebreo? A me pare una mezza vigliaccata, non capisco come fai a parlarne con tutto questo entusiasmo".
"Ma caspita, Anna, è proprio questo il punto! Senti: chi ha vinto le ultime elezioni?"
"Non capisco cosa c'entra".
"Come, che c'entra? Ma lo senti, quello che dicono? 'Padroni a casa nostra. Ognuno a casa sua. Il Suolo. Il Sangue. La Razza. Le Tradizioni. Le Radici. Il Territorio. Radicarsi nel Territorio'... Dio, quanto ce la menano co' 'sta storia del territorio! Tutti a ribadire come un disco rotto che bisogna Radicarsi nel Territorio, come se non fossimo esseri umani, ma olmi, o platani, o che so io. E come se non fossero stati proprio loro a devastarlo e distruggerlo, 'sto cazzo di territorio, da quarant'anni in qua, a furia di capannoni e svincoli e tangenziali e inceneritori e ripetitori, centri commerciali e colate immonde di cemento, fabbriche aperte e poi chiuse, e sempre zero solidarietà, zero giustizia, zero cultura, zero arte e zero umanità... Talmente spaventati e abbrutiti e rimbecilliti da questo schifo che loro stessi hanno prodotto, da non saper fare altro che cercare spasmodicamente qualche capro espiatorio, cui far scontare tutta la loro bile e la loro frustrazione... E prima i meridionali, e poi i tossici, e poi gli albanesi, e ora gli islamici..."
"Adesso sei tu che rischi di svegliare la bambina".
"Sì. Scusami. Preparo un altro caffè. O preferisci un po' di spremuta d'arancia?"
"Spremuta, grazie. Quando parli di quelli là, mi sembri tuo padre".
"Che cosa brutta che hai detto..."
"Perché? Mi sta simpatico, tuo padre. Ma non mi hai ancora spiegato cosa c'entra tutto questo con Freud".
"Niente, tranne il fatto che tutta quella ripugnante retorica del Sangue e del Suolo era esattamente la stessa di cui si riempivano la bocca gli antisemiti al tempo di Freud. Sai cosa dicevano? Questo, dicevano: che ogni razza ha un proprio suolo d'origine, a cui è legata da un vincolo spirituale e mistico; che la qualità del suolo determina la qualità della razza; che gli ebrei non hanno patria, non hanno territorio e quindi non hanno dignità, sono nomadi e sbandati, vivono da parassiti degli altri popoli, eccetera eccetera."
"Beh, oggi gli ebrei ce l'hanno, il loro Stato".
"E infatti i razzisti di oggigiorno non se la prendono più tanto con gli ebrei (almeno per ora), quanto soprattutto con gli zingari e con i migranti. Ma gli argomenti sono più o meno gli stessi. Ed è contro questi argomenti che Freud mette in campo il suo Mosè. Considera questo: gli dèi che le popolazioni del Medio Oriente veneravano, a quell'epoca, erano divinità nazionali; ogni popolo aveva le sue, e queste facevano tutt'uno con il loro territorio. Erano divinità guerriere, rozze, sanguinarie, che accompagnavano ciascun popolo nella sua lotta per la supremazia sugli altri popoli."
"Ma era proprio così o lo dice Freud?"
"Non lo so. Non m'intendo di storia delle religioni. Comunque, Freud sostiene che il dio di Akhenaton e di Mosè era un dio molto diverso dagli altri dèi suoi contemporanei. Era un dio illuminista, per così dire. Anzi, quasi kantiano. Pacifista. Un dio universalista: non gli importava la nazionalità dei suoi fedeli. Non gliene fregava niente di cerimonie, riti, preghiere, statue o amuleti. Non pretendeva templi dove essere adorato, né una casta di sacerdoti per servirlo. Nemmeno prometteva alcuna vita dopo la morte. A questo dio, importava solo una cosa: che ci si comportasse bene. Che si vivesse una vita secondo ragione, verità e giustizia. Tutto qui. E' questa, secondo Freud, l'essenza del monoteismo ebraico: solo una personificazione della Ragione e della legge morale. L'aspetto etnico o nazionale o 'razziale' è così poco importante, nella concezione freudiana del monoteismo, che lo stesso fondatore dell'ebraismo non è ebreo. E allora il paradosso è che, con questo libro, l'ateo, scientista e razionalista Freud ha reso alla religione e alla cultura dei suoi padri l'omaggio più elevato che per lui fosse concepibile..."
"Bello. Ma è tutta una contraddizione. Prima non hai detto che tramite Freud la follia trova finalmente voce? Adesso te ne esci con questo panegirico della Ragione illuminista. Poi, scusa Tato, ma mi sembra tutta una diatriba tra maschi. Il dio di Freud, così ragionevole e tollerante, contro i rozzi e violenti dèi guerrieri delle mitologie pagane, va bene. Però le dee? La Grande Madre Mediterranea, per esempio, che fine ha fatto? E Iside? E poi, non capisco questa cosa dell'iconoclastia: cosa avete contro le cerimonie, i riti, e anche contro la magia, le statue e gli amuleti? Non so, sarà anche una bella cosa, questo famoso monoteismo, un grande progresso, non discuto, ma non so perché mi fa venire in mente la caccia alle streghe... Vado a svegliare la bambina, vah! Ché se no si fa tardi".
"No! Aspetta un minuto".

Pubblicato il 7 maggio 2010, qui: http://www.evulon.net/news.php?extend.3368
          Quick and Easy Romesco Sauce        

Quick and Easy Romesco Sauce – this bright and flavorful sauce complements so many dishes. six basic ingredients transform into so much flavor!   I made my first romesco sauce in college – back in those Host Sunday Dinner Every Week days. I learned of the wonder that is romesco from my first culinary class,...

Read More »

The post Quick and Easy Romesco Sauce appeared first on spabettie.


          Shindig! magazine digs into OHO – Okinawa!        
The ever-excellent Rockadrome label changes step, releasing this 1974 private press prog/experimental LP from Baltimore fruit loops OHO. This version restores all the material that was supposed to make the original single LP a double–clocking in at a whopping 73 minutes.  There’s a huge variety of style and shapes on offer here, moving from spoken […]
          Â ANILLOS DE BODA DE KIM KARDASHIAN        

Miércoles, 02 de febrero de 2016. Si hay algo por lo que la modelo y empresaria Kim Kardashian es famosa, es por causar polémica y definitivamente su vida amorosa no se escapa de esto. Aunque actualmente Kim se encuentre casada y totalmente comprometida con su familia, esto no siempre fue así; ya que antes de […]

The post  ANILLOS DE BODA DE KIM KARDASHIAN appeared first on Joya Life.


          Â Â¡LADY GAGA Y SU MAJESTUOSO ANILLO!        

Lunes, 01 de febrero de 2016. La cantante quien revolucionó el mundo de la música, Lady Gaga, finalmente ha decidido comprometerse desde comienzos del año 2015. Sabemos que la artista no es nada tradicional, por lo que nos sorprendió la forma bastante común como el actor Taylor Kinney pidió su mano. Esta pareja tiene ya […]

The post  ¡LADY GAGA Y SU MAJESTUOSO ANILLO! appeared first on Joya Life.


          Â¡MILEY Y LIAM HEMSWORTH REGRESAN!        

Miércoles 20 de enero de 2016. Miley Cyrus, es una de las cantantes más controversiales desde el año 2013, sobre todo, luego de la ruptura con su novio Liam. Esta pareja era una de las más sólidas y entregadas que pudimos ver en el mundo artístico; de hecho, llegaron a comprometerse demostrando lo enamorados que […]

The post ¡MILEY Y LIAM HEMSWORTH REGRESAN! appeared first on Joya Life.


          Facebook in Google Plus (Update)        
Witzig. Zumindest witzig ist es ja. Eine Extension für IE, Firefox und Chrome sorgt dafür, dass der Facebook-Newsstream innerhalb von Google Plus in Form eines weiteren Tab dargestellt wird. Nach der Installation fragt die Extension kurz ein paar Rechte für Facebook ab und packt dann ein Facebook-Symbol links neben die Google+ Tabs (Übersicht, Profil, Circles ... weiterlesen
          Chrome - Google Tone        


I continue to be impressed by the options for access that are being developed for the Chrome Web Browser.  Google just released an experiment called Google Tone.  The concept is that it will play a short tone that other computers can hear, and they will open the URL you shared.  The extension must be installed on all the computers nearby (wish it worked on mobile devices!) and have access to the microphone.  Just click the link in the toolbar and it sends out the "tone".  You can install the extension here - g.co/tone and it works in Chrome for Mac, Windows and all Chromebook devices.  Happy Sharing!



Share this
Do you know somebody else who would find this post interesting or useful? Please forward it to them. Did somebody forward this post to you? Visit Teaching All Students and subscribe to receive posts for free. If you need a RSS Reader please visit this post Google Reader Replacements.

          weekly Diigo Post (weekly)        

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.


          AAC/Medicare Changes        

I was hoping to have written this post last week, so that you might have more time to help out, but life got in the way!  This is a VERY important post, especially to those of you who rely on Medicare to secure AAC devices.  Specifically this is related to patients with ALS, Cerebral Palsy, Muscular Dystrophy, Rett Syndrome,spinal cord injuries, spinal muscular atrophy and other impairments and their ability to retain and receive Speech Generation Devices (SGD).

As of September 1, Medicare will be changing the rules and will not allow patients to receive this devices to "unlock" them.  Thereby, denying individuals the ability to communicate with their families and other individuals via email, text, video chat, etc...  Even though the unlock fee is not paid by Medicare, they will no longer allow individuals to purchase devices that this could be done on.

Medicare has also been denying Eye Gaze devices for those individuals whose only means of access if via an eye gaze system.  Many of these cases have 2 medical professionals certifying the need for an eye gaze system and it is still denied. The backlog of appeals is years long and many patients are being denied the ability to communicate.

Please take a moment and go to this website - Center for Medical Advocacy, fill in your zip code, and the short form that follows to contact your representatives and urge them to sign a petition to stop these rule changes!  It takes just 2-3 minutes.  You only have until August 27, so please do it right away!



Share this
Do you know somebody else who would find this post interesting or useful? Please forward it to them. Did somebody forward this post to you? Visit Teaching All Students and subscribe to receive posts for free. If you need a RSS Reader please visit this post Google Reader Replacements.

          Chrome - QR-Code Extension        
I a big fan of the Google Chrome Browser, there are a ton of amazing extensions and apps that you can use with students.  I've blogged about quite a few of them - Read & Write for Google Docs, Kaizena,  and on EdCeptional #42.  Here's a new one that just for creating and reading QR Codes.

The QR Code Extension is designed to allow you to quickly create QR codes for downloading and sharing.  Once you are on a page, just click the icon in your extension bar (to the right of the address bar) and it will show you the QR Code.  Click "Edit This QR Code" to find options for downloading and sharing.

The other option is not one I've seen in an extension.  Click the "Scan a QR Code" and it allows you to use your webcam to decode a QR Code.  So if you've ever been sitting and wanted to use a code, this is the extension for you!!  It's a great option for students, I've always advocated for using QR Codes for long URL's and this would help do that without a special program.  Just print out QR Codes for your students and let them scan using the extension.

You can try out The QR Code Extension here!



Share this
Do you know somebody else who would find this post interesting or useful? Please forward it to them. Did somebody forward this post to you? Visit Teaching All Students and subscribe to receive posts for free. If you need a RSS Reader please visit this post Google Reader Replacements.

          weekly Diigo Post (weekly)        

Posted from Diigo. The rest of my favorite links are here.


          Chrome: good and bad news        

KDE Project:

Maybe you already know, maybe you don't: Google created its own browser, called Chrome. The good is that it is based on WebKit, thus contains KDE technology. That's is another recognition for the work of KDE developers. The bad is that they mention Apple's WebKit and nothing about KDE/khtml. Sad. :(
See http://googleblog.blogspot.com/2008/09/fresh-take-on-browser.html .


          Love Heart Mini Frame - 11,02€         
thumb

Great for Valentines. Wow your loved one with this wonderful chromed double hinged frame. Complete with a beautiful calligraphy heart scribed in red ink and room for a picture on the other side.


          3 Reasons why Chromebooks might be a good fit for your nonprofit        
Nonprofits - 08_11 - Chromebooks.JPG

When we speak with nonprofit organizations, we often hear about the challenges related to technological resources. So when it comes to investing in new technology, it’s important to consider three primary factors:

  • Security: Does it keep my information private and secure?
  • Compatibility: Does it work with the programs I use?
  • Price: Is it within budget?
To address these questions, Google created the Chromebook, a series of laptops built with ChromeOS. The vision behind Chromebooks is simple — to create a safe, accessible, and affordable laptop. To improve user privacy and security, Chromebooks  automatically update to provide virus protection, encryption and safe browsing. For easy access and collaboration, they’re outfitted with Gmail, Google Docs, Hangouts (and nonprofits receive the full Google Apps bundle with 30GB of space per user at no charge). What’s more, they start at $169 USD & that’s for a laptop that has up to 10+ hours of battery life!
Nonprofits_-_08_11_-_Chromebooks2.width-1600.png
ASUS Chromebook C201 ($169)

Case Study

Charity:water, a non-profit organization that provides clean and safe drinking water to people in developing countries, has a “100 percent model,” where every dollar donated goes directly to fund clean water projects. As a result, resources are limited. In order to cover operational costs like salaries and supplies, the organization relies on a few passionate and dedicated supporters. With this in mind, Charity:water transitioned to Chromebooks to improve the efficiency of its staff’s workflow. Now, employees can spend more time focusing on their goals and working towards their mission to nourish the world.

Want to learn more?

Chromebooks gives nonprofits unified access to the Google Apps suite, including:

  • Google Docs, Sheets, Slides: Allows you to create documents, spreadsheets, and presentations in real time. They’re automatically backed up online, and you can also open and edit Microsoft Word, Powerpoint or Excel files.
  • Google Hangouts: Google Hangouts can be used to make phone calls, screenshare, and video chat.
  • Google Drive: Store, sync, and share documents in the cloud for secure and easy access.

As a nonprofit, you also receive discounted access to Chrome licenses, which give you management controls via the Chrome Device Management. Chrome Device Management is a unified way to manage all of your nonprofits’ users, devices, and data. For nonprofits, the Chrome management license is discounted to only $30 dollars — in comparison to $150!

Chromebooks are our vision for providing cheaper, easier to use, and more secure laptops. Installed with Google Apps out of the box, nonprofits can maximize impact, while saving both time and resources.


To see if your nonprofit is eligible to participate, review the Google for Nonprofits eligibility guidelines. Google for Nonprofits offers organizations like yours free access to Google tools like Gmail, Google Calendar, Google Drive, Google Ad Grants, YouTube for Nonprofits and more. These tools can help you reach new donors and volunteers, work more efficiently, and tell your nonprofit’s story. Learn more and enroll here.

To learn more about Chromebooks for nonprofits, take a look at Google for Work’s Chromebook’s website. To take advantage of the Google Nonprofit license discount, a Google partner will reach out to you once you fill out the Contact Us form.


          Four ways to keep your nonprofit safe & secure online        
safety security g4np
For nonprofits, the Internet serves as a powerful vehicle for change — creating a way to access information, connect with users, and drive innovation. But navigating the web can also be a tricky task. Online safety and security has become increasingly pertinent for all digital users, including nonprofits. While it’s relevant to all though, it’s unattended by many. This raises the question: “How do we keep our nonprofit (and the community we serve) safe and secure online?”

Today, we’re partnering with Google’s User Advocacy Group to share four smart tips to keep your nonprofit, your users, and you safe online.

1. Secure your passwords

Many of us “know” that it’s smart to pick a strong password, but out of convenience we also continue to use our favorite pet’s name (e.g. “Clifford”) or other not-so-creative passwords like “password.” Although pets like Clifford are great, they don’t make great passwords. Rather, this weak protection creates vulnerable access to some of your nonprofit’s most sensitive information.

Picking strong passwords that are different for each of your accounts is extremely important -- it’s also good practice to update your passwords regularly.  Check out the following tips: 

  • Use a unique password for each of your accounts. Would you give a burglar a key that accessed your home, car, garage, and more? Using the same password for multiple accounts creates the same type of risk. Ensure you’re protecting your data by using unique passwords for each account.

  • Include numbers, letters and symbols in your password. The longer your password is, the harder it is to guess. Adding numbers, symbols and mixed-case letters makes it harder for someone to gain access to your account.

  • Create password recovery options and keep them up-to-date. If you forget your password or get locked out, you need a way to get back into your account. Many services will send this information to a recovery email address to reset your password, so be sure your recovery email address is up-to-date and accessible. You may also be able to add a phone number to your profile to receive a code to reset your password via text message. Having a mobile phone number on your account is one of the easiest and most reliable ways to help keep your account safe.

2. Take the security checkup


Google’s Security Checkup is a quick, easy way to review the following information about your account (and more)!
  • Recent activity: This is a quick overview of your recent sign-ins to Google. If you see any activity from a location or device you don’t recognize, change your password immediately.

  • Account permissions: These are the apps, websites, and devices connected to your Google account. Take a look and make sure you trust—and actually use—all of them. You might want to remove an old phone, or that dusty app you never use.

  • Check your 2-step verification:  Most people have only one layer of protection with their password. 2-step verification adds an additional layer of security to your account by requiring a phone or security key to access your account information.

3. Understand your privacy settings


If you do your personal and business work on the same computer, you will want to also check your privacy settings through Google’s Privacy Checkup. Privacy Checkup allows you to control what information like photos, videos and reviews are shared to the public or to whomever you choose.
  • Manage your sharing: You can decide what information you want to share such as videos, photos and reviews. Perhaps your nonprofit videos are only shared with your friends, when you want them to be shared with anyone. This is a simple way to check to see who can see what.

  • Personalize your google experience: One additional function of privacy checkup is to see what information you’re sharing with Google. Google uses this information to provide better search results and more relevant information to get you answers quicker and more relevant information to share to your nonprofit community.


Review important information about how Google uses data to make services better for you and your nonprofit.

4. Ensure you're switching between your personal & business accounts


We understand that as a nonprofit, you wear many hats and manage multiple business accounts in addition to personal ones. Google makes it easy toggle between accounts — visit your account settings to quickly determine which data you’re accessing, and rest easy knowing your personal and business information are separate.

  • Guest Mode or Incognito mode: Share Chrome with other people in your organization and ensure everyone has their own settings and bookmarks. You can also utilize Guest mode or Incognito mode to open a private browsing session in Chrome without leaving browser history or cookies behind once you’ve logged out.

  • Using Chrome on an unfamiliar device or machine: If you’re using an unfamiliar device or machine, ensure you’ve properly logged out of your account before heading off to your next meeting.


Online security doesn’t have to be difficult. These simple steps will give you peace of mind and protect your nonprofit’s valuable work. If you have any other online security questions or want to recommend a topic for a future blog, please add a comment below. 

To see if your nonprofit is eligible to participate, review the Google for Nonprofits eligibility guidelines. Google for Nonprofits offers organizations like yours access to Google tools like Gmail, Google Calendar, Google Drive, Google Ad Grants, YouTube for Nonprofits and more — all at no charge. These tools can help you reach new donors and volunteers, work more efficiently, and tell your nonprofit’s story. Learn more + enroll here.  


          Google for Education presents: Google RISE Awards!        

Google for Education just opened applications for the Google RISE Awards, a $10-25k USD grant given to nonprofit organizations globally that give girls and underrepresented students access to computer science through extracurricular outreach programs. In 2015, 37 organizations from 17 countries received RISE Awards for projects ranging from programming clubs in Johannesburg to workshops on CS and music production in San Francisco. 

chromebooks.JPG
Learning about CS promotes valuable problem solving skills that students can apply to any field of study. Unfortunately, many students have a negative perception of what CS is and who it’s for. By partnering with nonprofits that are providing students with access and exposure to CS, we hope to change this perception and encourage more students to pursue CS. We’ve been inspired by the creativity and passion we’ve seen from our past RISE awardees, and this year we’re excited to expand the reach of the RISE awards by opening two rounds of funding applications for nonprofit organizations. 

The RISE Awards are now accepting applications through February 19, and more information on the application process is listed on our website. Visit g.co/csedu to learn more about Google’s other CS resources, including our CS teacher professional development awards, Computer Science for High School (CS4HS), which is also currently accepting applications for the 2016 year.


          Besplatan ukras za kosu        
Za ovo ti ne treba proxy, nego se ulogiraj u stardoll i onda klikni na link ispod:
http://www.stardoll.com/en/contest/view.php?id=4252
Moraš na sva pitanja odgovoriti točno, kao ispod:
 
Zatim klikni na Enter Competition i pojavit će ti se u Salonu Ljepote ;)

           Δύο Chrome extensions μετατράπηκαν σε adware        


Τις τελευταίες 5 ημέρες, 2 λογαριασμοί developers του Google Chrome Web Store, έπεσαν θύματα παραβίασης μέσω επιθέσεων phishing, με αποτέλεσμα να προωθήσουν κακόβουλα updates στους χρήστες των extension του Chrome.

Τα επηρεαζόμενα extensions είναι το Web Developer και το Copy Fish και σύμφωνα με τους ισχυρισμούς των developers τους, οι "πειραγμένες" εκδόσεις απλά ΄σέρβιραν διαφημίσεις στα sites που επισκέπτονταν οι χρήστες τους.

Σύμφωνα με την A9t9 Software, δημιουργό του Copy Fish, ο λογαριασμός που διαχειρίζεται το extension στο Chrome Web Store δεν προστατευόταν με two-factor authentication (που δίνει δωρεάν η Google) και η παραβίαση του έγινε όταν ένας εργαζόμενος της έβαλε τα credentials σε phoney email που νόμιζε πως προερχόταν από την Google.

Από την πλευρά του ο Chris Pederick που αναπτύσει το Web Developer, δεν έδωσε λεπτομέρειες πέρα από το ότι και ο δικός του λογαριασμός έπεσε θύμα phishing.

[via]
          Diablo III: Δωρεάν για τους Xbox Live Gold αυτό το σαββατοκύριακο        

Η Blizzard ανακοίνωσε πως από τις 27 έως και τις 31 Ιουλίου, οι συνδρομητές της υπηρεσίας Xbox Live Gold θα μπορούν να δοκιμάσουν εντελώς δωρεάν το Diablo III: Reaper of Souls - Ultimate Evil Edition.

Το εν λόγω πακέτο περιλαμβάνει το βασικό game και το Reaper of Souls expansion και όσοι πάρουν μια πρώτη γεύση θα έχουν τη δυνατότητα να αγοράσουν το παιχνίδι και να το προσθέσουν μόνιμα στη συλλογή τους, με έκπτωση 35%.

Αν δε προχωρήσετε σε μια τέτοια αγορά, η πρόοδός σας θα μεταφερθεί από τη δοκιμαστική έκδοση στην πλήρη.

[via]
          Î— Adobe καταργεί οριστικά το Flash στα τέλη του 2020        

Ο θάνατος του Flash έχει προβλεφθεί εδώ και αρκετό καιρό, ειδικά μετά τις κινήσεις της Adobe τα τελευταία χρόνια, όμως σήμερα γνωρίζουμε και την ακριβή ημερομηνία που η πάλαι ποτέ δημοφιλής τεχνολογία του Internet, θα αφήσει την τελευταία της πνοή.
Αυτή δεν είναι άλλη από την 31η Δεκεμβρίου του 2020 σύμφωνα με σημερινή ανακοίνωση της Adobe, όταν και η εταιρεία θα σταματήσει να κυκλοφορεί αναβαθμίσεις για το Flash αλλά και να το διαθέτει στην αγορά σε οποιαδήποτε έκδοσή του. Στην ανακοίνωση η εταιρεία αναφέρει και ενδιαφέροντα στατιστικά στοιχεία που δείχνουν τη σημαντική πτώση στη χρήση ιστοσελίδων που χρησιμοποιούν την τεχνολογία. Συγκεκριμένα το 2014, το 80% των χρηστών του Chrome browser επισκεπτόντουσαν καθημερινά τουλάχιστον μία ιστοσελίδα με Flash περιεχόμενο, ένα ποσοστό που κατακρημνίστηκε στο 17% στις μέρες μας.

Μέχρι το τέλος του 2020, η Adobe θα κυκλοφορεί αναβαθμίσεις ασφάλειας σε συνεργασία με την Apple, τη Mozilla, τη Microsoft και τη Google προκειμένου να υπάρχει τυπική υποστήριξη στους browsers των συγκεκριμένων εταιρειών. Ήδη οι περισσότερες από αυτές τις εταιρείες έχουν προχωρήσει εδώ και αρκετό καιρό σε απενεργοποίηση του Flash περιεχομένου από τις ιστοσελίδες που φορτώνει ο χρήστης, και ο οποίος θα πρέπει να κάνει κλικ προκειμένου να εμφανίσει το σχετικό περιεχόμενο.

Η τεχνολογία Flash αν και δεν έκανε εύκολη τη ζωή των προγραμματιστών, εντούτοις έδινε τη δυνατότητα δημιουργίας εντυπωσιακών ιστοσελίδων, οι οποίες όμως δεν μπορούσαν σε καμία περίπτωση να είναι εξίσου εντυπωσιακές και σε φορητές συσκευές και ειδικότερα στα smartphones. Στην ιστορία έχει περάσει άλλωστε η απόφαση του Steve Jobs που από την πρώτη στιγμή είχε αποκλείσει την παρουσία του περιεχομένου Flash στο iPhone εξαιτίας των προβλημάτων που δημιουργούσε με την αυτονομία της συσκευής.

Επιπλέον τα τελευταία χρόνια, η άνοδος των ανοιχτών προτύπων HTML 5, WebGL, CSS και Javascript, δίνει την ευκαιρία στους προγραμματιστές να δημιουργήσουν εξίσου εντυπωσιακές ιστοσελίδες και web υπηρεσίες, με τη δυνατότητα αυτές να τρέχουν σε διαφορετικών ειδών συσκευές με ελάχιστες αλλαγές.

[via]

          ÎŒÎ»Î± όσα αλλάζουν στον Firefox        


Είναι αδιαμφισβήτητο το γεγονός ότι ο άλλοτε κραταιός browser βρίσκεται πια σε δεύτερη, ίσως και τρίτη, μοίρα στη γνωστή «μάχη». Δε θα σταθούμε ιδιαίτερα στα πώς και τα γιατί, εντούτοις θα αναγνωρίσουμε ότι η αλεπού υστερεί έναντι του ανταγωνισμού. Ενίοτε και δραματικά.
Εδώ και κάμποσα χρόνια, ο Firefox, η εφαρμογή που κάποτε όριζε τις εξελίξεις στην πλοήγηση του διαδικτύου, έχει καταλήξει να τις κυνηγά ασθμαίνοντας, ενώ γίνεται όλο και πιο ορατός ο κίνδυνος να βρεθεί στην αφάνεια.
Φυσικά, αυτό δεν πέρασε απαρατήρητο από τη μαμά Mozilla, η οποία έλαβε την -τολμηρή, είναι η αλήθεια- απόφαση να τον διαλύσει σχεδόν στα εξ ων συνετέθη και να τον δημιουργήσει ξανά. Όσο κι αν φαίνεται περίεργο, είναι ίσως η πρώτη φορά έπειτα από πολύ καιρό που υπάρχει ολοκληρωμένο πλάνο για τη δημιουργία ενός σύγχρονου browser, με κάθε επιλογή να είναι απόλυτα αιτιολογημένη από τεχνικής πλευράς. Ταυτόχρονα, οι προγραμματιστές φροντίζουν με κάθε δυνατό τρόπο ώστε οι αλλαγές να επέλθουν ομαλά και να μη βρεθούν ξαφνικά οι χρήστες μπροστά σε κάτι εντελώς άγνωστο.
Στην πραγματικότητα, η νέα εποχή για τον Firefox σηματοδοτήθηκε από την επιτάχυνση του κύκλου εκδόσεων και την υιοθέτηση του αποκαλούμενου «Rapid Release», σύμφωνα με το οποίο προκύπτει μία νέα σταθερή έκδοση κάθε πέντε με οκτώ εβδομάδες περίπου. Τώρα ο κύκλος αυτός θα επιταχυνθεί ακόμα περισσότερο, με την αφαίρεση ενός βήματος. Η πορεία των εκδόσεων ήταν κατά σειρά Nightly -> Aurora (από εδώ προέκυπτε η Developer Edition) -> Beta -> Stable και στο εξής δε θα βγαίνει η Aurora, με την Developer να πηγάζει από την εκάστοτε Beta.
Ακολουθώντας την ίδια λογική ως προς την αύξηση της ταχύτητας ανάπτυξης, δεν προκάλεσε ακριβώς έκπληξη η επιλογή να απαλλαγεί ο browser από το μικρότερο ξαδερφάκι του, το Thunderbird, με το δεύτερο να (εξ)αναγκάζεται να ενηλικιωθεί σχετικά απότομα και να ορίσει τη δική του μοίρα. Αν θέλετε περισσότερες πληροφορίες για αυτό, πεταχτείτε στα γρήγορα προς το τέλος του άρθρου.
Στη συνέχεια θα δούμε πώς ακριβώς θα μεταμορφωθεί ο Firefox και θα προσπαθήσουμε να εξηγήσουμε τους λόγους που οδήγησαν στις συγκεκριμένες αλλαγές. Στόχος δεν είναι να πειστεί κανείς για το αξιόλογο της συγκεκριμένης εφαρμογής αλλά απλά και μόνο η επαρκής πληροφόρηση. Να σημειώσουμε εδώ ότι δε θα αναφερθούμε εκτενώς σε όλες τις μεταβολές, γιατί αρκετές από αυτές είναι σε πρώιμο στάδιο ακόμα. Θα παραμείνουμε περισσότερο σε αυτές που είναι ήδη εδώ αλλά και σε εκείνες που θα υλοποιηθούν στο άμεσο μέλλον.

WebExtensions
Ξεκινάμε με κάτι που, πριν καν ολοκληρωθεί, έχει συγκεντρώσει μεγάλο αριθμό αντιδράσεων, οι οποίες αναμένεται να ενταθούν όσο πλησιάζει η στιγμή της εφαρμογής του. Πρόκειται για το φαινόμενο «τα πρόσθετά μας πέθαναν, τα πρόσθετά μας πάνε». Δηλαδή, δεν πάνε ακριβώς. Και οι αντιδράσεις, αν και κατανοητές, είναι υπερβολικές μερικές φορές, ειδικά αν αναλογιστεί κανείς την ανάγκη πίσω από αυτή την απόφαση.
Τι θα συμβεί; Ένας αρκετά μεγάλος αριθμός πρόσθετων (add-ons) θα πάψει να λειτουργεί. Απλά και ξεκάθαρα. Όπως είπαμε, o Firefox αλλάζει και μία από τις σημαντικότερες αλλαγές είναι η εμφάνιση ενός νέου τύπου πρόσθετων, των WebExtensions. Αναπόφευκτα, μια τέτοια αλλαγή σημαίνει ότι ορισμένοι χρήστες θα αναγκαστούν να αναζητήσουν εναλλακτικές λύσεις για τα πρόσθετα εκείνα που δε θα δουλεύουν πια ή σε ορισμένες περιπτώσεις να συμβιβαστούν με την έλλειψη αυτών.
Γιατί όμως αποφασίστηκε κάτι τέτοιο; Είναι τρελοί οι προγραμματιστές και δεν τους ενδιαφέρουν οι χρήστες; Μήπως απλά δεν ξέρουν τι κάνουν; Εννοείται βέβαια πως δεν ισχύει κάτι από αυτά. Αυτό που ισχύει, χωρίς να αναλωθούμε σε υπερβολικά τεχνικές αναλύσεις, είναι ότι ο Firefox στα σωθικά του είναι γερασμένος. Η γλώσσα που χρησιμοποιεί, η XUL, είναι σχετικά παρωχημένη, είναι δεμένη με την επίσης γερασμένη και προγραμματισμένη για αντικατάσταση μηχανή Gecko, ενώ δε χρησιμοποιείται ιδιαίτερα σε περιβάλλοντα εκτός της Mozilla. Αντί λοιπόν να παραμείνουν δέσμιοι στη συντήρηση της γλώσσας αυτής, επέλεξαν να την αλλάξουν σταδιακά. Το πρόβλημα όμως είναι ότι τα πρόσθετα χρησιμοποιούν επίσης τη XUL.
Ας δούμε όμως λίγες περισσότερες λεπτομέρειες, ώστε να καταλάβουμε καλύτερα το όλο θέμα. Να πούμε πρώτα τα αρνητικά, τι θα χάσουν δηλαδή οι χρήστες: θα χάσουν προφανώς κάποια από τα πρόσθετα που έχουν συνηθίσει να χρησιμοποιούν. Αυτό βέβαια δεν είναι απαραίτητο να συμβεί σε όλους. Αρκετά από τα ήδη υπάρχοντα πρόσθετα έχουν είτε ολοκληρώσει, είτε ξεκινήσει τη μετατροπή σε WebExtensions. Θα χάσουν επίσης -ανάλογα με την περίπτωση πάντα- λίγη ή περισσότερη λειτουργικότητα από τα πρόσθετά τους, ακόμα κι αν αυτά υπάρχουν στη νέα εκδοχή τους. Αυτό το τελευταίο φαίνεται ιδιαίτερα άσχημο, είναι όμως αναγκαίο αντάλλαγμα για κάτι που θα κερδηθεί.
Πάμε τώρα σε αυτά που θα μας προσφέρουν τα WebExtensions. Το πρώτο είναι η διαλειτουργικότητα. Θα χρησιμοποιούν APIs συμβατά με αυτά του Chrome (και των browsers που βασίζονται στη μηχανή Blink), κάτι που σημαίνει ότι αφενός μεν τα διαθέσιμα για άλλους browsers πρόσθετα θα μπορούν να τρέξουν -με κάποιες μικρές αλλαγές- και στον Firefox, αφετέρου δε κάποιος που θέλει να δημιουργήσει ένα πρόσθετο, δε θα βρεθεί στο δίλημμα επιλογής browser και θα καταλήξει στον Chrome ως πρωτοπόρο σε αριθμό χρηστών αλλά θα μπορεί κατ’ ουσίαν να φτιάξει ένα για όλους.
Το δεύτερο σημαντικό στοιχείο που προσμετράται στα θετικά (έχοντας όμως το «αρνητικό» ότι αποτελεί το αντάλλαγμα που προαναφέραμε) είναι ότι με τη χρήση των WebExtensions ενισχύεται σημαντικά η ασφάλεια στο περιβάλλον του browser και η ευελιξία στην ανάπτυξή του. Αρκετά σοβαρός λόγος για να γίνει η αλλαγή, δε βρίσκετε; Για να συμβούν αυτά όμως, θα περιοριστούν όσα μπορεί να κάνει ένα πρόσθετο. Με το τωρινό σύστημα και μέσω της XUL, κάθε πρόσθετο έχει εν δυνάμει απεριόριστη πρόσβαση στον browser. Αυτό του δίνει πολλές δυνατότητες, τόσες ώστε να μπορεί να αλλάξει την εμφάνιση της ίδιας της εφαρμογής αλλά και τη λειτουργία της. Είναι ωραίο, μας αρέσει και το χαίρονται ιδιαίτερα οι «power users», δεν αντιλέγει κανένας. Εγκυμονεί κινδύνους όμως. Έχοντας πρόσβαση στα ενδότερα, ένα κακόβουλο ή απλά κακογραμμένο πρόσθετο -και υπάρχουν δεκάδες τέτοια- μπορεί από το να αυξήσει σημαντικά την κατανάλωση πόρων του συστήματος (βλέπε AdBlock) μέχρι και να οδηγήσει στη δημιουργία κενών στη διαδικτυακή μας ασφάλεια. Επίσης, δεν είναι δυνατό το πέρασμα σε νεότερη έκδοση του Firefox χωρίς να «σπάσουν» κάποια πρόσθετα.
Αυτά θα επιχειρηθεί να αντιμετωπιστούν με τη μετάβαση στα WebExtensions. Τα νέα πρόσθετα θα έχουν λιγότερες δυνατότητες, θα είναι όμως πιο εύκολο για τους προγραμματιστές να γράψουν σωστό κώδικα, άρα και να έχουμε μελλοντικά πρόσθετα καλύτερης ποιότητας. Θα είναι επίσης αρκετά πιο ασφαλή, ενώ δε θα μπορούν να «γονατίσουν» τον browser, όπως συμβαίνει μέχρι τώρα.

Electrolysis
Στη βελτίωση της λειτουργίας της εφαρμογής θα συμβάλει μία ακόμα πολυπόθητη αλλαγή: το Electrolysis (e10s). Η αλεπού αποκτά επιτέλους τη δυνατότητα να τρέχει τις επιμέρους διεργασίες της με τρόπο που θα τις κάνει ανεξάρτητες μεταξύ τους, όπως συμβαίνει ήδη με το αντίπαλο δέος της Google.
Με το υπάρχον μοντέλο, ολόκληρη η λειτουργία του Firefox γίνεται μονοδιάστατα. Η διεπαφή χρήστη, η διαχείριση των καρτελών, τα πρόσθετα, η παρουσίαση του διαδικτυακού περιεχομένου, όλα βρίσκονται στον ίδιο νοητό χώρο και μπορούν να αλληλεπιδρούν. Αυτό παρουσιάζει σοβαρά μειονεκτήματα. Ένα-δύο ενδεικτικά, που θα τα έχετε συναντήσει σίγουρα αρκετοί από εσάς, είναι η καθυστέρηση στην απόκριση της διεπαφής (λ.χ. στο άνοιγμα του μενού) επειδή μια ιστοσελίδα είναι προβληματική ή η ενημέρωση ότι κάποιο script επηρεάζει αρνητικά τη λειτουργία της εφαρμογής. Στοιχεία που θα έπρεπε να είναι άσχετα μεταξύ τους, δεν είναι όμως. Πλέον θα πάψει να υφίσταται κάτι τέτοιο, γιατί τα επιμέρους συστατικά θα έχουν τη δική τους διεργασία (process). Όλο αυτό θα ενισχύσει την ταχύτητα και την αποκρισιμότητα του browser, θα αυξήσει όμως λίγο και την κατανάλωση πόρων.
Με μία σημαντική λεπτομέρεια εδώ: μαθαίνοντας ίσως από τα λάθη των άλλων, η multiprocess δραστηριότητα του Firefox δε θα λειτουργεί ακριβώς όπως στον Chrome. Δε θα δημιουργείται δηλαδή ένα process για κάθε νέα καρτέλα, οδηγώντας την κατανάλωση της RAM σε υπερβολικά επίπεδα. Αντίθετα, θα υπάρχει συγκεκριμένος αριθμός που θα αναλογεί στις καρτέλες, άλλος που θα αφορά τα πρόσθετα, τρίτος για τη γραφική διεπαφή κ.ο.κ. Τεχνικός συμβιβασμός δηλαδή που προσπαθεί να αποφέρει όσα περισσότερα πλεονεκτήματα μπορεί, προσφέροντας το ελάχιστο δυνατό αντίτιμο.
Το Electrolysis ενεργοποιήθηκε αρχικά εν είδει δοκιμής για περιορισμένο αριθμό χρηστών, ο οποίος αυξάνεται σταδιακά, ενώ από την έκδοση 54 θα είναι προενεργοποιημένο για τους χρήστες εκείνους που δε χρησιμοποιούν κανένα πρόσθετο. Γιατί μόνο για εκείνους; Ένα χαρακτηριστικό δείγμα του πόσο απαραίτητες είναι οι αλλαγές και η εγκατάλειψη του παλιότερου τρόπου λειτουργίας είναι το ότι το Electrolysis μπλοκάρεται (και απενεργοποιείται αυτόματα) αν εγκαταστήσουμε κάποιο πρόσθετο που δεν είναι συμβατό αυτό.
Τονίζουμε ότι το ορόσημο είναι η έκδοση 57, η οποία έχει προγραμματιστεί για τον ερχόμενο Νοέμβριο. Με την έλευσή της, θα είναι ενεργό για όλους το e10s, πιθανότατα με τέσσερα processes ως προεπιλογή, και παράλληλα κάθε μη WebExtension πρόσθετο θα αχρηστευθεί. Σε περίπτωση τώρα που κάποιος χρειαστεί λίγο περισσότερο χρόνο, θα μπορεί να περάσει στην αντίστοιχη ESR (Έκδοση Εκτεταμένης Υποστήριξης).
Για την εξυπηρέτηση των χρηστών υπάρχει ήδη διαθέσιμη σελίδα όπου καταχωρούνται τα συμβατά πρόσθετα. Υπάρχει επίσης σχετικό tag στη σελίδα με όλα τα πρόσθετα του Firefox ενώ στις επόμενες εκδόσεις και μέχρι την οριστική αποπομπή τους θα εμφανίζεται μέσα στον browser η ένδειξη «LEGACY» δίπλα σε όποιο πρόσθετο δεν είναι συμβατό και θα γίνεται παραπομπή σε αντίστοιχης λειτουργίας πρόσθετα.

Project Photon
Το Photon είναι ένα σχέ
          The Cheney Chronicles #3: One Year Later – Decision Time        
Decision time

As a patient of Dr. Cheney’s, I had access to his frequent emails discussing his thoughts and treatments regarding chronic fatigue syndrome (ME/CFS). In writing this article, I went back and read most of these emails.  For quite a few of them, I had to research the acronyms and spend […]

The post The Cheney Chronicles #3: One Year Later – Decision Time appeared first on Health Rising.


          The Cheney Chronicles #2: His Protocol For Chronic Fatigue Syndrome        
bison

(Chris continues his overview of seeing Dr. Paul Cheney  to treat his case of Chronic Fatigue Syndrome. See Part I here) I have a confession to make –  I am treating myself. I just finished listening/reading Dr. Horowitz’s book, “Why Can’t I Get Better? Solving the Mystery of Lyme and […]

The post The Cheney Chronicles #2: His Protocol For Chronic Fatigue Syndrome appeared first on Health Rising.


          From Mono To Giardia To Orthostatic Intolerance to … Chronic Fatigue Syndrome and Dr. Cheney: the First Visit        
chris-cheney

My ME/CFS History 1989 – The First Flu-like Illness I was always a high energy burn the candle at both ends type-A person. In my early twenties (1989) I came down with a flu-like illness that did not go away. I had gone from a person who would play sports […]

The post From Mono To Giardia To Orthostatic Intolerance to … Chronic Fatigue Syndrome and Dr. Cheney: the First Visit appeared first on Health Rising.


          Quel silence, j'espère que ce n'est rien de sur OYEZ, OYEZ...        
Quel silence, j'espère que ce n'est rien de grave. Je sais que les blogs ont de moins en moins la côte, mais il reste des personnes qui aiment toujours s'y promener et découvrir vos belles réalisations. A bientôt, je l'espère.
Palmira
          The Punt: Friday 17 March        
Dave Kelner, Derek McGovern and Thom Kirwin preview all 10 Premier League games this weekend. The chaps talk about Aitor Karanka's dismissal, Romelu Lukaku rejecting a new contract and they give their best bets. #PL #football #thepunt #podcast
          Comment on Episode 210: Characterization by William Palmer        
Nice episode, I feel like y'all only scratched the surface on this one. I like the idea of characterization coming in the moment, from choices. So in a RPG context every time you have to make a choice or speak in character (which I guess is a choice) you decide in that moment who your character is, based on what has come before, and then from the directors stance, what you want to happen. in a video game context like Mass Effect every time you come to a decision point, the game is asking you to characterize your version of its protagonist to be either Paragon, neutral or correct. :) As much as we'd like perfect consistency, characterization changes (outside of intentional character arcs) whether we want it to or not. This comes from the gaps between play sessions, differences in our emotional play state (bleed), and the (almost necessarily) fluid nature of characters in the shared imagined landscape. This isn't a bad thing most of the time because it's minor and we modify our characters slightly based on the outcomes we as players would like to see. In a recent game of Eclipse Phase I just ran over Roll20 I had all the characters introduce themselves with a dream sequence. I made it very clear that this was to be an opportunity for solo storytelling and had everyone else follow the microscope rules of shutting up and not helping as to preserve a unique vision. It went over really well, even if we had a few more pauses for thought than normal, and even over Roll20 the characterization was very clear and shined through. That's another thing, characterization is much easier in person or through text than it is online which has always been one of my bigger pet peeves with online gaming. In person you get to use all of your senses, through text you get to expound as much as you'd like, online you're normally restricted to voice and actions. It makes you work harder and practice which brings a lot to in person games. Yet another thing, how quickly does a character come to you? Are most NPCs at the same level of characterization in their first min of screen time as say an ApoWo character? Obviously we know more about the ApoWo character but does that come through right away or do you build that character up with every interaction/decision? I would say the later. Another way to say that would be: Are most characters defined more by what's on their sheets or what's in our heads? Could y'all post a link to 183 days from the rants section? I seem to be having trouble finding it. https://www.google.com/webhp?sourceid=chrome-instant&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#newwindow=1&q=183+days+rpg Oh, have y'all ever Janked (that's now a thing, I'm making it a thing) about practicing for RPGs? If not, I have a potentially stupid topic for a cast, Do You Practice for RPGs? We practice writing, tennis, medicine, improv, calculus, sex, woodworking, and juggling; why not RPGs? This may be something that I'm alone in doing but I first took up acting in local theater partially because I thought it would bring something to my "craft" of role-playing. A lot of the time when I'm watching movies (especially bad but interesting ones like "In Time" or Divergent) I'm thinking about how I would translate that into a game (Fate conversion and Misspent Youth in those cases) and I'm logging away interesting choices or details that I can later bring back to the table. Staying in genre can be difficult when you have 5 different peoples conceptions of what noir is. But when you reference a movie or book everyone is familiar with then people are suddenly on the same page both conceptually and thematically. In general when I'm about to play in a game, or even worse run one, I often immerse myself in fiction of that genre to get it right. which seems like practicing a genre for an RPG to me. I've watched more than a few online videos on voice acting (see Roll20 stuff above). My bedside readers are fiction and things like Long-Form Improv by Hauck and Writing 21st Century Fiction by Maass. I've even run experimental one shots before to test out narrative concepts, like extreme flashbacks that only tie in tangentially to the main story, or practice something else unusual. I've never really retroactively declared anything longer than a one shot practice before but my first couple of fumbling forays into RPGs with D&D (because of coarse it was D&D) could certainly be called practice. I know RPGs aren't supposed to have a goal per se but what I'm striving for are improvisational stories that surprise me, thrill me, and touch my heart. What I'm after is a fluid game with little overt communication about it between players in the moment (all I'm asking for is mind reading here!). What I desire is a game that could be written down and sold as a good book and I feel like that takes practice. I practice to impress others, I practice to feel more relaxed and confident, but most importantly I practice to have a more distilled, better quality of fun. P.S. Your'e welcome for the text wall!
                  
 Our awesome skating trip! Click here for more




















































          First day in Camp        


 
























For more pictures, click here

          How To Speed Up Your Computer with Optimo Pro        
Computer users are inundated with tribulations frequently. The way you eat food to keep you going and to keep you fit, likewise, computer machine also needs maintenance every now and then. Your body demands food to keep you going. So how can your computer lag behind? Computer optimization is the buzz word. Everyone wants to speed up computer to reap more benefits.

Regular holdups that stall the computer’s performance become a complete nuisance. Virus attacks, malware intrusions, Trojan horse, and other cruel problems slow down the speed of your system. But most of the users find it difficult to understand the problem and resolve them. What you require is good quality pc cleaner that deals with junk files, registry errors and much more.
Quite a few PC cleaners are doing the rounds in the market, some fake and some real. Fake ones rather than solving any setback embed a set of virus and infections that results in loss of time and money. Real ones effectively optimize your computer system that helps speed up computer.
Optimo Pro is software that comes with more than one program. They scan the computer within minutes and help the customer get back to work. Within months of its launch, Optimo Pro has had immense outreach and has helped computer users, be it consumers or business. The increased usage of Optimo Pro has been phenomenal.



What all it does?

  • Removes data footprints from at least 25 browsers
  • Protects your confidentiality
  • Wipes and cleanses up to 25 browsers like Google Chrome, Safari, Firefox
  • Takes care of the clutter that clogs the system
  • Features:
  • Windows Registry cleaner
  • Apps Errors cleaner
  • Files cleaner
  • Browser cleaner
  • Short cut cleaner
  • Trace cleaner
  • Registry Optimizer
  • Junk Files cleaner
  • PC Optimizer
  • Complete computer cleaning software



All these apps work in tandem with each other and help increase the speed of your PC. A PC cleaner acts a scrubber that scrubs manifold parts of the computer and helps keep it in good shape. Be it fixing your registry or cleaning junk files, it does all.
With the kind of success Optimo Pro has gathered, it becomes worthwhile to at least give it a try. Download Optimo Pro from www.optimopro.com  and make use of the trial version. Our customer service number is 1-800-413-1289. You can ask any question and we will be more than happy to serve you.

About the Author
Anna Asthesia is chief technial head in optimopro.com & working from last 5 years. She likes to write article on windows registry , computer problems & how to find genuine online tech support for Laptops, Computers & Smartphones.You can read her latest blogs on blog.optimopro.com


          â€œLa anemia infantil podría ser erradicada en un año”        
El ministro de Salud, Aníbal Velásquez, estuvo presente en el lanzamiento de la movilización nacional contra la desnutrición y la anemia infantil convocada por el Grupo Impulsor Inversión en la Infancia, y comprometió el respaldo de su ministerio a esta movilización. Sobre esta convocatoria, el aporte de la sociedad civil en este tema y lo que está ocurriendo con la anemia y con la desnutrición crónica infantil en el país, responde en la siguiente entrevista el titular del sector Salud.
          â€œLas acciones para la infancia deben ser una política de Estado que nos comprometa a todos”        
El coordinador nacional del Grupo Impulsor Inversión en la Infancia, padre Gastón Garatea, hace un balance del III Encuentro Nacional por la Primera Infancia, realizado el 18 y 19 de setiembre. Destaca su convocatoria y su importancia para avanzar en las políticas a favor de los niños y niñas. Cuestiona el poco interés de la sociedad en su conjunto hacia la infancia, pero señala que en los últimos años hemos avanzado para que la infancia interese más a la sociedad y al Estado, aunque todavía falta mucho por hacer.
          Why do some men get grouchier as they age?        

Donald Trump, 66, shows his grumpy stripes in frequent Twitter outbursts. Some call it “grumpy old man complex.” Other experts label it: “irritable male syndrome,” a spike in the outward crankiness of guys of a certain age. As more baby boomers hit 60  be ready for more grouchy outbursts, like a Donald Trump rant set to explode.



          Quelques pas de plus, Agnès Marot        
J'avais beaucoup aimé I.R.L., sortie l'année dernière, et les thèmes qu'abordaient Agnès Marot à l'intérieur. Alors, j'avais très envie de lire ce Quelques pas de plus, surtout que son thème principal n'est que rarement traité que ce soit dans le Youg-Adult ou même en générale.

Quelques pas de plus, Agnès Marot

Editeur : Scrineo
Collection : Ados
Année de parution : 2017
nombre de pages : 329

A lire si :
- Vous voulez des personnages avec des handicaps invisibles
- Vous voulez de la représentation
- Vous voulez un chouette road-trip

A ne pas lire si :
- Vous voulez une histoire ultra compliquée.

Présentation de l'éditeur :

Sora vient d'apprendre qu'elle doit passer le reste de sa vie à béquilles. Son quotidien se résumera désormais aux cours au lycée et aux séances de kiné. Elle pourrait s'y faire si Kay, la grande soeur qui l'a quasiment élevée, tenait le coup ; mais cette dernière, qui a toujours été la plus forte des deux, est en pleine descente aux enfers. Alors Sora décide de prendre les choses en main et d'enfiler la cape de ces superhéros qu'elle aime tant. Objectif : changer sa vie. Son meilleur atout : l'héritage navajo laissé par sa mère. Un ancien pouvoir de guérison qui pourrait les sauver, elle et sa soeur.
Le problème, c'est qu'elles ne sont pas les seules à le chercher… et que leur rival est prêt à les suivre au bout du onde pour parvenir à ses fins.

Mon avis

Comme je le disais, j'avais très envie de lire ce Quelques pas de plus, surtout en sachant qu'il traitera de handicap, plus particulièrement de handicap invisible. C'est un sujet qui est peu voire même pas du tout abordé, du moins dans les livres qui "cartonnent". On le retrouve plus souvent dans des livres plus confidentiels. Or, le sujet mérite amplement d'être traité et quoi de mieux que les ados et jeunes adultes comme cible première ? Il fait parti de la représentation dans la littérature, chose qui les touche peut-être plus que les adultes et qui surtout leur permettra dans une certaine mesure de mettre des mots sur certaines choses.

Quelques pas de plus, c'est donc l'histoire de Sora et de sa soeur Kay. Sora, adolescente d'apparence normale mais qui va devoir vivre avec des béquilles et une cheville en vrac pendant toute sa vie. Un handicap que ne ressemble pas à un handicap, quelque chose que personne ne voit et qui d'ailleurs ne semble pas vraiment être reconnu comme tel par beaucoup de monde. Un handicap avec lequel elle doit apprendre à vivre. Mais alors qu'il semble qu'elle commence petit à petit à "se faire" à la situation, sa sœur ne souffrait pas d'un mal étrange, de crise d'angoisse, et de ce qui semble être un syndrome post-traumatique. Alors, pour la sauver, elle l’amène dans un road-trip en territoire navajo, là où se trouve leur racine, là où elle pourra redevenir elle-même.

Si parfois l'histoire tombe dans le trop simple, trop évident, elle n'en reste pas moins très agréable à lire. Agnès Marot a un style des plus agréables, fluides et ses personnages sont bien foutues. On suit sans le moindre problème Sora et Kay dans leur road-trip ainsi que durant les jours le précédant. Je dois dire que les paysages du grand Canyon et de ses environs donnent envie d'y aller. Les descriptions de l'autrice sont alléchantes à souhait (et je suppose proche de la réalité et surtout de ce qu'elle a pu ressentir en les visitant avec ses béquilles)(oui parce que le handicap de Sora est aussi celui de sa créatrice, mais on va y revenir).

Mais comme je le disais, j'ai surtout apprécié les thèmes du livre. A commencer par le handicap invisible. D'abord celui de Sora. Ici, l'autrice savait de quoi elle parlait, elle en souffre elle-même. Et cela se ressent. Parce que ce que dit Sora là-dessus est réel. Parce que la bonne femme du bus qu'on a tous envie d'égorger existe vraiment. Parce que les situations ne sont pas de l'invention pure et dure. Oui, Sora est handicapée, même si ça peut passer pour une simple entorse. Or elle va vivre avec, subir la douleur, subir les humiliations. Et elle ne va pas se laisser aller. Elle est capable d'être qui elle veut être, de réussir à faire à peu près tout ce qu'elle veut, même sur une jambe. La force de la jeune femme est communicative tant elle prend cela de manière positive la plupart du temps. Il y a aussi celui de Kay. Kay souffre d'un syndrome post-traumatique (nous en découvrirons la cause vers le milieu du roman). Si elle parait normale, si tout le monde voit en elle la jeune femme ordinaire, ce n'est absolument pas le cas. Or c'est aussi un handicap. Mais là où sa sœur se bat pour vivre avec la douleur, Kay finit petit à petit par sombrer, incapable de surmonter ses crises. Elle qui jusque là semblait la plus forte des deux va devoir compter sur sa petite sœur pour s'en sortir.

On retrouve ensuite en filigrane et avec l'origine des deux demoiselles, les thèmes du métissage, des différences de culture et de la suprématie blanche. Elles sont moitié française, moitié navajo. Métisses, elles semblent n'avoir de place nulle part dans les deux cultures. Trop foncé d'un côté, trop blanche de l'autre. Si elles se sentent opprimées, pas à leur place en France, elles se comportent de la même manière que les blancs arrivées en territoire navajos. Au final, sans réellement se penser supérieure, loin de là même, elles en arrivent tout de même à donner cette impression aux amérindiens. Ce genre de situation est assez fréquente dans la vie réelle et il est bon de rappeler aux gens que cultures différentes ne veut pas dire infériorité à une autre. Et c'est plutôt bien fait par ici.

Au final, voilà un livre qui mêle fantastique, légende amérindienne, handicap invisible et différence de culture de manière presque parfaite. On ne tombe pas du tout dans la surenchère, dans le pathos et c'est fort agréable. Pour ne rien gacher, le roman est rempli de référence pop-culture, super héros, série télévisée (charmed est peut-être un peu daté pour le coup, il me semble), roman et j'en passe. Pas tout à fait un coup de coeur mais presque. En tout cas, une bonne grosse mention spéciale pour son thème principal.

          Cat Tattoo 8: 2 Cats – Which        

Winged girly skull



Winged girly skull
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
tattoo girl foreva

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
girly skulls with wings tattoos

T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo



T-Wayne &Travie McCoy-Tattoo
tattoo ribs text

xray ribs with a heart unique



xray ribs with a heart unique
tattoo ribs text

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
kat with tattoos

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
kat with tattoos

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
kat with tattoos

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
tattoo ribs text

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
tattoo ribs text

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
kat with tattoos

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
tattoo ribs text

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
lion tattoos for men

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
kat with tattoos

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
tattoo ribs text

Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which



Cat Tattoo 8: 2 Cats - Which
kat with tattoos


1966 chrysler 300 convertible 3 of 14

marlowe blog formal wedding
blog entry 97
          Ancient Roman coins with sex scenes – sprintia        
This is a spintria. They were used in ancient Rome to request and pay for different “services” in brothels and from prostitutes on the street. Since there were a lot of foreigners coming to the city that did not speak the language and most of the prostitutes were slaves captured from other places the coins […]
          See & Hear All About It! May 1 @USJCT - Erin Moriarty's Chilling, Blockbuster Report on Stalking @48hours         

PODCAST,
4-28-17

  • Preview via WTIC1080




  • Seating
    LIMITED




    To ensure seating, please R.S.V.P. to marketing@usj.edu

    Before the event please review the links below.

    Erin Moriarty has been a correspondent for "48 Hours" since 1990. She has covered the death of Princess Diana, the JonBenet Ramsey investigation, the murder of financier Edmund Safra, and the war in Iraq.

    Drawing on her training as an attorney, Moriarty has examined some of the most important social and legal issues of the day, including DNA testing of evidence in death-row cases, the abortion controversy and battered women's syndrome. She covered the Oklahoma City bombing, the Columbine High School shootings and the 9/11 investigation, overseas. Her exclusive behind-the-scenes report on the defense of convicted Oklahoma City bomber Timothy McVeigh was broadcast on "60 Minutes" in 1997.

    Moriarty has received numerous honors, including nine national Emmy Awards.



    "48 Hours" investigates the horrors of stalking
    and how CBS' "NCIS" star Pauley Perrette
    is fighting to change the laws to protect victims







    Victims in sustained fear
    as police responses vary
    including 'victim shaming'


  • STALKED broadcast



  • Moriarty bio








  • Also of interest

  • Solve this case: Who killed Kay Wenal?


  • Photos: Crime scene and clues


  • Solve this case: Can you identify the man in the sketch?




  • Full story


  • Moriarty Twitter


  • "48 Hours" Twitter


  • CBS Sunday Morning Twitter






  • For art's sake: When funding the NEA is in jeopardy








  • Interview w/ Mary Higgins Clark via CBS Sunday Morning






  • USJ Instagram


  • USJ Facebook


  • USJ Twitter


  • USJ website












  • 2017 Spring Speaker Series Debut w/ Poet Kate Rushin



  •           Burn After Reading        

    Who’s Who
    What’s What

    In the World of CIA Fronts, Partners, Proprietaries & Contractors




    NEW BOOK:

    The Almost Classified Guide to CIA Front Companies, Proprietaries & Contractors
    By WAYNE MADSEN
    ISBN: 978-1-365-11196-9


    Cool Justice Editor's Note: Following are excerpts from author Madsen's introduction and the body of the work. Additional suggested reading: News story about Madsen's book via the Washington, D.C. based Justice Integrity Project [link at the bottom of this post].

    EXCERPTS:

    From the Introduction


    One of the most pervasive uses of companies as intelligence partners was under the CIA’s Operation MOCKINGBIRD. During the Cold War, the CIA, often with the approval of corporate executives, infiltrated their agents to work as journalists in newspapers, radio and television networks, wire services, and magazines. The following pages in this book are rife with examples of this penetration of the Fourth Estate – all too many in the opinion of this journalist. The CIA admitted to at least 400 journalists on the agency’s payroll at the height of MOCKINGBIRD. The CIA traditionally understates its capabilities, especially when its covert activities become publicly known. Moreover, the end of the Cold War did not stop the practice of the CIA in infiltrating the media and slant news reports to its wishes.

    *

    An insightful look behind the veils of secrecy into the CIA’s use of fronts, proprietaries, and partners calls into question the purpose of the CIA. Created by President Harry S Truman to serve as a central collector and repository of intelligence, the CIA became much more than that. A few weeks after the United States witnessed the assassination of President Kennedy in the middle of downtown Dallas, Truman penned an op-ed piece that appeared in several newspapers around the country. In it, Truman shared his regret for having created the CIA in 1947:

    “I think it has become necessary to take another look at the purpose and operations of our Central Intelligence Agency—CIA . . . For some time I have been disturbed by the way CIA has been diverted from its original assignment. It has become an operational and at times a policy-making arm of the Government. This has led to trouble and may have compounded our difficulties in several explosive areas.

    "I never had any thought that when I set up the CIA that it would be injected into peacetime cloak and dagger operations. Some of the complications and embarrassment I think we have experienced are in part attributable to the fact that this quiet intelligence arm of the President has been so removed from its intended role that it is being interpreted as a symbol of sinister and mysterious foreign intrigue.”

    *

    The 21st century’s CIA’s partners are more likely to be found among high-tech companies marketing the latest and greatest mobile applications and data mining programs than among banks, law offices, and advertising agencies. However, in the post-World War II era, the CIA’s top and middle echelons were normally found operating through cover as typewriter-pecking journalists, traveling Madison Avenue admen, corporate lawyers, and chain-smoking oilmen. In the 1970s and 80s, CIA contractors and partners began showing up in the high-tech field, with database, local area networking, and on-line information retrieval systems attracting the most interest by Langley.

    *

    As this book went to press, the smart phone game application Pokémon Go fad was sweeping the planet. Unbeknownst to many of the on-line game’s avid fan’s was the connection of the game’s developers to the CIA’s venture capital firm IN-Q-TEL. All users saw their geo-location and other smart phone data being swept up by a CIA partner firm.

    SELECTED ENTRIES

    Amazon, Inc. [CIA contractor]. Company provides cloud computing services for the CIA. Amazon’s CEO Jeff Bezos also owns The Washington Post.

    American Historical Society. [CIA partner]. Many society officials were OSS/CIA officers.

    American Press Institute. [CIA front]. Operating out of Columbia University, the institute’s director in the 1950s was a CIA officer.

    AmeriCares. [CIA partner]. A non-profit organization that is often the “first in” at refugee situations. Founded by tycoon J. Peter Grace, a board chairman of the CIA front, the American Institute for Free Labor Development (AIFLD) and a trustee of another CIA front, the American Committee for Liberation from Bolshevism, AmeriCares was involved in funding the Nicaraguan contras. The group has also provided the CIA with recruiting opportunities at mass refugee sites, particularly in Latin America and Asia.

    Bechtel Corporation. [CIA contractor]. Bechtel is a large construction company that has included former CIA director Richard Helms, CIA pseudonym “Fletcher M. Knight,” among its executive ranks. Bechtel was active in providing corporate cover for the OSS in the Middle East during World War II. Bechtel has been a consummate service company for various CIA operations, including support for the CIA-inspired coup against the Syrian government in 1949, the Iranian government of Prime Minister Mohamed Mossadeq in 1953, and President Sukarno of Indonesia in 1965. From the 1960s to the 1970s, Bechtel provided cover for CIA agents in Libya under both the regime of King Idris and his successor, Muammar Qaddafi. Sometimes called a “secret arm” of the CIA, Bechtel’s executives included those who would join President Reagan’s Cabinet, including Secretary of State George Schultz and Secretary of Defense Caspar Weinberger.

    Before World War II, Steve Bechtel formed a military-industrial complex partnership with John McCone. McCone later became the chairman of the Atomic Energy Commission and later, director of the CIA. The CIA has used Bechtel to provide cover for non-official cover CIA operatives abroad.

    Blackstone Investment Group. [CIA front]. With offices in Washington, DC and Moscow, arranged for the purchase of KGB documents following the collapse of the Soviet Union. Among the documents sought by the front company were any related to illegal CIA activities during the Cold War, including the 1963 assassination of President John F. Kennedy.

    Bourbon and Beefsteak Bar and Restaurant. [CIA front]. Opened in 1967 in King’s Cross in Sydney, Australia. Served as a rendezvous point for CIA, Australian Security Intelligence Organization (ASIO), and organized crime figures. Its proprietor was Bernie Houghton, a CIA operative with links to Nugan Hand Bank, CIA weapons smuggler Edwin Wilson, and CIA clandestine services officers Theodore Shackley, Rafael Quintero, and Thomas Clines.

    Center for Democracy. [CIA front]. Administered under the aegis of Boston University, the center maintained offices in Boston, Washington, DC, Guatemala City, and Strasbourg, France. Involved in CIA operations in eastern Europe, Central America, and Africa.

    Colt Patent Firearms Company. [CIA partner]. Based in Hartford, Connecticut, provided corporate cover for CIA officers operating abroad.

    Daddario & Burns. [CIA partner]. Headed by former OSS officer Emilio Daddario, a Democratic Representative from Connecticut, the Hartford-based law firm provided services to the CIA.

    DC Comics. [CIA partner]. Worked with the International Military Information Group (IMIG), a joint CIA/Pentagon unit at the State Department, to disseminate propaganda comic books, featuring Superman, Batman, and Wonder Woman, in Serbo-Croatian and Albanian, to youth in the Balkans during the military conflicts in that region.

    Disney Corporation. [CIA partner]. CIA agents who were adept at creating front companies and shell corporations in Florida, worked closely with Disney in preparation for the construction of Disney World near Orlando, Florida. OSS veteran “Wild Bill” Donovan and CIA shell company expert Paul Helliwell helped create two fake Florida cities, Bay Lake and Lake Buena Vista, as well as a number of shell corporations, to keep secret the plans for Disney World. This kept land prices low because real estate speculators were unaware of the prospective value of the land in a desolate area of central Florida.

    Emory School of Medicine. [CIA partner]. Located in Atlanta, Georgia. Involved in the CIA’s MK-ULTRA behavioral modification project.

    Enron Corporation [CIA partner]. Houston-based firm that was used by the CIA to provide commercial cover for its agents around the world. There were at least 20 CIA employees on Enron’s payroll. Andre Le Gallo, a former official of the CIA’s Operations Directorate, went to work as a corporate intelligence officer for Enron.

    Fair Play for Cuba Committee (FPCC). [CIA front]. Officially established by American Trotskyists, the group was penetrated by CIA operatives. The FPCC New Orleans office was a CIA front that provided cover for the anti-Fidel Castro activities of Lee Harvey Oswald, Clay Shaw, and David Ferrie, among others. The New Orleans FPCC office was located at 544 Camp Street and shared the same building entrance with Guy Banister Associates, Inc., a private detective agency, the address for which was 531 Lafayette Street and around the corner from 544 Camp Street.

    In December 1963, after the assassination of President John F. Kennedy, the FPCC ceased all U.S. operations.

    General Electric Company. [CIA partner]. Based in Fairfield, Connecticut, provided corporate cover for CIA officers operating abroad.

    General Foods Corporation. [CIA partner]. Advertising account at CIA’s Robert Mullen Company handled by an active CIA employee.

    Google, Inc. [CIA partner]. Developed as a result of a research grant by the CIA and Pentagon to Stanford University’s Department of Computer Science. The CIA referred to the research as the “google project.”

    Greenberg Traurig. [CIA partner]. Washington, DC “connected” law firm.

    Guy Banister Associates, Inc. [CIA partner]. New Orleans private detective agency headed by former FBI agent Guy Banister. The detective agency coordinated the activities of various anti-Castro Cuban groups in New Orleans, including Banister’s own Anti-Communist League of the Caribbean, as well as the Cuban Revolutionary Council, the Cuban Democratic Revolutionary Front, Friends of Democratic Cuba, and the Crusade to Free Cuba Committee.

    Banister and Associates shared office space with the CIA’s New Orleans front, the Fair Play for Cuba Committee, headed by Lee Harvey Oswald.

    Hale and Dorr. [CIA partner]. Boston-based law firm that provided cover for CIA’s Independence and Brown Foundations.

    Halliburton. [CIA contractor]. Based in Houston, it is the world’s largest oil service company. Recipient of a number of CIA sole-source contracts for services worldwide.

    Harper and Row, Inc. [CIA partner]. Manuscripts submitted to the New York publisher that dealt with intelligence matters, particularly CIA operations, were turned over to the CIA for censoring edits before publication.

    Hewlett Packard Corporation. [CIA partner]. Sold computers to Iraq for Saddam Hussein’s missile program with the knowledge and approval of the CIA.

    Hill & Knowlton. [CIA partner]. Public relations firm that teamed with the CIA on a number of operations. Hill & Knowlton’s numerous offices abroad provided cover for CIA agents. One known Hill & Knowlton office that was a CIA front operation was in Kuala Lumpur.

    Kerr-McGee. [CIA partner]. Provided corporate cover for CIA officers operating overseas.

    Kissinger Associates, Inc. [CIA partner]. New York-based international consulting firm founded by former Secretary of State and National Security Adviser Henry Kissinger. Former National Security Adviser Brent Scowcroft is a co-owner. The firm provided support to the CIA-linked American Ditchley Foundation and the Bilderberg Group. Much of the 1982 seed money for Kissinger Associates was provided by Goldman Sachs.

    Knight Foundation. [CIA partner]. Also known as the John S. and James L. Knight Foundation. Based in Miami, the foundation provides funding for various CIA-connected media operations in the United States and around the world.

    Kroll Inc. [CIA partner]. Founded in 1972 by Jules Kroll, who had links to both U.S. and Israeli intelligence. Based in Manhattan. French domestic law enforcement believed Kroll’s Paris office was a CIA front. Kroll handled the security for the World Trade Center after the 1993 terrorist bombing and continued to be responsible for security up to, during, and after the September 11, 2001 terrorist attack. Kroll employed former FBI assistant director for counter-terrorism John O’Neill, who died in the collapse of the World Trade Center.

    Lincoln Savings and Loan. [CIA partner]. Based in Irvine, California and headed by notorious swindler Charles Keating, Jr., involved in laundering funds for the Iran-contra scandal.

    Lone Star Cement Corporation. [CIA partner]. Based in Stamford, Connecticut and linked to the Bush family, provided corporate cover for CIA officers operating abroad. Involved in the Iran-contra scandal.

    Mary Carter Paint Company. [CIA front]. A money-laundering operation for the CIA. Involved in casinos in the Bahamas.

    Monsanto. [CIA partner]. The firm contracted with former CIA official Cofer Black’s Total Intelligence Solutions (TIS), a subsidiary of the CIA-connected Blackwater USA, later Xe Services, to monitor animal rights groups, anti-genetically modified (GM) food activists, and other groups opposed to Monsanto’s agri-business operations worldwide.

    National Enquirer. [CIA partner]. The tabloid’s founder, Generoso (Gene) Pope, Jr., worked for the CIA’s psychological warfare unit and the agency’s Italy branch in 1950. In 1952, Pope acquired The New York Enquirer broadsheet and transformed it into a tabloid, renaming it The National Enquirer. This transformation bore the imprimatur of the CIA’s Operation MOCKINGBIRD media influence program.

    Newsweek. [CIA partner]. Magazine reporters and stringers fed information to the CIA. Newsweek’s stringers in southeastern Europe and the Far East were CIA agents. When Newsweek was bought by The Washington Post Company in 1961, cooperation between the magazine and the CIA increased. It was a participant in the CIA’s Operation MOCKINGBIRD media influence program. Much of the staff of Newsweek was absorbed into a new online publication, The Daily Beast, which continues to disseminate CIA-influenced articles. See Washington Post.

    Nieman Foundation. [CIA partner]. Located at Harvard University, the foundation awarded Nieman Fellowships, some on behalf of the CIA, for foreign journalists to study at Harvard. The journalists were subjected to CIA recruitment efforts prior to their returning to their home countries.

    Pamela Martin & Associates. [CIA partner], Escort firm run by Deborah Jeane Palfrey, the so-called “DC Madam.” During her 2008 trial for mail fraud, Palfrey attempted to invoke the Classified Information Procedures Act in order to discuss her relationship with the CIA. The U.S. Court refused Palfrey’s request and she was convicted and later said to have committed suicide before her sentencing hearing in Washington, DC. One of her clients was Randall Tobias, the head of the CIA-connected USAID. Another was Louisiana Republican senator David Vitter.

    Paris Review. [CIA front]. Literary magazine edited by George Plimpton. Published works by Jack Kerouac and Samuel Beckett. The magazine’s co-founder, Peter Matthiessen, relied on his affiliation with the magazine as his CIA cover.

    Quaker Oats Company. [CIA partner]. Worked with the CIA and Atomic Energy Commission to place trace amounts of radiation in breakfast cereal served to boys at the Fernald School for the mentally retarded in Waltham, Massachusetts.

    Radio Corporation of America. [CIA partner]. Provided corporate cover for CIA officers operating abroad, particularly in Iran, Philippines, Japan, and West Germany. Provided technical assistance to CIA-financed clandestine and propaganda radio stations worldwide, including Radio Free Europe. RCA founder David Sarnoff was a major supporter of CIA operations, including propaganda dissemination around the world. RCA chairman and chief executive officer Thornton F. Bradshaw was active in the operations of the CIA-linked American Ditchley Foundation.

    Reily Coffee Company. [CIA partner]. Also known as William B. Reily Coffee Company and based in New Orleans, this company employed Lee Harvey Oswald and a number of other U.S. government employees, many of whom were suspected CIA officers.

    Robert M. Mullen Company. [CIA proprietary]. A Washington, DC public relations firm, it was used as a front for CIA activities. E. Howard Hunt, the CIA agent, worked for Robert Mullen when he was arrested in the break-in of the Democratic National Committee headquarters at the Watergate Hotel in Washington in 1972. The Senate Watergate Committee reported that “the Mullen and Company has maintained a relationship with the Central Intelligence Agency since its incorporation in 1959. It provided covers for agents in Europe (Stockholm), Latin America (Mexico City), and the Far East (Singapore) at the time of the Watergate break-in.”

    Rockefeller Foundation. [CIA partner]. Used by the CIA to direct scholarships and grants to the Third World and Eastern Europe. Rockefeller Foundation money was funneled to the American Committee for a United Europe (ACUE), created in 1948. The chairman of ACUE was OSS chief William J. Donovan and the vice chairman was Allen Dulles. One of ACUE’s board members was Walter Bedell Smith, the first CIA director.

    Summa Corporation. [CIA partner]. Owned by Howard Hughes, Summa is believed to have skimmed gambling profits from the Sands, Desert Inn, Frontier, Silver Slipper, Castaways, and Landmark casinos in Las Vegas and Harold’s Club in Reno for the CIA and the Mafia. Provided financial cover for the CIA’s Glomar Explorer project.

    Teneo Intelligence. [CIA partner]. Branch of Teneo Holdings, which is headquartered in New York. Teneo Holdings’s intelligence branch includes former CIA officials. Teneo is closely linked to former President Bill Clinton and Hillary Clinton. Teneo Intelligence has offices in New York, London, Rome, Brussels, Dubai, Bogota, New Delhi, and Tokyo.

    Texas Commerce Bank (TCB). [CIA partner]. Houston-based bank founded by the family of James Baker III. Texas Commerce Bank was used to provide commercial cover for CIA agents. After serving as vice president for Texas Commerce Bank in Caracas from 1977 to 1979, Jeb Bush joined his father’s presidential campaign in 1980. Serving with Bush on the campaign was Robert Gambino, the CIA deputy director of security who gave Bush his orientation brief at Langley in 1977.

    Kenneth Lay, the chairman of Enron, which had its own links to the CIA, served on the board of Texas Commerce Bank. Texas Commerce Bank was acquired by Chemical Bank in 1987.

    The bank provided major loans to Howard Hughes’s Summa Corporation. See Summa Corporation.

    United Fruit Company [CIA partner]. Involved in 1954 CIA overthrow of Jacobo Arbenz government in Guatemala. Published the Latin America Report, a publication that was a CIA front used for clandestine activities. The CIA transferred weapons to United Fruit employees in Guatemala who were involved in undermining the Arbenz government. The joint CIA-United Fruit plan was code named OPERATION FORTUNE. Company provided an airfield in Guatemala for the CIA’s training of Cuban exiles for the Bay of Pigs invasion of Cuba.

    U.S. Rubber Company. [CIA partner]. Headquartered in Naugatuck, Connecticut and later called Uniroyal, provided corporate cover to CIA officers operating abroad. Included those operating under the cover of the Dominion Rubber Company of Canada, a subsidiary of U.S. Rubber Company.

    U.S. Youth Council (USYC). [CIA front]. Founded in 1945 and based in New York. Some 90 percent of its funds came from the CIA. USYC received funding from the Foundation for Youth and Student Affairs (FYSA), a CIA front. The USYC was composed of American Youth Hostels, Camp Fire Girls, 4-H, American Unitarian Youth, National Catholic Welfare Conference, National Students Assembly, YMCA and YWCA.

    Wackenhut. [CIA contractor]. Wackenhut, a Palm Beach Gardens, Florida-based security firm, stood accused of providing the CIA with specialized services around the world, including Chile, Greece, and El Salvador. Its Venezuelan branch, Wackenhut Venezolana, C.A., was accused in 2002 of involvement in the CIA’s coup against President Hugo Chavez. William Casey served as Wackenhut’s outside counsel before becoming CIA director in 1981.

    Wackenhut eventually merged into the global security firm G4S.

    Washington Post. [CIA partner]. The Washington Post was part of the CIA’s Operation MOCKINGBIRD, the agency’s media influence project. Post publisher Phil Graham was a close friend and associate of MOCKINGBIRD chief Frank Wisner, Sr. and CIA director Allen Dulles. Wisner assisted Graham in acquiring The Washington Times-Herald and WTOP radio, creating a sizable CIA-influenced media operation in the nation’s capital.

    W. R. Grace. [CIA partner]. Provided corporate cover to CIA officers operating abroad, particularly in Latin America. Provided donations to CIA front foundations.

  • News story about Madsen's book via The Justice Integrity Project



  •           CP3, T. Owens, BettisTo Serve As Bowling Team Owners        
    Los Angeles Clippers guard Chris Paul and former NFL stars Jerome Bettis and Terrell Owens will serve as celebrity owners in the Professional Bowlers Association's inaugural PBA League.
              Tinh thần quý tộc biến mất và ý thức lÆ°u manh phát triển        
    Trong khi trước đây người ta hô hào về việc xóa bỏ địa chủ phú nông, thì phương Tây xóa bỏ bần nông. Trong khi trước đây người ta tự hào về việc xóa bỏ quý tộc thì phương Tây xóa bỏ lưu manh.

    Đây chính là hai tư tưởng trị quốc hoàn toàn khác nhau, có thể dùng câu nói nổi tiếng để khái quát: một chế độ tốt có thể làm cho người xấu trở thành người tốt, một chế độ xấu có thể làm cho người tốt biến thành kẻ xấu.

    Phát động lưu manh để tiêu diệt quý tộc, cũng không thể làm cho lưu manh trở thành cao thượng, chỉ có thể làm cho lưu manh càng trở nên lưu manh hơn. Dụ dỗ, đe dọa nhiều người hơn nữa biến thành lưu manh, cuối cùng biến cả xã hội thành lưu manh.

    Quý tộc, bình dân và lưu manh

    Nhân loại là một quần thể to lớn và phức tạp nhất trên thế giới. Nói về tính chất vốn có của tinh thần và ý thức, có thể phân thành 3 thứ bậc khác nhau: quý tộc, bình dân và lưu manh. Ba thứ bậc này được phân theo dạng hình thoi đứng, ở giữa phình to là tầng lớp bình dân, đầu nhỏ ở trên cùng là tầng lớp quý tộc, còn đầu nhỏ dưới cùng là lưu manh. Từ bình dân tới quý tộc thì không có giới hạn rõ rệt, từ bình dân tới lưu manh cũng không có giới hạn rõ rệt, nhưng lưu manh và quý tộc thì có sự khác biệt một trời một vực.

    Sở dĩ được gọi là quý tộc không phải vì có nhiều của cải, cũng không phải vì có nhiều quyền lực, mà là vì họ có một tinh thần cao quý, sử sách gọi đây là tinh thần quý tộc. Người thiếu tinh thần quý tộc, thì dù giàu có không ai sánh bằng cũng chỉ là mang bản tính lưu manh mà giàu có; dù có quyền lực to đến mấy, thì cũng chỉ là kẻ độc tài chuyên chế mang bản tính lưu manh.

    Sở dĩ gọi là lưu manh không phải là vì không có gì trong tay, mà là ý thức lưu manh ở bên trong nội tâm. Giai cấp vô sản không đồng nghĩa với lưu manh, giai cấp vô sản đa số là người bình dân an phận thủ thường. Trong quần thể lưu manh, có người giàu, có kẻ nghèo; có bình dân, có quyền quý; có người ngốc nghếch, cũng có kẻ thiên tài.

    Tinh thần quý tộc đại diện cho đỉnh cao của văn minh nhân loại, ý thức lưu manh đại diện cho sự thấp kém nhất của nhân loại. Dường như tất cả mọi người đều có suy nghĩ hướng tới sự cao thượng, và cũng có những ham muốn dục vọng thấp kém, đây chính là cuộc chiến giữa nhân tính và thú tính. Nhân tính chiến thắng thú tính, thì con người hướng tới sự cao thượng; thú tính chiến thắng nhân tính, con người sẽ hướng tới sự hèn hạ bỉ ổi. Đối với đa số người bình dân, nhân tính và thú tính vẫn đang giằng co chưa có hồi kết, nên nó làm cho cả một đời vẫn cứ loay hoay quanh cao thượng và thấp kém. Đa số người dân đều là an phận thủ thường nên cả đời sẽ không có gì nổi bật. Bình dân nếu muốn siêu phàm thoát tục, thì phải hướng tới cao thượng để có hy vọng trở thành quý tộc. Còn nếu hướng tới sự thấp kém hèn mọn thì sẽ trở thành lưu manh. Con người vươn tới sự cao thượng thì rất khó, và để trở thành quý tộc thì lại càng khó hơn; còn hướng tới sự thấp kém hèn mọn thì rất dễ, trở thành lưu manh thì dễ như trở bàn tay. Cũng chính vì nguyên nhân này mà xã hội nhân loại hiện nay quý tộc thì ít mà lưu manh thì nhiều.

    Cao thượng và cao quý không khác nhau về bản chất, nhưng cao thượng và cao quý lại có khoảng cách, đó là mức độ khác nhau, trạng thái khác nhau. Bình dân cũng biết cao thượng, nhưng thường chỉ có thể cao thượng trong thuận cảnh, chứ không thể “cố thủ” cao thượng trong nghịch cảnh. Nếu như trong nghịch cảnh mà có thể giữ được cao thượng, thì đó chính là trạng thái cao quý, cũng tức là đã thành quý tộc.

    Nếu cao thượng đã đạt đến trạng thái cao quý, thì tức là “phú quý mà không dâm, dưới áp lực mà không chịu khuất phục”. Đây chính là trạng thái của tinh thần quý tộc. Câu trên có hai tầng ý nghĩa. Tầng thứ nhất là giải thích đối với phú hào quyền quý: Anh giàu có rồi thì không thể dâm đãng, anh có quyền rồi thì anh không thể lấy quyền đấy để bắt người khác khuất phục. Tầng thứ hai là giải thích với tầng lớp bình dân: Anh không giàu có, nhưng anh không thể bị phú quý dụ dỗ mê hoặc để rồi từ bỏ cao thượng; anh không có quyền lực nhưng anh không thể khuất phục trước quyền lực, anh chỉ có thể tâm phục khẩu phục trước sự công bằng và chân lý. Đạt đến trạng thái này rồi, thì dù có là bình dân nhưng anh vẫn có tinh thần quý tộc.

    Tinh thần quý tộc là gì?

    Tinh thần quý tộc có 3 nội hàm cao quý đó là: thành tín, đạo nghĩa, ý thức trách nhiệm.

    Thành tín là linh hồn của văn minh nhân loại, không có thành tín, thì không có đạo đức, cũng không có văn minh; thành tín cũng là linh hồn của phẩm cách cá nhân, không có thành tín, thì không thể có phẩm cách cao thượng. Người thiếu sự thành tín, thì hoặc là người vô lại hoặc là kẻ lưu manh. Dân tộc thiếu sự thành tín, thì chắc chắn là dân tộc ngu muội không có văn hóa. Thành tín cũng là gốc rễ của chế độ dân chủ, vì không có thành tín, thì không có dân chủ đúng nghĩa. Cụ thể, dân chủ dựa vào hiến pháp, và hiến pháp chính là khế ước của xã hội. Thành tín chính là gốc rễ của khế ước, không có thành tín thì khế ước cũng chỉ là tờ giấy vứt đi.

    Quý tộc sở dĩ là quý tộc, là bởi vì quý tộc coi thành tín quan trọng hơn cả mạng sống, thành tín mang đến sự cao thượng, sự tôn nghiêm và giá trị cao quý của sinh mệnh. Ví dụ, quý tộc châu Âu thà dùng quyết đấu sòng phẳng thẳng thắn để phân thắng thua, chứ không muốn dùng âm mưu quỷ kế để tranh cao thấp. Đây thực chất chính là thà chết để giữ lấy giá trị của thành tín. Sử quan thời Trung Quốc cổ đại thà chết chứ không muốn vì đế vương thay đổi lịch sử, cũng chính là thà chết để giữ lấy giá trị của sự thành tín.

    Đạo nghĩa bao hàm nhân đạo và công đạo. Nhân đạo là tiền đề của công đạo, chính là sự tôn trọng đối với sinh mệnh của con người. Người ngay cả ý thức nhân đạo cũng không có, thì về cơ bản không thể có công đạo. Tôn thờ bạo lực chính là coi thường nhân đạo. Nhân đạo và công đạo hòa quyện sinh ra chủ nghĩa nhân quyền của nền văn minh hiện đại, sở dĩ châu Âu có thể sinh ra Công ước Nhân quyền, thực chất chính là do sự thúc đẩy của tinh thần quý tộc.

    Tinh thần đạo nghĩa mang tới nhân từ, mang tới khoan dung, mang tới sự quan tâm, mang tới sự công chính. Quý tộc quan tâm tới những người yếu, các sự nghiệp từ thiện trên thế giới dường như đều do quý tộc đầu tư xây dựng, và cái mà họ dựa vào chính là tinh thần đạo nghĩa.

    Tinh thần trách nhiệm chính là tinh thần dám gánh vác. Chịu trách nhiệm với lương tri của xã hội nhân loại, chịu trách nhiệm với văn hóa truyền thống của nhân loại, bảo vệ đạo đức, duy trì công bằng xã hội, bảo vệ sự phát triển hòa bình của xã hội.

    Chính tinh thần trách nhiệm mang tới lòng tin và sức mạnh không gì lay chuyển được của quý tộc, một khi dân tộc rơi vào khủng hoảng, quý tộc sẽ đứng phía trước dân tộc, bảo vệ an toàn cho dân tộc. Chính tinh thần trách nhiệm này mang đến cho họ tinh thần “Prometheus cướp lửa thần trao cho nhân loại”, và tinh thần “ta không vào địa ngục thì còn ai vào nữa”. Cũng chính tinh thần này đã bảo vệ và thúc đẩy văn minh nhân loại phát triển hơn.

    Ba loại tinh thần này đều đến từ tín ngưỡng tôn giáo, chỉ có tín ngưỡng tôn giáo mới có thể chuyển hóa thành sức mạnh tinh thần kiên định và bền bỉ, đạt đến trạng thái cao quý.
    Dù cá nhân quý tộc có tồn tại khuyết điểm này khuyết điểm nọ, nhưng quần thể quý tộc vẫn là lực lượng chủ đạo thúc đẩy văn minh nhân loại phát triển.

    Tinh thần quý tộc thúc đẩy văn minh nhân loại phát triển

    Trong mỗi cá nhân đều tồn tại cuộc chiến nhân tính và thú tính, và nó làm cho cả một đời cứ loay hoay giữa cao thượng và thấp kém: thượng đế kêu gọi con người hướng đến cao thượng, ma quỷ dụ dỗ con người hướng đến sự thấp kém; người cao quý cao thượng thì gần quý tộc hơn, người hướng tới thấp kém bỉ ổi thì gần với lưu manh hơn; hoặc có thể nói, người gần với quý tộc thì trở nên cao thượng, kẻ gần với lưu manh thì trở nên thấp kém. Tục ngữ gọi hiện tượng này là “gần mực thì đen, gần đèn thì sáng”.

    Mở rộng ra, một dân tộc cũng tồn tại cuộc chiến giữa nhân tính và thú tính, điều này thực chất là cuộc chiến giữa văn minh và vô văn hóa, cũng là cuộc chiến giữa quý tộc và lưu manh. Một dân tộc do quý tộc chủ đạo, thì sẽ mang đến sự tiến bộ cho nền văn minh; do lưu manh chủ đạo thì sẽ lùi lại về không có văn minh, đây không phải là sức sản xuất vật chất bị thụt lùi, mà là sự thụt lùi về văn minh tinh thần, về văn hóa, đạo đức. Điều này đã được chứng minh bởi lịch sử.

    Lịch sử phát triển của nhân loại là do quý tộc chủ đạo, do đó nhân loại mới từ không văn minh mà hướng đến văn minh, nhưng trong quá trình lịch sử phát triển lâu dài, có lúc cũng bị lưu manh kiểm soát, lưu manh chiếm cứ địa vị chủ đạo, kết quả làm cho văn minh bị thụt lùi, do đó, tiến trình phát triển của văn minh nhân loại mới xuất hiện nhiều khúc khuỷu, tiến lùi.

    Ý thức tinh thần của con người là thể đa diện phức tạp, tức có ý thức giữ gìn cao thượng, thì cũng có ham muốn tình cảm thấp kém. Tuy nhiên, con người hướng tới cao thượng lại giống như leo núi, rất khó; còn hướng tới thấp kém lại rất dễ, giống như đang ngồi cầu trượt. Do đó mà xã hội nhân loại từ trước đến nay lưu manh vẫn nhiều hơn quý tộc.

    Xã hội nhân loại trước giờ lưu manh vẫn nhiều hơn quý tộc, vậy sao quý tộc có thể chiếm địa vị chủ đạo trong sự phát triển của xã hội? Điều này quyết định bởi thái độ của tầng lớp bình dân: tầng lớp bình dân ủng hộ quý tộc, thì quý tộc chiếm thượng phong, tức chiếm vị trí chủ đạo, và dân tộc này sẽ duy trì nền văn minh cao thượng; tầng lớp bình dân mà ủng hộ lưu manh, lưu manh chiếm thượng phong, tức lưu manh chiếm vị trí chủ đạo, thì dân tộc này sẽ duy trì sự thấp kém không văn minh. Đây chính là nguyên nhân cơ bản các dân tộc khác nhau có tiến trình văn minh và mức độ văn minh khác nhau.

    Dân tộc ủng hộ quý tộc, quý tộc dễ chiếm thượng phong; dân tộc ủng hộ lưu manh, lưu manh dễ chiếm thượng phong. Nếu lưu manh chiếm thế thượng phong, chiếm vị trí chủ đạo, thì tất nhiên sẽ mê hoặc và dụ dỗ nhiều người hơn nữa biến thành lưu manh, ép buộc nhiều người hơn nữa biến thành lưu manh, cuối cùng biến thành một đại quốc lưu manh, văn hóa đạo đức sẽ bị thoái lui toàn diện, xã hội sẽ đổ vỡ.

    Sáng tạo văn minh và sáng tạo lịch sử

    Thành tựu văn minh nhân loại dường như đều là quý tộc sáng tạo, từ tư tưởng triết học thời viễn cổ, tín ngưỡng tôn giáo, lòng tin đạo đức, đến văn hóa nghệ thuật thời trung cổ, đến khoa học tự nhiên thời cận đại, cho đến cơ chế dân chủ thời hiện đại, tư tưởng mở ra thời đại mới của lịch sử nhân loại, dường như đều là quý tộc sáng tạo ra. Có thể nói thế này, không có quý tộc, thì không có văn minh nhân loại. Không cần tìm đâu xa, chỉ cần tìm những nhà triết học, văn học, nghệ thuật, tư tưởng, thần học, khoa học vĩ đại trên thế giới, có ai không phải là quý tộc?

    Quý tộc không chỉ sáng tạo văn minh, mà còn sáng tạo ra lịch sử. Những nhà quý tộc thời cận đại của châu Âu, họ đã sáng tạo ra “Quân chủ lập hiến”, sáng tạo “Tuyên ngôn độc lập”, sáng tạo “Tuyên ngôn nhân quyền”, anh hùng dân tộc Ấn Độ Mahatma Gandhi đã sáng tạo ra “Cách mạng phi bạo lực”, Martin Luther King của Mỹ sáng tạo ra “Tôi có một ước mơ”, họ đem những tư tưởng văn minh này vào thực tế, sáng tạo ra lịch sử huy hoàng, trở thành những cột mốc cho nhân loại hướng tới văn minh.

    Sáng tạo lịch sử khác sáng tạo văn minh

    Từ trước tới nay, lưu manh không biết sáng tạo lịch sử, chỉ biết sáng tạo sự ngang tàn bạo ngược. Tuy vậy lưu manh cũng có thể sáng tạo lịch sử, nhưng lưu manh không thể sáng tạo lịch sử của văn minh, chỉ có thể sáng tạo lịch sử của sự phá hoại, sáng tạo lịch sử tàn sát. Lưu manh từ trước giờ chỉ biết sáng tạo bạo lực, sáng tạo chiến tranh, sáng tạo sự hoang đường, sáng tạo tai nạn.

    Nếu một dân tộc mà nhóm người lưu manh giữ vai trò chính trong thời gian dài, thì sẽ trở thành dân tộc “ỷ mạnh hiếp yếu”, trở thành một dân tộc hung bạo, trở thành một dân tộc hủ bại biến chất.

    Đạo lý như thế này, lẽ nào còn cần ai chứng minh sao?


              Za'atar         
    Summer Za'atar on the border with Lebanon
    There is a little confusion around the name "Za'atar" and what exactly does it refer to: A condiment? A spice mix? An herb? And if so - which herb exactly - Hyssop? Thyme? Oregano? Marjoram?

    The truth is that za'atar is an Arabic word used interchangeably for a number of wild herbs that grow wild in the Mediterranean region, and all contain thymol and carvacrol. Hence their similar sharp and warm aroma, bitter taste and spicy, almost hot "bite". They also share similar medicinal properties, most of them used in folk medicine for most digestive ailments and respiratory complaints. The mixture known to us as "Za'atar" is in fact a misnomer. Za'atar is originally the name of the plant now classified as Origanum syriacum, but in Arabic it is loosely applied to several other related wild and not so wild herbs.

    Zaatar

    The name for the condiment is in fact "doukka" (pronounced often as "Do-ak" with a very throaty "K" that almost sounds like an "A" so in reality the word sounds more like "Do-ah"). In Arabic this means "to grind". Each region in the Arab world has its own "Doukka", which is either sprinkled on food, or more commonly covered in olive oil to which the traditional regional bread is dipped. For example - Egypt has a complex nut-based doukka with toasted hazelnuts or walnuts, to which toasted or untoasted spices such as cumin, coriander seeds, green peppercorns and sweet fennel have been added.

    In the Levant "doukka" happens to be made primarily of a mixture of thymol-containing herbs, with "The" Za'atar (Origanum syriacum) being the star of the show. Lesser amounts of other herbs, will be added - the most important of which are "Za'atar Farsi" (winter savory), Israeli Thyme (Corydothymus capitatus), Zuta זוטה לבנה ( Micromeria fruiticosa barbata), a delicate wild white mint known in English as White-Leaved Savory (which does not even belong to the savory genus, but to micromeria because of its tiny leaves). Common oregano (Origanum vulgare) makes a good addition, albeit cannot substitute for the real Za'atar or Syrian oregano if you actually know the real deal. Likewise, marjoram and thyme can also make a good addition but not be at the centre. Even though their profiles are similar - there are some nuances that will be lost if using only the garden variety oreganos and thymes and none of the wild stuff.

    Many other things can be added to the mix, the most important being sumac berries (Rhus coriaria) for their wonderful salty-sour flavour, and toasted sesame seeds for their pop-in-the-mouth nuttiness. But you'll also find spices sometimes, including more obscure ones such as butum (بطم) - toasted terebinth fruits (Pistachia palestina), which are really like tiny pistachios with the outer red peel intact. I've got a few of those drying right now, because I've never seen them in any market before and I'm very curious how they taste as a spice.

    The following are several authentic Za'atar recipes I've collected - and of course you are welcome to browse google's universe of shared recipes, but be cautious of a few things if you want to make an authentic za'atar:
    1) Use actual Origanum syriacum even if a generic "oregano" is called for
    2) Do not by any stretch of the imagination use "fresh" leaves. They must be dried first. And only then will you grind them up with the rest of the ingredients. This is a dried herb and spice mix. Not a fresh herb concoction.
    3) Usage of salt, although found in many recipes, seems very superfluous to me, unless you are not using sumac berries. These have a unique taste - equally salty and tangy. The whole point of using them is so you do not need to use salt. Likewise, using citric acid is a way to fake the sumac effect. Which I'm not quit sure why would anyone do that aside from laziness. Sumac berries are difficult to grind manually (or even in a coffee grinder) - but you can find ground sumac easily in many spice shops and markets.

    When shopping for pre-made spice mixes, or any ground spices for that matter, the main culprit is adulteration and using old raw material that are "dressed up" as authentic. It's hard to teach someone who've never tasted or smelled za'atar what to look for, but some things are a telling sign. For example: if you don't see the dark maroon red and still taste salt or tanginess, it is probably from salt and citrus acid, and not from the (missing) red sumac berries. Secondly, another visual sign - za'atar leaves are rather grey in colour when dried, so any other colour you see (olive green) is either food colouring or a combination of other types of "za'atar" herbs (i.e.: thyme, za'atar farsi, etc.). Best sign is by taste - if it taste like dust (and looks like dust) it's either too old or just a fake.

    I suggest you start with the most basic three ingredients, and then play with the proportions and adding other herbs and/or spices. You can even start with equal amount of za'atar leaves, sumac and sesame and adjust to taste.

    Safta Ada's Za'atar Recipe 
    This is my mom's handmade recipe that she would make from wild harvested za'atar (before it was illegal to pick any) and would even send it to Vancouver so I can enjoy a taste of home.
    1 cup dried za'atar leaves, coarsely crushed between your palms, or pounded with mortar and pestle to a finer powder
    4 Tbs ground sumac berries (I suggest you purchase them pre-ground, otherwise their seeds can break your teeth!)
    2 Tbs toasted brown sesame seeds, whole

    May Bsisu wrote an excellent book, The Arab Table, which I highly recommend, and it includes a unique Palestinian style of za'atar that includes caraway:
    10oz oregano (I assume she means za'atar)
    5oz thyme
    3 Tbs sumac, ground
    1/4 cup toasted sesame seeds
    2-1/2 Tbs coarse salt
    1/2 tsp allspice, ground
    1/4 tsp caraway seeds, ground 

    Easy Lebanese Recipes provides a "Traditional Rich Recipe" for za'atar that I'm compelled to try, with dried za'atar, roasted sesame, sumac, marjoram, coriander, cumin, cinnamon, fennel, aniseed and salt.

    Mamma's Lebanese Kitchen recipe contains thyme, marjoram, sumac, sesame, cumin, coriander, fennel, cinnamon and salt.

    How to consume za'atar?
    Use your za'atar mixed with olive oil as a dip for bread, on top of labneh (strained yoghurt cheese) or as a substitute for butter under any other soft or hard cheese, avocado, etc.
    It's also a nice addition to salads, and for baking fish or poultry. I also like to add it to chickpeas that I fry whole in olive oil, after they've been cooked and drained.

    Fresh za'atar leaves come in late winter and can be enjoyed all through spring, and can be fried in olive oil much like tender sage leaves and become this wonderful crispy topping for fresh bread, pasta, roasted vegetables, etc. Also, they can be used as they are in salads (May Bsisu has a recipe for fresh oregano salad in that book as well), with lots of onion and tomatoe. The Druze use it to season the dough or the fillings for various savoury pastries, such as sambusak (a flatbread that is folded in half to conceal a thin layer of highly seasoned stuffing, and baked in the tabun) and fatayer (little dough pockets filled with cheese), and the dried whole leaves can be used much like oregano in meat and pasta sauces, in soups, stews, breads, etc.

    Now, let's explore the Za'atar "group" of plants:

    Hyssop (Wild Oregano)

    Ezov (the Hebrew word for the Biblical Hyssop - not the European Hyssopus officials which is also a medicinal plant, and produces a rather toxic essential oil), which is now classified as an oregano, Origanum syriacum (formerly Majorana syriaca). Like many of the other aromatic plants from the Lamiaceae family, za'atar has a winter and spring foliage and a summer foliage, which is smaller in order to preserve water and survive the long arid season. I suspect the essential oils also aid with the survival of these plants in such harsh conditions - because whenever they are grown in regions where the water is more abundant (British Columbia, for example) - their flavour is largely lacking. What you see above is the luscious winter "look", which features soft and larger leaves, and their colour is much greener, and therefore more similar to the common oregano (Origanum vulgare).

    Satureja

    Za'atar Farsi (meaning Persian Za'atar), or as it is called in Hebrew צתרה ורודה - Tzatra Vruda (Pink Tzatra) which really is winter or mountain savory (Satureja montana). Its long needle-like leaves have a sharp, spicy taste. When we were growing up my mom would spice the egg for French Toast with them and make them literally savoury.

    Thymbra spicata צתרנית משובלת
    Mediterranean Thyme (Thymbra spicata), in Hebrew צתרנית משובלת Tzatranit Meshubelet is also called in Arabic "Za'atar farsi", and has a very similar leaf shape (only a bit longer, narrower and softer) and almost identical odour and aroma profile. It has flowers that look a bit more like chaffs of wheat (not unlike those of Lavandula dentata, and is even more rare to find than Satureja montana.

    Coridothymus capitatus
    Israeli Thyme (Corydothymus capitatis / Thymus capitatus / Thymbra capitata) or in Hebrew Koranit Mekurkefet קורנית מקורקפת is also known by many other names - Israeli oreganum (oil), Cretan thyme, Corido thyme, Headed savory, Thyme of the Ancient, Conehead thyme and most commonly - Spanish Oregano (even though it is not classified as "origanum"). This oil is what is often sold as "oregano oil", by the way. This is now a rare plant that in our area grows only along the rocky seashores of the North Coast leading to Lebanon. The leaves are tiny and sharp, like a miniature version of the Pink Tzatra, but they grow more dense and close together to form clusters around the tip of the branches. The branches are woody-looking almost like bonsai trees that crawl all over the rocks - and the flowers tiny and purplish-pink. The aroma is clean and maybe a little more simple than that of za'atar, but also the taste is much more sharp and phenolic.




              Tại sao không nên tin vào chính mình?        
    Bertrand Russell có một câu nói nổi tiếng là “Vấn đề của thế giới chính là lũ điên thì lại chắc chắn về bản thân mình còn người thông minh thì lúc nào cũng trăn trở về điều đó.”

    Sau nhiều năm chiêm nghiệm, tôi đã nhận ra được tầm quan trọng của việc tìm kiếm sự an yên giữa những bất ổn và mơ hồ, giữa những thắc mắc về niềm tin và mộng ước, và hơn cả giữa những hoài nghi về chính bản thân mình. Trong các bài viết trước đây, tôi thường xuyên lặp đi lặp lại một thông điệp là bộ não của chúng ta thực chất không hề đáng tin chút nào. Chúng ta không hề có bất cứ một cơ sở nào về việc chúng ta đang nói, nghĩ, làm,…

    Nhưng tôi chưa có dịp để đưa ra những lý giải và dẫn chứng cụ thể cho vấn đề trên. Và bây giờ là lúc thích hợp để chúng ta cùng nhau khám phá ra 8 lý do theo góc nhìn tâm lý học tại sao chúng ta không nên tin chính bản thân mình.

    1. CHÚNG TA CÓ XU HƯỚNG THIÊN VỊ CHO BẢN THÂN VÀ TRỞ NÊN ÍCH KỶ DÙ KHÔNG HỀ NHẬN RA

    Có một thuật ngữ trong tâm lý học mang tên Góc nhìn sai lệch của người quan sát (the Actor-Observer Bias).

    Chẳng hạn nếu bạn thấy một người vượt đèn đỏ ở ngã tư đường, có thể bạn sẽ nghĩ người này thật đáng trách, chỉ vì không kiên nhẫn chờ nổi vài giây mà đã gây nên nguy hiểm cho bao nhiêu người đi đường.

    Ngược lại, nếu bạn chính là người đang vượt đèn đỏ, bạn sẽ tự nhủ với bản thân mình rằng đó chỉ là do vô ý mà thôi, bởi vì cái cây chết tiệt kia chắn mất tầm nhìn, bởi vì xưa giờ người vượt đèn đỏ có gây ra hề hấn gì đâu.

    Cùng một hành động, nhưng nếu người khác làm thì họ nghiễm nhiên trở thành một tên khốn, còn nếu bạn làm thì đó chỉ là do vô ý.

    Chúng ta đều có những lúc như thế, đặc biệt là khi phải đối diện với các vấn đề mâu thuẫn. Khi nói về một người đã từng làm tổn thương mình, chúng ta sẽ mô tả họ như một giống loài vô cảm, thiếu trách nhiệm, có ác ý làm hãm hại người khác. (1)

    Tuy nhiên, khi chúng ta nói về việc mình đã làm tổn thương ai đó, chúng ta sẽ viện đủ lý do chỉ để biện minh rằng hành động của chúng ta hoàn toàn hợp lý. Trong trường hợp này, tâm trí chúng ta ngụy biện rằng những tổn thương mà chúng ta gây ra cho người khác không đáng là bao, thế nên việc bị buộc tội bản thân thật là vô lý.

    Cả hai góc nhìn này đều hoàn toàn sai. Nhiều nghiên cứu tâm lý đã chỉ ra rằng cả thủ phạm và nạn nhân đều sẽ xuyên tạc sự thật bằng cách kể lại câu chuyện kèm theo quan điểm của mình.

    Steven Pinker gọi hiện tượng này là Lỗ hổng Luân lý (Moralization Gap).(2) Bất cứ khi nào xung đột xuất hiện, chúng ta thường sẽ đánh giá quá cao thiện chí của bản thân và ngược lại, đánh giá xấu chủ ý của người khác. Điều này khiến chúng ta luôn tin rằng những người kia đáng để bị trừng phạt trong khi chúng ta phải được khoan hồng.

    Tâm trí chúng ta lúc này hoạt động một cách vô thức vì kể cả khi đang biện minh cho chính mình, chúng ta đều luôn nghĩ nó hoàn toàn hợp lý. Nhưng thực ra sự thật không phải như vậy.

    2. BẠN KHÔNG HỀ BIẾT ĐIỀU GÌ LÀM MÌNH HẠNH PHÚC (HOẶC ĐAU KHỔ)

    Trong cuốn sách Stumbling on Happiness, Daniel Gibert, nhà tâm lý học tại đại học Harvad, đã chỉ ra việc chúng ta rất tệ trong việc nhớ điều gì tác động đến cảm xúc của bản thân trong quá khứ cũng như tương lai.

    Chẳng hạn, nếu đội thể thao ưa thích của bạn bị thua tại giải thi đấu lớn, bạn sẽ cảm thấy vô cùng buồn. Nhưng hóa ra trí nhớ về việc bạn cảm thấy buồn như thế nào lại không liên quan gì đến việc bạn cảm thấy buồn trong một khoảng thời gian nhất định. Nói cách khác, mỗi khi nhớ về những điều tệ hại lúc xưa, chúng ta thậm chí còn thêm thắt quá nhiều cảm xúc tiêu cực so với tình hình thực tế lúc đó. Tương tự, khi nhớ về những kí ức tốt đẹp lúc trước, chúng ta thường cho là chúng vui hơn so với thực tế lúc đó.

    Thế nên khi hoạch định về tương lai, chúng ta thường đánh giá quá cao niềm hạnh phúc mà những điều tốt đẹp sẽ mang lại cũng như tin rằng những điều không may mắn sẽ làm chúng ta cảm thấy tệ hại khôn cùng. Để rồi chúng ta thường không nhận ra được bản thân mình đang thực sự cảm thấy như thế nào trong thời khắc của hiện tại.

    Đây cũng là một lý do mà mọi người biện minh về việc không thể theo đuổi được hạnh phúc. Tất cả mọi thông tin chỉ ra rằng chúng ta thậm chí còn không biết hạnh phúc thực chất như thế nào thì làm sao có thể thực sống trong hạnh phúc.

    3. CHÚNG TA DỄ BỊ LỢI DỤNG ĐỂ ĐƯA RA NHỮNG QUYẾT ĐỊNH SAI LẦM

    Bạn đang đi trên đường thì bỗng có một người lạ lịch sự đến gần với mong muốn được tặng cho bạn vài cuốn sách báo “miễn phí”, ngay khi bạn cầm lấy chúng thì họ hỏi bạn tham gia cái này cái kia và quyên cho họ chút tiền vì họ đang gặp khó khăn. Đã bao giờ bạn lâm vào tình huống này chưa? Bạn biết là điều này thật kì cục và bạn muốn từ chối. Nhưng mà, cái này được tặng free đấy với cả bạn chả muốn bị coi là kẻ hờ hững với hoàn cảnh khó khăn chút nào.

    Yeah, đó chính là mấu chốt của vấn đề.

    Hóa ra là, quyết định của con người dễ bị chi phối bằng nhiều cách khác nhau, một trong số đó là việc tặng “quà” cho họ trước khi yêu cầu họ trả lại (điều này khiến khả năng giữ lại món quà cao hơn).

    Hoặc thử cách này, lần tới nếu bạn thấy một dòng người xếp hàng dài ngoằng và muốn chen lên trước, chỉ việc đưa ra một lý do cho mọi người – bất cứ lý do nào – chẳng hạn “Tôi đang vội” hoặc “Tôi đang ốm”. Theo thí nghiệm, chỉ cần nhờ lý do ngắn gọn này mà bạn có đến 80% cơ hội thành công để chen lên trước hơn là không đưa ra lời giải thích. Điều tuyệt vời nhất là: cái lý do bạn đưa ra không cần phải logic hay có ý nghĩa gì cả.(3)

    Các nhà kinh tế học thành vi đã chỉ ra rằng chúng ta dễ dàng có xu hướng tập trung vào một loại giá thành hơn các loại khác dù chả vì lý do gì. Hãy nhìn vào hình vẽ dưới đây:

    Ở phía bên trái, sự khác biệt về giá có vẻ lớn và không hợp lý. Thế nhưng, nếu thêm chai rượu mức giá $50 như hình bên phải thì đột nhiên, chai rượu với giá $30 bỗng trở thành một mức vừa phải và có lẽ là một món hời.

    Hãy thử xem một ví dụ khác nữa. Có người nói rằng bạn cần phải chi $2,000 cho chuyến đi Paris bao gồm bữa ăn sáng hoặc một chuyến đi Rome kèm bữa ăn sáng hoặc một chuyến đi Rome không kèm bữa ăn sáng. Hóa ra việc đưa thêm một lựa chọn “Rome không kèm ăn sáng” đã giúp cho nhiều người chọn Rome kèm ăn sáng hơn Paris. Tại sao vầy? Bởi vì nếu so sánh với chuyến đi Rome mà không có bữa ăn sáng, việc đi Rome kèm bữa ăn sáng có vẻ là một món hời. Thế là não bộ của chúng ta nhanh chóng quên đi mất chúng ta vẫn còn một sự lựa chọn nữa mang tên Paris.(4)

    4. BẠN THƯỜNG CHỈ DÙNG LOGIC VÀ LÝ LUẬN ĐỂ LÝ GIẢI CHO NHỮNG NIỀM TIN CÓ SẴN CỦA BẢN THÂN

    Các nhà nghiên cứu đã chỉ ra rằng kể cả những người đã bị tổn hại chức năng thị lực trên não bộ vẫn có thể “thấy” được ngay cả khi họ không nhận ra. Những người mù hay nói rằng họ không thể nhìn thấy được tay của mình ngay cả khi đưa nó ra trước mặt. Nhưng nếu có một ánh đèn lóe lên ngay trước mắt họ, dù ở phía bên phải hay trái, họ vẫn thường đoán chính xác được đèn lóe lên bên nào.

    Và dù vậy, họ vẫn cứ nói bạn rằng đó hoàn toàn là đoán đại mà thôi.

    Họ không hề có một gợi ý nào về việc đèn sáng bên nào nhưng vẫn có nhận định được ánh đèn nằm ở đâu.

    Điều này thể hiện một sự trớ trêu nực cười: kiến thức và cảm giác biết kiến thức đó hoàn toàn không liên quan đến nhau.(5)

    Và cũng giống như những người mù, chúng ta đều có kiến thức mà lại thiếu đi cảm giác biết kiến thức. Nhưng điều ngược lại, bạn có thể cảm tưởng là mình đã biết điều đó rồi mặc dù thực ra bạn không hề, cũng hoàn toàn là thật.

    Đây chính là nguồn cơn cho mọi thiên vị cũng như ngụy biện. Chúng ta không nhận thức được sự khác biệt giữa cái mình thực sự biết và cái mình tưởng là mình biết. Do đó, các lý do kèm động cơ và các ngụy biện đã được xác nhận cứ liên tục diễn ra trong đời sống hàng ngày.

    5. CẢM XÚC CHI PHỐI NHẬN THỨC CỦA BẠN NHIỀU HƠN BẠN NGHĨ

    Nếu giống như hầu hết mọi người, bạn thường có xu hướng đưa ra những quyết định tồi dựa trên cảm xúc. Đồng nghiệp chỉ buông vài câu bông đùa về đôi giày của bạn mà bạn đã nhảy dựng đứng lên, bởi vì đó là di vật bà người bà đã mất trao lại. Thế là bạn quyết định “phải bằm nát lũ người này ra”, bỏ việc và sống dựa vào tiền phúc lợi. Đây hoàn toàn là một quyết định không hợp lý.

    Nhưng việc tệ nhất chưa phải nằm ở đây đâu.

    Kể cả khi chúng ta đã nhận thức được việc cảm xúc chi phối các quyết định, chúng ta đã tránh việc đưa ra các quyết định trong lúc đang có nhiều cảm xúc trong lòng, thì đây vẫn không phải là một giải pháp lâu dài. Bởi vì, cảm xúc có thể ảnh hưởng đến chúng ta hàng tháng, hàng năm, kể cả khi chúng ta đã nguôi giận và bắt đầu “phân tích” tình huống trước đó. Những cảm xúc ngắn hạn tại một thời điểm nào đó, hóa ra, lại có tác động lâu dài đến các quyết định chúng ta đưa ra sau này.(6)

    Lấy ví dụ như thế này. Một người bạn bỗng muốn rủ bạn đi uống nước. Nhưng vì lý do nào đó, cơ chế phòng vệ của bạn bỗng được dựng lên. Bạn không muốn gật đầu cái rụp dù bạn cũng rất quý anh bạn ấy và muốn được trò chuyện với anh ta nhiều hơn. Bạn thận trọng trong việc đưa ra một phương án dù bạn không hiểu tại sao mình phải như vậy.

    Điều mà bạn đã lãng quên chính là bạn đã từng có một người bạn tính tình nóng lạnh thất thường trước đây. Anh chàng đó cứ thỉnh thoảng lại nổi đóa lên bất thường với bạn. Bạn bước tiếp trong cuộc sống và dần quên mất những chi tiết đó trong quá khứ. Mối quan hệ giữa bạn và người cũ thậm chí còn quay trở lại bình thường.

    Lúc đó bạn đã có đôi lần cảm thấy tổn thương và bực bội. Có thể về mặt nhận thức, bạn đã quên đi câu chuyện cũ, nhưng cảm xúc của bạn thì không. Nó vẫn đã từng nhớ mình đã cảm thấy buồn bã như thế nào. Để rồi khi giờ đây đối diện với một người hoàn toàn khác, trong một tình huống hoàn toàn khác, nó vô thức dựng lên hàng rào bảo vệ cho chính bạn.

    Chúng ta thường dựa vào kí ức về những cảm xúc mà chúng ta đã có trong một thời điểm nào đó trước đây để làm nền tảng đưa ra nhiều quyết định sau đó. Vấn đề là, bạn hoàn toàn không có ý thức về điều này. Cảm xúc mà bạn đã có 3 năm trước đây có thể ảnh hưởng đến bạn bất cứ lúc nào.

    Bàn về trí nhớ…

    6. TRÍ NHỚ KHÔNG HỀ ĐÁNG TIN

    Elizabeth Loftus là một trong những nhà nghiên cứu tiên phong trong lĩnh vực trí nhớ và cô ấy là người đầu tiên nói với chúng ta rằng trí nhớ của mình hoàn toàn không hề đáng tin.

    Về cơ bản, cô nhận ra rằng trí nhớ của chúng ta về các sự kiện trong quá khứ thường bị thay đổi bởi các sự kiện khác lúc xưa và/hoặc các thông tin thiếu chính xác mới. Cô đã khiến cho nhiều người nhận ra rằng lời khai từ nhân chứng không hẳn là một chứng cứ đáng tin.(8)

    Loftus và các nhà nghiên cứu khác đã chỉ ra rằng:

    Trí nhớ của chúng ta không chỉ bị mất dần mà còn dễ đưa ra các thông tin sai lệch theo thời gian.
    Cảnh báo mọi người rằng kí ức của họ chứa các thông tin sai lệch cũng không giúp làm giảm đi các thông tin sai lệch.
    Bạn càng có tính cảm thông nhiều bao nhiêu thì bạn càng dễ đồng nhất các thông tin sai lệch vào trong trí nhớ của mình bấy nhiêu.
    Trí nhớ của chúng ta không chỉ bị thay đổi bởi các thông tin sai lệch mà có thể toàn bộ kí ức của chúng ta đã bị tạo ra. Điều này thường diễn ra khi người tạo ra kí ức của chúng ta lại chính là những người mà chúng ta tin tưởng.
    Vì thế, kí ức của chúng ta hoàn toàn không hề đáng tin như mình đã nghĩ – thậm chí với những việc chúng ta nghĩ là đúng thì chỉ có phần chúng ta nghĩ là sự thật mà thôi.

    Trên thực tế, các nhà thần kinh học đã dự đoán lúc nào con người sẽ nhớ sai thông tin dựa trên các hoạt động trí não của bạn. Tại sao vậy?

    Họ lý giải điều này dựa trên việc so sánh trí nhớ với bộ nhớ của máy tính. Ban đầu, bộ nhớ sẽ ghi lại hết tất cả mọi thứ được đưa vào. Sau đó, chúng chậm dần, làm mất hoặc hư các file dữ liệu ngay sau khi bạn đã tạm dừng sử dụng. (10)

    Nhưng bộ não của chúng ta không chỉ chứa spreadsheet, và file chữ hay GIFs. Trí nhớ giúp chúng ta học được từ các sự kiện trong quá khứ để từ đó đưa ra những quyết định đúng đắn hơn cho tương lai. Nhưng trí nhớ thực chất còn có 1 chức năng quan trọng và phức tạp khác mà chúng ta ít khi nghĩ đến.

    Là người, chúng ta cần sự nhận dạng, chúng ta cần có cảm giác về việc “chúng ta là ai”, để từ đó điều hướng được các tình huống xã hội phức tạp cũng như để hoàn thành xong công việc. Trí nhớ giúp chúng ta biết được sự nhận dạng nhờ các câu chuyện trước đó.

    Bằng cách này, việc kí ức có chính xác hay không không quan trọng. Điều mấu chốt chính là các câu chuyện của quá khứ đã tạo nên nhận thức về chính bản thân. Và thay vì phải sử dụng trí nhớ với độ chính xác tuyệt đối để thực hiện điều này, chúng ta thực chất chỉ cần các kí ức mờ nhạt, sau đó thêm thắt vào các chi tiết khác nhau để phù hợp với “cái tôi” mà chúng ta tạo ra và chấp nhận.

    Có thể bạn nhớ rằng anh hay bạn bè đã từng bắt nạt mình rất nhiều và mình đã cảm thấy tổn thương như thế nào. Với bạn, đó là lý giải cho việc bản thân dễ nhạy cảm, hay lo lắng và khá e dè. Nhưng có lẽ kí ức đó không hề làm bạn tổn thương nhiều như mình đã nghĩ. Có lẽ khi nhớ về việc anh trai đã bắt nạt bạn lúc xưa, bạn đã dùng những cảm xúc ngay lúc này – nhạy cảm, lo lắng và e dè – và neo nó vào kí ức cũ, dù đống cảm xúc đó có khi lại chả hề liên quan gì đến việc anh trai đã bắt nạt bạn.

    Kể từ giờ phút này, kí ức về việc ông anh trai đã nhẫn tâm và làm bạn tổn thương, dù đúng hay không, cũng đã gắn vào đặc điểm nhận dạng của bạn – một người dễ nhạy cảm, hay lo lắng. Đồng thời, đặc điểm này đã khiến bạn đưa ra những hành động đáng xấu hổ và tạo thêm nhiều đau khổ trong cuộc đời mình.

    Có phải bạn đang hỏi tôi là: “Mark, vậy thì việc “tôi nghĩ tôi là ai” chỉ là một đống những ý tưởng bịa đặt do não bộ tạo ra thôi ư?”

    Vâng, đúng thế đấy.

    7. ‘BẠN KHÔNG PHẢI LÀ ĐIỀU MÌNH NGHĨ

    Hãy xem xét khía cạnh này: cách bạn thể hiện bản thân trên Facebook có lẽ không thực sự giống như cách bạn thể hiện bản thân khi rời “thế giới ảo”. Cách bạn hành xử lúc ở gần ông bà có lẽ sẽ khác khá nhiều so với lúc đi chơi với bạn bè. Bạn có “cái tôi tại công việc”, “cái tôi tại nhà””, “cái tôi trong gia đình”, “cái tôi khi ở một mình” và còn rất nhiều “cái tôi” khác nữa mà bạn dùng để điều hướng và sống sót trong thế giới xã hội phức tạp này.

    Nhưng đâu mới là cái tôi “đích thực”?

    Chúng ta có thể nghĩ rằng có lẽ một trong những bản sao ở trên thể hiện chính mình thực nhất. Nhưng một lần nữa, tất cả những việc bạn làm chỉ là lặp đi lặp lại câu chuyện vốn đã chiếm hữu trong đầu mình, những câu chuyện được tạo ra bởi các thông tin sai lệch.

    Trong hơn một vài thập kỉ, các nhà tâm lý học xã hội đã khám phá ra một sự thật mà chúng ta khó lòng nào chấp nhận: cái tôi đích thực (core self) – cái tôi không thay đổi, cái tôi bất biến – chỉ là ảo tưởng mà thôi. (11) Một nghiên cứu mới đang bắt đầu chỉ ra việc cách thức bộ não tạo nên cảm giác về cái tôi cũng như việc sử dụng các thuốc gây ảo giác có thể tạm thời làm thay đổi sự vận hành của não bộ, khiến não tạo ra những ảo giác tạm thời về các định dạng bản thân.(12)

    Điều trớ trêu là tất cả những thí nghiệm này – tuy được xuất bản trong những cuốn sách đắt tiền, được viết bởi những chuyên gia có tiếng – hóa ra chỉ đang lặp lại các triết lý truyền thống phương Đông mà các thiền sư giảng giải trong suốt hàng thế kỉ nay. Trong khi việc duy nhất mà các thiền sư làm chỉ là ngồi yên trong các hang động và không nghĩ gì cả trong vài năm.(13)

    Ở phương Tây, con người thường xuyên đề cao cái tôi cá nhân trong nhiều nền văn hóa – chưa kể tới trong ngành công nghiệp quảng cáo – khiến chúng ta không ngừng tìm cách “định dạng” bản thân mà hiếm khi chịu dừng lại đủ lâu để tự vấn rằng liệu điều này có cần thiết để lao đầu vào hay không. Có lẽ ý tưởng về việc “nhận dạng bản thân” vừa hại vừa giúp chúng ta. Có lẽ nó đang trói buộc chúng ta nhiều hơn là giải phóng chính mình. Tất nhiên, thật tuyệt khi bạn biết mình muốn hoặc thích gì, nhưng bạn vẫn có thể theo đuổi ước mơ và mục tiêu của bản thân mà không cần phải dựa vào ý niệm chắc chắn về sự định dạng.

    8. TRẢI NGHIỆM THỂ CHẤT CỦA BẠN TRONG THẾ GIỚI NÀY KHÔNG HOÀN TOÀN LÀ THẬT

    Chúng ta đang sở hữu một hệ thống thần kinh phức tạp. Nhờ có nó mà thông tin không ngừng được truyền đến não bộ. Theo một số tính toán, hệ thống giác quan – thị giác, xúc giác, khứu giác, thính giác, vị giác và sự cân bằng – gửi 11 triệu bit thông tin đến não chỉ trong vài giây. (14)

    Nhưng kể cả như thế, chúng ta vẫn không thể nhận thức được những sự vật sự việc li ti, khó nhìn thấy. Ánh sáng mà chúng ta thấy được chỉ là một phần nhỏ trong dải quang phổ điện từ. Chúng ta không thể thấy được điều này trong khi các loài chim hay côn trùng lại có thể. Chó có thể nghe và ngửi được những thứ mà chúng ta thậm chí không ý thức được sự tồn tại. Hệ thần kinh của chúng ta hoạt động vừa như bộ máy thu thập thông tin vừa như bộ máy lọc thông tin.

    Hơn hết, tâm thức của con người chỉ có thể kiểm soát được 60 bit thông tin trong một giây khi chúng ta đang tham gia vào các hoạt động gắn với trí thông minh (đọc sách, chơi nhạc cụ, …) (15)

    Có nghĩa là, bạn chỉ có thể ý thức được khoảng 0.000005454% phần thông tin mà não bộ nhận được trong khi đang còn tỉnh.

    Để dễ hiểu hơn, hãy tưởng tượng là với mỗi chữ mà bạn nhìn thấy và đọc trong bài viết này, có 536,303,630 chữ khác mà bạn không thể nhìn thấy.

    Về cơ bản, đó là cách chúng ta sống trong thế giới này mỗi ngày.

    Tác giả: Mark Manson
    Dịch: Hạnh Nguyên
    Nguồn: https://markmanson.net/trust

    Ghi chú:

    1. See Roy Baumeister and Aaron Beck’s Evil: Inside Human Violence and Cruelty.↵
    2. See: The Better Angels of Our Nature by Steven Pinker, Chapter 8, to be exact.↵
    3. These experiments and more explained in Robert Cialdini’s timeless book Influence.↵

    4. This is a shitty summary of an experiment conducted by Dan Ariely of Duke University, discussed in his excellent book Predictably Irrational.↵

    5. In fact, your brain has completely independent processes for each of these and both function independently of logic and reason. See Dr. Robert Burton’s book On Being Certain: Believing You Are Right Even When You’re Not.↵

    6. Andrade, E. B., & Ariely, D. (2009). The enduring impact of transient emotions on decision making. Organizational Behavior and Human Decision Processes, 109(1), 1–8.↵

              Chrome OS: from Personal Computer to Personal Computing. A matter of trust.        
    Google is gradually shifting the user ownership from hardware computers to computing sessions hosted on it's infrastructure. Are you ready for the shift?
              Why Google Chrome OS will succeed AKA The war is over        
    Is Microsoft OS dominance era at it's end? Is Big G dominating the ideas landscape? Starting from the announcement of Google Chrome OS let's try to recap the Microsoft vs Google challenge and to figure out what future we should expect.
              Homily: The Feast of Christ the King        
    Our Lord Jesus Christ, King of the Universe. That is some title for the Feast Day which we celebrate on this last Sunday of the Liturgical Year. But was Christ all about kingship and ruling and thrones and laws? Or was it really something else? Is this really what the Franciscans had in mind, in the early 20th century, when they asked Rome for a Feast day to honor the Cosmic Christ? So what is this Feast Day all about? And what does the Gospel tell us about how we will be judged? More importantly what direction does it give us to live a better life? Click and check it out
              LA GRAN "UTILIDAD" DE LA OEA...        
    Asamblea General 35 de la OEA.
    Decía en estos días el dictador venezolano Nicolás Maduro que a la OEA no la quiere nadie. ¿Cómo va a ser verdad una frase de tan despreciable personaje? ¡Tiene que estar "equivocado"! ¡La "verdad" únicamente la dice gente inteligente y agradable! Para refutar la frase de Maduro (aunque estaría "refutada" por quien la dice) vamos a mostrar la inmensa utilidad de la OEA.

    En los inicios de la juventud hay un idealismo que raya con la ingenuidad. Todos los recién egresados de colegio vibran por cambiar el mundo. Saben más de la profesión que piensan estudiar los que ya la estudiaron. Una época hermosa con unas ansias de cambiar el mundo más fuertes que las de Putin y las de Obama... Y es aquí donde viene la OEA. Con el ánimo de implantar "valores democráticos" se crean simulaciones de la OEA. Los jóvenes por un instante juegan a cambiar el mundo. Los hombres de corbata y las niñas de sastre. Una elegancia que eleva su "espíritu" a la categoría de aquellos representantes del continente... Sin la OEA ¿A qué jugarían nuestros jóvenes?


    Maduro diría que podrían jugan a un modelo de la "Asamblea Nacional". Más de uno elegiría ser Diosdado Cabello sin lugar a dudas. Pero la Asamblea Nacional Bolivariana es muy aburrida. La mayoría tendrían que gritar que están "rodilla en tierra" con el comandante eterno. La minoría básicamente tendría que gritar que "no existen garantías para la oposición". Lo único es que podría armarse un "bochinche" y liberar aquellas bajas pasiones... Tal vez esa sea una simulación un poco más auténtica del costoso circo de la política. Pero ¿Acaso eso eleva su noble y digno espíritu de nuestra juventud? 


    La diplomacia es el arte, que requiere enorme valentía, de sonreirle a quien en condiciones normales querrías pegarle un puño. No es hipocresía, para nada, por el contrario se requiere una gran valentía para sonreírle a alguien que detestas. Esto es incomprensible por algunas personas sobre todo en Antioquia y la Costa Colombiana.  Sin embargo, en su mayoría la gente en Colombia es "diplomática". En todo caso, más vale una sonrisa falsa que una guerra auténtica...


    Uno de los grandes beneficios conseguidos por la diplomacia es el de la "inmunidad diplomática". Más allá de entrar a analizar tan "valiosa" institución en sus debidas "excepciones" es claro que esto representa un beneficio. La inmunidad diplomática no solamente se presenta para "misiones diplomáticas" ante países, sino para aquellas ante instituciones como la OEA o la ONU.


    En un mundo donde priman principios como "la libertad de circulación" o la no-discriminación por razones de nacionalidad (leáse pasaporte) ¿Cómo se sacarían beneficios adicionales para personas "iguales ante la ley"? ¡Con la inmunidad diplomática! Se trata de una discriminación positiva en razón del pasaporte, de uno especial claro está. Siendo todos iguales ante la ley ¿cómo podríamos encontrar una forma para que a alguien le dijeran "Su Excelencia"? Eso sin contar que eso facilita el tránsito en aeropuertos demorado por medidas proteccionistas (que surgen "precisamente" como formas para facilitar la libertad de circulación y la no-discriminación) como las visas o las aduanas. Sin tantas instituciones internacionales ¿Cómo haría el político para incluir en la lista de su gigantesco número de "amigos" de los beneficios del poder? Ese carrusel de roscas, beneficios y adulación requiere privilegios especiales...


    Hay un tercer beneficio que presenta la OEA. Se trata de una Organización que no escatima en realizar toda serie de eventos, cocteles, tratos especiales, etc. Se trata de la socialización del más alto nivel. En estos eventos como "foro para la erradicación del hambre" se invita a "líderes comprometidos" a "discutirlo" en hoteles del más alto nivel. Se trata de eventos que sus asistentes no solamente no pasen hambre, sino que coman esquisitos manjares. Manjares que los motiven a una "reflexión profunda" para sacar una resolución, declaración, etc., donde se diga que se quiere acabar con el hambre. Â¿Cómo conseguiríamos aquellas "valiosísimas" declaraciones que se dan en eventos del más alto nivel?


    Eso sin contar con que, los organismos internacionales son buenos empleadores. ¿Qué pasaría con empleos como los del Secretario General, despachos, asistentes, adjuntos? No se puede negar que, en un mundo lleno de problemas económicos, se requiere resolver los problemas de empleo. Es "vital" para nuestra economía que haya personas encargadas de manejar varios tipos de sellos y la logística que ello implica. Más aún, por su directa relación con emitir otras de declaraciones acerca de la importancia de acabar con el hambre. Situación que llevará a otras declaraciones sobre tan importante problema... Eso sin contar que las facultades de relaciones internacionales perderían inmensas "ventajas" para el mercadeo de sus programas. ¿Dónde van a trabajar sus egresados? En esta economía global hay que "garantizarles" un empleo...


    Es así como Nicolás Maduro está equivocado. No solamente por ser él quien lo dice, sino por la importancia de la institución que se trata. Sin ella ¿Qué remedarían los jóvenes para cambiar el mundo? ¡Se perderían empleos, se desperdiciarían inmunidades diplomáticas (que podría darle a sus "amigos")! Sin la OEA y las instituciones internacionales ¿cómo podríamos tener un circo donde los payasos cumplan al pie de la letra el protocolo y la etiqueta? Sin ellos no tendríamos quien lograra darnos pan... bueno declaraciones que harán que este aparezca mágicamente...

              ECO-IMPERIALISMO, HIDROELÉCTRICAS, MENTIRAS Y VERDADES        
    Esta mañana me encontré este artículo en el muro de un amigo http://www.theecologist.org/News/news_analysis/2705631/el_quimbo_colombia_enelendesas_low_carbon_hydroelectric_racket.html. El artículo por un imperialismo ecológico critica el imperialismo económico, pero su crítica, aunque razonable en algunos puntos, no deja de tener el trasfondo errado de muchos ecologistas: ¡imponer condiciones a los países subdesarrollados para que los ecologistas de los desarrollados sigan contaminando en paz! Pero lo irónico es que The ecologist critica una de las fuentes de generación de energía renovable más bonitas, eficientes y que puede darle a la gente que vive en ese territorio que llaman Colombia fuentes de riqueza. Además, la crítica se hace de manera ligera pasando por alto las consideraciones del International Panel on Climate Change acerca de sus ventajas.  En el punto que acierta es precisamente en los abusos del estado sobre las comunidades, donde vale la pena resaltar que el aprovechamiento del potencial hidroeléctrico no da derecho a expropiar, en favor del que sea. 

    Este escrito consta de varias partes. El primero es que hay una confusión entre inversión extranjera y concesión de monopolios extranjeros, donde los ecologistas aciertan. Y para la aclaración cito a un a un profesor de la Universidad de New York, a Murray Rothbard. Luego, muestro que tras el ecologismo hay también imperialismo, pero uno que suele gustarle a ciertas izquierdas, uno que impone condiciones insoportables a los países pobres, para que los ecologistas nórdicos no tengan cargos de conciencia por prender la calefacción, dado que en las zonas tropicales hay selvas que se beneficiarán de su cariño al planeta. En ella explico que hay una falacia en cuanto a la consideración que hace el artículo de las hidroeléctricas, incluso basándome en el IPCC. Posteriormente, se muestra que las hidroeléctricas además de ser tecnologías que producen energía eficiente sin emisiones de CO2 (no se discute acá el tema de si el cambio climático es originado o no por el hombre) es una oportunidad de ofrecer energía barata. El precio de la energía se relaciona con el crecimiento económico, inclusive una disminución de la demanda de energía puede ser un indicio previo a una crisis económica. La energía eléctrica es clave en la industria y una energía más barata puede disminuir costos. Finalmente, ante un planteamiento del artículo que menciona las pérdidas de energía en transmisión y distribución (o sea los cables que llevan la energía de la planta a su casa) que denuncian a que se deben ¿a las leyes de la física? ¿a viabilidad técnica pero no económica? ¿a ineficiencia? Esto porque consideraban que era más importante disminuir las pérdidas que construir hidroeléctricas. Hasta cierto punto, por física, las pérdidas en transmisión son inevitables, no sé cuál sea el punto. Pero eso no es una excusa para no mejorar la oferta. 

    IMPERIALISMO ECONÓMICO Y MONOPOLIO ESTATAL
    El imperialismo ecológico es una realidad. Sin embargo, muchos partidos de izquierda al ser ecologistas están convencidos de que no es imperialismo. Ya Hayek denunciaba que existía una imposición de países ricos y contaminados que obligaban a países pobres y selváticos a generar amplias áreas protegidas. Esto genera como dice don Alpiniano en El Tomismo Desdeñado unos beneficios a unas personas que no les corresponden, imponiendo cargas a otros que no las merecen. Sin embargo, luego de que en estos países -como Colombia- nadie puede hacer nada, ni tiene cómo adquirir recursos para explotar sus ventajas ahí sí llegan empresas extranjeras que, haciendo convenios con el gobierno, adquieren los beneficios que los nacionales no han tenido. 

    Hace Murray Rothbard, citado por el instituto Mises Hispano una distinción importante entre la sana inversión extranjera y la alianza de empresas ricas con gobiernos ineptos pobres:

    "Los conservadores norteamericanos insisten en particular en resaltar ante los países retrasados las grandes posibilidades y la importancia de las inversiones privadas procedentes de los países avanzados, y les incitan a crear un clima favorable a las mismas, de modo que no se vean sujetas al instigamiento de los gobernantes. Todo ello es muy cierto, pero, una vez más, a menudo es irreal, dada la situación de estos países. Estos conservadores caen persistentemente en el error de no saber distinguir entre las inversiones exteriores legítimas del mercado libre y las basadas en concesiones monopolistas y en donaciones de vastas extensiones de tierras otorgadas por los Estados subdesarrollados. En la medida en que las inversiones exteriores se basan en monopolios y en agresiones contra el campesinado, en esa misma medida adquiere el capitalismo extranjero las características de los señores feudales y debe ser combatido con los mismos medios"

    En este sentido, estoy de acuerdo con el artículo -y en contra del imperialismo económico- en que el estado confunde inversión extranjera con monopolio extranjero. Y el monopolio es desagradable venga de donde venga, sea el monopolio estatal tan "nacional", como cualquier otro. Por eso, cuando Robledo, senador del Polo, defendía a los arroceros por la imposición ridícula de tener que comprar nuevas semillas estaba promoviendo algo anarcocapitalista y liberal, aunque con argumentos de izquierda. 

    Lo mismo pasa en este caso, si se trata de una inversión privada ¿por qué el estado entra y desaloja campesinos? ¿Por qué expropia? Y por más que la ley diga que la expropiación requiere una indemnización al precio del avalúo comercial, ¿es el avalúo comercial el precio de venta? Hombre, no estoy en momento de calcular las rentas campesinas vs las rentas hidroeléctricas, pero sospecho que las rentas hidroeléctricas son más altas. Ahora, si el campesino no quiere vender al precio que dice el avaluador ¿por qué le quita el estado su tierra bajo la excusa del "bien común" para las rentas particulares? No creo que si la transacción se diera en condiciones de libre mercado los campesinos salieran a protestar. Hay alrededor de un millón de kilómetros de líneas de transmisión eléctrica, y si uno viaja por carretera suele ver vacas o sembrados alrededor. ¿Por qué esos campesinos no protestan? Porque 1. esos terrenos no son expropiados sino que cuentan con servidumbres de paso, 2. Se suelen hacer arreglos de mercado. Hombre, hay casos de casos, pero en general no se ve un descontento generalizado. 

    Pero, no, la herramienta de la expropiación es el arma para el bien común, como en Venezuela que hay mucho "bien común", siendo tan paradisiado que prefieren venirse para Colombia. La expropiación existe pero tiene sus límites. En todo caso, sin estado Â¿quién expropiaría para que se hicieran las vías? 

    IMPERIALISMO ECOLÓGICO

    Sin embargo, las razones ecológicas que plantean para oponerse a las hidroeléctricas son más bien pobres. En primer lugar, las consideran también causa del calentamiento global. ¿Cómo? No quiero citar el artículo porque me da pereza pero la idea se resume en 1. cortan bosques tropicales que recogen el CO2, 2. son fuentes de Metano. Hombre ¿cómo un artículo que cita el Panel Intergubernamental sobre el Cambio Climático para defender a los campesinos y el agro sale a decir que son más contaminantes? En primer lugar, si uno revisa lo que dice el IPCC en materia de energía hidoeléctrica (sacaron un documento sobre energías alternativas) su resumen -de la IPCC- arranca así: "Hydropower offers significant potential for carbon emissions reductions" http://www.ipcc.ch/pdf/special-reports/srren/Chapter%205%20Hydropower.pdf. Creo que en ese punto "The ecologist" se equivoca. 

    Por otro lado argumenta que las represas (reservoirs) son fuentes de Metano. La verdad, lo que dicen los científicos climáticos es que si bien el metano CH4 es un gas efecto invernadero, su absorción es más rápida que el CO2, una diferencia que va desde unas décadas en el metano, hasta miles de años para el dióxido de carbono. Además, de acuerdo con la siguiente imagen que proviene del último reporte del IPCC parte del CO2 proviene del uso de la tierra http://www.slideshare.net/fullscreen/IPCCGeneva/fifth-assessment-report-synthesis-report/11:
    Francamente, si queremos disminuir TODAS las emisiones humanas de CO2 hay que empezar por dejar de respirar. ¿Y todas las artificiales? Dudo que la energía que utiliza "The ecologist" sea propiamente energía que no emita CO2 -bueno, puede ser nuclear que no les gusta tampoco- pero no es de las "terribles" hidroeléctricas. 

    ¿Qué otra razón puede tener "The ecologist"? ¿Proteger los bosques de los países subdesarrollados? ¿Para qué? ¿Para que haya bosques que puedan chuparse el CO2 que producen sus plantas a carbón, gas, petróleo, etc. a costa de energía más costosa, menor productividad, entre otras, en nuestros países? ¿Para que ellos puedan seguir subsidiando sus industrias a cambio de que las nuestras no puedan competir en sus mercados por el costo de la energía?

    DEFENDIENDO LAS HIDROELÉCTRICAS

    LAGO CALIMA
    Lago Calima.
    Uno de los embalses en Colombia.
    En un apartado anterior cuestioné el manejo del monopolio estatal con la empresa. El estado es una asociación de políticos corruptos con empresarios ineficientes. Pero tanto la oportunidad a nivel de recursos hídricos que hay en Colombia, la eficiencia energética de las hidroeléctricas, su costo en comparación con las térmicas a base de carbón, gas, gasolina, su posibilidad de cambiar potencia (a diferencia de otras renovables de potencia inestable) y almacenar la energía, entre muchas otras, me hacen tenerle cariño a esta tecnología. Creo que en el punto anterior quedó desvirtuado que las hidroeléctricas tengan impactos a nivel global vía CO2 (lo que hacen es quitar el calmadero de conciencia de los ecologistas ricos que les permite seguir emitiendo CO2 bajo la tranquilidad que los bosques tropicales los recogerán). El metano no me preocupa realmente y creo que es una afirmación que no estaba fundamentada, al fin y al cabo, los embalses no son aguas estancadas. 

    El potencial hidroeléctrico de ese territorio que llaman Colombia es una maravilla. Eso sin contar con el potencial energético de otras tecnologías renovables como las fotovoltaicas por su ubicación terrestre, las mareomotrices, entre otras. Que cualquiera venga y lo explote es necesario, aunque en condiciones de mercado, no monopólicas ni imperialistas. Adicionalmente, la energía hidroeléctrica es más barata. En el siguiente gráfico hay un promedio de los precios mensuales en comparación al porcentaje de generación térmica en Colombia:

    Por puro azar puede observarse con claridad la correlación entre el porcentaje de generación térmica en Colombia y el precio constante (deflactado con IPC) de la energía. Como la gráfica de generación térmica de alguna manera encaja con la hidráulica (la cogeneración y la eólica representan porcentajes insignificantes) podría afirmarse que a mayor generación hidráulica en general menos precio. ¿Por qué se presentan esos baches en la generación? La razón es muy simple, el agua es renovable pero no predecible. Si uno mira las correlaciones de series de ingresos los caudales en dos o tres días tienen altas correlaciones, pero alrededor de dos meses -algo que corroboré con un ex empleado de ISA e ISAGEN- las correlaciones son nulas. 

    Hay incertidumbre en el ingreso del agua. Adicionalmente, en unas ocasiones por década se presenta el fenómeno del niño. El fenómeno del niño genera lluvias en Perú -un país desértico- y trae sequía a un país lluvioso como Colombia. Como el agua escasea hay que producir la energía con un sustituto: las termoeléctricas. El costo de la energía se dispara. En este momento parece que están las condiciones para que se dé el fenómeno del Niño si es que no estamos ya en él. De ese fenómeno se ha venido especulando desde que empecé a investigar este tema en Junio del año pasado (o sea el 2014). Esa especulación posiblemente también influye en los precios, el aumento de la producción térmica y la disminución de la hidroeléctrica porque ante el riesgo de escasez se empieza a guardar el agua. El profesor John Jairo García y otros de EAFIT en un paper al respecto proponía medir las expectativas de aportes al sistema en relación con el precio: 

    "Una variable importante sobre la determinación del precio en el mercado no regulado que debiera incluirse en estudios futuros son las expectativas climatológicas; en la medida en que se espere una disminución del recurso hídrico, generará expectativas de aumentos en el precio.". http://revistas.upb.edu.co/index.php/cienciasestrategicas/article/view/1093/1313

    La intuición tras el análisis es muy buena, pero dudo que pueda encontrarse una variable de expectativas climatológicas. Aunque si algo me soprendió de John Jairo era esa capacidad de creatividad econométrica. El caso es que la ventaja de tener un sistema donde el "combustible"que es el agua es variable, permite inferir que, al menos en las condiciones geográficas de los Andes Colombianas, es más barato que el uso de otros combustibles.

    Es así como la construcción de hidroeléctricas -aunque respetando los derechos de propiedad privada- es una necesidad para mantener bajos los precios de la energía. Hay muchos trabajos que buscan predecir el precio de la energía y lo hacen en función de variables hídricas. Pero nada mejor que leer los errores de las predicciones pasadas de los economistas. En este artículo participó mi amigo y profesor de econometría Mauricio Lopera y dice lo siguiente:

    " La coherencia del resultado se corrobora en el mes de enero de 2014, donde se aprecia una caída grande en el precio producto de la entrada en operación de El Quimbo y Sogamoso, las cuales en conjunto aumentan la oferta de electricidad en 1220 MW" http://www.redalyc.org/pdf/1552/155226077004.pdf
    Mauricio nos insistía mucho que verificáramos que el resultado econométrico coincidiera con la "intuición" económica.  El problema es que las predicciones se equivocan y fuertemente. En el artículo citado, se muestra que los precios caerían en enero de 2014, la razón sería lógica la entrada de hidrosogamoso y quimbo (que es la que menciona The ecologist). Los precios en 2014 en bolsa fueron altísimos, y apenas hoy 16/01/2015 leí que estaban inaugurando la planta de hidrosogamoso. Lo que es cierto es que esas plantas deberían influir en la disminución del precio por el aumento de la oferta, además, de un insumo mucho más barato como "combustible" que el carbón. En eso acertó el trabajo de Mauricio y otros. Pero el cómo o cuánto bajarán los precios no podemos calcularlo con exactitud. 

    DEFICIENCIAS DEL SISTEMA
    Los cables suelen dañar las fotos de paisajes.
    Pero ¿no puede haber buenas fotos de cables de alta tensión?

    El sistema de energía que nace con las leyes 142 y en concreto 143 de 1994 tiene muchas deficiencias. Aunque la L143/94 trataba de dar paso a un modelo más parecido al de un mercado, esa distinción del mercado regulado del consumidor de energía hace que nos saquen un ojo de la cara porque sus precios están muy por encima de los de bolsa; aunque relativamente influidos por ellos como lo mostraba el profesor John Jairo García. El modelo aunque avanza hacia tratar de liberar lo que considera de mercado y regular lo que considera "monopolio natural" se queda corto. Pero realmente si hay algo aburrido es la regulación del sistema de energía, como todas las regulaciones. Hablemos más bien de leyes bonitas, las del "fatum" o de la naturaleza... las humanas dan asco. 

    Quiero enfocarme más en los problemas que mencionaba "The ecologist" y es las "pérdidas" de energía del sistema de transmisión y distribución. Una de las leyes de la física es la ley de la entropía. Básicamente consiste en que aunque la energía no se destruye, solamente se transforma, se degrada a formas de energía más "desordenadas". Básicamente la energía se transforma en "calor", o que es lo mismo que movimiento y vibración molecular. Utilizaremos el término "pérdida" de energía en un sentido amplio, o económico, pero entendiendo que solamente es una transformación no utilizable.  Esta es la razón por la cual no existe una máquina perfecta, sin desgaste y de movimiento absoluto. Por esta razón los relojes de péndulo necesitaban que les dieran "cuerda". 

    De esta manera, por cada 1 KWh (3.600.000 Joules) que produce uno recibe una cantidad menor de energía porque esta se ha "pérdido" transformándose en calor. Esto se debe a que los transformadores -que no entiendo cómo funcionan pero cambian el voltaje- generan pérdidas, la transmisión de energía puede generar calor, en la costa el desgaste de los cables genera pérdidas. Todo esto, como me decía un ex trabajador del sector eso es parte del costo de la energía. Dice textualmente "The ecologist" que se pierde alrededor del 16% de la energía generada:

    "Yet the Government is neglecting simple options to raise power supply - like reducing the high level of losses in transmission and distribution, which run at about 16% of power generation and amount to some 10,000 GWh per year - more than four times the energy production of El Quimbo."
    Pero es que por las leyes de la física: ¡tiene que "perderse" parte de la energía generada! De la energía potencial del agua embalsada el 80%-90% se transmite por medio de la electricidad y el 10%-20% se "pierde" o sea se transforma en "calor". ¡Y es de las más bajas! Las térmicas pierden el 59% de la energía contenida en el combustible, las nucleares el 70%  (CARTA GONZÁLEZ, CALERO PÉREZ, COLMENAR SANTOS, CASTRO GIL, & COLLADO FERNÁNDEZ, 2013, pp. 113-114). Puede que pueda perderse menos bajo un mantenimiento mucho más costoso, o puede que efectivamente pueda perderse menos. El caso es que siempre se va a "perder" algo de la energía. 

    Puede que The Ecologist tenga razón en que se aumente la eficiencia energética. Algo que puede ser inviable o física o económicamente. Pero eso no es razón para impedir que se produzcan plantas de producción de energía eléctrica, es bueno aumentar la oferta por todos los medios. 

    Lo que no puede el gobierno es ordenar que se cree energía, ni que no se degrade una parte en otras formas. Gracias a Dios las leyes de la física son inderogables, imprescriptibles, inembargables, anteriores al ser humano mismo. ¿Puede imaginarse una ley que cree energía? El Congreso de Colombia Decreta "Créase energía a partir de la nada...". Gracias a Dios eso no es posible, no soy capaz de imaginarme la inflación energética lo que produciría, al menos la moneda de la naturaleza es absolutamente neutral. O una ley que diga "Derógase la gravedad", el totazo que se pegarían de cuenta de creer en su validez sería de lo lindo...

    IN CONCLUSIÓN
    En primer lugar pido perdón al lector por tratar la energía de una forma tan política. Es decir, es demasiado pobre, aunque no más pobre que el Ministro de Minas que confundió potencia con energía, pero ¿quién es uno para cuestionar a los "doctores" Ministros? ¡De pronto ignoro una ley que asimila energía con potencia! En segundo lugar, no es esta, ni más faltaba una defensa al régimen de energía eléctrica Colombiana, tan no lo es, que arranco dándole la razón a los ecologistas en que muchas de esas empresas grandes y concesionadas arrasan con las comunidades. El problema de esas empresas grandes, no es la falta de estado, por el contrario, su exceso, lo que falta es libertad. 

    Lo que sí creo es que en sanas condiciones de mercado y con precios justos a los dueños de las tierras, la construcción de hidroeléctricas es una de las ventajas que tiene este territorio geográficamente llamado Colombia. Es vital empezar a utilizar en este territorio las ventajas que ofrece el desarrollo de miles de tecnologías de energía renovable, como la solar, la mareomotriz, la eólica y la más fuerte la hidroeléctrica. En esta región se podría utilizar un potencial enorme para producir energía barata, renovable y libre de elementos contaminantes. Esta energía se podría exportar. ¿Por qué no hay líneas de transmisión a Panamá y Centro América? ¿Por qué no hay líneas de transmisión al Perú? ¿Imposibilidad logística? ¿No serán más bien los elevados costos regulatorios -que agudizan las barreras de entrada- sumado al monopolio estatal? ¿O el monopolio de la transmisión es "natural"? 

     BIBLIOGRAFÍA
    Casi todas las citas salen de internet así que si no refiero la fuente, está el link. Las formalidades APA o lo que sea me parecen demasiado engorrosas para escribir informalmente. Con el internet debería bastar con el link. El único libro que cito, con todas las normas mamonas para probar su existencia, es:

    CARTA GONZÁLEZ, J. A., CALERO PÉREZ, R., COLMENAR SANTOS, A., CASTRO GIL, A., & COLLADO FERNÁNDEZ, E. (2013). Centrales de energías renovables. Generación eléctrica con energías renovables. (P. E. S.A. Ed. SEGUNDA ed.). Madrid, España.




              BREVES COMENTARIOS SOBRE LA REFORMA TRIBUTARIA        
    Para vergüenza mía tengo que confesar que he perdido el tiempo leyendo la reforma tributaria. Bueno, es algo "ñoño", aparte que no he entendido ni la mitad de sus consecuencias. Sin embargo, quisiera compartir mis apreciaciones dado que el gobierno se ha desgastado (y comprado con sus recursos) una serie de propagandas para insistir en la reforma tributaria. Una de esas es que no afecta a la clase media.

    Lo primero que hay que decir es que la reforma tributaria cuenta con una redacción en extremo confusa. Los políticos no tienen incentivos para clarificar sus reformas tributarias porque quieren que nadie sepa para quien es el totazo. Y es verdad que de acuerdo con su publicidad una lectura rápida no muestra que se esté gravando a la clase media. Eso hay que estudiarlo a profundidad. 

    JUGANDO AL IMPUESTO TEMPORAL
    Pienso de lo que entendí y lo que pude leer entre líneas es que los impuestos que se crean son temporales. Una creación de impuestos temporales es entre señal de debilidad del estado y un peligro inmenso porque nada más permanente que un impuesto temporal. El mejor ejemplo es el 4 X 1000 que nació por decreto inconstitucionalmente para salvar a los bancos en el gobierno de Pastrana, pero luego se saneó la inconstitucionalidad. Este impuesto lo están desmontando desde que tengo uso de razón tributaria. La anterior reforma tributaria, no hace menos de 2 años, había ordenado su desmonte. Ésta ¡hace lo mismo, pero deroga el desmonte anterior! ¿Qué qué? ¡Más 4 X 1000 por ahora! Una reforma tributaria no puede venir sin beneficios. Así que también hay una prórroga de beneficios temporales de leyes anteriores.

    EL DISCURSO DE LA CLASE MEDIA
    Como la ley 1607 de 2014 gravó onerosamente con el Impuesto Mínimo Alternativo Nacional a la renta donde claramente los ingresos eran de personas de clase media, esto fue muy criticado. La opinión pública y el análisis fueron claros al insistir lo intenso del gravamen. Como el gobierno quiere la paz, digo estar en paz, tiene que mostrar un discurso que no grave a la clase media. ¿Qué hacer entonces?

    Una vieja estrategia que se remonta hasta Marx es generar en el colectivo la imagen del "capitalista" rico. "El rico es malo y no hay legitimidad en la forma de generarla". Por eso se crea el "impuesto a la riqueza". Que además es "transitorio". Dice el presidente:

    "Por supuesto, esta reforma supone un esfuerzo para las empresas más grandes del país –unas 32 mil que tienen patrimonio superior a los mil millones de pesos– y para los colombianos más ricos –unos 50 mil que tienen también un patrimonio por encima de esa suma–.
    Pero no afecta a la clase media del país, ni a las pequeñas y medianas empresas –las pymes–.
    Además, como ya dije, esta reforma se hizo escuchando las inquietudes y sugerencias de los empresarios, motivo por el cual el impuesto a la riqueza –yo prefiero decirle impuesto contra la pobreza– desaparece en 2018.". http://wp.presidencia.gov.co/Noticias/2014/Diciembre/Paginas/20141223_03-Palabras-Presidente-Santos-sobre-la-sanciom-Ley-Reforma-Tributaria.aspx

    Palabras más palabras menos hay que quitarle a los más ricos para darle a los más pobres. Pero, ¿Tiene el impuesto a la riqueza una destinación específica?  Â¡No! O sea que lo que paguen por concepto de impuesto a la riqueza va a cualquier gasto del estado. No está ni dedicándose a los programas de primera infancia, educación, lucha contra la pobreza, etc. Así que Robin Hood no le está quitando a los ricos para darle a los pobres, sino quitándole a los ricos para darle al más rico e inútil: ¡el estado! Tan no es así que otro de los novedosos inventos es la "sobretasa al CREE" pero, a diferencia del CREE que sí tiene una destinación social específica:

    ARTÍCULO 22°. No destinación específica. La sobretasa al impuesto sobre la renta para la equidad – CREE no tiene destinación específica. Los recursos que se recauden por este tributo no estarán sometidos al régimen previsto en los artículos 24 y 28 de la Ley 1607 de 2012, no formarán parte del Fondo Especial sin personería Fondo CREE, y harán unidad de caja con los demás ingresos corrientes de la Nación, de acuerdo con las normas previstas en el Estatuto Orgánico del Presupuesto. http://www.comunidadcontable.com/BancoMedios/Documentos%20PDF/105%20-%2014%20s%20-%20134%20-%2014%20c%20reforma%20tributaria.pdf

    Sin embargo, en este impuesto hay una gran confusión entre riqueza y su medida. Los tan expertos en análisis económico y tributario parecen no comprender un balance. Un balance cuenta con activos líquidos y activos ilíquidos o fijos. Una empresa puede estar llena de activos fijos pero padecer iliquidez. 

    ¿Qué de la reforma toca a la clase media? Aunque cabe reconocer que de manera rápida no encuentro un empeoramiento a las condiciones de la "clase media" en materia tarifaria. Lo único es que el gobierno aumentó a las sociedades sujeto del "CREE" del 8% al 9%. Además de novedosos enredos en este impuesto.

    ¿Y es que el gobierno no beneficia a los ricos? Recordemos que el mencionado 4 X 1000 nació como el 2 X 1000 precisamente con la intención de salvar a los Bancos. Vea este video de Rudolf Homes cuando en aquella época http://youtu.be/bRgATyQm54A. Los comentarios agudos de Jaime Garzón son muy buenos ¿es que por encima de las leyes sociales están los bancos? ¿Es que los bancos cuando ganan no reparten y cuando pierden sí reparten? El estado es un aliado de los bancos, para eso puede leer a Mises que lo explica muy bien en el libro Human Action. Lo irónico del 4 X 1000 es que ¡terminó afectando a los bancos! ¿No ha oído a nadie decir "págueme en efectivo para que no me cobren el 4 X 1000"?

    ¿POR QUÉ HACERLO FÁCIL SI PODEMOS HACERLO DIFÍCIL?


    Esta imagen de www.actualicese.com da en el punto de los enredos de la reforma tributaria. Ponga la primera parte del índice tapando el meñique y abrazando el anular, que a su vez atrapa el intermedio que abraza el meñique aunque sobresale. Finalmente deje el pulgar afuera. ¡La esencia es el pulgar afuera y los demás enrollados! Podemos hacerlo fácil como a la derecha, o difícil como a la izquierda ¡El efecto es el mismo!

    Esa imagen, sin proponérselo, logra ser una descripción virtual del siguiente artículo: 

    ARTÍCULO 16°. Modifíquese el artículo 23 de la Ley 1607 de 2012 el cual quedará así:

    “Artículo 23. La tarifa del impuesto sobre la renta para la equidad - CREE a que se refiere el artículo 20 de la presente ley, será del ocho por ciento (8%). 
    Parágrafo. A partir del período gravable 2016, la tarifa será del nueve por ciento (9%).Parágrafo transitorio. Para los años 2013, 2014 y 2015 la tarifa del CREE será del nueve (9%). Este punto adicional se aplicará de acuerdo con la distribución que se hará en el parágrafo transitorio del siguiente artículo.” http://www.comunidadcontable.com/BancoMedios/Documentos%20PDF/105%20-%2014%20s%20-%20134%20-%2014%20c%20reforma%20tributaria.pdf

    ¿Qué? Lo que dice el artículo 23 se resume en "La tarifa del CREE será del 9%. Esta tarifa tiene efectos para los años 2013 y 2014 inclusive". Pero primero decir que es el 8%, luego que es el 9% desde el 2013. Incluyo la segunda frase simplemente porque la ley tiene efectos a futuro a menos que se especifique otra vigencia. Pero ¿para qué hacerlo en una frase si podíamos hacerla confusa?

    ¿IMPORTAN LOS ENREDOS EN LA ECONOMÍA?

    A finales de la década de los 30 Ronald Coase planteaba la teoría de la firma donde incluía su exitosa creación del concepto de "costo de transacción". Los costos de transacción son lo que cuesta realizar un intercambio. Por ejemplo, salir a comprar ropa implica no solamente pagar el precio, sino también una tarde perdida en un centro comercial, unas medidas incómodas, caminar, gasolina, etc. Todo para comprar unos benditos zapatos. ¿Cuál es el costo de transacción de pagar impuestos? Lo primero es entender qué toca pagar, luego cuándo y luego cómo. 

    Uno de los casos más comunes del pago de impuestos es la retención en la fuente. El que es agente retenedor tiene que aplicar unos enredos a la hora de pagarle a los "empleados". Pero un empleado tributario, además del empleado del Código Sustantivo de Trabajo, también lo es el independiente. Vea los artículos 383 y 384 del Estatuto Tributario sobre cómo se retiene el la fuente. Eso sin contar que tiene que pedirle el comprobante de pago de la seguridad social al independiente. Este costo de transacción de ignorarse puede generarse sanciones y de asumirse genera más trabajo al que lo hace. 

    Si una reforma tributaria es confusa para un abogado, estudiante de maestría en economía con experiencia en el día a día tributario-contable. Es confusa, también, para expertos consultores en materia de impuestos y planeación tributaria ¿Va a ser fácil de entender para el trabajador del común? Hice el experimento con estudiantes de último semestre de una carrera donde tienen contabilidad, costos, impuestos, etc. en su pénsum y escasamente pudieron comprender el ejemplo anterior. 

    En la medida en que los impuestos se hacen más confusos, es más difícil pagarlos. Esto implica una elección "no pagarlos y arriesgarse", "pagarlos y perder valiosas horas de productividad". Tampoco creo que ayude al recaudo, en la medida que la administración de impuestos estará muy ocupada entendiendo, aclarando, recibiendo interpretaciones diferentes. En Estados Unidos, y no es mi paradigma tributario, un doctor en ingeniería me decía que allá hacía fácilmente la declaración, acá le toca contratar un contador. Si un experto consultor se demoró un mes en entender el "Impuesto Mínimo Alternativo Nacional" ¿Va a ser fácil para las personas del común manejar estos costos? Y si los maneja ¡está dejando de pensar en cosas que sí le aportarían a su productividad! ¡Está dejando de producir y de trabajar por pagar impuestos! 

    No faltará el que salga con que eso genera empleo para los contadores. La verdad no creo que un contador realmente gane con la reforma tributaria. Realmente una reforma confusa no aumenta la productividad del contador, realmente la disminuye, lo obliga a vivir de capacitación en capacitación y le dificulta llevar el trabajo que ya tiene. Es posible que pueda cobrar más, pero porque la demanda aumenta y la oferta disminuye. Puede que el contador cobre más pero ¿a qué costo? Al costo de una labor más compleja. Es como decir que el médico ganaría más con la enfermedad, pues sí, pero hasta el punto que le den sus fuerzas: ¡Bendita sea la enfermedad que da trabajo a los médicos!

    ¿INEVITABLE?
    Puede que usted sea un creyente ferviente de esa ideología llamada Constitución de 1991. Que ame el estado social de derecho, como si por ponerle "social" capitán Constitución resolviera la pobreza, que crea que pagar impuestos es bueno. Crea usted que el  estado es un generoso Robin Hood que le quita a los "ricos tacaños" y que por ende, es inevitable resolver el déficit fiscal. Sepa varias cosas:

    A) La reforma tributaria trae más confusión, una mayor confusión tributaria es un virus que eleva los costos de producción de todas las empresas. Eso ya de por sí es una pérdida.

    B) Tenga en cuenta que hay muchas labores del estado que no tienen sentido. Por ejemplo, piense en el cargo de procurador judicial que todos sabemos que son una traba en procesos, especialmente los penales donde se juega con la libertad de las personas. Y ¿cuánto ganan? Piense en los carruseles de pensiones de las altas cortes mientras el juez promedio no tiene ni lapiceros. Tenga en cuenta la desigualdad de muchos funcionarios donde los altos tienen salario en especie con vehículos, escolta, entre otras. ¡Sí, la burocracia es más desigual todavía que las empresas privadas! 

    C) Tenga en cuenta que las reformas tributarias son confusas porque se quiere ocultar su verdadero sentido. Por eso incluyen exenciones con nuevos gravámenes lo que las hace más confusas todavía. Las exenciones se dan a costa de los gravámenes favoreciendo grupos económicos concretos. Lea algunas de las exenciones o descuentos y verá cómo los "ricos" pero "especiales" también ganan. Además si la intención es cubrir el "hueco fiscal" ¿cree que va a haber más descuentos que beneficios? Los beneficios son el "premio de consolación", ¿no cree que su intención es más psicológica?

    D) Finalmente, si quiere que el estado cubra el déficit funcionaría mejor si pensara en disminuir el gasto y priorizar. No se tiene que hacer una reforma tributaria si la intención es favorecer a los más pobres. Lo que se tiene que hacer es darle prioridad a los más pobres sacrificando el valioso "servicio" del procurador judicial, las pensiones presidenciales, el número de Congresistas, el carrusel de pensiones. ¿Cuánto no es el gasto de los órganos de control? 


    CONCLUSIÓN
    Concluir sobre 52 páginas y 72 artículos que remiten a otros artículos no termina aquí. La reforma tributaria no se acabó ¡apenas empieza! Pronto va a haber decretos, resoluciones, conceptos de la DIAN, seminarios, cursos, actualizaciones (en menos de dos años), sentencias, líos, enredos... Va a haber líos para resolver los líos, enredos para aclarar los enredos. Así si razona ad infinitum los enredos que trae la reforma son infinitos. Si quiere profundice en http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2157804, un análisis especial de las leyes tributarias gringas, que al lado de las colombianas son ¡fáciles! Así que esto es cuestión de tiempo que se difundan los daños que hace la reforma, por más buenas intenciones que tengan quienes la promovieron...



              ALEATORIEDAD, POLÍTICA Y VOTOS...        
    Hace unos días hablábamos mi hermano y yo de la aburridora política. Este año no me gusta porque hay elecciones. Todo el mundo se apasiona por unos seres que ni conoce y por lo que vota y como mínimo su participación, si quedan puede ser irrelevante para cada uno. Pero bueno, yo jugaré también a la hinchada en este escrito. Los candidatos por los que he votado solamente ganó una amiga a la Junta Administradora Local del Barrio: esa es la democracia. Votamos para que gente que no elegimos decida sobre nuestras vidas.

    MIS VOTOS
    En estas elecciones votaré por el número 19 de la Lista del Partido Liberal, por Marcela Posada. Dos razones claves me mueven a votar por ella. La primera es que su propuesta se centra en apoyo a la maternidad, la segunda es que medio la conozco. Marcela Posada es actriz (¿yo votando por una actriz?) y era "la jirafona" en Betty la Fea, no me vi Betty la fea. Sus propuestas van en la línea de protección a la maternidad y primera infancia, además defiende la vida de los bebés.  A Marcela la tengo en Facebook. ¿La conozco? Sin embargo, muchas cosas me preocupan de votar por Marcela. No es ella, me da confianza así apenas la conozca (primera irracionalidad política), lo que más confianza me da es que no intentó convencerme de votar por ella. Adicionalmente es transparente expresa sus ideas sin esperar el voto, muestra todo hasta las propuestas indecentes que le hacen y muestra su lealtad. Pero es más lo que no conozco de Marcela que lo que conozco.

    En primer lugar me preocupa la forma en que plantea sus buenas propuestas son quitando el dinero de otros para fines que a mí me interesan. Puede beneficiar a los bebés, mamás, etc, pero sus propuestas son entre coactivas e impositivas o sea no en lo que yo entiendo por liberales, no se trata de obligar se trata de promover. Sería perfecta si sus propuestas fueran vía incentivos, descuentos, entre otras y como asumo que ella lo leerá sepa que yo me ofrezco a redactarle la ley vía incentivos tributarios y laborales (sin coacciones) para promover el apoyo a la protección a la maternidad, la vida del no-nacido y la primera infancia. 

    Publicidad Política Gratuita.

    EL PROBLEMA DE LOS VOTOS A "CUERPOS COLEGIADOS"
    El segundo problema más grave es quiénes conforman la lista del partido liberal. Entre esos están Horacio Serpa, Vivian Morales y otra serie de personajes de quienes desconfío. Desconfío del mismo partido liberal, de todos los partidos desconfío. El problema radica en que gracias a una reforma que propuso e impulsó Germán Vargas Lleras uno ya no vota por una persona avalada por el Partido Liberal, uno vota por alguien que quede en una bancada. Eso funciona de la siguiente manera:

    1. Se cuentan los votos válidos
    2. Se divide el número de curules al Senado (en este caso 100) por el número de votos totales y eso da el umbral. Los partidos o movimientos que no pasen el umbral no obtienen curules.
    3. Los partidos que pasen el umbral serán aquellos en los que se distribuyan las curules ¿Cómo? El sistema que es una función bastante rara que se llama cifra repartidora. La cifra repartidora consiste en tomar los votos de los partidos que superan el umbral y dividirlo entre 1, 2, 3, hasta n que es el número de curules. Eso da una matriz de números de los cuales los primeros 100 números son las curules a asignar. Es así que supongamos tenemos dos partidos que pasaron el umbral y 5 curules a asignar a continuación la tabla:

    PARTIDO 1:
    100 votos

    PARTIDO 2:
    50 votos

    Con cifra repartidora dividimos hasta 5

    PARTIDO 1: 100, 50, 33.33333, 25, 20
    PARTIDO 2: 50, 25, 16.66666, 12.5, 10

    Y ordenamos los primeros 100 números

    PARTIDO 1: 100, 50
    PARTIDO 2: 50
    PARTIDO 1: 33.333, 25

    La cifra repartidora es 25 y con base en este método el PARTIDO 1 tiene 4 curules y el PARTIDO 2: tiene 1 curul. No sé cómo se asignan en caso de empate, pero supongamos que se asigna la curul empatada al que tiene más votos. Aquí en primer lugar la desigualdad es clara la relación de votos entre partidos es de 1/2 la relación de curules de 1/5.

    Luego de tener la cifra repartidora se mira si la lista es cerrada o abierta, si es cerrada se asigna al primero de la lista y así sucesivamente. Si es abierta se mira el número de votos y se organizan de mayor a menor. Así que no voto por la lista de Marcela Posada, voto por la lista del Partido Liberal y espero a que los votos que corresponden a los de las maquinarias den para un espacio para Marcela.Vale la pena correr el riesgo, pues por un lado está el tema de que los candidatos del Partido Liberal con maquinarias pueden ganar solos, pero darle el voto a Marcela puede dar un espacio para votos de opinión dentro del Partido. Pero las probabilidades no son mejores que las de candidatos con maquinarias, aunque es actriz y en Colombia la gente cree y quiere a sus actores (sin perjuicio de que yo no los conozca ni los vea). Es allí donde viene otra vez la conversación con mi hermano.

    ALEATORIEDAD O DEMOCRACIA...
    Sin embargo, la conversación entre mi hermano y yo versaba "¿Sería mejor una elección aleatoria que las elecciones vía voto?" Es claro que entre un político honesto y uno deshonesto, las posibilidades están a favor del deshonesto. Tal vez los que tengan "voto inteligente" (¿es eso posible?) no voten por el deshonesto, pero el deshonesto superando los topes de publicidad en campaña, mediante maquinarias, sancochos, promesas de burocracia, entre otras que van de $1.000.000 para arriba (menos de lo que pagarán en impuestos por 4 años) ofrecen mayores incentivos a las personas para que voten por ellos. A mi que me compren con que nadie tendrá que pagar impuestos en 4 años, ja, apuesto a que no hay político que haga esa oferta, bueno me equivoco, un "buen político" haría esa oferta pero no la cumpliría. En todo caso es claro que las probabilidades favorecen a los deshonestos. El iluso que crea en la democracia dirá: eso no es así. O defenderá su partido pero es claro. Supongamos que la distribución de deshonestos es igual en todos los partidos. Alguna amiga me dirá que en su partido todos son honestos, yo creo que hay de todo en todos.

    Si hacemos una distribución aleatoria es muy probable que todos los partidos superen el umbral con más o menos la misma cantidad de votos. Lo mismo los votos al interior de los partidos, teniendo una probabilidad más o menos equilibrada entre honestos y deshonestos. La cuestión funciona teóricamente y si uno hace simulaciones, que se pueden programar en R Statistics y ver que efectivamente el azar elegiría mejor que lo que lo hace la democracia, porque corruptos y honestos tendrían las mismas probabilidades. Claro asumiendo que los corruptos no hagan un programa que desbalancee las probabilidades. Mejor dicho a la democracia le iría mejor en un casino que en las urnas...

    APOSTANDO
    Ya queda claro que apostaré por el L 19 al Senado, además me gusta ese número, pero es una apuesta riesgosa como lo es la política. ¿Por quién apostar en los otros? Bien para Cámara no conozco a nadie, y no creo en los conocidos de los conocidos de los conocidos, se supone que deberían ser más cercanos, pero no lo son. Pensaba dar ingenuamente el voto por el Partido Conservador pero, ¿dar un voto por una lista de un partido que se dice pro-vida? ¿Les creo? Solamente he votado por ellos por eso ¡qué pendejo! En la consulta del Partido Verde votaré por Ingrid Betancourt, con sus defectos pasados y su impopularidad presente, me ha parecido una mujer auténtica, eso no significa si gana tenga que votar por ella, pues tendría que tantear cómo está en el tema pro-vida. Finalmente, tampoco conozco a nadie para el parlamento Andino, así que tristemente esos dos cuerpos colegiados se van con mi voto en blanco, le apuesto al 0. Esa apuesta también tiene sus riesgos, como que gente buena no alcance el umbral, pero eso no es una carga mía sino del candidato.

    Finalmente queda la Presidencia, también creo que le apostaré al blanco. No me gusta la bala, no me gusta la Habana y esos dos son los menos malos a mi juicio, bueno Clara López no me da la sensación que lo haya hecho mal como alcaldesa encargada de Bogotá, pero su partido promueve el aborto, están en contra de la libertad de empresa bueno del TLC que no necesariamente ha significado libertad de empresa.

    El problema del voto en blanco es que si gana mandarían a otros de los mismos partidos y como dice la canción de Arjona: "para qué cuentan los votos si se repite la ecuación". Se supone que el país no puede quedar en "situación de interinidad" que eso es "malísimo" para la democracia, a mí me parecería genial no tener presidentes, ni  congresistas, no creo en el estado, no creo en la constitución pero no puedo librarme de ella, bueno al menos no en el corto plazo. Yo soy partidario de la anarquía que permite la libertad y solamente cuando hay libertad se puede ver la solidaridad. No hay solidaridad forzada. Yo preferiría ver a Marcela Posada parada con su liderazgo y autenticidad apoyando ella directamente a las mamás, pero no hacen daño las leyes que bajen los excesivos impuestos a cambio de promover el amor a los bebés y las mamás...


              EDUCACIÓN, DIPLOMAS E INTERVENCIÓN ESTATAL        
    (Imagen tomada de GRUBER, 2010, pág. 308)
    Esta semana hablábamos mi hermano y yo acerca de una propuesta educativa, estudiar pero no por un diploma. Yo le añadiría ni por una nota. El tema de la educación me llama particularmente la atención por varias razones, en primer lugar, soy el que maneja los costos de transacción (impuestos, contratos, contabilidad, planeación financiera y tesorería) de una fundación cuyo mayor objetivo es resolver problemas sociales a través de la educación. Pero, ¿qué es la educación? ¿Cómo se vive la educación? 

    La educación actualmente es vista como un programa que tienen que recibir todas las personas, desarrollar unos exámenes, a cambio de obtener un diploma. Claro que el diploma es un papel y como el rey de la foto lo puede dar cualquiera... y generar naciones "educadas". Se supone que el estado "controla" la educación de "garaje", pero en sí mismo él es el promotor de que los estudiantes se preocupen por una nota (y hagan lo que sea por ella) o un diploma más que por sacar provecho y aprender. Antes las instituciones de "garaje" "facilitan el objetivo" de la "educación", OBTENER FÁCILMENTE UN DIPLOMA. Por otro lado, el estado considera la educación como un "bien público" que genera "externalidades" positivas... y niños medicados, deprimidos y sintiéndose inútiles porque los hacen ver matemática avanzada cuando ellos quieren es bailar, correr, o lo contrario, otros queremos ver matemáticas y nos hacen correr en extenuantes jornadas más allá de nuestras fuerzas. ¡Vaya externalidad "positiva"!

    ¿Por qué el estado se debe preocupar por la "educación"? ¿Por qué gasta la mayor parte de su presupuesto en ella? Las razones de política económica que se leen en el libro Public Finance and Public Policy de Jhonatan Gruber son las que consideraremos a continuación.

    ¿POR QUÉ EL ESTADO SE METE EN LA EDUCACIÓN?

    En primer lugar, consideran que la educación es un bien semi público (GRUBER, 2010, págs. 292, 293 y 294) y que con base en eso va a haber fallas de mercado y problemas de redistribución. ¿Realmente es así? Más adelante procederemos a esta objeción.

    Por otro lado, consideran que la educación aumenta la productividad (GRUBER, 2010, pág. 292) eso de alguna manera es cierto. Pero hay que preguntarse ¿para quién? El experto en educación Sir Ken Robinson sostiene que esa es la razón por la cual reforman la educación (ROBINSON), pero precisamente ese modelo genera caos en la vida de muchas personas. ¿Todos somos para el conocimiento académico?  Dicen que mejorar la productividad genera una externalidad positiva, pero y ¿Qué pasa con aquellos que simplemente fueron excluidos porque no eran considerados por el modelo? ¿Eso no es una perversa externalidad negativa tener niños tristes y drogados para atender a cosas que no les interesan?

    La tercera razón es la más perversa de todas. La educación genera “buenos ciudadanos” (GRUBER, 2010, pág. 293). Claro que con contenidos ideológicos y cátedras de lo que el estado que muchos nos quejamos es corrupto. Pero claro, se lanza un señor con una campaña de lápiz –como si el lápiz genera aprendizaje en sí mismo- y todo el mundo va a pensar ¡qué buen candidato! ¡Va a ideologizar a nuestros niños! 

    ¿CÓMO SE METE EL ESTADO EN LA EDUCACIÓN?

    La forma cómo se mete el estado en la educación es en primer lugar ofreciéndola como servicio gratuito. Esto no parece tan perverso. Lo que genera es el problema de la sobredemanda del bien gratuito y por ende salones atiborrados "aptos para el aprendizaje".

     Sin embargo, la mentalidad intervencionista, hace que el estado ofrezca otra intervención y es la estandarización. Esta estandarización es la forma más perversa de intervención del estado en la educación, porque pone un prototipo de seres humanos que deben cumplir con ciertas habilidades que no necesariamente son las que el mercado laboral requiere. Refiriéndose a la perversa alienación de toda política intervencionista nos dice José Alpiniano García Muñoz lo siguiente no tanto de lo alienante sino de por qué falla este modelo:

    "Al igual que el plan general de los bolcheviques, estos agregados estadístidos [que son el fundamento de la macroeconomía] no reconocen la singularidad humana que torna útiles las cosas.Entonces el mecanismo social deviene ajeno a la realidad. Sería necesario acudir a tantas cosas que resulta imposible que alguien particularmente pueda señalarlo.  La economía debe considerar multiplicidad de factores que además son variables." (GARCÍA-MUÑOZ, 2012, pág. 53)
    ¿Qué multiplicidad de factores debe considerar? Nada más y nada menos que la PARTICULARIDAD HUMANA. Particularidad humana que es única y exclusivamente cognosible por cada individuo. Así que el estado lo que hace con la educación es crear prototipos de personas y excluir a aquellos que no han sido considerados por el programa que es incapaz de considerarlos. Adicionalmente genera toda clase de efectos secundarios en la sociedad ¿Cuál es el más grave? No tanto que los profesores hagan trampa o sometan a los estudiantes a jornadas extenuantes para sacar un mejor puntaje en las pruebas "SABER". Es aquellos que la "educación" estandarizada excluye porque sus puntajes los hacen quedar como "inútiles". Si usted es un colegial o un universitario y está leyendo esto piense que lo que se requiere para las pruebas SABER es pensar lo que el estado quiere que usted le conteste. Por ejemplo, puede no creer en la democracia pero conteste que la democracia es el mejor sistema, ¡pero es una mentira!... Pues es una forma de burlarse de lo arbitrario que son las evaluaciones y simple una broma y ellos creerán que el sistema funciona... Conozco dos casos frente a estas pruebas que pensamos así, el mío y el de un cucuteño, se sorprendían de lo bien que nos fue en esas pruebas...

    OBJECIONES ECONÓMICO-ANTROPOLÓGICAS A LAS RAZONES DE INTERVENCIÓN ESTATAL

    Es falso que la educación sea un bien público, por el contrario se refiere a la parte más singular de la persona.
    En primer lugar si el ser humano es particular y solamente él puede conocerse a sí mismo, la educación no bien público ni semi-público sino una actividad absolutamente privada. Lo que pertenece a la conciencia y la intimidad del sujeto no es cognoscible más que por el propio sujeto. ¿Qué vendría siendo la educación entonces? Una ayuda para que cada quien se conozca a sí mismo y un apoyo para que como la sentencia de Píndaro que alguna vez le leí a Alpiniano cada quien devenga lo que es en sus habilidades. Esto podría sonar como un ideal, como un imposible, pero por el contrario es NUESTRA PROPIA CONDICIÓN ANTROPOLÓGICA la que determina la privacidad de la educación. Los colegios hacen lo contrario obligan a los niños a aprender unos contenidos iguales, ahora dizque desarrollar unas competencias y la arbitrariedad del estado lo medirá.

    Esto genera entonces varias preguntas ¿Cómo ayudar a que cada quien se conozca a sí mismo? ¿De quién es función? De los padres, por eso el movimiento del Homeschooling  no solamente es una salida para el excesivo bullying causado en parte por la estandarización, sino que es un movimiento que vuelve a la raíz verdadera de la educación: ¡ayudar a sus hijos al autoconocimiento!  A continuación unas razones que expuse en otro escrito para otro blog de cómo hacer esto:

    "Por lo tanto, mi querido Alcibiades, los Estados (léase ciudades) para ser dichosos no tienen necesidad de murallas, ni de buques, ni de arsenales, ni de tropas, ni de grande aparato; la única cosa de que tienen necesidad para su felicidad es la virtud. Por consiguiente, mi querido Alcibiades, si quieres ser dichoso tú y que lo sea la república, no es preciso un grande imperio, sino la virtud." (2)

    Pero ¿Cómo alcanzar la virtud? La tradición iniciada con Sócrates parte de iniciar la búsqueda del conocimiento del “sí mismo”. Al respecto algunos filósofos como Kierkegaard (3) le han dado un desarrollo tal que, quizás interpretándolo exageradamente, consisten en no imitar absolutamente nada, o el famoso “desnudarse” de Fernando González (4). Sócrates, en su reconocida tendencia aristocrática –pero de la verdadera- nos propone la imitación de la virtud “Y antes de adquirir esta virtud, lejos de mandar, es mejor obedecer, no digo a un niño, sino a un hombre, siempre que sea más virtuoso que él.” (2).

    Hemos visto que el bien común nace del bien y la virtud de los seres humanos y que la virtud surge del auto-conocimiento. Pero ¿cómo promover que los hombres se conozcan? ¿Obedeciendo e imitando a la virtud? Es allí donde la educación juega un papel importante en esta idea. A pesar del pésimo modelo educativo actual que se basa en la repetición de ideas pre-establecidas o diseñadas o pensadas para la producción en cadena (5), como para empacar a todos en la misma caja útil a la sociedad [como la canción Little Boxes]. Pero ¿cumple la función de enseñar a conocernos a nosotros mismos? ¿Sirve para conocer? Al vivir de hábitos los seres humanos podremos repetir fácilmente las ideas aprendidas en el colegio y en muchos casos en la universidad pero ¿de qué servirán? Inclusive el aprendizaje por repetición puede considerarse, en términos lógicos, como una falacia conocida como Argumentum ad nauseam (6) y eso no genera virtud (2)." (TORO RESTREPO, 2011)

    Una de las preguntas que pueden surgir es el uso del término obedecer. Los padres suelen haber desarrollado una serie de virtudes que el hijo puede imitar. Esa sería mi forma de entender el término de obedecer como como el subordinarse sino el aprendizaje de la virtud del virtuoso. 

    La educación puede aumentar ingresos pero hacernos vivir en el hastío. Además, profesiones mejor pagadas no implican eficiencia.
    La segunda razón es que la educación aumenta la productividad y genera efectos Spill over sobre toda la sociedad. Yo aprendo de los demás y los demás aprenden de mí. Eso es cierto. Pero las super correlaciones que indican que una "mejor educación" implica un mejor "ingreso" no significan que eso sea un mayor bienestar para la sociedad. Me explico, uno en la universidad ve muchos temas, pero a medida que se especializa separa los que le gustan de los que le disgustan. Y uno puede dedicarse a trabajos de mayores ingresos que no es lo que verdaderamente la persona vino a dar al mundo. A este lo llamaremos el efecto prostitución. En últimas el efecto prostitución no es más que la alienación de ganar ingresos por aquello que no nos gusta. Kafka es uno de los autores que mejor conoce la alienación de trabajar lo que no somos, en "El Proceso" muestra cómo la sociedad lo está persiguiendo permanentemente. Más que una novela sobre el debido proceso es una novela sobre el juicio que el estado y su expresión social masificada el sistema nos está exigiendo; que seamos lo que no somos. Por otra parte, en la metamorfosis se muestra cómo el "buen empleo" tal vez sea convertirnos en una cucaracha o bicho raros. No somos lo que somos porque la educación y las políticas nos desvían de nuestra realidad, de lo que somos realmente. 

    Al respecto en versión hispanoamericana tenemos a Facundo Cabral con su canción "Bombero". La canción muestra exactamente las exigencias que hace la sociedad en el proceso de Kafka, un juicio que no comprende. Al final se vuelve abogado -y qué profesión más alienante eligió-. Posiblemente si comparamos a un bombero con un abogado, aquel gana más que éste: ¡retornos de la educación! ¿Eficientes? Su felicidad particular y el destino de muchos se pierden, a la sombra de la alienación. Es el razonamiento hipotético de lo que no fue, pero hay algo claro con más ingresos, no fue lo que era, asumiendo que siendo bombero no hubiera podido idear un proceso que salvara muchas vidas y lo hiciera rico.  Hay varias frases que son muy llamativas al respecto:

    El reflejo que nos muestra la sociedad en la alienación
    es supuestamente belleza, cuando realmente estamos
    ¡muertos!
    • “Desde su galaxia tendrá que aprender a ser como todos, y tirar la llave del eterno sueño de ser o no ser.”
    • "Al fin de los días sentado a la sombra de su realidad, y desde la infancia, como en un espejo, la casa paterna, juguetes y amigos y aquel despilfarro de la libertad."
    • <<El viejo se apaga y vuelve a su mente el niño soñando con ser o no ser, cerrando los ojos se va lentamente por última vez: “bombero, bombero, yo quiero ser bombero, que nadie se meta con mi identidad”>>.
    Aparte de los problemas de alienación, que es una cuestión antropológica, la cuestión también es económica y de eficiencia. Se proveen servicios para los cuales no se es el más apto y se dejan de proveer servicios para los cuáles se es apto. La variedad de factores que influyen una vida humana cuando opta por el camino equivocado no pueden medirse. Pero es claro que la retroalimentación negativa de la ausencia de un bombero que se necesitaba puede tener unos efectos sociales mayores -especulando nada más- que él simple hastío que padece. La alienación de los seres humanos, en especial por la educación, tiene efectos que se dispersan a lo largo de la economía que podemos no conocer.

    La educación planificada no genera necesariamente "buenos ciudadanos".
    Veíamos previamente que el buen ciudadano es el que es virtuoso en aquello que es. Es decir, desarrolla habilidades para aquello que vino al mundo. Si la educación, el estado y el sistema lo que genera es un juicio permanente -como en "El Proceso" de Kafka- realmente no está generando "buenos ciudadanos" sino que está persiguiendo al buen ciudadano. Observándolo, juzgándolo por su vestimenta, ingresos, forma de pensar, cuerpo, carros, casas... ¡Alienación!

    Por otra parte, la noción de "buen ciudadano" es la de aquel ciudadano maleable, fácil de someter y manipular a los designios del estado. En los colegios la figura de poder que se manifiesta en el profesor es un juego similar a la figura de poder que ejerce el estado sobre la vida de los individuos. Es así como esa educación delineada por personas que no conocen a quienes educan, que además no son unidades humanas sino seres singulares con sueños y expectativas -como ser bombero, aunque el estado lo diseñe como ingeniero-, que ni si quiera han pisado un aula, diseñan programas desde unos conocimientos y dizque competencias para el "individuo promedio".  Â¿Quién es un individuo promedio? ¡Nadie!

    INCONCLUSIÓN...
    La educación me enseñó a concluir todo lo que escribiera ¿por qué? Porque según la educación todo ensayo agota un tema. La verdad la educación se equivoca, lo que busca un ensayo es empujar, hacer pensar y dejar una reflexión abierta. Si yo tuviera la verdad revelada en mis manos pues concluiría, daría órdenes, pero que esos cuentos se los crea el estado... El estado, sin conocer ni siquiera a los niños, sin saber nada sobre cada uno entre otras porque le es imposible, pretende concluir lo mejor para ellos diseñándoles una vida... que realmente, ni quieren, ni vinieron a vivir...


              Â¿QUÉ PASA SI HACEMOS BILLETES?        
    En el artículo  Â¿LA POBREZA PROVIENE DE LA FALTA DE DINERO? sembramos la inquietud de cómo el dinero no implica pobreza ni riqueza sino su medida. Sin embargo, explicamos qué pasa si hacemos billetes. El niño propuso como solución hacer billetes y... Keynes le hizo caso. Quizás me digan que degrado a Keynes considerándolo que promovía la misma solución del niño, la verdad es que no, promovía el control de la "oferta monetaria" para influir en la "demanda agregada"... no promovía hacer billetes, promovía un sinónimo. 

    Pero ¿cuáles son las consecuencias de hacer billetes? Prendamos la maquinita y experimentemos. Las consecuencias anticipo son dos, la primera se llama inflación, la segunda se llama hurto mediante la mutación de la moneda.

    INFLACIÓN
    La inflación es la pérdida del poder adquisitivo del dinero por el aumento de los precios. Es que el valor del dinero también está sometido a las reglas de exceso y la escasez, escaso vale más por lo que los precios bajan, si vale menos por tanto los precios suben. Ya esto lo había descubierto Domingo de Soto como nos lo cita José Alpiniano García en su tesis doctoral:

    "La falta de dinero en un lugar determinado hace que el precio de los demás bienes descienda, y la abundancia de dinero hace que el precio suba. Cuanto menor es la cantidad de dinero en un sitio, más aumenta su valor y, por tanto, ‘caeteris paribus’, con la misma cantidad de dinero se pueden comprar más cosas”.  (DE SOTO, 1968, pág. 543).
    Es que como decíamos en Â¿POR QUÉ SURGE EL DINERO? el dinero vale en la medida en que  puede cambiarse por otra cosa, además que la compra es el fin de la venta como veíamos en Domingo de Soto citado por García Muñoz. El ejemplo de una persona en una isla con un millón de dólares desierta que no puede cambiar por nada muestran como ese dinero no vale nada. ¿Un millón de dólares no valen nada? Sí, en una isla desierta sin poderlos cambiar por nada. 

    Eso pasa si hacemos billetes. La cantidad de bienes producidos será exactamente la misma, pero con más billetes éstas valdrán mucho más. Es sencillo, si tenemos 100 unidades de productos por 100 unidades monetarias, esos 100 productos pueden cambiarse por las 100 unidades monetarias. Pero si por esa misma cantidad de unidades tenemos 200 unidades monetarias, todas esas 100 unidades valdrán el doble. 

    EL ROBO CAMUFLADO.
    Una de las formas que utilizan los estados para reducir sus déficit fiscales de todas las absurdas promesas que hacen los políticos, es prendiendo la maquinita. Es en últimas si no hay plata ¡hagamos billetes! Aparte que esa situación aumenta el precio que tienen que pagar las personas por las cosas, genera que el porcentaje de poder adquisitivo que tienen los particulares sobre los bienes se reduzca y el de los estados:

    Si hay 100 unidades de cambio por 100 bienes y servicio y el estado produce 60 para "aumentar la demanda agregada" ahora por cada unidad de bienes ya no habrá 1 unidad de cambio, sino que se requerirá 1,6 unidades de cambio para adquirir un bien. Pero que implica eso, que si las unidades de cambio pertenecían al 100% antes de la emisión de dinero, ahora tenemos que el estado será dueño del 37,5% de las unidades de cambio y los particulares del 62,5%. Lo que palabras más palabras menos significa un robo muy sofisticado...: la mutación de la moneda. (TORO RESTREPO, 2010)

    Sin embargo, una mejor explicación al respecto puede encontrarse en (GARCÍA-MUÑOZ, 2001, pág. 151 a 155). Además, las denuncias sobre estos temas ya se hicieron por los escolásticos españoles, en especial Juan de Mariana en su libro sobre la mutación de la moneda que he buscado pero no lo encuentro. En todo caso sí encuentro la descripción del libro en uno de los artículos del excelente Instituto español que lleva su nombre. Este libro: 



    "comienza en sus dos primeros capítulos explicando con firmeza que “el Rey no es dueño de los bienes particulares de sus vasallos”, por lo que, lógicamente, conforme a derecho y justicia, debe “tomar el beneplácito del pueblo para imponer en el reino nuevos tributos y pechos”. En seguida derivará su argumento hacia lo que constituyó el objetivo de ese librito: criticar la alteración monetaria que practicaba el gobierno de Felipe III por ser causa directa de subida de los precios; juzgando inmediatamente (con enorme perspicacia) que tal inflación era injusta por ser un impuesto oculto, no votado en las Cortes." (GÓMEZ RIVILLAS, 2010)
    ¿Por qué es robar? Es simple, si una persona me quita mi dinero me está quitando mi poder adquisitivo, pero pueden quitarme mi poder adquisitivo dejándome mi dinero. En últimas no se roba dinero, porque como hemos visto el dinero vale es en su capacidad de cambio por otra cosa, por eso se hurta poder adquisitivo. En el ejemplo citado vemos cómo el estado, mediante la impresión de moneda, redujo el poder adquisitivo de las personas en un 62.5%, si una persona se los hubiera quitado habría generado el mismo perjuicio y el mismo enriquecimiento injusto.


    LA FORMA QUE UTILIZAN LOS PARTICULARES PARA "HACER BILLETES".
    Sin perjuicio de la falsificación de la moneda, que también es un hurto similar a producir más dinero, los particulares también tienen sus formas de hacer dinero. Obviamente no somos el Banco de la República o Banco Central para hacer billetes, algo que sería tentador, pero sí tenemos el acceso al crédito que no podemos pagar. El crédito no es malo en sí mismo, muy por el contrario es una forma de garantizar la liquidez de las empresas, pero el crédito de consumo (que no genera riqueza) puede utilizarse como una forma de autoengañarse gastándose los recursos que no se tienen.

    A mi modo de ver, un crédito válido y viable es aquel que puede garantizarse con otra cosa que es el objeto del crédito. Es decir, un crédito debe garantizarse o apalancarse con aquello objeto del crédito. De esa forma, mediante el apalancamiento el balance permanece intacto pero se aumenta la liquidez, a futuro generará pérdida si no se paga, pero si se paga puede ser una forma de mejorar el balance. Pero cuando se accede a un crédito de consumo el balance no queda igual, sino que, como se trata de bienes de consumo, el balance queda en negativos. 

    En Colombia el crédito de consumo es mayor inclusive que el de vehículos (que es una forma de crédito de consumo), vivienda o educación. Al respecto veamos lo que dicen los expertos de Investigaciones Económicas de Bancolombia en uno de sus editoriales:


    La cartera del sector financiero llegó a 177 billones de pesos en junio de 2011, habiendo crecido 11.5% frente a diciembre de 2010. En ese mismo periodo la cartera de consumo creció 14.7% y alcanzó los 52.2 billones de pesos, un 29.5% de la cartera total (un año atrás representaba el 28.7%). En todo 2010 el monto de deuda en consumo aumentó 6.4 billones, y en los primeros seis meses de 2011 aumentó en 6.7 billones de pesos. Los datos mencionados contrastan con el hecho de que la cartera de vivienda a junio de 2011 creció 11% desde diciembre de 2010, con lo que representa el 11.3%de la cartera total (similar a los últimos tres años), y el monto de deuda en vivienda aumentó 2 billones de pesos en el primer semestre del presente año. 
    Existen varias alertas por el endeudamiento de los hogares. Una de ellas hace mención a cuánto más pueden endeudarse los colombianos sin comprometer su capacidad de pago.  (BANCOLOMBIA INVESTIGACIONES ECONÓMICAS, 2011) 
    ¿Hasta cuándo podremos endeudarnos? El crédito de consumo implica, en muchos casos, hacer lo mismo que hace el estado utilizar un dinero que no representa, ni representará riqueza. De esa manera, la herida en el patrimonio de las personas y de la economía en general genera una inflación. No se trata de unos recursos que adquirí con el sudor ni podré adquirir con todo el sudor a futuro. En otras palabras el mal uso del crédito de consumo me desincentiva de producir y trabajar, que es lo que verdaderamente genera riqueza. De esa forma se disminuye el valor del dinero porque no requiere bienes, servicios o trabajo para producirse. 

    Si somos realistas la cartera de consumo de 52.2 billones de pesos es un indicador que mide los recursos que no tenemos pero que tarde que temprano tendremos que generar. Eso sin contar con los intereses que generan y van a generar. Se preguntan ¿qué genera el ciclo económico y las crisis? ¡Demandar más de lo que podemos dar a cambio por ello!

    INCONCLUYENDO.
    La confusión que la riqueza proviene del dinero nos genera tanto el robo estatal como el deseo desenfrenado de consumir más de lo que podemos ofrecer. El dinero no es la felicidad, la compra hecha dice una frase, pero tampoco será felicidad si ese dinero no lo hemos conseguido a cambio de algo, a futuro será infelicidad. La falsedad de la idea de que el dinero es la riqueza radica en la confusión -originada en Adam Smith- que considera que el origen de los intercambios proviene de la demanda y no de la oferta (GARCÍA MUÑOZ, Derecho y Economía según Tomás de Aquino, Tesis Doctoral, 2011, pág. 34). Y es que, claramente, el dinero está del lado de la demanda, no de la oferta. ¿Será entonces que tenemos que mirar la oferta? ¿Será que es en la oferta donde podremos conocer la naturaleza del dinero? ¿Será que la riqueza proviene de la oferta?

    OTROS ARTÍCULOS

    OTROS ARTÍCULOS

    BIBLIOGRAFÍA


    DE SOTO, D. (1968). De Iustitia et iure (Vol. III). Madrid: Instituto de Estudios Políticos.

    GARCÍA MUÑOZ, J. A. (2011). Derecho y Economía según Tomás de Aquino, Tesis Doctoral. Pamplona, España: Universidad de Navarra. Facultad de Filosofía .

    GARCÍA-MUÑOZ, J. A. (2001). Derecho Económico de los Contratos. Bogotá: Ediciones Librería del Profesional.

    GÓMEZ RIVILLAS, L. (28 de Mayo de 2010). MARIANA Y LOS IMPUESTOS. Recuperado el 28 de Enero de 2012, de INSTITUTO JUAN DE MARIANA: http://www.juandemariana.org/comentario/4625/mariana/impuestos/

    Niño Tarazona, D. I. (11 de Noviembre de 2011). BANCOLOMBIA INVESTIGACIONES ECONÓMICAS. EDITORIAL SEMANAL: EL GASTO Y EL ENDEUDAMIENTO EN LOS HOGARES COLOMBIANOS . Colombia: Investigaciones Económicas Bancolombia.

    TORO RESTREPO, D. (29 de Marzo de 2010). EL MITO DE LA SOBREPOBLACIÓN Y LAS VERDADERAS CAUSAS DE LA POBREZA. Recuperado el 28 de Enero de 2012, de EL ALISPRUZ: http://elalispruz.blogspot.com/2010/03/el-mito-de-la-sobrepoblacion-y-las.html



    PUBLICIDAD EXTERNA



              Â¿LA POBREZA PROVIENE DE LA FALTA DE DINERO?        
    Para un niño es es fácil de creer que la pobreza proviene de la falta de dinero. Si a uno le dicen, "los ricos tienen mucha plata, los pobres poca plata" pues la inferencia lógica sería "pues la pobreza proviene de la falta de dinero". Adicionalmente si uno medio piensa el asunto, podría fácilmente concluir, que el problema se resolvería haciendo billetes para los pobres. Podríamos citar el intento de chiste "había una persona tan pobre, tan pobre que solo tenía plata" para explicar la falsedad de esta situación. Eso sin perjuicio que si el estado produce dinero, prende la maquinita de billetes, lo que está haciendo es una forma muy sutil de robo, como ya lo denunciaba Juan de Mariana en su libro sobre la mutación de la moneda. Una persona con dinero en una isla desierta cabría en el ejemplo del intento de chiste. Efectivamente ¿de qué me sirve tener un millón de dólares si no lo puedo cambiar por comida, bebida, refugio?

    Es así como para responder a la pregunta, la respuesta tajante es NO. La pobreza es la insatisfacción de ciertas necesidades, diferentes para cada persona, en cada situación, contexto. El dinero, en un contexto social, puede cambiarse por cosas que satisfagan necesidades pero no puede hacer que se produzcan esas cosas. Ni la expansión de la oferta monetaria, ni los créditos bancarios, ni nada puede hacerse si nadie produce. Muy por el contrario, si se descubre una forma de vivir -y las personas la acogen- que facilite el intercambio sin dinero y producen mucho, no necesitarán dinero para satisfacer sus necesidades. El dinero es un excelente invento para agilizar los intercambios, pero bien pueden existir otros medios para agilizarlo. Sin embargo, las tesis económicas actuales que se centran en un monetarismo y la centralización de la producción de dinero en los estados convierten al dinero en fin y no en medio. Efectivamente mi querido Keynes, haciendo billetes no vas a calmar el hambre de los pobres, pero sí la perversa avaricia de los gobernantes. 

    ¿ESCLAVOS DEL DINERO?
    La economía actual pretende someter y alienar mediante un exagerado culto al dinero. Es que la ciencia económica actual produce la alienación de la persona humana (Véase GARCÍA MUÑOZ, 2011). La visión económica actual parte de la idea que el ser humano es netamente un número que consumo y que la producción está fatalmente determinada (Véase GARCÍA MUÑOZ, 2011). Adicionalmente, al ser el dinero el medio por el cual se mueve el mercado, pues controlar el dinero en el mercado es una alternativa para que ese personaje adicto al consumo (la persona en su reducida visión) no dañe a los otros consumidores... más bien no deslegitime el poder del estado. Es así como la tesis de derecho y economía del santo de hoy 28 de Enero del profesor José Alpiniano nos centra en un punto esencial: "Esta visión aliena la personalidad humana en tanto que somete al hombre al imperio fatal de algo creado por él mismo: el mercado." (GARCÍA MUÑOZ, Derecho y Economía según Tomás de Aquino, Tesis Doctoral, 2011, pág. 131). Y si el mercado surge de intercambios con dinero, en la actualidad nuestra personalidad humana se encuentra alienada al dinero. 

    Así ve la economía actual
    al ser humano.

    Mediante la oferta dineraria, la producción de billetes, intervenciones macroeconómicas en las tasas de interés, control del aumento de los salarios, el incentivo o desincentivo de créditos para consumo, etc., no vamos a lograr satisfacer nuestras necesidades. De hecho, yo he vivenciado eso en términos prácticos. Una situación económica compleja no se resuelve por más sumas, restas, multiplicaciones o divisiones que se realicen con el dinero que se tiene. Es volver al problema que hablábamos en SOBRE EL DINERO un millón de dólares en una isla desierta no sirven para nada.

    La alienación económica, es decir, la confusión del dinero con la riqueza, se refleja también en el management o administración. Que el dinero al ser medio de cambio de todas las mercancías mida la riqueza no significa que sea la riqueza en sí. Es como decir que un edificio de 30 metros son 30 metros, no es un edificio. Sería como decir que el avalúo de ese edificio, sea ese edificio. Veamos cómo se ve esta problemática en el management.

     De acuerdo con Hamel y Prahalad (Prahalad QEPD es, entre otras, el creador de la idea "mercadeo en la base de la pirámide" que es aplicada, entre otros, por el profesor César Betancourt de la Universidad de la Sabana en el área de mercadeo) el rendimiento de una inversión se explica de la siguiente manera: "Ahora bien, el rendimiento de la inversión (o rendimiento de los activos netos, o rendimiento del capital empleado) tiene dos componentes: un numerador, que es la renta neta, y un denominador, que es la inversión, los activos netos o el capital empleado." (HAMEL & PRAHALAD, 1999, pág. 44). La estrategia común en la mayoría de los directivos es la reestructuración empresarial, ¿en qué consiste? En disminuir el nivel de gastos, costos y generalmente, la primera idea que se le viene a la cabeza a cualquiera -por más socialista que hubiese sido en su juventud- son los recortes de personal. ¿Por qué esta estrategia? Precisamente por un auto-engaño matemático, si recorto lo que pago en salarios podré, en mi división, ver cómo aumentan los rendimientos y en últimas auto-engañarme creyendo que por esto soy más rico. 

    ¿Esclavos de la economía?
    Pero ¿Qué consideran los autores Hamel y Prahalad frente a esa táctica de mejorar los rendimientos? Frente a esto plantean los citados autores lo siguiente: "A pesar de que quizás ha sido inevitable y en muchos casos loable, la reestructuración ha destruido vidas, hogares y comunidades en nombre de la eficacia y de la productividad" (HAMEL & PRAHALAD, 1999, pág. 44). Si una reestructuración pretende mostrar un número que dice que el rendimiento aumenta, pero destruye familias, hogares, etc., ¿no es eso muestra de la tesis central de Alpiniano sobre cómo la economía nos aliena? ¿Aumento de acciones a costa de destruir vidas? No es que la reestructuración sea mala en sí, sino que en muchos casos no es justa. Por ejemplo, cuando se despiden a tres empleados que trabajan intensamente y se deja a un cuarto con ese trabajo por el mismo salario ¿podemos decir que se aumentó la productividad? Dicen Hamel y Prahalad "la gestión del denominador [o sea reestructuración y recorte de personal] es un atajo contable para aumentar la productividad de los activos" (HAMEL & PRAHALAD, 1999, pág. 45). 


    A pesar de que en apariencia los rendimientos aumentan, simplemente por un "atajo matemático", esto no es necesariamente un bien para la empresa: "la reestructuración raramente da como resultado una mejora fundamental de la empresa. En el mejor de los casos sirve para ganar tiempo." (HAMEL & PRAHALAD, 1999, pág. 47). Es así como ese autoengaño bien podía producir efectos al corto plazo, pero no a mediano o a largo plazo en la valoración de las acciones:

    "Un estudio realizado entre dieciséis grandes empresas estadounidenses que llevaban, como mínimo, tres años en reestructuración, reveló que, aunque la reconversión normalmente mejoraba el precio de las acciones de la empresa, dicha mejora casi siempre tenía carácter temporal. Tres años después de iniciar la reestructuración, el precio de las acciones de las empresas encuestadas era, en promedio, incluso inferior a la tasa de crecimiento anterior al inicio del procedimiento de reestructuración."  (HAMEL & PRAHALAD, 1999, pág. 47)

    Sin embargo, no se trata de condenar a la reestructuración, que es una alternativa necesaria cuando en la empresa se forman estructuras injustas que limitan su eficiencia. Por ejemplo, que en una empresa de familia el hijo gerente gana lo mismo que su hermano que realiza una gestión operativa es un claro ejemplo de estructura injusta. En ese caso hay un desorden que no da al aporte del trabajo de cada uno su justa retribución. Además, debe ser posible reestructurar esa estructura injusta. A veces, como en el caso de las fusiones empresariales es necesario tolerar -por un tiempo- esa estructura injusta porque de lo contrario se quebraría y sería más injusto aún con todos. 

    CONCLUSIÓN INCONCLUSA.
    Tanto desde tesis doctorales como del management encontramos que se suele alienar al ser humano a costa de los números de la medida. Confundimos la riqueza con una forma de medirla y por eso, manipulamos su medida en aras de ver mejores resultados. La riqueza no es su medida. ¿Qué es entonces la riqueza? ¿Qué es entonces la pobreza? Para ello escribiremos dos cortos escritos uno sobre cómo el exceso de dinero se utiliza como robo y no genera riqueza y dos sobre lo que es la riqueza.

    OTROS ARTÍCULOS
    1. EL ALISPRUZ : ¿POR QUÉ SURGE EL DINERO?
    2. EL ALISPRUZ : SOBRE EL DINERO
    3. EL ALISPRUZ : ¿QUÉ PASA SI HACEMOS BILLETES?

    BIBLIOGRAFÍA


    GARCÍA MUÑOZ, J. A. (2011). Derecho y Economía según Tomás de Aquino, Tesis Doctoral. Pamplona, España: Universidad de Navarra. Facultad de Filosofía .

    HAMEL, G., & PRAHALAD, C. K. (1999). Compitiendo por el Futuro. En H. B. Press, La gestión en la incertidumbre (R. Aparicio Aldazabal, Trad., págs. 37-56). Bilbao, España: Ediciones Deusto S.A.

    PUBLICIDAD EXTERNA



              LA INMENSA CANTIDAD DE LO POCO        
    Ver el mundo en un grano de arena,
    y el cielo en una flor silvestre;
    tener el infinito en la palma de la mano
    y la eternidad en una hora.
    (William Blake en PAPPAS, 1996, pág. 50)

    Los seres humanos nos preocupamos tanto por las grandes obras, que las pequeñas acaban destruyendo la posibilidad de llegar a la grandeza. Es una paradoja, pero una paradoja con fuertes fundamentos fácticos que denotan cómo descuidar lo poco, es el más grande de nuestros errores. El presente ensayo partirá de una reflexión metafísica pasando por una económica, pero la intención será trascender hasta, si es posible, una reflexión mística. Partiremos de ser centaveros, con imagen de ambiciosos, para llegar a la gloria infinita... simplemente por el valor de lo pequeño.


    Una breve contemplación matemática.

    NUBES FRACTALES
    Nubes fractales.
    El fractal denota la potencia de esta paradoja,
    la parte se ve en el todo y el todo en la parte.
    Un cálculo elemental para cualquier persona es la suma de 1 + 1. La unidad pareciese una figura simple y carente de todo significado estético y místico. ¿Qué importa el número uno? ¿Uno no más? Sin embargo, cuando se ve el elevado potencial del uno a nivel matemático, su aparente carencia de significado y su falta de estética, le dan a ese número insignificante, nada dentro del infinito, un valor tan elevado que nos lleva a una paradoja: el uno es nada en comparación con el infinito pero el infinito no es nada sin el uno. ¿Cómo puede surgir tal paradoja en una proporción que todos prácticamente consideramos evidente si sabemos un poco de cálculo y de matemáticas? Evidentemente el infinito ha sido un creador de paradojas como la de Zenón (si cada vez recorro la mitad de lo que me falta ¿cuándo llegaré a la meta?) (PAPPAS, 1996, pág. 50) Sin embargo, esta explicación nos la da Pappas en una cita al pie sobre por qué los números naturales son infinitos: "los números de contar o naturales, son potencialmente infinitos ya que a cualquiera de ellos se le puede sumar uno para llegar al siguiente, pero nunca se puede tener el conjunto completo" (PAPPAS, 1996, pág. 52).

    Efectivamente todos los números son "una multitud compuesta de unidades" como decían los pitagóricos y por ello los consideraban la sustancia de todas las cosas (RECAMÁN SANTOS, 2007, pág. 30). Aunque los pitagóricos no consideraban a la unidad (1) como un número, de esta unidad procedían todos los demás que eran la sustancia del universo. "-¿Cuánto es uno y uno y uno y uno y uno y uno y uno? -No lo sé - dijo Alicia-, he perdido la cuenta. -No puedo hacer la suma - dijo la Reina Roja." (CARROL LEWIS [ALICIA EN EL PAÍS DE LAS MARAVILLAS] en RECAMÁN SANTOS, 2007, pág. 109). Efectivamente la suma constante de uno, uno, uno, cada vez va generando un número que ni la Reina Roja podía sumar, ni lo harán los sabios ancianos del rey en un caso que luego se expondrá. 

    Los pitagóricos, aunque erraron en lo que es un número tuvieron otros aciertos pues nadie ha visto un uno volando a menos que -como decía un compañero mío del colegio- estuviera sentado en una hamaca bastante trabado. Esto quiere decir que los números no son el mundo sino simples son abstracciones de intuiciones que nos explican el mundo, los pitagóricos sí acertaron en la magnifica intuición que nos remite al poema del comienzo. Es de unidades que se forman las cosas y de unidades que se suman indefinidamente que crecen indefinidamente y van formando pieza por pieza, una por una, el mundo. ¿Qué es una estrella? ¿Qué es un grano de arena? ¿Pero qué es una estrella y otra, y otra, y otra...? ¡El firmamento! Y ¿qué es un grano de arena y otro, y otro, y otro,...? ¡Una playa! Lo mismo podemos decir de las gotas de agua que conforman el mar, de las hojas, de las células que forman nuestro cuerpo. ¿Qué es un átomo? ¡lo que compone el universo!

    Deteniéndonos un poco en el tema de las células del cuerpo, nuestra vida comenzó con una célula, que se dividió en dos, en cuatro, en ocho, mórula, blástula, etc, especialización, hasta transformar una vida de una célula en millones de ellas. Podríamos entrar en miles de ejemplos místicos, poéticos que nos lleven a trascender en la contemplación pero eso haría que este escrito fuera infinito. Pues al fin y al cabo, así se comporta la naturaleza que los pitagóricos intuían, una sucesión de unidades que forman el todo, la unidad no es nada frente al todo pero el todo no es nada sin la unidad. Por tal motivo pasaremos de una breve contemplación matemática a un análisis económico.


    Del misticismo a la economía.
    El Banquero y Su esposa.
    ¡La diligencia en el cuidado de lo poco!
    Últimamente tengo pegada la frase "cuide los centavos que los pesos se cuidan solos". Esta frase se la escuché a mi papá, que entiendo se la escuchó a un empresario antioqueño ya difunto. La sabiduría de esta frase no va en lo sonoro de la misma sino en que puede corroborarse en la práctica. Si las personas gastáramos al nivel que lo hacemos en cosas de pequeña cantidad, nos quedaríamos asombrados de lo pronto que nos quebraríamos. Pondré un ejemplo sencillo. Si una persona tiene un capital de $2.000 pesos colombianos (alrededor de un dólar estadounidense) es muy probable que si le ofrecen algo cuyo valor es de $2.000 se relaje y cambie su dinero por esa cosa ¡No son más que $2.000! Pero si todo su capital líquido es de $50.000 (alrededor de 25 USD) y le ofrecen algo de $50.000 es mucho más probable que se controle y diga ¡es que son $50.000! Pero únicamente bastaría hacer únicamente 25 veces el ejercicio con los $2.000 para haberse gastado los $50.000 en cosas de $2.000. Haga el ejercicio de ahorrar $500 diarios durante un año y obtendrá una suma de $182.500, hágalo con $1.000, $2.000, etc.

    En un escrito anterior manifesté lo siguiente:

    "De hecho los pobres saben más de finanzas que los ricos. Un rico no sabe cuánto vale un peso porque ese es su día a día, pero una persona pobre sabe verdaderamente cuál es el costo del dinero, el sudor que se requiere para ganar $18.000 (10 Us$ aprox) [Cfr ElAlispruz. En 2010 si se quiere profundizar en el costo del trabajo]. Esto es tan cierto que los modelos financieros exitosos surgieron precisamente de un elevado valor del dinero. Adicionalmente es la razón por la cuál los modelos tecnocráticos e intervencionistas fracasan. (TORO RESTREPO, 2011)"

    ¿Por qué surgen modelos exitosos con un elevado costo del dinero? El valor de una cosa está relacionado con su escasez, entre más escasa más valiosa, por lo tanto el dinero es mucho más valioso cuando hay poco. Mientras escribo esto recuerdo la gloriosa frase de nuestro presidente Juan Manuel Santos "En Colombia se puede vivir con $190.000 mensuales". Lo glorioso no es tanto que no sea posible (personalmente no lo creo) sino que venga de una persona que ni siquiera sabe cuánto cuesta la gasolina porque tiene choferes y no ha tenido la necesidad de montar en bus. Si a uno le entran $190.000 mensuales tiene que ser bastante inteligente para que con esa suma pueda comer, tener un techo, vestirse y transportarse y si alguien nunca ha tenido el reto de vivir con esa miserable suma... ¿lo hará bien? Mi abuelo materno decía que los mejores financieros son los mendigos porque de $100 en $100 no se asuste si se encuentra al mendigo que pide en el semáforo de la 10 en un vuelo a Santa Marta con usted. Es más complicado cuando la liquidez es mucha pero inconstante, creo yo.


    Tributaristas, delincuentes financieros y el valor del dinero.

    La vocazione di San Matteo
    Caravaggio.
    Recordemos que San Mateo
    era un recaudador de impuestos y
    él comprende el mensaje de la fidelidad en lo poco.
    Los tributaristas son personas MUY INTELIGENTES que trabajan para el sector equivocado, el estado. El estado es una forma de robo menos violenta y menos inútil, pero forzada al fin y al cabo. Paréntesis, admiro a los delincuentes financieros, esos que roban un peso de cada cuenta de un banca, que forman pirámides, etc., porque son perversos, pero comprenden lo mismo que los pitagóricos acerca de la sustancia del mundo. Cualquiera se preguntará ¿por qué pongo a los delincuentes financieros con el sector tributario? Porque ambos piensan estrategias para sacar más de la manera más sutil.

    Una de las formas más inteligentes que comprenden el trasfondo del valor del dinero es la invención del Gravamen a los Movimientos Financieros o Cuatro por mil. Si fuera un señor tomando un peso de cada cuenta, diferente del estado, se llamaría Hurto Calificado. El caso es que no estoy anarquista sino que quiero elogiar al creador del 4 X 1000, eh Ave María qué tan inteligente, el problema es ¡por qué te contrató el lado equivocado!

    Mil pesos vienen siendo poco, pero cuatro pesos no son nada. Bueno 4 X 1000 no son nada y ¿qué tal 4000 por millón? ¿Duelen $40.000 al mover 10.000.000? ¿Qué tal $400.000 al mover $100.000.000? Si una empresa mueve al año $1.000 millones de pesos $4.000.000 pueden ser fácilmente la nómina de unos cuantos meses a salario mínimo. Miremos el 4 X 1000 desde otra perspectiva.

    Si yo pago 1 millón de pesos a otra persona a su cuenta, y ésta a su vez mueve todo ese millón pero pagando el 4 X 1000 y así sucesivamente deduciendo el 4 x 1000, en 27 transacciones, totalmente viables en la velocidad de nuestro sistema financiero, ya se habrá perdido alrededor del 10% de ese valor. O sea si hay una cadena de 27 deudores donde cada uno sea acreedor y deudor de 1.000.000, el 27 avo deberá conseguirse alrededor de $100.000 si cada uno ha venido descontando el 4 x 1000. El cuatro por mil tiene el valor de pasar desapercibido, no se siente su impacto sino cuando se empieza a sumar cada uno de esos gravámenes. 

    Si el PIB de 2010 fue de 548.273.000.000.000 (DANE - DEPARTAMENTO ADMINISTRATIVO NACIONAL DE ESTADÍSTICA, 2011) cifra que confieso no cabe en mi cabeza. Si moviéramos toda esa suma en una transacción serían $2.193,092 millones de pesos. Eso sin contar que son muchas las transacciones lo que implicaría que el recaudo estatal por este impuesto sería gigantesco. 


    Granos de arroz, trigo y hambre en el mundo.

    Hay algunos personajes que trabajan en la ONU que para discutir el problema del hambre en el mundo llegan llenitos luego de haber pagado los mejores hoteles 5 estrellas en New York. La comida debe ser de la mejor calidad y costosa. Ante esa situación cuando empiezan a discutir el tema con barrigas llenas, observan el problema y ven cómo comer un poquito menos sería bastante costoso y para no sufrir el dolor de ver la pobreza que su despilfarro ocasiona proponen matar a los pobres. Efectivamente, la solución es fácil: "seguimos comiendo igual y despilfarrando igual mientras matamos a aquellos que no pueden despilfarrar como nosotros.".

    Sin embargo, el problema del hambre no es de "exceso de población" sino de "desperdicio de comida". Cualquiera dirá que lo hago porque soy pro-vida o porque no creo que el calentamiento global sea ocasionado por el ser humano o como mínimo por la población. Somos 7.000 millones de personas, pero resulta que el número de hormigas ocupa la misma biomasa (o sea pesando TODAS las hormigas de la tierra pesan lo mismo que TODOS los seres humanos) (Chadwick & Moffet, 2011, pág. 86). La fuente del peso de las hormigas, como puede observarse, es la revista National Geographic de mayo de 2011, fuente científica acreditada a nivel mundial.

    Ahora bien, tomando en cuenta la misma revista pero del mes de julio tenemos un dato todavía más perverso y más triste sobre alimentación. Citemos la fuente textual. Refiriéndose frente a cómo alimentar un planeta creciente en su tercera solución plantea:
    "3. Reducir el desperdicio. Aproximadamente la mitad de las cosechas mundiales desaparecen 'entre el campo y el plato', dice Stockholm International Water Institute. El desperdicio, la desviación para fabricar alimentos para animales y el comportamiento del consumidor son factores que llevan a esto.". (TOMANIO, KLEBER, CASSIDY, WELLS, & BUZBY, 2011)
    Según el dato anterior no sería necesario aumentar las cosechas, bastaría que se acabara el desperdicio por el comportamiento desmedido del consumidor. La carencia proviene del derroche y la abundancia de la sobriedad. Cualquier persona pensadora a nivel actual, o sea lectora de periódicos, dirá: "pues que el estado impida el derroche". Sin embargo en ello también está la paradoja de lo poco, eso no lo hará el que tiene mucho poder, sino el pequeño poder de cada persona ante su plato. ¿Cómo entenderlo? Hagamos algunos análisis con gramos...

    ¿Cuánto pesa un gramo de arroz? De acuerdo con una fuente no tan fiable como Yahoo Answers pero en algo creíble, dice que un grano de arroz pesa 1.16 mg. Si cada persona del mundo desperdicia un grano de arroz, algo insignificante, el desperdicio acumulado sería de 8.12 toneladas. No soy nutricionista pero eso beneficiaría la dieta de miles de personas. El punto es ¿cuántos granos de arroz promedio desperdicia cada persona al día? 

    Al respecto de granos y desperdicio partiendo de la unidad hay una sabia leyendo sobre el momento en el que se inventó el ajedrez. El inventor llega ante el rey con el ajedrez y el rey le dice ¿qué puedo darte por esto? El inventor al principio no pidió nada pero ante la insistencia del rey le pidió "ordena que me den un grano de trigo por la primera casilla, dos por la segunda, 4 por la tercera y así sucesivamente hasta completar las 64 casillas." (PERELMAN, 2002, pág. 52). Al rey esto le pareció un insulto al fin y al cabo, sentía que le pedía demasiado poco... unos granitos de trigo no más.

    Pero hagamos el esquema matemático de lo que pedía el inventor del ajedrez:

    1+2+4+8+16+32+...

    Si organizamos la propuesta en una serie encontraremos que sigue la siguiente secuencia:

    1+2^1+2^2+2^3

    Concluyendo que la serie es 1+2^1+...+2^(n-1) por lo tanto por la última casilla recibirá 2^63 granos. 

    Plantación de trigo.
    No es la foto más hermosa pero se
    observa el efecto infinito.
    El caso es que sinteticemos la conclusión. Luego de un largo periodo de demora en el conteo de todos los matemáticos del rey veamos lo que pasó:

    "-Antes de comenzar tu informe [dice el rey], quiero saber si se ha entregado por fin (...) la mísera recompensa que ha solicitado.
    - Precisamente por eso me he atrevido a presentarme tan temprano -contestó el anciano [uno de los sabios del rey]. Hemos calculado escrupulosamente la cantidad total de granos que desea recibir... resulta una cifra tan enorme.
    -Sea cual fuere la cifra -le interrumpió con altivez el rey- mis graneros no empobrecerán. He prometido darle esa recompensa, y por lo tanto, hay que entregársela.
    -Soberano, o depende de tu voluntad cumplir semejante deseo. En todos tus graneros no existe la cantidad de trigo que exige. Tampoco existe en los graneros de todo el reino. Hasta los graneros del mundo entero son insuficientes. Si deseas entregar sin falta la recompensa prometida, ordena que todos los reinos de la Tierra se conviertan en labrantíos, manda desecar los mares y océanos, ordena fundir el hielo y la nieve que cubren los lejanos desiertos del norte. Que todo el espacio sea totalmente sembrado de trigo, y ordena que toda la cosecha obtenida en estos campos sea entregada [a él]. Sólo entonces recibirá su recompensa.
    El rey escuchaba lleno de asombro las palabras del anciano sabio.
    -Dime cuál es esa cifra tan monstruosa -dime reflexionando.
    -¡Oh soberano! Dieciocho trillones cuatrocientos cuarenta y seis mil setecientos cuarenta y cuatro billones setenta y tres mil setecientos nueve millones quinientos cincuenta y un mil seiscientos quince." (PERELMAN, 2002, pág. 55)
    Trascendiendo a lo místico: conclusión.
    Desde la V inicial hasta el último paréntesis este escrito consta de unas 2602 palabras y 12559 letras o signos y faltan unas pocas más. El punto es que una por una en unas 3 horas he llegado a tocar el teclado más de 12.600 veces una por una, palabra por palabra, sumando lentamente, pero sumando. Como estamos en navidad no puedo dejar de hacer el comentario místico, porque es el Espíritu Santo el que me inspira a escribir (yo iba a hacer un ensayo sobre por qué hay que ser sobrio, moralista como siempre y acabé partiendo de lo místico a lo económico) y los errores son míos. Ese Neuma, hálito o soplo quizás trabaja con la inmensa cantidad de lo poco, la paradoja de lo pequeño, la simple paloma que se posa. ¿Acaso nadie ha podido comprender que los vientos y las corrientes de aire son el trasfondo de las tormentas, lluvias e inundaciones? Quizás así sea el Espíritu Santo, sea esa pequeña mariposa del océano índico que con su movimiento preciso y conociendo todas las causas que lo influyen genera un huracán en el Atlántico. 

    Jesús es el ejemplo de esto. La multiplicación de los panes y los peces muestra cómo de unos pocos panes y peces se alimenta a una muchedumbre y lo que sobra se recoge. Aunque evidentemente es un milagro, no es lo milagroso lo que interesa, sino lo mucho que sale de lo poco su sentido o significado me parece más sorprendente, de la inmensa cantidad de lo poco, el infinito no es nada sin la unidad. Muchos son los ejemplos como el grano de mostaza (aunque lo discuten algunos tecnicistas pero al fin y al cabo de muchas semillas pequeñas salen cosas grandes). Todo el mensaje cristiano está en esa paradoja, un Dios que nace en lo poco pero que trae la más grande de las riquezas..., la salvación. hay que leer a Chesterton para mirar ese sentido cristiano como paradoja. 

    En la parábola de los talentos Jesús muestra cómo se confían ciertos bienes a unos trabajadores y aquí sale la frase bíblica que resume el mensaje aquí contenido:

    "Has sido fiel en lo poco, te confiaré lo mucho" (Mt. 25 vs 23)

    Esa es la inmensa, gigantesca, infinita cantidad de lo poco, de la unidad, lo pequeño o cuasi insignificante. Como los pitagóricos el sustento son las unidades (no los números por lo que ya expliqué) pero cada ente, por más insignificante que sea forma el todo. La sumatoria de cosas insignificantes es lo que produce la grandeza, la sorpresa, aquello invaluable. Sospecho que quizás esa es la lógica del Dios de los ejércitos, la adecuada valoración de lo que a los ojos del mundo es insignificante...

    TRIBUTO AL CIELO
    El guayacán y sus flores.
    Un árbol que da tributo al cielo y cae humildemente a la tierra para que persista el ciclo de la belleza

    Bibliografía.
    Chadwick, D. H., & Moffet, M. W. (Mayo de 2011). HERMANDAD DE TEJEDORAS. NATIONAL GEOGRAPHIC (En Español) , 82-95.

    DANE - DEPARTAMENTO ADMINISTRATIVO NACIONAL DE ESTADÍSTICA. (25 de Noviembre de 2011). 'Producto Interno Bruto Departamental, a precios corrientes. '2000 - 2010pr. Miles de millones de pesos. Recuperado el 20 de Diciembre de 2011, de DANE: http://www.dane.gov.co/files/investigaciones/pib/departamentales/B_2005/PIB_Total_habitante_2010.xls

    Holmes, N. (Mayo de 2011). Población. NATIONAL GEOGRAPHIC (En Español) .

    PAPPAS, T. (1996). LA MAGIA DE LA MATEMÁTICA. El orden oculto tras la naturaleza y el arte. (M. Rosenberg, Trad.) Madrid, España: Zugarto Ediciones S.A.

    PERELMAN, Y. (2002). Matemáticas recreativas. (F. Blanco, & C. Pérez, Trads.) Bogotá, Colombia: Planeta Colombiana S.A.

    RECAMÁN SANTOS, B. (2007). LOS NÚMEROS, UNA HISTORIA PARA CONTAR. BOGOTÁ D.C, Colombia: Taurus.

    TOMANIO, J., KLEBER, J., CASSIDY, M., WELLS, H., & BUZBY, J. (Julio de 2011). Cómo alimentar un planeta creciente. National Geographic , Sección Hoy (Inpaginado).

    TORO RESTREPO, D. (16 de Febrero de 2011). FINANZAS Y CUESTIÓN SOCIAL. REFLEXIONES SOBRE EL SISTEMA FINANCIERO. Recuperado el 20 de Diciembre de 2011, de EL ALISPRUZ: http://elalispruz.blogspot.com/2011/02/finanzas-y-cuestion-social-reflexiones.html


              La burbuja del estado de bienestar: Una breve opinión sobre la crisis europea        

    De un momento a otro los índices de acciones, como acciones concretas cayeron fuertemente. Me pareció muy rara esa caída y leí que es probable que Europa entre en recesión afectando los bancos gringos en su capacidad de pago. Si nos vamos al complejo mundo del fatum no sabemos qué llevará a qué, eso es un misterio. Pero lo que sí creo es que la culpa de la recesión en Europa tiene 2 causas concretas: 1. control de la natalidad, 2. estado de bienestar. Frente a la política del estado de bienestar (malestar) creo que es claro porque se gastaba más de lo que se tenía, creo que el estado de bienestar podía sostenerse con déficit cargando con más impuestos a los contribuyentes pero ¿sin contribuyentes? 

    El estado de bienestar propuso un costoso sistema de seguridad social con jubilaciones tempranas pero se le olvidó quién pagaría las jubilaciones. Poco a poco empezó a aumentar el número de pensionados (en Alemania cierran Escuelas y las convierten en Ancianatos) y como no es suficiente con la cotización actual aumentan el monto, adicionalmente llenan de impuestos a los empresarios que son la clase productiva, con estos costos tan elevados costos operativos para sostener las promesas de los políticos recortan personal. Eso genera desempleo generando un grupo de "indignados" por el recorte y el incumplimiento de las promesas estatales, la incertidumbre aumenta el número de abortos que disminuye lentamente el número de consumidores, bajando el ingreso de las empresas que disminuyen las ventas y despiden personal.

    Ante la situación anterior los estados intentan promover políticas intervencionistas. Bajan las tasas de interés para "inducir" al consumo, venden bonos de deuda, intentan aumentar el presupuesto que genera un déficit superior. Ante el déficit que va creciendo gracias al elevado gasto del estado y la venta de deuda, aumentan los impuestos y se emite dinero de "circulación forzosa" para cubrir el déficit. La política anterior genera inflación en parte por los costos de los impuestos que inducen al empresario a aumentar los precios y la inflación causada por la propuesta desesperada del estado.

    La economía sobrevive si se cumplen dos supuestos, trabajo y consumo. Cuando digo consumo no digo "consumismo" que implica vivir para consumir, sino simplemente consumir lo necesario para vivir. Es así como si el trabajo produce, este se tiene que equiparar al consumo en principio o a la inversión que implicaría no consumir hoy para producir más mañana. Si no hay nadie que trabaje no podremos consumir y si no hay nadie que consuma ¿para qué trabajamos? Resulta que en este mundo consumimos más de lo que producimos, es lo que genera el déficit y también lo que la izquierda llama "desiguladad", "inequidad". En la medida en que hay más personas se puede producir más fácil por la división del trabajo y de la misma manera habrá más gente que demande necesidades concretas.

    Como el estado de bienestar demanda más consumo del que puede producir o dar se quiebra y como hay cada vez menos contribuyentes que paguen impuestos la problemática es mayor. La crisis actual no es culpa de ningún "capitalismo salvaje", es culpa de un "intervencionismo salvaje" un intervencionismo salvaje que quiso modelar la sociedad a su modo contra la libertad y la vida de muchos. 

    La verdadera burbuja es el estado de bienestar. Los políticos prometen y ante el calor electoral la gente confía en un estado que luego le cobra sus promesas a un precio más alto del que está dispuesto a pagar por ellas. El estado se infla pero finalmente estalla, como una burbuja. Ahora con un enorme e insostenible pasivo pensional, de una sociedad envejecida en Europa donde ya no hay jóvenes para trabajar, ni tampoco jóvenes que tengan hijos... bueno, jóvenes que tienen hijos pero los abortan. 

    ¿Cuál es la solución ante la burbuja? Todo lo contrario, que haya gente que trabaje y libertad para trabajar, de lo contrario, el estado seguirá echándole la culpa a los niños y empresarios de lo que él les dijo que no hicieran ¡vivir y prosperar!


              2014-12-24 - 2014-12-26 / Weihnachtsangebot des Hotel Savoy Berlin        
    Zu Hause ist es nicht immer am schönsten!   Noch nicht einmal Weihnachten, denn es gibt kaum einen stimmungsvolleren Ort als das Restaurant Weinrot. Die festlich gedeckten Tische, der prasselnde Kamin und die weihnachtlichen Düfte und Aromen, die das Weinrot durchziehen, ...

              Empaque flexible y sus materiales mas comunes        
    Breve descripcion del Empaque Flexible:

    Se llama empaque flexible los materiales que se pueden transformar en laminas, que ya sea solos o en conjunto (estructuras) y que se presentan en primera instancia como rollos o bobinas para ser transformados en bolsas o pliegos con la finalidad de contener un producto para mantener o resguardar su integridad.
    Regularmente es usado como envase primario pero tambien se puede presentar como empaque secundario (bolsa docenera) y hasta embalaje (sacos).

    Materiales que se utilizan en el empaque flexible:

    Dentro de los materiales que al momento se utilizan y que se prevee a un futuro proximo y lejano se seguiran usando prevalecen los polimeros (polietilenos de varias densidades, poliesteres, polipropilenos, PVC etc.), el aluminio (como lamina o metalizacion), los papeles, el celofan, las parafinas, los adhesivos (con y sin solvente) las tintas y los solventes.

    Polietilenos: Estos constituyen la mayoria (en porcentaje por peso) de los materiales flexibles usados en el mundo, son exclelentes para laminar materiales, dar cuerpo a las estructuras y para sellado, lamentablemente no ofrecen ninguna barrera significativa al vapor de agua y al oxigeno a menos que sean modificados con otros componentes o polimeros de otros tipos durante su proceso de extrusion. Para empaque flexible se pueden extruir por cortina y por soplado (blow extrussion) que puede a su vez ser por proceso de una sola capa o de varias capas en cuyo caso se llama coextrusion.

    Polipropilenos: Conforme han avanzado tecnologicamente se han converrtido en la tendencia a seguir, se han desarrollado altas barreras, bajos grosores, mejoras en la resistencia y mejores apariencias ademas del precio, se podria decir que son los materiales que dominan la industria del empaque en cuanto a desarrollos. Su limitante radica en que son muy susceptibles a deformarse en el proceso de transformacion, empaque y sellado por su sensibilidad a la temperatura, requieren de maquinaria de empaque de alta presicion.

    Poliesteres: Tambien llamados Nylons (por ser la marca del poliesterde Dupont) se destacan por su resistencia a las altas temperaturas a la hora de sellar y la hora de congelar, poseen buenas barreras cuando son metalizados y exelente maquinabilidad ademas de buena resistencia al rasgado y ponchadura.

    Aluminio: La mejor de las barreras, aun que esta depende en gran parte de el manejo que se la va a dar al producto (muy facilmente se fractura en los dobleces) y a la calidad del productor pues presentan una cantidad definida de agujeros (pin holes) por metro cuadrado y cuando esta supera los estandards de la industria la barrera se compromete. Por ser un metal su precio es muy alto en comparacion con los demas materiales flexibles.

    Adhesivos: Son de dos tipos, los con solventes que se usan para industria que no requiere contacto con alimentos y altos niveles de adhhesion (bond) y los sin solventes que son de relativa reciente utilizacion y que son usados para unir sustratos (capas de materiales) de estrucuturas para la industria de alimentos.

    Papeles: Sirven para dar aspecto, ayudar a eliminar memoria (que el material se resista a permanecer doblado), dar cuerpo y como capas absorventes. Cuando son brillantes para impresion llevan por fuera un recubrimiento de caolin, loshay de distintos tipos como kraft, tissue etc.

    Celofanes: Se fabrican a partir de cululosa (similar al papel) y antes del surgimiento de los poliesteres y polipropilenos eran la opcion que habia para poder empacar alimentos, actualmente estan en desaparicion dado que por sus carcteristicas y precio no puede competir con con materiales mas modernos su demanda es menor y ya hay solo pocos productores.

    Parafinas: Estas se usan como capas sellantes en caliente y antes de la tecnologia de los adhesivos se usaba para laminar sustratos para la industria de alimentos pero daban un bond muy debil. Su barrera es baja y son muy sensibles a la temperatura.

    Tintas: Son pigmentos de color que disueltos en un solvente se adhieren a la superficie del empaque (ya sea por fuera o por dentro) para dar los efectos deseados en la impresion. En conjunto con los costos de desarrollos de artes graficas son la parte mas cara gramo por gramo de costo total del empaque. Hay tintas genericas o basicas (cyan, magenta, amarillo y negro) de las que se forman todas las demas y tintas directas como las que son emblematicas de una marca como el rojo Marlboro. Hay tambien tintas para rotograbado y flexografia que son las dos formas de impresion industriales en nuestra region centro americana, hay empresas que estan ya ofreciendo impresion inkjet para empaque flexible.



              #053: Mit vielen Bällen jonglieren: Interview mit Christian Müller        

    Diese Woche bei mir im Interview: Christian Müller

    Christian Müller ist Blogger, Coach und Berater. Seine Themen sind so vielseitig wie er selbst: Kommunikationsberatung, Mobile Produktion von Videos (mit Smartphones!), Gadgets, Lebenskarriere usw.

    Da stellt sich natürlich sofort die Frage: Wie bekommt er das alles unter einen Hut?

    Hören Sie hier ein Gespräch rund um Intuition, Wachstum, Veränderung, Begeisterung und vieles mehr.

    Die Notizen zur Folge

    Die Webseiten von Chrisitan Müller:

    Christian Müller schreibt auch regelmäßig auf diesen Seiten:

    Weiterempfehlen

    Hat Ihnen diese Folge gefallen? Dann empfehlen Sie den Podcast doch weiter. Damit unterstützen Sie gleichzeitig mich und meine Arbeit.

    Besonders hilfreich sind positive Bewertungen bei iTunes. Klicken Sie gleich weiter unten auf den iTunes-Link und schenken Sie mir ein paar Sterne. Vielen Dank!

    Den Podcast abonnieren

    In meinem Podcast “einfach produktiv” geht es jede Woche darum, Ihr Zeitmanagement zu verbessern. Sie können meinen Podcast abonnieren. Sobald eine neue Folge erscheint, erhalten Sie sie so automatisch:


              Â¿Hace cuánto no tomas tiempo para ti? ¡Hazlo hoy!        
    Los masajes relajantes no solo son para momentos de estrés, cuando te sientes afanado y cansado. Hoy es la oportunidad de relajarte, dedicarte tiempo y volver a hacer aquellas cosas que acostumbrabas. En Elena del Mar creemos que tu tiempo es valioso y por ello, disponemos de spas en el centro de Bogotá para que contrates masajes relajantes que te harán apartar de la realidad a la cual te sometes día a día.

    ¿Qué es un masaje relajante?

    En término un poco técnicos, es la terapia manual que se realiza con el objetivo de mejorar el bienestar de la persona ya que su máximo objetivo es aumentar la producción de endorfinas en el cuerpo. Además, se caracteriza por ser un método de valoración y tratamiento para las diferentes partes del cuerpo que presentan molestias, estos mejoran las tensiones musculares y el dolor, permiten aumentar la circulación sanguínea y linfática.

    Por supuesto, permiten que se encuentre un alivio del estrés, la ansiedad y el ajetreo de la monotonía. Entonces, ¿por qué no dedicarte un tiempo y hacerte un masaje relajante en cualquiera de nuestros centros de estetica en Chicó?

    Elena del Mar lleva más de 52 años cuidando de la salud corporal de muchos colombianos gracias a planes de gimnasio, tratamientos de estética o post parto y, productos de belleza que hacen de un centro deportivo y estético el espacio más oportuno para relajarte. Entérate de los planes que tenemos preparados para ti en este enlace.

    Beneficios de un masaje relajante

    · Se verá estimulada tu circulación sanguíneay gracias a esto, los órganos del cuerpo pueden recibir mayor cantidad de oxígeno.

    · Será posible reducir los niveles de una hormona conocida como cortisol, es aquella que se libera como respuesta al estrés, la ansiedad y la depresión, por tanto, te ayuda a levantar tu ánimo y disminuir la presión arterial.

    · ¿No puedes dormir bien? Con los masajes relajantes mejorará tu sueño ya que se aumentan las ondas delta del cerebro, aquellas que se relacionan con el sueño.

    · Combaten el síndrome premestrual como lo es el hinchazón o los cambios de humor.

    · Apoyan la eliminación de toxinas y células muertas pues estimula el flujo linfáticopermitiendo que luzcas una piel más sana y joven.

    · Tu piel lucirá más hidratada porque los masajes aportan elasticidad.

    · Promueve la respiración profunda y lenta lo que significa que, no solo aumentarás el nivel de oxígeno de tu cuerpo sino que calmará la ansiedad.

    Los masajes relajantes traen muchos beneficios a tu vida, además te permiten recuperar ese tiempo que te has quitado por diferentes razones: tu trabajo, tu familia (en especial tus hijos) Pero proponerte un momento para ti es alejarte de esas situaciones y reencontrate contigo para poder retomar acertadamente tu rutina. En Elena del Mar somos especialistas en el cuerpo y la mente, por eso nuestro objetivo es que equilibres tu vida por medio de planes de gimnasio, tratamientos estéticos y productos de belleza que solo podrás encontrar en nuestro spa en Bogotá norte.

    Puedes apartar tu espacio escribiéndonos a 305 713 1507 o al 344 1436.

              5 fabulosas técnicas de belleza para que luzcas radiante siempre        
    Inicia el 2017 practicando 5 hábitos para lucir bella | Elena del Mar
    Nada más saludable y rejuvenecedor que llevar rutinas de belleza que cuiden de tu aspecto y te permitan lucir renovada cada día. Elena del Mar como uno de los centros de estética en Chicó, te da a conocer 5 diferentes pero espectaculares rutinas para que las pongas en práctica por el resto de días. Empiézalos de manera distinta.


    Estás a tiempo. Renueva tu estilo de vida

    Pasados casi 30 días del año aun estás a tiempo de retomar y aplicar a tus días rutinas que te permiten empezar a renovar tu rostro y cuerpo, por ello, propón consentirte y sorprenderte, verte bella y radiante gracias a prácticas que podrás realizarte en algún spa en Bogotá norte y te ayudarán a lograr ese cambio tan deseado. Ten en cuenta estos consejos o hábitos de belleza, son especialmente para ti.

    #1. Cambia de look


    Sin dudas, este aspecto es crucial para que te sientas diferente contigo. Poder mirarte al espejo y lucir mucho mejor es el paso fundamental para que empieces a tomar decisiones en tu vida. La grandiosa Coco Chanel un día dijo: â€œuna mujer que corta su cabello está a punto de cambiar su vida” y sí que es cierto. O, ¿qué sucede cuando vas a la peluquería y decides transformarte? ¿Cómo te sientes? Tú tienes la respuesta. Entonces hoy toma camino a la peluquería y cambia tu look.

    #2. Ejercítate y moldea tu cuerpo


    Aunque suena hermoso, realmente es un objetivo difícil por su amplitud. Por ello, intenta ponerlo más específico, por ejemplo, salir a trotar todas la mañana, asistir al gym que está cerca a tu casa. De este modo, será mucho más alcanzable y no olvides que tu mayor motivación siempre serás tú; lucir bien y mantener tu peso para que tu salud no esté en riesgo.

    #3. Aliméntate correcta y balanceadamente


    Cuando se trata de cambiar hábitos es importante y muy aconsejable que lo hagas de manera gradual, ya que así acondicionas tu cuerpo y los empiezas a tomar como costumbres en tu vida. Por tanto, ¿qué tal si empiezas analizando cómo son tus comidas? ¿Tomas muy pocas raciones de fruta o verdura? ¿Tomas agua? Te aconsejamos que comiences a evitar los azúcares. Margarita Rosa de Francisco, actriz y presentadora aconseja evitar los lácteos, los fritos y el pan y, te invita para que tomes agua, té verde y agua de Flor de Jamaica.

    #4. Para el cuerpo y rostro una buena hidratación


    Éste hábito te anima para que te consientas gracias a buenas rutinas de limpieza de tu rostro. Limpiezas que puedes realizar en tu casa y si deseas más profundidad, existen spas en el centro de Bogotá que te ofrecen fabulosos planes y promociones que te prometen limpiezas correctas. Adicionalmente, es muy importante que te acostumbres a usar protector solar. Y, por supuesto, exfolia tu rostro y piel corporal una vez a la semana, te ayuda a eliminar células muertas.

    #5. Fíjate en las tendencias


    Estas serán las que te ayuden a determinar qué sigue y qué tipo de procedimiento o técnica de belleza podrías practicarte. Observa y analiza las tendencias en maquillaje, ejercicios, tratamientos que podrás realizarte en tu centro de estética en Hacienda Santa Bárbara o bien, aquellas grandiosas técnicas que podrás llevar a cabo en la comodidad de tu casa.

    Hoy te hemos enseñado 5 diferentes consejos para que te propongas, en lo que queda del año, cambiar y adoptar hábitos en tu vida que te permitirán lucir mucho más radiante y bella. En Elena del Mar te ofrecemos procedimientos faciales y corporales, llevados a cabo con grandiosos equipos y tecnologías que te prometerán lucir magnífica. Visita nuestro centro de estética facial en Cafam Floresta y empieza a cambiar desde hoy.

    Artículo tomado de Elena del Mar.

              Gacetilla de Prensa        

    Mariano Grijera, Marcelo Portiño y Pablo Camarada en la reunión de Comisión Directiva.

    Sindicato de la Fruta y Pseudo-Cooperativas de trabajo

    La Comisión Directiva del Sindicato de Obreros Empacadores de Frutas de Rio Negro y Neuquén de la Seccional General Roca se reunió el pasado Martes en donde analizo cuestiones vinculadas a los trabajadores de las cooperativas de trabajo que hacen servicio de empaque en la región.

    “Nos ha llegado información de que estas pseudos cooperativas están realizando maniobras fraudulentas para con los trabajadores que se desempeñan en esas empresas, haciéndoles firmar la renuncia como socios bajo la promesa de blanquearlos. Aún cuando estos trabajadores no están en la orbita de nuestro Sindicato, no podemos permitir que, además que se los explote, ahora también se los quiera estafar,” expresó Marcelo Portiño, Secretario General de la Seccional General Roca.

    “Es por esta razón que estamos convocando a los trabajadores que se desempeñan en estas cooperativas de trabajo a que se acerquen al Sindicato para asesorarse antes de firmar algo. En la reunión de Comisión Directiva hemos decidido dar la mayor cobertura gremial que podamos, como así que es necesario redoblar el esfuerzo y las acciones tendientes a “blanquear” la situación de estos trabajadores que en temporada ganan 800 pesos, y con eso tienen que pagar grandes sumas a la AFIP en concepto de trabajadores autónomos. Así, nos encontramos con trabajadores-socios de cooperativas que tienen deudas con AFIP por sumas superiores a los 5.000 pesos,” continuo explicando Portiño.

    “Detrás de estas cooperativas están los verdaderos dueños, que son las empresas frutícolas de la región, que explotando a la gente logran hacer suculentos negocios. Lamentablemente, también debemos reconocer que en la región hay dirigentes gremiales que no solo hacen la vista gorda en este tema, sino que también hacen su propio negocio. En esto nosotros marcamos la diferencia porque desde que asumimos venimos trabajando para que se sincere la relación laboral que existe en estas casi-cooperativas,” afirmo Marcelo Portiño.

    Finalmente, la Comisión Directiva invita a todos los trabajadores de cooperativas de trabajo que prestan servicios de empaque a que se acerquen al Sindicato local ubicado en calle Misiones 1675, a fin de que se asesoren ante ciertas medidas que están iniciando estas empresas, medidas que tienen el claro objetivo de perjudicarlos.


    Pablo Amadeo Camarada
    Secretario de Prensa
    Comisión Directiva
    Seccional General Roca

              CONVENIO COLECTIVO DE TRABAJO NRO. 1/76        
    CONVENIO COLECTIVO DE TRABAJO NRO. 1/76

    I) PARTES INTERVINIENTES
    ART. 1- PARTES INTERVINIENTES
    II) APLICACIÓN DE LA CONVENCIÓN
    ART. 2- VIGENCIA
    ART. 3- AMBITO DE APLICACIÓN
    ART. 4- REINCORPORACIÓN DEL PERSONAL
    ART. 5- BOLSA DE TRABAJO
    ART. 6- RELACION DE TRABAJO
    ART. 7- LLAMADO AL PERSONAL POR ANTIGÜEDAD
    ART. 8- LABORACION DE HORAS EXTRAS
    ART. 9- TRABAJO A DESTAJO (PROHIBICION)
    ART. 10- NO OBLIGATORIEDAD DE MAXIMO RENDIMIENTO
    ART. 11- FORMAS DE TRABAJO
    ART. 12- APLICACIÓN DE LEYES: LEY DE ACIDENTES DE TRABAJO
    ART. 13- ACCIDENTES Y/O ENFERMEDADES INCULPABLES
    ART. 14- PAGO DE SUELDOS
    ART. 15- PAGO SALARIOS FAMILIARES
    ART. 16- VACACIONES ANUALES Y/O PROPORCIONALES
    ART. 17- PAGO POR INDEMNIZACION
    ART. 18- HORARIO DE TRABAJO
    ART. 19- BONIFICACIÓN POR MAYOR ESFUERZO (10% TEMPORADA)
    ART. 20- SUSPENCIONES
    ART. 21- COSECHA PAGO MES COMERCIAL
    ART. 22- GUARDERIA INFANTIL
    ART. 23- DIA, HORA Y LUGAR DE PAGO
    ART. 24- SERVICIO MILITAR OBLIGATORIO
    ART. 25- DURACION Y APRENDIZAJE
    ART. 26- NUMERO DE APRENDICES- REMUNERACIÓN DE TRABAJO DE CATEGORIA SUPERIOR A LA DEL OPERARIO QUE LA EFECTUA
    ART. 27- DEBERES DEL PERSONAL
    ART. 28- INASISTENCIA POR ENFERMEDAD O ACCIDENTE
    ART. 29- SANCIONES POR FALTA INJUSTIFICADA
    ART. 30- MEDIDAS DISCIPLINARIAS- FACULTAD DEL EMPLEADOR
    ART. 31- OBLIGACIONES DE LA PATRONAL: OBLIGACIONES VARIAS
    ART. 32- PERMISO PARA DONAR SANGRE
    ART. 33- PIZARRA PARA COMUNICADOS GREMIALES
    ART. 34- TRANSPORTE DE PERSONAL
    ART. 35- LICENCIA POR FALLECIMIENTO FAMILIAR DIRECTO
    ART. 36- DEBERES Y OBLIGACIONES DE LOS DELEGADOS
    ART. 37- PERMISOS GREMIALES
    ART. 38- ESPECIALIDADES Y CATEGORIAS
    ART. 39- RETENCIONES Y APORTES SOCIALES
    ART. 40- RETENCIONES DE CUOTA SOCIAL Y/O ESPECIALES
    ART. 40 BIS- RETENCIONES CUOTA MUTUAL DE LA FRUTA
    ART. 41- ADICIONALES MENSUALES: BONIFICACIÓN POR ANTIGÜEDAD
    ART. 42- ADICIONAL POR PERAS
    ART. 43- ADICIONAL O BONIFICACIÓN POR ASISTENCIA PERFECTA
    ART. 44- DIA OBRERO DE LA FRUTA
    ART. 45- ACREDITACION FEHACIENTE DE CATEGORIA- SALARIO
    ART. 46- PROHIBICIÓN PARA CAPATACES O ENCARGADOS
    ART. 47- INDUMENTARIA PROVEIDA POR EMPRESA
    ART. 48- VIERNES SANTO- ASUETO
    ART. 49- SEGURO DE VIDA
    ART. 50. CONSTANCIA DE TIEMPO TRABAJADO
    ART. 51- ARTICULOS DE APLICACIÓN EN POST-TEMPORADA: SUSPENSIÓN POST-TEMPORADA
    ART. 52- CALCULO SALARIO POST- TEMPORADA
    ART. 53- MINIMO DE DIAS PARA COBRO SALARIO FAMILIAR
    ART. 54- PROHIBICIÓN TAREAS EMPAQUE EN CÁMARA O ANTECAMARA FRIGORIFICA
    ART. 55- REPRESENTACIÓN GREMIAL EN POST-TEMPORADA
    ART. 56- INCORPORACION TRABAJADOR ENFERMO DADO DE ALTA. SUSPENCIÓN LEGÍTIMA AL REEMPLAZANTE
    ART. 57- ORDEN PÚBLICO DEL PRESENTE CONVENIO
    ART. 58- COMISIÓN DE INTERPRETACION DE ESTA CONVENCIÓN
    III) DISPOSICIONES TRANSITORIAS
    ART. 59- PROYECTO DE REGLAMENTACION DE GUARDERIAS
    ART. 60- REMISIÓN AL SINDICATO DE PLANILLA DE PERSONAL
    ART. 61- POST-TEMPORADA: ANTELACION DE 24HS PARA SUSPENDER Y FECHA PROBABLE DE REINCORPORACION
    ART. 62- RESPONSABILIDAD EMPRESARIA POR TRABAJO EN CAMARA O ANTECAMARA FRIGORIFICA
    ART. 63- OBLIGACION DE INFORMAR VOLUMEN DE FRUTA EN FRIO A SINDICATO
    ART. 64- FECHA INICIACION DISCUCIÓN SALARIAL

    ADVERTENCIAS

    Debemos hacer algunas advertencias en relación al texto del Convenio que sigue a continuación.
    Primero, que los montos dinerarios que figuran en el texto fueron fijados en la fecha en que se firmó el Convenio, es decir en Enero del año 1976, por lo que dichos montos están totalmente desactualizados.
    Segundo, muchos de los artículos han sido modificados por sentencias judiciales en casos concretos, que no alcanzan a modificar el texto del Convenio, pero como las Sentencias sientan jurisprudencia, en el momento de la aplicación judicial pesan más esos fallos que la letra del Convenio.
    Tercero, que en el articulo 1, cuando se hace mención a las partes intervinientes, es necesario aclarar que Empacadores y Frigoríficos de Frutas Asociados de Río Negro y Neuquén actualmente es la Cámara Argentina de Fruticultores Integrados (CAFI).


    TEXTO DEL CONVENIO

    I) PARTES INTERVINIENTES

    Artículo 1- Las partes que suscriben el presente convenio, Sindicato de Obreros y Empacadores de Frutas de Río Negro y Neuquén; y Empacadores y Frigoríficos de Frutas Asociados de Río Negro y Neuquén, se reconocen mutuamente como entidades gremiales representativas con el sentido y alcance que se desprenda de las normas legales vigentes, a los efectos de la suscripción de esta convención.

    II) APLICACIÓN DE LA CONVENCIÓN

    Artículo 2- Vigencia temporaria: el presente convenio regirá desde el 1 de Enero de 1976 y hasta el 31 de Diciembre de 1976, en las cláusulas que determinan las condiciones de trabajo. Con respecto a las condiciones económicas rigen desde la misma fecha, comprometiéndose las partes a reunirse el 30 de Mayo de 1976 para considerarlas nuevamente.
    Articulo 3- Ámbito de aplicación: el presente convenio será de aplicación al personal que labore en los establecimientos en que se empaque fruta fresca, sitos en las provincias de Río Negro y Neuquén, en tareas propias de la actividad.
    Artículo 4- Reincorporación del personal: A la iniciación de la temporada, la reincorporación del personal se efectuara comenzando por los obreros de mayor antigüedad, computada por tiempo efectivo de trabajo y dentro de cada especialidad y categorías conforme a las necesidades del empleador. En caso de coincidir en igual especialidad y categoría, será preferida a los fines de la reincorporación y suspensión, el de más antigüedad de la planta de empaque.
    El caso de la clasificadora puntera de acuerdo al párrafo anterior que debiera ser suspendida, quedará trabajando como clasificadora, cuando tuviera antigüedad como tal, si mediara conformidad de la primera para efectuar dicha tarea con el sueldo de clasificadora. En el caso que un obrero adquiera otra categoría dentro de la especialidad no perderá la antigüedad adquirida en la especialidad a la fecha, computándose la misma a los fines de la reincorporación en la temporada. Para la suspensión por finalización de cosecha, se aplicara igual criterio comenzando por los menos antiguos y de conformidad al artículo 21.
    Artículo 5- Bolsa de trabajo. Las empresas que deben incorporar personal nuevo a su plantel, podrán requerir el mismo en la bolsa de trabajo de la Seccional respectiva del S.O.E.F.R.N. Y N. del mismo lugar donde deban llevarse a cabo las tareas. Las Seccionales del Sindicato deberán pasar la lista total de los obreros inscriptos en cada especialidad, a las empresas, para que están concreten los pedidos en cualquiera de los integrantes de esa nomina que presenten antecedentes de idoneidad que lo acrediten en la especialidad. Toda solicitud de personal deberá hacerse con 24 horas de anticipación y deberá ser provisto dentro del mismo lapso de recibida la solicitud.
    En caso de que la empresa no contratare al personal solicitado y que le fuera proveído, cuyo pedido no fuera anulado oportunamente, deberá abonarle a ese personal una compensación de los jornales correspondientes a tres (3) días.
    El que hubiere sido despedido por el empleador con anterioridad a esa solicitud, no es obligatorio contratarlo nuevamente.
    Articulo 6- Relación de Trabajo: La patronal asegura a los obreros el trabajo mientras dure el termino de cosecha con las limitaciones expresadas en los artículos 4º y 21º. Se entiende por cosecha el término durante el cual ingresa fruta fresca a la planta para ser empacada.
    Articulo 7- Llamado al personal por listas de antigüedad: Con diez días de anticipación a la iniciación de la cosecha, los empleadores colocaran en lugar visible y de fácil acceso a los obreros, una lista de aquellos que por su orden de antigüedad en la especialidad, deben reingresar haciendo constar en la misma fecha de ingreso y tiempo efectivo trabajado en la empresa, la fecha probable progresiva en que deban presentarse en la temporada. Será obligatoria la remisión de una copia de dichas listas a la Seccional respectiva del Sindicato. A los efectos del Art. 107º de la Ley nº 20.744, antes del 31 de Diciembre de cada año el trabajador deberá manifestar al empleador su disposición de desempeñar el puesto y el empleador de ocuparlo en la forma y con las modalidades requeridas. Toda notificación al obrero deberá hacerse en el domicilio real del mismo, el que deberá ser denunciado por este finalizar cada temporada. Si el obrero que tuviere domicilio dentro de las provincias de Río Negro y Neuquén, no se presentase dentro de las 48 hs. posteriores a la fecha probable en que debería ingresar, deberá ser intimado por el empleador mediante telegrama simple para que .lo haga en un plazo de cuarenta y ocho horas; si no se presentare será considerado incurso en abandono de trabajo. Pero si el obrero tuviera domicilio fuera de ambas provincias deberá ser intimado se igual forma para que se presente en siete (7) días bajo el mismo apercibimiento. En caso de encontrarse el domicilio real del obrero fuera del radio de distribución de correspondencia de la localidad en donde resida, deberá fijar domicilio en el radio antedicho, bajo de apercibimiento de considerarse valida las notificaciones que se efectúen en las Seccionales respectivas de S.O.E.F.R.N. Y N. Es voluntad de las partes que la contratación del personal nuevo sea efectuada con preferencia entre el que tenga residencia en las provincias de Río Negro y Neuquén.
    Articulo 8- Laboracion de horas extras: Cuando haya que embalar fruta para exportación y sea necesario trabajar horas extras, a juicio de la empresa, aquellas que empleen una cantidad de personal inferior a la del año anterior, queda limitada la cantidad de horas extras a diez horas en días continuado se dará al finalizar la primera, quince minutos de descanso pagos. Las horas extras deberán ser laboradas por todo el personal o por sectores en forma rotativa, y nunca por una minoría o sector determinado, a excepción del personal afectado a carga y descarga de frutas. Todas las empresas deberán tener controla reloj.
    Articulo 9- Queda prohibido el trabajo a destajo en temporada.
    Artículo 10- Ningún operario podrá ser obligado a efectuar tareas a un ritmo superior al normal de trabajo. En caso de surgir algún inconveniente, este será planteado por el delegado o la comisión de reclamos. Cuando la entrada de frutas exceda de los dos mil (2.000) cosecheros diarios el empleador pondrá como mínimo dos(2) descargadores. Cuando las tareas de cualquier especialidad, exija un máximo rendimiento, el Delegado solicitara a la empresa el personal que fuera necesario.
    Artículo 11- Ningún obrero podrá ser destinado a tareas que importen una disminución permanente de especialidad y/o categoría. Para el caso de que el obrero deba realizar tareas distintas a la que esta afectado, el mismo no podrá negarse, salvo su derecho a mayor salario que corresponda y siempre que no afectare su decoro y este dentro de las posibilidades físicas y materiales. Este desplazamiento deberá efectuarse por parte de la patronal en forma rotativa, evitando que recaiga en una sola persona y/o especialidad. Las tareas que requieran esfuerzo físico excesivo no podrán ser asignado a mujeres.
    Artículo 12- Aplicación de leyes: Las empresas asumirán el conjunto de las obligaciones preceptuadas por ley 9.688 y sus modificaciones.
    Articulo 13- Respecto a los accidentes y/ o enfermedades inculpables regirá lo dispuesto en el art. 225 de la ley 20.744.
    Articulo 14- El pago de las retribuciones se hará de acuerdo a lo establecido en el Titulo IV de la Ley Contrato de Trabajo nro. 20.744.
    Articulo 15- Los obreros del empaque de frutas tendrán derecho a los beneficios establecidos por ley 18.017. A tal fin la antigüedad a que se refieren los artículos 2, 3 y 4 de dicha ley, se computaran por trabajo efectivo sumado por temporada sucesiva, Los subsidios se pagaran siempre que el evento de que se trata se produzca en tiempo en que el obrero tenga derecho a trabajar. El salario familiar se pagara en todos los casos en que corresponda, según las normas C.A.S.F.E.C.
    Articulo 16- Los trabajadores que se desempeñen en forma continua o discontinua gozaran de vacaciones anuales pagas de acuerdo a lo establecido en el Titulo V de la Ley 20.744. En cuanto al personal que se desempeña en temporada tendrá al finalizar la misma, derecho a percibir el equivalente a un día de vacaciones cada 20 días de trabajo, tomando en cuenta la totalidad de los días trabajados en la temporada, computables de acuerdo a lo dispuesto en el articulo 166 de la mencionada Ley.
    Articulo 17- El pago por indemnización por despidos se hará conforme a lo previsto en los artículos 20, 104, 105, 106 y concordantes de la Ley Contrato de Trabajo (20.744). A estos efectos se considerara tiempo de servicio al que efectivamente haya prestado el obrero durante la relación laboral.
    Artículo 18- El horario habitual de la tareas de clasificación y empaque, no podrá iniciarse antes de las 7 horas a la mañana y a las 14horas por la tarde. Las horas trabajadas fuera de este horario serán pagadas como suplementarias con los recargos de ley. El personal de la planta que trabaje en horas nocturnas, no podrá hacerlo antes de las 21, ni después de las 24. Estas horas serán remuneradas la 100%.
    Artículo 19- Por el mayor esfuerzo que significa el trabajo durante la temporada de cosecha, se fijara una bonificación durante dicho lapso equivalente al 10% del salario profesional o básico que se liquidará conforme esta previsto en el art. 42.
    Artículo 20- Solo se aceptaran como validas las suspensiones que estén motivadas en las siguientes circunstancias:
    a) Disminución normal de entrada de fruta en la planta de empaque.
    b) Alteración en el normal levantamiento de la cosecha debido a factores climáticos, problemas sanitarios, inconvenientes en el transporte y cualquier otra circunstancia ajena a la voluntad del empleador. Estas suspensiones deben ser comunicadas al personal en forma fehaciente. Los tres primeros días de las suspensiones enumeradas por este articulo deberán ser pagados. Por finalización de cosecha la suspensión deberá ser comunicada con 48 horas de anticipación como minino.
    Artículo 21- Mientras dure el término de la cosecha la patronal abonara al personal los haberes correspondientes por mes comercial.
    Artículo 21 bis: Las partes acuerdan que al solo efecto del cálculo de la retribución de las horas suplementarias laboradas en temporadas los rubros remunerativos de la escala mensual se dividirán por doscientas horas y a tal resultado se le sumará el recargo del 50% y 100% según corresponda.
    Artículo 22- La obligación impuesta por el articulo 195 de la Ley 20744 la cumplirán las empresas mediante un aporte que cada empleador hará al Sindicato, proporcionalmente a los niños que deban atenderse de cada empresa, haciéndose cargo la organización sindical del funcionamiento y mantenimiento de la guardería. La aplicación de este artículo será reglamentada por acuerdo de ambas partes.
    Artículo 23- No podrá pagarse a los trabajadores remuneraciones solo por razones de edad o sexo. El recibo de pago que no se ajuste a las prescripciones vigentes o no dé cuenta de que se ha hecho la retención legal y convencional pertinente, carecerá de validez para operar como prueba destinada a acreditar que se ha extinguido la obligación. Cuando el Sindicato o Delegado u obrero del galpón solicite a la empresa fijación de hora y lugar de pago por medio fehaciente antes del 28 de cada mes, estas estarán obligadas de fijar día y hora de pago con una antelación de 24 horas también en forma fehaciente. Dichos pagos así dispuestos, podrán ser controlados por autoridades del Sindicato que no excedan de dos y/o el Delegado del galpón inicialando los recibos en prueba de conformidad. Los pagos se efectuaran dentro del horario de trabajo. El empleador se ajustara en un todo a los artículos 143, 204 y concordantes de la Ley nro. 20.744. Las empresas otorgaran al trabajador constancia simple de la recepción de la documentación de las asignaciones familiares. Los empresarios están obligados a aceptar que los obreros entreguen la correspondiente documentación con la intervención de los Delegados del Galpón en caso de ser necesario.
    Artículo 24- El personal que deba cumplir con la Ley de Servicio Militar obligatorio y tuviera una antigüedad no inferior a dos temporadas, gozará de un porcentaje equivalente al 30% de las remuneraciones que por la especialidad y categoría le correspondan durante el tiempo que el obrero tuviera derecha a trabajar en la temporada.
    Artículo 25- La duración del aprendizaje será de sesenta días, no pudiendo excederse de una temporada y ser inferior a 40 días, cumplido el cual, si la empresa no lo ascendiera, el obrero solicitara de la misma ser sometido a examen, el que será rendido ante un representante de la Dirección Nacional de Frutas y Hortalizas, a cuyo fallo se someterán las partes.
    La idoneidad del personal que ingresa será apreciada por el empleador, capataz o encargado. El obrero podrá impugnar esa calificación solicitando ser examinado por un representante de la Dirección Nacional de Frutas y Hortalizas, a cuyo fallo se someterán las partes. Esta impugnación deberá efectuarla dentro de los 5 días que le fuera negada la categoría que pretende. En los dos casos mencionados en este articulo, el examen podrá ser presenciado por un dirigente gremial o un Delegado obrero y un representante de la patronal y cuando el fallo fuera favorable al obrero, el empleador pagara con retroactividad a al mismo, la diferencia de sueldo que corresponda de acuerdo al fallo. Si pasados los cinco días del reclamo la empresa no se expidiera al respecto, se considerará que el obrero pasa automáticamente a la categoría inmediata superior.
    Artículo 26- La cantidad de aprendices no podrá ser superior a l 15% de los obreros ocupados en la empresa, salvo que no hubiera personal especializado en la Bolsa de trabajo del Sindicato. El operario que realice tareas de cualquier categoría remunerada con un sueldo superior, recibirá la diferencia por el tiempo que se haya desempeñado, siempre que lo haya efectuado como mínimo durante media jornada normal de trabajo.
    Artículo 27- Son deberes del personal:
    a) efectuar correctamente su trabajo siendo considerado falta grave el insistir en hacer pasar un trabajo defectuoso;
    b) ser cuidadoso y económico en el uso de los útiles y herramientas que se le confíen;
    c) comunicar al superior inmediato toda circunstancia peligrosa o anormal que observe, como así avisar sobre hallazgos de herramientas o material abandonado;
    d) no abandonar las tareas sin causa justificada y cumplir estrictamente el horario de iniciación y finalización de las tareas;
    e) acatar las órdenes del inmediato superior;
    f) notificar de inmediato a la empresa todo cambio de domicilio;
    g) notificarse de toda comunicación o sanción disciplinaria patronal, aún cuando estén en desacuerdo. La negativa a ello implicara falta. La firma de la notificación no significara por sí reconocimiento a la legitimidad de la sanción o de la verdad de los hechos. Todo conforme a lo dispuesto en los art. 72, 235 y concordantes de la ley nro. 20.744;
    h) hacer uso correcto de las instalaciones sanitarias, velando por la higiene de las mismas.
    Artículo 28.- El obrero que falta a su trabajo por enfermedad o accidente, deberá comunicarlo de inmediato, salvo que acredite la imposibilidad de hacerlo, y el domicilio en que se halla, para que dicha inasistencia sea controlada por la patronal. El obrero no podrá negarse al examen médico que el empleador mande al domicilio comunicado. , sin perjuicio de sus derechos de asistirse con el facultativo de su confianza. La omisión injustificada del aviso antedicho, constituirá acto de indisciplina, pero no alterara el derecho a la percepción de las remuneraciones si se acreditara que existió enfermedad que imposibilito la concurrencia del trabajador del acuerdo al articulo 226 de la Ley nro. 20.744.
    Artículo 29.- La primera falta injustificada será sancionada con amonestación, la segunda con dos días de suspensión, la tercera con tres días de suspensión, la cuarta con cinco días de suspensión y la quinta dentro de la misma temporada será causal de despido justificado. Cuando la llegada tarde no supere los cinco minutos, el obrero comenzará a trabajar de inmediato; si se superara dicho tiempo ingresara a la media hora del horario fijado, sin perjuicio de descontarse el tiempo no trabajado. Esta tolerancia de cinco minutos se admitirá hasta cinco veces por mes calendario. Este criterio se aplicara tanto a las horas comunes como en las horas extras. Las empresas deberán entregar al personal constancias de los permisos que otorgue para faltar a sus tareas.
    Articulo 30.- Es facultad privativa del empleador la aplicación de medidas disciplinarias al personal por faltar a sus obligaciones. Toda medida deberá ser notificada por escrito al afectado y, asimismo, al Delegado del galpón y/o Seccional respectiva, con expresión de motivos. El obrero recibirá para constancia el original y devolverá el duplicado firmado, reservándose el derecho de impugnar esa sanción, si la considera injusta o improcedente. Por sí sola dicha firma ni significara consentir la sanción.
    Artículo 31.- Obligaciones de la Patronal: es obligación de la patronal proveer al personal de todo los elementos necesarios para la ejecución de las tareas. Deberá proveerse delantales de protección (1 por temporada) a. cargadores, descargadores, selladores, emboquilladotes, alambradotes, tapadores, , embaladores/as. Se proveerá de guardapolvos a todo el personal femenino, excepto las embaladoras, y todo el personal que en forma permanente tenga contacto con fruta fría o húmeda, se le proveerá de guantes. Las empresas colocaran tinglados en los lugares que se efectúen habitualmente tareas al rayo del sol, salvo en playa de cargas. El empleador deberá ceder un lugar para que el personal estacione su medio de movilidad (bicicletas-motos-automóviles). También deberá disponerse en cada planta de empaque de un botiquín equipado con todos los elementos necesarios para practicar curaciones de emergencia. En todos los lugares deberá proveerse de agua y jabón para la higiene del personal, debiendo haber baños suficientes, divididos por sexo, manteniéndose en completo estado de higiene y conservación.
    Se entiende por baños suficientes la cantidad de uno por cada 30 trabajadores, o fracción mayor de 15, pudiendo ser comunes los lavatorios y mingitorios. En los galpones de empaque deberá proveerse de agua fresca y abundante para el consumo del personal. Para las obreras clasificadoras, se habilitaran bancos con respaldo, para que sean utilizados cuando lo crean necesario. Cuando el personal sea contratado con alojamiento el empleador suministrará el mismo en condiciones de habitabilidad e higiene, asegurando cobertizos por sexo, habitación independiente para familias y baños con duchas. Durante la temporada las empresas colocaran ventiladores en la mesa de clasificación. En post-temporada las empresas colocarán calefacción efectiva para que el personal que labora o reacondicione fruta, pueda utilizarlas cuando lo crea necesario.
    Articulo 32.- La patronal tendrá la obligación de permitir a su personal donar sangre gratuitamente al banco de sangre de la Obra Social del Sindicato y/u otras instituciones. El trabajador que done sangre ese día será pagado por el empleador y aquel deberá acreditarlo mediante certificado expedido por la Obra Social o la institución a la que ha donado sangre. No podrá salir de la planta de empaque más del 2 por ciento de los obreros a los fines de este artículo.
    Articulo 33.- las empresas colocaran en un lugar visible del establecimiento una pizarra o vitrina, donde el Sindicato o sus representantes pueden insertar avisos de carácter estrictamente gremial, el contenido de tales comunicados no deberán emitir quejas ni expresar manifestaciones contra la patronal, hechos estos que deberán ser presentados por la vía correspondiente. Las empresas permitirán el entrada a galpón a dirigentes gremiales de la Asociación Profesional correspondiente, y su libre accionar dentro del mismo para realizar reuniones con los obreros, ajustándose en un todo al articulo 81 de la ley 20744.
    Artículo 34.- Las empresas que se encuentran a más de dos kilómetros del radio urbano asumirán la obligación de transportar al personal desde los puntos que la misma fije hasta los lugares de trabajo. Si la empresa estuviera radicada fuera del radio urbano y a una distancia no mayor a dos kilómetros del mismo tendrán la misma obligación anterior si el 40 % de su personal tuviere domicilio real fuera del radio urbano y fuera del radio de dos kilómetros desde el lugar de trabajo. Esta deberá asegurar comodidades de seguridad a los trabajadores. Se habilitara un lugar en el establecimiento donde los obreros puedan protegerse del sol o la lluvia antes de la entrada al trabajo. Esta habilitación será de 30 minutos antes de comenzar las tareas.
    Artículo 35.- En caso de fallecimiento de padres, cónyuge o hijos residentes en el país la empresa otorgará al trabajador una licencia de tres días corridos con goce de sueldos. Cuando el fallecimiento se produzca fuera de la zona de trabajo, se concederá una licencia ampliatoria de cinco días más sin goce de sueldos.
    Artículo 36.- Deberes y atribuciones de los delegados: Los delegados serán elegidos en la proporción y el número establecido por la ley nro. 20645 y de entre ellos se elegirá la Comisión Interna de reclamos que no podrá estar compuesta por más de tres miembros y que preferentemente pertenezcan a distintas especialidades, a cuyo cargo se hallará la relación con la patronal.
    Será obligación de los delegados:
    a) velar por el respeto y cumplimiento del Convenio;
    b) bregar en defensa de los intereses de sus representados.
    c) cumplir y hacer cumplir directivas del Sindicato. A tal efecto la patronal no entorpecerá el libre accionar de los mismos dentro de la empresa para las gestiones gremiales.
    Artículo 37.- Los empresarios otorgarán permisos con goce de sueldos a los Delegados y Representantes Gremiales que tengan acreditada su personería gremial para faltar por tareas inherentes a sus funciones a cuyos efectos éstos deberán justificar la inasistencia por medio de una notificación previa y fehaciente del S.O.E.F.R.Y N. Las inasistencias a las que se refiere el párrafo anterior no podrán sumar más de tres jornadas laborales dentro del mes. Cuando pasare esa cantidad, el permiso será otorgado por la patronal sin goce de haberes. La actuación de los Delegados Titulares excluye la de los suplentes, siendo estos designados de igual forma y oportunidad que aquellos. Los obreros que resulten elegidos Delegados Titulares y los Suplentes con titularidad, serán incorporados en la especialidad con referencia al resto del personal y suspendidos en último término. Los Delegados del personal serán elegidos en el lugar y hora de trabajo. Las empresas otorgaran un lapso de 20 minutos para la convocatoria de elecciones y de ninguna manera trabaran el acto eleccionario. Todo ello de acuerdo a las disposiciones establecidas en la ley 20.615.
    Artículo 38.- Quedan establecidas para la clasificación general de las tareas las siguientes especialidades, categorías y salarios (solo se pondrán las especialidades y categorías, pues los salarios se renuevan en paritarias y la escala se encuentra en otro lugar de este blog): 1) Embalador de primera
    2) Tapador a mano
    3) Alambrador
    4) Tapador a maquina
    5) Embalador de segunda
    6) Armador de cajones a mano
    7) Estibador o secador
    8) carretilleros
    9) Emboquillador o alimentador
    10) Armador de cajones a maquina
    11) Chofer auto elevador ant. Cámara frigorífica
    12) Mecánico
    13) Tamañador de Primera
    14) Recibidor y/o pesador
    15) Clasificadora puntera
    16) Alambrador de maquina automática
    17) Descargador de cosecheros llenos
    18) Cargador de cajones empacados
    19) Embalador aprendiz
    20) Chofer auto elevador de primera
    21) Tamañador de segunda
    22) Operario maquina lavadora
    23) Clasificadora
    24 Alambrador aprendiz
    25) Peón de trabajos varios
    26) Sereno de 12 horas
    27) Chofer de auto elevador de segunda
    28) Chofer camión planta de empaque
    29) Papelero
    30) Apuntador
    31) Romaneador
    32) Carretillero aprendiz
    33) Alcanzador de tamañador o embalador
    34) Sereno de diez horas
    35) Sellador de riel
    36) Afichador o encartonador
    37) Sereno de ocho horas
    38) Sellador de playa
    39) Clasificadora aprendiz
    El presente convenio regirá solo para aquellas chóferes que sean tomados en y para la temporada y afectados con tareas relacionadas con el empaque de frutas. Cuando el trabajador en razón de sus tareas deba ausentarse de la localidad, sede de la planta de empaque y deba almorzar, cenar o pernoctar, lo hará con cargo al empleador. Al personal de vigilancia se le proveerá de elementos mínimos necesarios para cumplir con sus tareas y cuidar su seguridad personal. Queda comprendido en la escala salarial precedente, el aumento otorgado por el decreto nro. 350/76 del Poder Ejecutivo Nacional.
    Artículo 39.- Retenciones y aportes Sociales. Las retenciones que se apliquen a los obreros y el aporte patronal, en virtud de lo dispuesto por la Ley 18.610 con destino a la Obra Social, serán depositadas a la orden del S.O.E.F.R.N. Y N., en la cuenta especial nro. 2-91-27 del Banco de la nación Argentina. Los importes deberán ser depositados por los empleadores dentro de los 15 días corridos posteriores a cada mes vencido, debiendo remitirse la boleta de deposito y las planillas correspondientes, en el mismo termino, las cuales serán enviadas, una al domicilio legal de la Obra Social: 25 de Mayo 152 de Cipolletti, y otra a la Seccional que corresponda. Tal obligación deberá ser satisfecha independientemente del hecho de haberse o no abonado las remuneraciones del personal. Las empresas enviarán mensualmente al Sindicato o a la Seccional respectiva la planilla del personal con las altas y bajas, de acuerdo a lo establecido en el articulo 7 de la Ley 18610 reglamentado por el articulo 13 del decreto nro. 4714/71.
    Artículo 40.- La patronal deberá retener a todo el personal beneficiado por esta convención, por única vez en la temporada, medio día de sueldo. Asimismo deberá retenerles el 1% del total de las remuneraciones en concepto de cuota sindical, debiendo ser depositados dentro de los cinco días de abonados los salarios. Los importes de las retenciones de cuota social y/o especial será depositado en la cuenta nro. 9759-8 del Banco de la provincia de Río Negro debiendo remitirse la boleta de depósito y las planillas correspondientes en el mismo término, las cuales serán enviadas, una al domicilio legal de la central del S.O.E.F.R.N. Y N. , 25 de mayo 152 de Cipolletti, y otra a la Seccional que corresponda. Éste será el único medio de pago válido de esta obligación. El incumplimiento del depósito en los plazos estipulados, producirá la mora automática del empleador, sin necesidad de previa intimación y autoriza al Sindicato a iniciar las acciones judiciales pertinentes. Todo pago que se efectúe al margen de lo determinado en el presente artículo, como así en el artículo 39, no será reconocido por esta organización.
    Artículo 40 bis.- La patronal será agente de retención del 0,50% del total de las remuneraciones percibidas por el trabajador y depositar en la cuenta especial que el S.O.E.F.R.N. Y N. indique, destinada al Fondo de Mutual-Vivienda y Obra. Esta retención deberá ser depositada a los cinco días de haberse efectuado el pago de haberes.
    Artículo 41.- Adicionales Mensuales: Se estableció una bonificación mensual por antigüedad de $25 por temporada de cosecha trabajada. Esta bonificación se liquidara de la misma forma establecida en el artículo 42.
    Artículo 42.- Las empresas abonaran al empleador que trabaje peras durante el mes, un adicional de $250. Este adicional se abonará en proporción a los días trabajados durante el mes por el embalador y conjuntamente con el salario. La proporción se obtendrá dividiendo el adicional por 25.
    Artículo 43.- Las empresas abonaran al personal que observa asistencia perfecta una bonificación mensual equivalente a $470 durante la temporada. Para los obreros que trabajan en post-temporada, esta bonificación será de $700 mensuales. Se entiende por asistencia perfecta cuando el obrero labore todos los días normales del mes y no registre llegadas tardes a su trabajo dentro de los límites del artículo 29. Esta bonificación se liquidará de la misma forma prevista en el artículo 42.
    Artículo 44.- Día del Obrero de la Fruta: se instituye el tercer domingo del mes de Marzo, como DIA DEL OBRERO DE LA FRUTA, el que será pagado por todos los empleadores involucrados en el presente convenio, al personal en actividad, con el equivalente a un día de trabajo.
    Artículo 45.- El personal que ingrese como nuevo en la planta de empaque y acredite mediante recibo de pago y/o certificado de trabajo, su categoría dentro de la especialidad en que se va a desempeñar, no podrá percibir salario inferior a ella.
    Artículo 46.- El personal que se desempeñe como capataz o encargado de la planta de empaque no podrá realizar tarea alguna en forma permanente, en ninguna especialidad, mientras no se haya incorporado la totalidad del personal o hayan sido suspendidos.
    Artículo 47.- Las empresas proveerán a todo el personal efectivo o permanente, durante el periodo de invierno, de dos pantalones y dos camisas, siendo su uso obligatorio, debiendo ser reemplazados cuando se deterioren por su uso normal.
    Artículo 48.- La empresa otorgará o no asueto el viernes santo de acuerdo a su tradición y creencia, en horas de la tarde, conforme al artículo 17 de la ley 20744.
    Artículo 49.- Las empresas que a la fecha no hayan contratado el seguro implantado por decreto nro. 1567/74 del Poder ejecutivo nacional deberán hacerlo exclusivamente por la Caja Nacional de Ahorro y Seguro, aquellas que la tengan concertados con otras compañías aseguradoras, deberán comunicar al S.O.E.F.R.N. Y N. el nombre y domicilio de las mismas, y a su vencimiento deberán contratarlo con la Caja Nacional de Ahorro y Seguro, conforme a lo establecido en este articulo. El monto de este seguro es de $30.000 por cada obrero o empleado con ajuste anual automático de acuerdo a la evolución del índice del precio minorista, cubriendo los riesgos de muerte e invalidez total, absoluta e irreversible o permanente de todo trabajador en relación de dependencia. El pago de las primas está a cargo de los empleadores. Este beneficio no sustituye a los que otorgue la ley de accidentes de trabajo u otras normas de derecho laboral o provisional. Asimismo no podrá afectarse los capitales que se abonen por concepto alguno, teniendo en cuenta que los mismos son de exclusiva pertenencia del asegurado o los beneficiarios.
    Artículo 50.- A la finalización de cada temporada la patronal entregará a su personal, constancia del tiempo trabajado en la misma, a los fines de controlar el obrero su antigüedad para su próxima reincorporación.
    Artículo 51.- Artículos de Aplicación en Post-temporada: Aquellas empresas que realicen tareas en post-temporadas, en el momento de comunicar la suspensión a cualquier trabajador, deberá confeccionar una lista por duplicado de todo el personal, donde éste manifestara su voluntad de realizar o no trabajos en post-temporada, dicha lista será remitida al Sindicato dentro de los cinco días de terminada la cosecha. Aquellas empresas que realicen tareas de este tipo en tales periodos deberán reincorporar a ese personal de acuerdo a sus necesidades, respetando el orden de antigüedad y categoría, otorgándole un plazo de 48 horas para presentarse. Si el obrero dejara de hacerlo, la empresa quedará relevada de sus obligaciones emergentes de este artículo. Aquellos obreros que a la finalización de la cosecha expresaran su voluntad de no reincorporarse en temporada fuera de la cosecha y los que no respondieren a la citación patronal, dentro de dicho lapso quedarán suspendidos con derecho a ser reincorporados en la próxima temporada de cosecha. . Los obreros que en la temporada fuera de cosecha acepten desempeñarse en una especialidad o categoría distinta a la suya, percibirán el salario que por este convenio le corresponda a la especialidad y categoría que efectivamente trabaja.
    Artículo 52.- En las tareas de post-temporada, cuando se abone el salario por tiempo efectivamente trabajado, la retribución diaria se obtendrá dividiendo el sueldo de este convenio por 25. Además se pagará al trabajador media jornada o jornada completa, aún cuando no se completare la misma, por razones ajenas a su voluntad y siempre que se encuentre a disposición del empleador.
    Artículo 53.- A todo obrero que trabaje en post-temporada más de ochenta (80) horas durante el mes calendario, le será asegurado un mínimo de cien (100) horas en dicho mes y por lo tanto las asignaciones familiares correspondientes.
    Artículo 54.- Queda terminantemente prohibido realizar tareas de empaque en cámaras o ante cámaras frigoríficas. Cuando las empresas cedan sus instalaciones para el empaque de frutas a mano o a maquina, deberá ajustarse al régimen establecido por la ley 20.744, artículo 248.
    Artículo 55.- Será obligación de los empleadores que desarrollen actividades en post-temporada, cualquiera sea su naturaleza, mantener al personal con representación en la planta de empaque del delegado o los Delegados obreros en la proporción que establece la ley de acuerdo a la cantidad de operarios. La representación sindical será ejercida por el Delegado/a/s, con mayor antigüedad como trabajador en la empresa. La reincorporación del Delegado/a/s, será de acuerdo a lo establecido en el artículo 37.
    Artículo 56.- El obrero que haya manifestado su voluntad de trabajar en post-temporada y que al ser llamado por la empresa se encontrase enfermo, se incorporará al ser dado de alta. En tal caso será legítima la suspensión que se aplicare a quien lo reemplazó.
    Artículo 57.- Las disposiciones del presente convenio son de orden público y será nula y sin ningún valor toda convención de partes que anule los derechos determinados en la misma, conforme a la Ley de Trabajo 20.744 en sus artículos 7, 8, 9, 11 y concordantes de la misma.
    Artículo 58.- De la Comisión de Interpretación: La comisión paritaria de interpretación de esta convención esta integrada por dos representantes del S.O.E.F.R.N. Y N. y un representante de la Delegación nacional del Ministerio de Trabajo de la ciudad de general Roca, Provincia de Rio Negro, quien la presidirá. Esta comisión tendrá a su cargo la solución, por vía conciliatoria de los diferendos que se susciten con motivo de la interpretación de este Convenio.

    III) DISPOSICIONES TRANSITORIAS

    Artículo 59.- A los efectos de la aplicación del artículo 22 el S.O.E.F.R.N. Y N., presentará dentro de los 60 días un proyecto de reglamentación de funcionamiento y administración de la guardería que se discutirá dentro de la comisión de interpretación.
    Artículo 60.- Las empresas enviaran mensualmente al Sindicato o a la Seccional respectiva la planilla del personal con las altas y bajas, de acuerdo a lo establecido en el articulo 13 de la Ley nro. 18.610 y decreto reglamentario.
    Artículo 61.- Post-temporada: La patronal comunicará al personal, en caso de suspensión, con 24 horas de antelación y probable fecha de reincorporación. Si el obrero se presentara a trabajar y no se lo reincorpora de acuerdo a la notificación antedicha en un plazo posterior a 72 horas, el trabajador recibirá a partir de ese lapso, los jornales correspondientes, sin necesidad de recurrir al cobro por vía legal.
    Artículo 62.- Para el caso en que se realicen tareas de empaque en la cámara o ante-cámara de un frigorífico que no integre el establecimiento de un galpón de empaque, el propietario o la razón social propietaria del frigorífico, será responsable de todos los efectos que surjan del contrato de trabajo de empaque de frutas y cargará con todos los derechos y obligaciones emergentes de este convenio y de las leyes que rijan la actividad.
    Artículo 63.- Las empresas no podrán negar al representante de S.O.E.F.R.N. Y N. que se acredite como tal cuando éste lo solicite, el volumen de fruta existente en cámara frigorífica (cajones empacados o cajones bins) como así también es requerido a los efectos de determinar aproximadamente la duración del vínculo laboral. Este artículo es también de aplicación para aquellos frigoríficos particulares que alquilen o cedan sus cámaras o ante-cámaras.
    Artículo 64.- Se conviene de ambas partes que la escala salarial, bonificaciones o cualquier otro beneficio acordado por la parte económica de este convenio, será ajustable en las siguientes fechas: 30-5 y 30-08-76, dejando expresamente aclarado que los salarios fijados por este acuerdo se considerarán mínimo profesional. En este mismo acto queda convenido también como fecha de iniciación en la discusión de próximos convenios de temporadas sucesivas al 1 de Diciembre de cada año calendario.

              The Following        
    • Media Blog Project.
    • Topic #2: TV as a cultural mirror.

         I watched The Following episode 2 "Chapter Two", which aired on FOX Monday, January 28th at 9:00 pm.  The Following is a drama and suspenseful TV show that stars Kevin Bacon who is a former FBI agent that has been asked to come back for a very large case involving a murderer that he put away for life who has amassed a "cult following" to do his dirty work for him now.  In this particular episode, Dr. Joe Carroll (James Purefoy), who Ryan Hardy (Kevin Bacon) has put in jail previously, has had his "followers" kidnap his his son from his ex-wife and Hardy and the FBI agents and police officers he is consulting with are looking for him.  Hardy discovers the house where the "followers" meet and they reconfirm that all of Carrolls symbolism and antics are based off Edgar Allen Poe's writings.  In that house, Hardy was attacked by a man wearing a Poe mask and later at the end of the episode we see a masked Poe man light a man on the street on fire and run away.
         The ads that aired during this episode are pretty much the stereotypical ads that you would expect.  There were ads for cars and car dealerships; including Honda, Kia, Chevrolet, Ford, Subaru, and Buick.  There were also ads for different foods like Lean Cuisine, Campbell's, and Weight Watchers meal plans.  In the category of online dating, notable services were Christian Mingle, Match.com, and eHarmony.  Major commercials that were most prominent and were aired multiple times included Ford, Honda, Chevrolet, Comcast, Direct TV, Kiefer Kia, John and Phil's, Guaranty in Junction City, beer brands like Coors, Heineken, and Budweiser, and of course there is always the Fox News ads that feature their anchors for around 15 seconds each time a commercial ends to continue with the program.  These commercials all fit the demographic that the TV show is trying to reach.  Younger adults through mid-life adults.  These are all people who have cars or will by buying new cars in the future, they may be insecure about their weights or just want some food that is not only tasty but healthy or a viewer who is single and wants to find somebody.  The commercials are definitely spot on for their target audiences as far as I am concerned. 
         The Following is meant for more mature audiences and was rated TV 14 for language, images, sexual situations and the like.  The actors and actresses were dressed appropriate for our time period and the authority figures has appropriate looking uniforms.  Most of the men who were FBI agents wore suits and the women wore suits as well.  Compared to other shows like this one, I would say that dress and mannerisms are identical and what you expect and would want to see for a drama/suspenseful TV show.  The main thing, for me, that makes this show different than others is the fact that the whole show is based around an ex FBI agent and the man he put away years before and the this guys "followers" and how they are operating.  I have never seen a show like this one in terms of that.
         A major stereotype that occurred in this particular episode was about police officers.  There were several cuts to them just standing around and drinking coffee around the house they were supposed to be guarding.  Same thing happened when they were shown at the scene of the murders in the sorority house after they had come in and done the initial reports on the situations.  The other stereotype that I noticed, and probably the most prominent, is that the wife of Carroll, who is an attractive woman, had an affair with Hardy who was the main FBI agent that was there when her husbands case was first taking place.  This refers to her being maybe a weak and needy woman who has lost who she thought was her best friend and trusted lover and in walked tough, strong, independent agent Hardy who was not married.  These kinds of relationships always happen in TV shows and movies and aren't always the reality of true real life.  Other than these two outstanding stereotypes, I think the directors and producers have done a pretty good job at trying to be new and different in the ways of how the TV show operates within the story lines and isn't too predictable.  If I were a viewer from another country, I would not think much of the shows Americans watch because I am sure there are many good dramas that air in other country's.  In fact, The Following actually airs in the U.S. plus another 17 countries.  If I were not from here, based on the commercials, I would say that there is a problem with people being overweight and single and everybody is buying new cars.
        I do not watch many crime/drama/suspense TV shows but I would say that this one, as of now (it's only aired two episodes total so far) is a TV show that I am expecting to be kept on FOX and be aired for at least several seasons or until the story is wrapped up and concluded.  What really keeps me interested in this show is that it's not as predictable as other similar shows.  Usually I am able to predict what can happen in a TV show after 15 minutes or so.  I am not so accurate with this one.
        I would tend to agree with the 7.5 stars that IMDB gave them.  If I never watched it I wouldn't feel like a part of my life was missing but if I just stopped watching I would be very curious as to what happened in each episode.  My girlfriend watches the this show with me and what she likes most about The Following is all the plot twists.  I definitely agree.  It's a very engaging TV show.  One thing that all TV shows like this one do is end with a cliff hanger.  That cliff hanger keeps you wondering all week what is going to happen in the next show and that brings back viewers from previous weeks.
        I have seen every single episode The Following! Wait, that's only two episodes.  But still, it is one that I am going to have to add to my list of shows that I try to keep up on.  I am not a user of social media so I don't follow the show on Twitter or on Facebook but I have visited the shows page on FOX and the opening sentence on their page paragraph about the show is very interesting.  "The FBI estimates there are currently up to 300 active serial killers in the United States."  This is a very bold statement and scary statistic.  One thing that the average viewer may not know is that Hardy wrote a book sharing the details of his previous investigation and other factoids about his case regarding Carroll.  If a book like this came out or is already out here in real life, that would be a very interesting and possibly quite controversial book.
        Overall, I would recommend The Following to most normal people who enjoy good TV shows that keep the viewers eyes glued to their TV.  Upon further examination, one could come to the conclusion that TV programs, the ads run, and the particular channel or station that is airing all have very close relation and share the same views and interests. 
              Acer Chromebook 14 CP5-471 schematic – Acer ZDA M/B schematic        
    The motherboard schematic for Acer Chromebook 14 CP5-471 laptop/notebook,  Quanta ZDA Mainboard CPU:  SKY LAKE ULT  Integrated PCH + LPDDRIII OEM:Quanta Computer Inc. Document Number: ZDA Rev: 8A Format: PDF Total Pages: 43 File size: 1.19 MB Price: $10.5 Block Diagram:
              Acer Chromebook R13 CB5-312T schematic – Acer ZSE M/B schematic        
    The motherboard schematic for Acer Chromebook R13 CB5-312T laptop/notebook,  Quanta ZSE Mainboard CPU:  Mediatek MT8173  + LPDDR3-800 OEM:Quanta Computer Inc. PROJECT: ZSE Rev: 1A Format: PDF Total Pages: 29 File size: 926 KB Price: $10.5 Block Diagram:
              photoshooting shopper magazine        
    Nos dimos cita en el Teatro Romea para empezar con todos los preparativos, uno de mis diseños era para Lola Talavera... y casualidad!!! a la primera que ví fue a ella. Estuvimos hablando un rato hasta que entramos a la zona habilitada para los azicales y demás... ;) Unos estaban liados con la ropa, otros estaban en proceso de maquillaje con Daniel Martin y peinandose con Kela y Colás. Hasta finalmente llegar a esta foto tan bonita realizada por 4Catorce Photography.

    Estuvimos en la sala de los espejos, lugar precioso para este photoshooting. Pena que no pude quedarme hasta el final, pero el poquito rato que estuve lo disfrute mucho.


    Felix Juan García, Lola Talavera, Eva Abril, Pedro Martinez, Carmen Ramil, Nieves Cremades y Sita Abellán

    Total Look Lola Talavera por Carmen Navarro

    Pedro Martinez (Abarca),  Natalia (Shopper Magazine) y Eva Abril

    Pedro Martinez (Abarca), Natalia (Shopper Magazine) y Juanfra (Presintown Lorca).

    Carmen Ramil (Proyectomania) y 4Catorce Photography

    Lola Talavera y Felix Juan García (Ocio)

    Lola Talavera

    Lola Talavera y Carmen Navarro

    También Nacho, Paco y Fernando profesionales de la comunicación nos deleitarón con un video de algunos de los momentos del making of.

    Fortaleza-Parador Monforte de Lemos_06-10-13 from Pablo Casanova on Vimeo.

    Un drome, un parador, un video.

              Lo que trajo Luna de Queso....        
    Hay personas que son distintas a las demás.Hay personas que tienen el corazón lleno de Luna, y con una varita mágica invisible abren los ojitos de muchas otras personas, ojitos que como cofrecitos han permanecido cerrados a la magia y a la belleza.
    Hace poco tiempo conocí a una de esas personas corazón-de-Luna... la conocí a través de un cuento, y ella era quien lo contaba ... después descubrí que no solo podía pintar lás más hermosas imagenes en los corazones a través de sus historias, sino que además llena de magia, broches, colgantes y tantas tantas otras cosas:::
    Su nombre? Quizá la conoceis como Luna de Queso, o quizá como Lua Seomun... y cada día doy gracias porque se hayan cruzado nuestros caminos... porque mi vida ha cambiado desde que está ella, se ha convertido en uno de los pilares más importantes para mí...
    Y quería enseñaros los preciosos regalos que recibí de ella...

    Cuando llegó la cartera y me entregó una caja ASÍ de grande casi no me lo podía creer... y al abrirla fue una explosión de OOOHHHHS y AAAAHS y por qué no reconocerlo, también de lagrimitas, porque esta caja llegó en un momento muy especial, en unos días algo tristes y grises y recibirlo fue como cuando las nubes nutren un desierto...

    Quereis ver lo que había? tengo que deciros que para mí recibir estos regalos no fue solo recibir "cosas" como os digo llegó en un momento en que por circunstancias me sentía bastante de bajón y ádemás sentía que había perdido el rumbo, y mi conexión con la mágia... pero al ir apareciendo cada uno de los regalos fue como si me susrraran un mensaje que como un mapa me ayudaban poco a poco a volver a encontrarme...

    Y lo primero fue un retrato...Esta preciosa caja en la que ha compuesto un cuadro cosido, en la que salgo yo con todas las cositas que me gustan, sentada en el bosque, tocando el ukelele y tomando café...
    me hizo recordar todas las cosas buenas y bellas que me rodean, y lo feliz que me siento en momentos así, aunque ahora los días sean un poco tristones.
    La cajita es un joyero y venía llena de cosas preciosas, yo lo he llenado con todas mi cositas favoritas (las que caben dentro claro ^:^)

    Y dentro...
    un precioso collar de Ukelele igual que el que lleva Uni!!!
    ESte es el mío!!!! es chulísimo verdad???


    Y aquí el de Uni y su Ekelele, mi ídola!!!!!!!!

    también...

    Mi propia varita mágica de los deseos que prometo suelta chispitas cuando la miro de reojo!!!! y que me dice "la magia está siempre contigo, aunque a veces pienses que no es así... solo tranquilízate y mira con calma alrededor"



     ...esta hoja que me ha hecho como homenaje a mi estación favorita....de que bosque encantado has llegado? todo el otoño estará en mi chaquetita!! lo prometo!!!


    quizá de este ? tan tan chiquitín  y blandito? con sus manzanos encantados... qué preciosos son!!!!!!!


    Hasta una sabia Mama Búho surgió volando de la caja, y me ha prometido ayudarme a encontrar siempre siempre las respuestas, incluso las más difíciles....

    y llevaba en su piquito el reloj de la Sabiduría, que según cuentan las leyendas hace que siempre aprovechemos, disfrutemos y nos maravillemos en cada uno de los momentos que el Espíritu nos brinda...


    Con grandes esfuerzos la pequeña Caperucita asomó su cabecita de la caja para mostrame que como ella hay que ser valiente...qué precioso collar, que bonito es...
    Mi trebol de San Patricio para no olvidar nunca quien soy y de qué pasta estoy hecha!!! No lo olvidaré!!
    preciosos colgantes surgidos de algún cofre encantado... teteras y setas mágicas y buhos y dulces y princesas!!!!!!!!!!! qué maravilla!!!!!!!!!!!
                                 
                               

    Y por último el libro Ars Magica!!! que pasada!!
                                              
                                            
    Ciérrate preciosa caja y vuelve a tu lugar, que no se escape ni una sola de las chispas que me han hecho tan feliz....


    Quisiera dejaros uno de los cuentos de mi Lua ya que habeis visto lo que hace con las manos, quería que veais lo que puede hacer con las palabras, así que dadle al play y volad un poquito...


    Gracias Luna por hacer mi vida tan tan mágica.

              It's Spud Time        

    The United Nations wants more people to appreciate the potato's potential to fight world hunger

    Food for Thought

    As 2007 winds down, thoughts naturally turn towards what might lie ahead. Meals rich in high-carb tubers, perhaps? That's what the United Nations would like everyone to contemplate throughout 2008, which it is designating the International Year of the Potato.

    Farmers now harvest more than 300 million tons of potatoes (Solanum tuberosum) worldwide. That makes it the fourth biggest food crop, trailing only corn, wheat, and rice.

    For 8,000 years, the humble potato has been a staple in the South American Andes, its homeland. Spanish adventurers encountered the New World crop roughly 500 years ago and brought various types back to Europe. Today, potatoes are cultivated not only throughout the Americas, but also from China's uplands to India's subtropical lowlands—even on Ukraine's arid steppes.

    A testament to the potato's Western roots, production of this crop in the States and southward leads the world. Fully 40 percent of the 2006 potato harvest came from North America, with Latin American farmers contributing another 16 percent.

    However, appreciation for this nutritious starch within developing countries outside of the Americas—especially in Asia—has been growing steadily, with production of the crop in those regions climbing some 5 percent annually. Indeed, 2005 marked the first time in recent history that production of potatoes in the developing world exceeded that in developed nations.

    Although most people think of potatoes as a commodity, in fact, more potatoes are processed to make fast foods, snacks, and convenience items than are sold fresh in the market place. Today, China is the leading producer of spuds, followed by the Russian states and India. International trade in potatoes—worth $6 billion annually—has also been growing within developing nations.

    You might then ask why, with all of this pre-existing global interest in potatoes, the UN feels compelled to devote a year of workshops, research contests, and other focused attention on this one particular food. And the reason, the UN's Food and Agricultural Organization argues, is that much of the spud's potential to feed the poor remains untapped.

    For instance, although Asians eat nearly half of the world's potatoes, per capita consumption even in Asia remains modest—just 25 kilograms per year, or roughly 45 percent of U.S. consumption and just 27 percent of what's typical in Europe.

    Even were potatoes to win greater respect for their nutritional attributes and ability to serve as industrial feedstocks, they couldn't necessarily make a big contribution in new regions of the world without significantly more research. The tubers are vulnerable to a host of major diseases—like the one that set off Ireland's 1845 potato famine. Some varieties of potato are especially resistant to particular diseases, but may not grow well in new regions of the world or taste that yummy.

    That's where potato scientists come in. They can identify the climate, soil types, day length, and native diseases with which any new potato crop would have to contend. Then they'll cross lines of wild or cultivated spuds to develop ones with traits that will allow them to thrive outside the Americas. The good news, the UN program notes: "The potato has the richest genetic diversity of any cultivated plant." So there's plenty of potential to tailor a new cultivar to meet the needs of farmers in most places on the globe.

    But the potato's biggest advantage, according to the International Potato Center, based in Lima, Peru, is that it yields more food, more quickly, on less land, and in harsher climates than any other major crop. Up to 85 percent of the plant is edible, compared to only about 50 percent for cereal grains. Moreover, the Center notes, potatoes "are ideally suited to places where land is limited and labor is abundant—conditions in much of the developing world."

    To help get this word out to agricultural agencies in parts of the world not already turned on to spuds, and from them to farmers, the International Potato Center will be sponsoring a March 2008 meeting: Potato Science for the Poor–Challenges for the New Millennium (http://www.cipotato.org/Cuzco_conference/). Those who attend will have the opportunity to explore the possibility of cooperating to fine tune existing potatoes into higher-yielding varieties.

    The International Potato Center's gene bank safeguards the largest biodiversity of potatoes—7,500 different varieties, of which 1,950 are not cultivated. Research on spuds, especially studies aimed at fostering food security and the alleviation of poverty, have become a focus for the center.

    With all of this talk of potatoes, are you hungry yet? The UN program has so far identified 172,000 web pages containing recipes for using potatoes. Stay tuned, it says: "We will gather the best of them" and share them on the Year of the Potato website.


    If you would like to comment on this Food for Thought, please see the blog version.

    Citations

    International Year of Potato (IYP) Secretariat

    Food and Agriculture Organization of the United Nations

    Room C-776

    Viale delle Terme di Caracalla

    00153 Rome

    Italy

    International Potato Center

    Apartado Postal 1558

    Lima 12,

    Peru
    Further Reading

    Gorman, J. 2000. Novel sensing system catches the dud spud. Science News 158(Nov. 25):341. Available at [Go to].

    C. Graves, Ed. 2001. The Potato, Treasure of the Andes: From Agriculture to Culture. Lima, Peru: International Potato Center (208 pp). Available at [Go to].

    Raloff, J. 2005. Food colorings: Pigments make fruits and veggies extra healthful. Science News 167(Jan. 8):27. Available at [Go to].

    ______. 2004. How carbs can make burgers safer. Science News Online (Dec. 4). Available at [Go to].

    ______. 2004. Coming soon—Spud lite. Science News Online (June 19). Available at [Go to].

    ______. 2003. How olives might enhance potatoes—and strawberries. Science News Online (May 24). Available at [Go to].

    ______. 2002. Acrylamide—From spuds to gingerbread. Science News Online (Dec. 14). Available at [Go to].

    ______. 1998. Taters for tots provide an edible vaccine. Science News 153(March 7):149. Available at [Go to]

              Canadians Advocate Boosting Vitamin D in Pregnancy        

    A Canadian medical society recommends pregnant women and nursing moms boost their intake of vitamin D dramatically

    Food for Thought

    Canadian pediatricians certainly aren't shirking controversy when it comes to a vitamin guideline they've developed for pregnant women and nursing moms. They're asking these women to boost their intake of vitamin D dramatically—to 10 times the daily doses advocated by most health organizations in the States. This new prescription is aimed at combating rickets—leg deformations caused by soft bones—in youngsters who get too little of the sunshine vitamin.

    Vitamin D helps build strong bones by helping the body absorb calcium. Getting pregnant and nursing women to take more of the vitamin ensures that plenty will reach developing children.

    In the past, most people had little trouble getting enough vitamin D—they just went outdoors where ultraviolet rays from the sun trigger chemical reactions in skin to make this vital nutrient. However, some people always had trouble making enough. Canadian kids at highest risk of vitamin deficits generally live in First Nations and Inuit communities. With sun-filtering pigments in their skin, and living at high latitudes, they must glean most of their vitamin D from the diet—generally a poor source—not the sun.

    Most North American women—including those in the United States—eat diets delivering only about 100 international units, or IU, of vitamin D daily, according to the Institute of Medicine (IOM), in Washington, D.C. That is half of what IOM recommends and a mere 5 percent of what Canadian pediatricians are now advocating for new and soon-to-be moms.

    Although IOM's dietary recommendations are for the United States, the Canadian health establishment has tended to rubber stamp them. In this case, though, Canada's health agency took the unusual tack of signing off on a Canadian Paediatric Society proposal to boost the recommended intake by women who are pregnant or breast feeding to 2,000 IU per day. This new guideline appears in a consensus statement published in September by the society in its journal, Paediatrics & Child Health.

    Soon the society will begin sending its new guideline to every provincial, territorial, and aboriginal health department across Canada, notes Marie Adèle Davis, the group's executive director. The goal, she told Science News Online, is to make sure all public health officials learn about it—not just pediatricians.

    The higher recommendation equals the amount that IOM has designated as the safe upper limit for vitamin D's daily consumption. Most nutritionists don't really consider that value is a true ceiling for safe intake—especially since sunbathing on a bright summer day can generate 10,000 to 20,000 IU in the body without harm. Still, for political and legal reasons, most organizations shy away from advocating intakes near what IOM has flagged as a potential maximum for safe consumption.

    Now a number of researchers suspect that intakes by pregnant and lactating women much below 2,000 IU per day could actually prove unsafe for child health.

    Reinhold Vieth of the University of Toronto explained why, recently, to officials with Health Canada, a counterpart to the U.S. Food and Drug Administration. To prevent rickets, he argued, a baby needs 400 IU of vitamin D per day. And in many parts of Canada, he said, nursing women may require several thousand IU of vitamin D per day to get 400 IU into their breast milk. Vieth had been recruited by the Canadian Paediatric Society to help defend its proposed guideline to government officials.

    U.S. physicians won't quibble over the 400 IU figure for babies and young children, notes pediatrician Frank R. Greer, chair of the American Academy of Pediatrics' (AAP) committee on nutrition. Although the 1997 IOM report says 200 IU of vitamin D per day should be sufficient for anyone under 50—including children—few researchers buy that. "Everybody feels that we should be taking more than 200 IU," says Greer, of the University of Wisconsin–Madison.

    Unlike the Canadian Paediatric Society, though, "We [at AAP] don't really have any influence on what pregnant and lactating women take," Greer says. "However, I can say that AAP's committee on nutrition has recommended to the board that we go back to [recommending] 400 IU for all children." That's the amount in a teaspoon of cod liver oil—the vitamin D supplement of choice throughout the early 20th century. Greer expects his committee's recommendation to be approved by AAP's board, perhaps within the next month.

    Optimal needs vary

    For most of the past century, nutrient guidelines have been set to prevent gross deficiencies—shortfalls that could cause disease. Those recommendations tended to represent minimally adequate intakes. Over the past decade, however, considerable debate has surrounded what vitamin D consumption levels would be optimal versus merely adequate.

    The controversy has been fueled by a steady stream of studies that have emerged since the IOM set its vitamin D guidelines. Nearly all demonstrate substantial health benefits from relatively high intakes of vitamin D—amounts well in excess of what most individuals now get. Moreover, those benefits extend well beyond protecting bone. More vitamin D seems to diminish the risk of cancer, diabetes, autoimmune disorders, muscle loss, viral infections—even gum disease.

    Researchers gauge vitamin D sufficiency on the basis of 25-hydroxy vitamin D (25-HD). This is not the form of the vitamin that is consumed—nor the hormonal form that the body actually uses—but an intermediary. To achieve optimal concentrations of 25-HD, growing numbers of nutrition and health scientists suggest, most of us would need intakes of 800 to 4,000 IU per day (see Vitamin D: What's Enough?).

    How much vitamin D someone needs can vary widely, largely depending on the amount of skin that gets exposed to the sun each day—and for how long. Further complicating the picture, some skin is heavily pigmented, filtering sunlight out. Many people cover up with clothes or sunblock when they go outdoors. Still others live at high latitudes—as Canadians do—where little ultraviolet radiation makes it through the atmosphere during much of the year.

    Even for women in the southern United States, however, "we've found that lactating women need about 6,000 IU a day to transfer enough vitamin D into their milk to supply adequate amounts to a nursing infant," says Bruce W. Hollis of the Medical University of South Carolina in Charleston.

    Nor are nursing moms the only individuals who may need relatively large doses of the vitamin. Hollis' research has shown that black women may sometimes need 4,000 IU a day for months at a time to compensate for little time outdoors, heavy skin pigmentation, and/or obesity—a factor that appears to diminish the body's ability to use vitamin D efficiently (see Understanding Vitamin D Deficiency).

    Another reason for moms' supplementation?

    In March, researchers at Harvard Medical School reported evidence that ample vitamin D diminishes the chance a child will develop asthma, a scourge who's incidence has been rising, especially in black and low-income communities (see Childhood Vitamin D—A New Benefit?). Recently, an additional putative benefit has emerged for pregnant women and their developing babies.

    A study linked elevated risk of preeclampsia—high blood pressure that develops in some women during the last half of pregnancy—with low intakes of vitamin D. This condition, which can lead to miscarriage and even the death of the mother—ordinarily develops in some three to seven percent of first pregnancies.

    Pittsburgh researchers enrolled 1,198 women who were pregnant for the first time and measured their blood concentrations of vitamin D within the first 22 weeks of gestation. Subsequently, 59 women developed preeclampsia. Blood values from all but four were compared to a similar group of recruits who maintained normal blood pressure throughout their pregnancies.

    The higher a woman's blood concentrations of 25-HD, the lower her chance of developing preeclampsia—and that risk fell steadily and "strikingly" with increasing vitamin D values, Lisa M. Bodnar of the University of Pittsburgh and her colleagues found.

    Moreover, babies whose moms had developed preeclampsia were far more likely to have low vitamin-D values than were children whose moms had maintained normal blood pressure. "These differences were found in our population despite widespread prenatal/multivitamin use in the 3 months before delivery," Bodnar's group reports in the September Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

    Black women face far higher risks of developing this hypertensive syndrome. Overall, black women are also far likelier than other ethnic or racial groups to have low blood levels of vitamin D. Against this backdrop, Bodnar's group says, "our data linking vitamin D deficiency and preeclampsia risk raises the intriguing possibility that vitamin D may contribute to racial disparities in this [syndrome]."

    "The story of deficiency begins with vitamin D itself and its primary mode of synthesis, which is from sunlight," argue Adekunle Dawodu of the University of Cincinnati and Carol L. Wagner of the Medical University of South Carolina in Charleston. In a commentary in the September Archives of Disease in Childhood, they report a resurgence of rickets around the world, not only in children at high latitudes, but also in the Arab world and Asia where culture or excessive temperatures may keep women and children indoors or covered up.

    A shift from vitamin-D sufficiency to widespread deficiency has occurred rapidly—mostly throughout a half-century. The reason for it is clear, Dawodu and Wagner say: "insufficient sun exposure and inadequate corrective vitamin-D supplementation." They conclude, much as the Canadian Paediatric Society just has, that dosing moms during pregnancy and lactation "would achieve the double effect of preventing vitamin-D deficiency in both mothers and children." But unlike the Canadian society, they note that doses considerably higher than 2,000 IU may be necessary for some individuals and communities.

    As a goal, achieving population-wide vitamin D sufficiency "may be one of the more important preventative public health initiatives," conclude Dawodu and Wagner.


    If you would like to comment on this Food for Thought, please see the blog version.

    Citations

    American Academy of Pediatrics

    141 Northwest Point Boulevard

    Elk Grove Village, IL 60007-1098


    Lisa M. Bodnar

    Department of Epidemiology

    University of Pittsburgh Graduate School of Public Health

    A742 Crabtree Hall

    130 DeSoto Street

    Pittsburgh, PA 15261


    John J. Cannell

    Psychiatry Department

    Atascadero State Hospital

    10333 El Camino Real

    Atascadero, CA 93423

    Marie Adèle Davis

    Canadian Paediatric Society

    2305 St. Laurent Boulevard

    Ottawa, Ont. K1G 4J8

    Canada

    Frank R. Greer

    Department of Pediatrics

    University of Wisconsin, Madison

    Madison, WI 53792

    Bruce W. Hollis

    Department of Pediatrics

    Medical University of South Carolina

    P.O. Box 250917

    171 Ashley Avenue, Room BM326

    Charleston, SC 29425


    Reinhold Vieth

    Pathology and Laboratory Medicine

    Mount Sinai Hospital

    600 University Avenue

    Toronto, ON M5G 1X5

    Canada
    Further Reading

    Cannell, J.J. In press. Autism and vitamin D. Medical Hypotheses. Abstract available at [Go to].

    Dijkstra, S.H., et al. 2007. High prevalence of vitamin D deficiency in newborn infants of high-risk mothers. Archives of Disease in Childhood 92(September):750-753. Available at [Go to].

    Moore, C.E., M.M. Murphy, and M.F. Holick. 2005. Vitamin D intakes by children and adults in the United States differ among ethnic groups. Journal of Nutrition 135(October):2478-2485. Available at [Go to].

    Raloff, J. 2007. Childhood vitamin D—A new benefit? Science News Online (May 19). Available at [Go to].

    ______. 2007. Childhood vitamin D—A dark side? Science News Online (May 12). Available at [Go to].

    ______. 2006. The antibiotic vitamin. Science News 170(Nov. 11):312-317. Available at [Go to].

    ______. 2005. Breathing easier with vitamin D. Science News Online (Dec. 17). Available at [Go to].

    ______. 2005. Vitamin D boosts calcium potency. Science News Online (Nov. 12). Available at [Go to].

    ______. 2005. Understanding vitamin D deficiency. Science News Online (April 30). Available at [Go to].

    ______. 2004. Vitamin D: What's enough? Science News 166(Oct. 16):248-249. Available at [Go to].

    ______. 2004. Vitamin boost. Science News 166(Oct. 9):232-233. Available at [Go to].

    ______. 2004. Should foods be fortified even more? Science News Online (Sept. 11). Available at [Go to].

    ______. 2000. Calcium may become a dieter's best friend. Science News 157(April 29):277. Available at [Go to].

    Williams, A.F. 2007. Vitamin D in pregnancy: An old problem still to be solved? Archives of Disease in Childhood 92(September):740-741. Available at [Go to].

              Diminishing Obesity's Risks        

    Mouse data suggest that, properly managed, obesity can be benign.

    Food for Thought

    Health-care professionals typically refer to an extremely heavy person as being morbidly obese. The term reinforces the idea that the individual is at high risk of diabetes, fatty-liver disease, and heart attacks. Researchers who have been working with mice now report that certain chronic diseases don't have to be consequences of obesity.

    The team accomplished the disconnect by tricking the animals' bodies into storing all their excess fat within their fat cells, or adipocytes.

    That's not what the bodies of rodents—or people—typically do. Initially, excess lipids—fat—are stored in these cells, making up what's called adipose tissue or simply body fat. These deposits lie primarily in the breasts, belly, and thighs. However, once adipocytes fill up, new storage sites take up the overflow. Those new depots usually develop in muscle and the liver.

    Of those two depots, the liver is more dangerous when it becomes fatty. Straightforwardly named, fatty liver disease can arise and lead eventually to hepatitis, cirrhosis, and death.

    A drop in the hormone called adiponectin is the body's signal to store fat outside adipose tissue. Sometimes referred to as the starvation hormone, adiponectin normally remains high in lean animals. With obesity, however, blood concentrations of the molecule fall.

    Philipp E. Scherer of the University of Texas Southwestern Medical Center and his colleagues reasoned that keeping adiponectin concentrations high might fool the body into making extra adipocytes instead of sending surplus fat to muscles and the liver.

    The team has now investigated the hypothesis in a strain of mice that make copious adiponectin regardless of how fat they become. In the Sept. 4 Journal of Clinical Investigation, the researchers report that as the novel mice mature, they become unbelievably huge. Indeed, muses Scherer, these are "the fattest mice ever reported," with fat comprising 60 percent or more of their body weight.

    As hoped for, the mice deposit all their excess fat in adipose tissue. Also in sharp contrast to other obese mice, the high-adiponectin animals develop no signs of diabetes. They also avoid a metabolic disorder known as syndrome X, which puts animals, including people, at high risk of heart disease (SN: 4/8/2000, p. 236).

    So, although these barely mobile, blubbery mounds of flesh look like wrecks, they don't appear to be at high risk for several chronic diseases associated with obesity, Scherer told Science News Online. Actually, he says, from the preliminary data, the mice "appear perfectly healthy."

    He suspects that there's a lesson in this for investigators of human-obesity treatments. Drugs exist that raise adiponectin values in even overweight individuals. Most, like pioglitazone (Actos) and rosiglitazone (Avandia), are prescribed to treat diabetes. However, data suggest these drugs also reduce the buildup of fat in the liver.

    Unfortunately, diminishing health risks in morbidly obese people may require far more than just supersizing their treatment with the diabetes drugs—especially since data reported earlier this year linked rosiglitazone with an increased risk of heart attack (SN: 6/23/07, p. 397).

    Fat signals

    Tissues throughout the body communicate on a regular basis via signaling hormones. Adiponectin is one of those messengers released by adipocytes to inform the rest of the body about how full the fat cells are. If they aren't full, Scherer explains, the cells pour out copious adiponectin. The body then responds by directing its fat into those cells for storage. As adipocytes fill with lipids, they turn down the adiponectin signal, telling the body that it's time to find new fat depots.

    Adipocytes release several other messengers, among them leptin. As lipids swell the adipocytes, the cells crank up production of this hormone. Once released into the bloodstream, leptin circulates to the brain, where it offers a status report on how full the fat cells are. If leptin signals that there's plenty of fat on hand, a healthy body not only experiences satiety but also reduces its food intake and burns more calories.

    At some point, a spontaneous mutation in mice led to a strain of animals that lacked the ability to make leptin. The resulting rodents, always hungry and primed to store—not burn—any excess energy consumed, inevitably become obese. Scherer's group worked with this strain and engineered it also to make extra adiponectin. The new mice typically produce about twice as much adiponectin as a normal, svelte rodent does. This excess is comparable to what can occur when people take certain diabetes-controlling drugs.

    In the new study, the researchers compared normal, lean, leptin-producing mice with leptinfree, obese ones and the new leptinfree-but-high-adiponectin animals. By adulthood, the new mice far surpassed the girth of the original obese line. But instead of having high blood sugar and insulin concentrations—characteristics of the original obese animals that mimic type-2 diabetes symptoms—the new megafatties exhibited normal insulin and blood-sugar values. In fact, Scherer says, the engineered animals had about the same insulin characteristics as healthy, lean mice.

    "That was a real surprise," he concedes—"that the [new] mice could get so fat and yet remain very healthy, metabolically speaking."

    One solution: More fat cells

    Most people are like obese mice, chronically taking in more calories than they burn, Scherer says.

    Lipid buildup in the liver is "really the driving force for insulin resistance," a metabolic change that precedes the development of diabetes, notes Scherer When this develops, the body makes normal amounts of insulin, but finds itself increasingly unable to use it. The end result: Too little insulin is used to move energy into cells, leaving high concentrations of sugar in the blood.

    The new study with high-adiponectin mice shows that "if you can overcome this block of overexpansion of adipose tissue, there is no need for excess calories to deposit as fat in the liver," Scherer says. Instead, fat can accumulate where it does the least damage, "in the professional fat-storage cell, the adipocyte."

    But Scherer doesn't want to say that excess calories are benign when they wind up in fat cells. Bulging adipocytes send out a number of inflammatory compounds (SN: 2/28/04, p. 139). It's not yet clear how important a role these compounds may play in chronic disease, but some have been linked to diabetes. Moreover, extra weight may strain an animal's joints and even its heart. So, it's premature to give a clean bill of health to mice whose physiques rival that of Jabba the Hutt.

    Still, Scherer argues, "from a qualitative point of view, these [new] mice are relatively healthy." Indeed, he says, what happens in the animals' tissues may explain why some very obese people are able to retain good insulin sensitivity and dodge the diabetes bullet.

    People who develop diabetes as adults tend to put all of their fat into a few big, inflammation-prone fat cells. However, some people's bodies employ a different strategy, Scherer says. They pack relatively small quantities of fat into an ever-proliferating number of fat cells, ones that never seem to undergo stress-induced inflammation. This approach is triggered by a "local overexpression of adiponectin in adipocytes." That, in turn, switches on production of a key signaling molecule—PPAR-gamma—that serves as a master switch "governing how many fat cells we have," he explains.

    "None of this is an endorsement for obesity," Scherer cautions. "But it shows that if you can expand your fat stores in a healthy way to keep up with your caloric intake, this will improve insulin sensitivity."

    Overall, he argues, "the best strategy is to eat less and exercise more. But for the many of us who continue to take in more calories than we burn, it would be better to expand our fat-cell numbers than to store excess lipids in other tissues. That's our take-home message."


    If you would like to comment on this Food for Thought, please see the blog version.

    Citations

    Philipp E. Scherer

    Touchstone Center for Diabetes Research

    Department of Internal Medicine

    University of Texas Southwestern Medical Center

    5323 Harry Hines Boulevard

    Dallas, TX 75390-9077
    Further Reading

    Dormandy, J.A., et al. 2005. Secondary prevention of macrovascular events in patients with type 2 diabetes in the PROactive Study (PROspective pioglitAzone Clinical Trial In macroVascular Events): A randomised controlled trial. Lancet 366(Oct. 8):1279-1289. Abstract available at [Go to].

    Harder, B. 2007. Fixes for fatty liver. Science News 171(March 3):136-137. Available at [Go to].

    Pawlak, D.B., et al. 2001. High glycemic index starch promotes hypersecretion of insulin and higher body fat in rats without affecting insulin sensitivity. Journal of Nutrition 131(January):99-104. Available at [Go to].

    Psaty, B.M., and C.D. Furberg. 2007. Rosiglitazone and cardiovascular risk. New England Journal of Medicine 356(June 14):2522-2524. Available at [Go to].

    Raloff, J. 2007. Fattening carbs—Some promote obesity and worse. Science News Online (Sept. 29). Available at [Go to].

    ______. 2007. Infectious foie gras? Science News Online (June 30). Available at [Go to].

    ______. 2007. Super-size mice—Fast food hurts rodents. Science News Online (June 9). Available at [Go to].

    ______. 2004. Inflammatory fat. Science News 165(Feb. 28):139-140. Available at [Go to].

    ______. 2000. The new GI tracts. Science News 157(April 8):236-238. Available at [Go to].

    Seppa, N. 2007. Diabetes drug might hike heart risk. Science News 171(June 23):397. Available at [Go to].

              Una tribu desEducada        
    Hace un mes vi La Duquesa, una peli ambientada en el siglo XVIII de esas que me gustan. Trata del típico matrimonio concertado donde la madre vende a su joven hija a un duque famoso con la promesa de que le dará un hijo varón y sucesor. Ella empieza a parir niñas, algo muy mal […]
              Quase uma neném, tesão de ninfeta        

    Trabalhando em uma produtora de vídeo, gravando uma campanha política, sempre é necessário passar por situações inusitadas, por exemplo, cobrir um café da manhã com pastores evangélicos, em que o candidato majoritário recebe a benção(?) dos pastores presentes.
    Em um desses cafés da manhã eu vi ajudando nos preparos das mesas uma bela ninfetinha, uma das bundas mais perfeitas que já vi na minha vida, redondinha, sob uma calça colada, tinha peitinhos pequenos, mas era muito linda. Moreninha, por volta de 1,60m, 44kl aproximadamente, um tesãozinho mesmo.
    Após a gravação, ela veio conversar comigo, disse que ninguém gostava dela, que se achava feia e coisas do tipo, tive que dizer que ela é linda, que os garotos não gostavam dela por serem idiotas.
    Neste mesmo dia, seria complicado qualquer tipo de aproximação maior, portanto, trocamos telefone e no dia seguinte, que estaria de folga liguei e marcamos de sair. Na verdade não era bem sair, e sim, aproveitar que o pai dela trabalharia o dia todo para podermos ficar juntos e “nos conhecermos melhor”.
    Menina novinha, 16 aninhos, tem que ter muita calma para não assustar, então nesse dia e em mais três semanas ficamos apenas em beijos e abraços, e sempre muito bom, aquele beijo macio que só as virgens tem, que inclusive já relatei nos contos anteriores.
    Eis que em mais um dia de folga eu disse que daríamos uma volta, já tinha preparado as coisas em casa, sabia que não haveria ninguém, portanto ela poderia gemer muito, trouxe-a para cá, sempre com muita calma, fomos nos beijando, e depois do quarto beijo comecei a tirar as peças de sua roupa, isso muito lentamente, cada beijo era uma peça, ela fazia o mesmo, tirando minha roupa aos poucos.
    Quando percebemos estávamos os dois completamente nus, deitados de lado, um de frente para o outro, eu bolinando-a e ela sem muita experiência acariciando minha pica, que em poucos minutos estaria completamente enterrado dentro daquela chaninha linda e cheirosa.
    Ficamos assim por cerca de dez minutos, quando eu a deitei com a barriga para cima e lentamente fui descendo, beijando sua orelha, beijando e lambendo seu pescoço, descendo mais um pouco e sugando seus pequenos seios com muito carinho, beijava primeiro um enquanto apalpava e apertava o outro, em seguida trocando, chupando o outro e apertando o primeiro, e continuei descendo, precisa sentir o sabor daquele suquinho maravilhoso e doce que tinha naquela rachinha, e foi o que fiz lambia muito aquela chaninha fechadinha, com poucos pelos, lambia e brincava com seu clitóris, ela só me pedia que não parasse, que estava muito bom.
    Quando percebi que já estava bem preparada fui subindo carinhosamente beijando-a cada milímetro daquele corpinho perfeito, dei-lhe um beijo na boca e pedi que ficasse apenas me beijando, que ela iria adorar aquilo que estava para acontecer. Ela me pediu apenas que fosse com cuidado pois nunca tinha feito, coisa que eu já sabia no primeiro dia que havíamos nos beijado, prometi que tomaria cuidado, e assim o fiz.
    Apontei meus 17,5cm na entradinha da sua chaninha e fiquei brincando com ela, sem enfiar ele todo, apenas com a cabecinha dentro, para deixá-la com mais vontade, não agüentando mais ela disse “para com isso, coloca tudo, por favor” e foi o que fiz, lentamente fui colocando quando eu senti seu hímem dei uma pequena pausa, comecei a beijá-la e forcei a entrada com força mas ao mesmo tempo de forma muito carinhosa.
    Mesmo com todo o carinho que fazíamos ela urrou de dor, gritou muito, pedindo para que eu parasse, eu buscava acalmá-la com beijinhos e aos poucos ela foi sentindo mais confiança e voltei a colocar de forma bem lenta, para poder sentir perfeitamente cada milímetro daquela até então grutinha inexplorada, bombava lentamente, dando de vez em quando uma bombada mais rápida, sempre ao mesmo tempo que a beijava e enfiava minha rola na sua chaninha eu apertava aquela bundinha deliciosa.
    Cada enfiada que eu dava era um beijo gostoso que ela me dava, ela pedia que fizesse sempre gostoso daquele jeito que ela seria minha para sempre. Eu respondia que seriamos um do outro eternamente e que ela teria sempre prazer enquanto me desse prazer. Ficamos nisso por uns 10 minutos, quando eu percebi que estava prestes a gosar, pedi que ficasse de quatro, ensinei a ela como fazer, vendo aquela bundinha linda toda a minha disposição, dei uma mordida bem gostosa em cada uma de suas nádegas, me levantei um pouco e enfiei meu pau todo na sua rachinha maravilhosa.
    Algumas poucas bombadas e eu tirei de sua chaninha e coloquei a cabeça do meu pau na entrada do seu cuzinho, ela assustou, porque suas amigas sempre diziam que doía mais, eu a acalmei dizendo que não iria colocar tudo, e não coloquei mesmo, empurrei a cabeça para dentro do seu cuzinho, dei uma brincadinha tirando e colocando e gosei, gosei muito no cuzinho dela, sentindo minha porra inundando seu anus ela deitou me puxou para sue lado e disse “eu te amo, obrigado por me dar a tarde mais perfeita de minha vida” descansamos alguns minutos e comecei tudo de novo. Gosei 4 vezes praticamente seguidas nesse dia, mas com receio de engravidar uma menina tão nova não gosei nenhuma vez na bucetinha dela. Ficamos juntos por quatro meses e meio, comigo ela aprendeu a chupar, e como chupava gostoso, deu seu cuzinho para mim várias vezes. Era muito bom quando eu ia para casa dela e na frente de sua casa nos trepávamos no carro, ela fazia tudo que eu queria, por isso, mesmo não estando juntos mais, nos amamos, e sempre que é possível marcamos de sair para podermos matar a saudade.
    B – Itaguaí - RJ
              Delicias de um final de semana na praia        

    Olá! Meu nome é Simone e sempre me deliciei lendo contos eróticos. Esse é o primeiro conto que escrevo, uma experiência tão excitante que só de lembrar fico toda molhadinha. Mas antes de tudo deixa eu me apresentar não é? Tenho 37 anos, 1 metro e 75 de altura, seios médios e (ainda) durinhos, bundinha proporcional e empinadinha, cabelos lisos, semi longos e castanhos médio, um pouco queimados do sol e olhos cor negros e modéstia parte, lindos. Bem, tudo aconteceu nas férias de janeiro de 2006. Na época eu estava tendo um relacionamento sério com o meu grande amor até hoje, “S”, um gato, alto, moreno, queimado de sol e super inteligente com ótima formação escolar. A gente tava junto a mais de um ano, mas morando cada qual na sua própria casa e resolvemos tirar um fim de semana para acampar numa praia da periferia. Queríamos um fim de semana só nosso e com muuuito sexo! Tanto eu, como ele queríamos uma transa difrente, num clima diferente dos tradicionais em meu apê e motéis, sempre com muito amor e carinho e acima de tudo prazerosas. Eu estava super excitada e anciosa por este fim de semana, imaginando mil e uma loucuras diferentes que iríamos fazer naquela barraca e resolvi me preparar bem: depilei toda minha bucetinha, deixando ela bem lisinha e separei os meus biquínis mais inspiradores... Na sexta feira bem cedinho eu e meu amor seguimos então de carro rumo a praia, ao nosso recanto do fim de semana. Como já estava cheia de tesão e queria provocar meu gato, caprichei na roupa pra viagem: blusinha branca colada, saia jeans curtinha e um biquíni preto de bolinhas brancas de lacinho.. Foi tiro e queda. Quando me viu ele ficou todo animadinho: “Que delicia Sí. To doido pra chegar logo nessa praia e fazer um amor bem gostoso com você, o fim de semana inteiro”. E como não sou nada boba falei com cara de sapeca: “Porque esperar chegar lá?” e como ainda estávamos em meu apê, coloquei a mão dele na minha bucetinha já ensopada de tanto tesão. Ele ficou louco e sem perder tempo, começou a fuder minha bucetinha com dois dedos bem gostoso durante alguns minutos e parou. “Ôh Sí, não faz isso comigo não, minha delícia, assim eu ficou louco e não vou conseguir dirigir”. “Ta bom gato, por enquanto eu me viro sozinha, com um brinquedinho que depositarei nela até chegarmos lá... mas só se você me prometer que quando chegar na praia vai me fuder TODA, mesmo antes de armarmos a barraca”. “Prometo, minha delícia, vou te fazer gozar como uma putinha”. Nisso descemos, entramos no carro, abaixei um pouco o banco, apoiei a perna direita na lateral da porta e retirei minha calcinha e fiquei me tocando. Me masturbei a viagem toda, “S” foi a loucura, e sempre que dava me ajudava e enfiava os dedinhos com gosto e depois chupava sentindo o meu gosto. Gozei muito com aquela brincadeira na estrada. Chegamos na praia pegando fogo de desejo. Procuramos um lugar mais afastado e tranqüilo e antes de armarmos a barraca buscamos a sombra de uma árvore e estiquei uma canga enorme no chão. “S” tava tão louco que arrancou minha blusa ali mesmo na praia e começou a chupar meus peitinhos. Ele lambia e mordia gostoso, parecia uma criança faminta. Puxei ele e pedi pra se deitar, fiquei de quatro com a bundinha bem perto do rosto dele e fui tirando a saía devagarzinho enquanto rebolava. Ele me puxou com força pelo cabelo e falou sussurrando no meu ouvido. “Rebola essa buceta na minha cara, minha putinha, quero te chupar bem gostoso, te fazer gozar com minha língua, minha gostosa, vem cá, vem minha delícia”. Aquilo me deixou doida. Comecei a rebolar devagarzinho minha buceta no rosto dele e na primeira lambida que ele deu no meu grelhinho me arrepiei toda e gemi baixinho. ”S” me chupava deliciosamente, ora brincando com meu grelhinho, ora enfiando aquela língua quente e grossa no meu cuzinho apertadinho e na minha bucetinha que já pingava de tanto tesão. Eu gemia baixinho e me contorcia toda, enquanto ele dava uns tapinhas na minha bunda quando eu rebolava. Ai como gozei naquela boca, me arrepiava toda de tesão. Aquela chupada tava uma delícia mas também queria fuder o pau dele com minha boquinha. Sai devagarzinho de cima dele deixando-o com cara de cachorro pidão e todo melado do meu gozo “Ei ei.. vai pra onde minha putinha, volta aqui”. Ai peguei um dedo dele e comecei a lamber com cara de safada. “Calma gostoso. Deixa eu brincar um pouquinho também”. Ele logo sacou o que eu queria e foi abrindo a bermuda que tava quase estourando. O pau dele era e certamente continua sendo lindo. Tem 18 ou 19 cms, rzoavelmente grosso e com uma cabecinha rosada e perfeita, que dava água na boca so de olhar. Comecei a lamber aquela cabecinha com gosto, passava a língua devagar e batia a rola na minha boca. Ele gemia gostoso, puxava meu cabelo, e implorava pra eu não parar de chupar. Chupei aquela rola grossa toda que pulsava de tesão na minha boca. Fiquei um tempão chupando o pau dele com muito gosto, mas minha buceta pedia uma rola, precisava sentir o caralho dele bombando dentro de mim. Foi ai que me acocorei em cima dele e comecei a brincar com a cabecinha do pau dele na entrada da minha buceta encharcada. Ele se tremia de tesão e tentava socar o pau na minha buceta mas eu não deixava.. ficava so enfiando a cabecinha e tirando. Gemia gostoso e ele implorava pra eu fuder logo de uma vez. “Quer minha bucetinha quer, meu gato gostoso?”, “Quero essa bucetinha toda meu amor, me fode logo vai.. isso já é tortura, to estourando de tesão aqui”. Sentei de uma vez naquele pau gostoso.. fiquei um tempo rebolando devagarzinho com aquele pau todo dentro de mim e me levantei. “S” enlouqueceu na hora. Tentou me puxar de volta, mas ignorei. Arrumei meu biquíni e fui em direção a barraca. Ele veio atrás, meio artodoado ainda: “o que você ta fazendo minha gata? Volte aqui!”. “Quero tomar um banho de mar antes de armarmos a barraca. Ainda é cedo, vem comigo”. Ele ainda de pau na mão, levantou-se, deu um sorriso, levantou a sunga, segurou minha mão e a gente entrou no mar. A maré tava baixa e o mar tava calmo sem muitas ondas. Ele então me abraçou bem forte, apertando o meu corpo contra o dele e beijou meu pescoço e minha orelha me arrepiando toda. Daí comecei a sentir a mão dele tocando a minha perna e subindo até a minha bucetinha. Ele me tocou um pouco por cima do biquíni e depois foi desamarrou o lacinho. Fiquei louca com aquilo. Ele começou a me tocar e a brincar gostoso com meu grelinho, fazendo-me gemer baixinho no seu ouvido. Eu tava completamente entregue, sentindo um tesão que me queimava por dentro. Não tava agüentando mais, precisava sentir aquele pau me fudendo e falei baixinho no ouvido dele: “fode minha bucetinha, meu amor.. me fode todinha vai.. tou derrentendo de tanto tesão”. Ele carinhosamente me beijou deliciosamente, afastou sua sunga pro lado deixando o cacete livre, então eu abracei ele com as pernas e ele começou a meter devagarzinho.. Como aquilo era gostoso. Eu rebolava devagarzinho enquanto ele metia na minha bucetinha molhada e enfiava o dedo bem gostoso no meu cuzinho. Gozei como nunca. Me arrepiava toda a cada bombada que ele dava na minha bucetinha. “S” gemia gostoso no meu ouvido, puxava meu cabelo, lambia meu pescoço.. e gozou muito na minha bucetinha. Ficamos ali no mar, abraçados.. se tocando e sentindo o nosso tesão se misturando com a água do mar. E esse foi só o começo do nosso fim de semana, que foi recheado de aventuras e muito, mas muito sexo e prazer dentro da nossa barraca, minha boca, meinha buça e meu cuzinho que o diga.
    Sí – A. dos Reis - RJ
              Ninfeta estuprada pelo cão        

    Oi eu vou lhes contar algo que eu aconteceu comigo. Eu tinha uma vizinha muito sapeca seu nome era Andreza e tinha seus quase quinze anos. Ela era muito curiosa querendo saber de tudo principalmente sexo mas vivia muito presa por seus pais. Ela tinha um corpo muito bem feito, seios bem modelados, morena clara, cabelos cacheado, bonita mesmo, mas vamos ao que interesa, um belo dia eu estava sozinho em casa nao tinha nada para fazer e fui até os fundo do quintal pegar minha bicicleta para dar umas voltas e escuto ruidos estranhos e resolvo olhar no buraco que tinha no muro e vejo a cena mais exitante da minha vida minha vizinha estava sentada no chao de pernas abertas com o seu cao lambendo sua xaninha aquilo me enloqueceu mais eu fiquei firme observando sem fazer barulho , seus pais estavam no trabalho e ela nao havia ido para a escola era de manha ao seu lado tinha revistas provalvelmente de sacangem ela sempre comentava com minha irmã que as tinham, aproveitando que estava só resolveu solta a franga e que franguinha por que apesar da sua pouca idade e corpo bem torneado ainda era uma nifetinha com cara de menininha e quando tirou seu short e a calcinha ficando só com a blusa deu para ver que sua xaninha tinha poucos pelos. Ela era praticamete virgem ou virgem não sabia dizer na época, pois ao abrir as pernas sua xana nao arreganhou como das mulheres que tiveram muitas relações. Ela entao fazia carinho no pluto, esse era o nome do cachorro, um viralata mestiço de grande porte. Ela estava completamente alucinada nao se inportando com nada ao seu redor e em um momento de loucura ficou de quatro e chamou o pluto "vem pluto disse ela" ele entao lambeu mais um pouco sua bucetinha deliciosa. Eu estava louco de tesao só olhando quando o cão pulou em cima dela e começou a estocar o pau na sua bunda, mas como ele era mais alto e nao dava pé, ela entao sem pesar direito nas consequencias subiu de quetro num sofa que tinha ali por perto empinou bem a bunda e o chamou o pluto dinovo. Desta vez o cao subiu nela e acertou em cheio seu cuzinho. Na segunda estocada ele acertou em cheio sua racha toda melada e entro bem a metade do cacete porque ela deu um baita grito e tentou sair, mais ela estava acuada entre o sofa e o cao que era muito pesado. Ele foçava cada vez mais e ela gemia baixinho de dor e desespero, pois nao sabia o que fazer e ficou recebendo aquele pau enorme arrombando sua buceta que soube logo depois que ainda era virgem. O cão continuava metendo nela segurando-a pela cintura até que soutou um urro forte e parou. Tinha gozado e ficou agarrado nela. que chorava e gemia. Depois de algum tempo ele desceu e a porra dele começou a escorrer da bucetinha dela, misturado com sangue. Ela atonita e paralizada continou continuou de quatro no sofa chorando baixinho e sem saber o que fazer. Eu completamente esgotado de pois bati umas duas punhetas vendo aquela cena, resolvi me mostrar a ela, subi na cerca e disse que vi tudo. Ela começou a chorar e eu a tranqüilizei. Pulei pro lado da cerca dela e disse que se deixasse eu meter naquela racha não contaria nada a ninguém. Sem saída ela disse que tudo bem, mas me fez prometer guardar segredo. Eu disse que prometia, mas antes de meter nela, pedi quwe fosse até o banheiro e lavasse bem a buceta, pois estava com muita porra do cachorro e sangue do cabacinho dela que se foi. Ela convidou-me a entrar na casa e foi direta para o banheiro, onde tomou um demorado banho e voltou ao meu encontro enrolada apenas numa toalha. Eu estava sentado na poltrona ainda de cacete duro e quando ela tirou a toalha eu pude ver o mais belo corpo até então visto, agora de outros ângulos. Meu pau saltou pra fora da cueca e ela vendo meu estado, perguntou se antes podia me chupar, pois nunca havia chupado uma rola. Disse que sim, me livrei de uma vez do short e ela ajoelhou-se entre minhas pernas e meteu meu pau na boca, no inicio meio desajeitada, mas depois tomou gosto e chupou meu cacete com muita maestria, parecendo até as putinhas experientes que vez ou outra eu pagava pra me chupar e fuder. Depois de um tempo comecei a ter vontade gozar e pedi que ela ficasse de quatro tal como ficou com o pluto, ela então se ajeitou na poltrona e eu meti minha vara nela bem devagar como ela pedira, afinal tinha acabado de ser descabaçada, pelo cão e eu apenas estava concluindo o serviço. Logo a bucetinha dela ficou molhadinha e eu pude fode-la com vontade, aquela buceta apertadinha. Não tardei muito e sem me preocupar com risco de gravides, acabei inundando aquela racha com minha porra tal como o cão fez. Depois tirei-o e a fiz chupar até a última gota o que ela fez meio que com nojo mas fez. Daí nos vestimos e fomos lá pra poltrona do quintal, onde conversamos sobre tudo que aconteceu e eu mais uma vez prometi a ela que ficaria na minha, mas gostaria de poder vez ou outra quando ela tivesse sozinha, transar com ela. Sem saída ela disse que sim, que poderíamos continuar transando mas em segredo. Assim ficamos por alguns meses até que nos vimos apaixonados e hoje moramos juntos. Ah eu ia esquecendo o cuzinho dela também foi descabaçado, mas por mim na nossa terceira transa. Hoje ela adora levar cacete em todos os buracos, comigo enfiando meu dedo no cuzinho dela enquanto meto na buceta e vez ou outra o pluto faz a festa nela comigo só observando, mas ela já não senti mais a dor que sentia e até gosta de ser enrabada por ele enquanto me chupa.
    Gilherme – Porto Real - RJ
              A primeira vez que mamei num caralho        

    Meu nome é Leticia, tenho 16 anos, sou morena , baixinha (1.55 cm de altura), olhos verdes, cabelos compridos e um corpo estilo violão, bem tesudinho. Eu moro no interior de SP, numa fazenda com meus pais. Desde pequena eu sempre fui muito inocente e não maldava as coisas que aconteciam ao meu redor, mas o tempo foi passando e eu comecei a perceber certos fatos... Eu sempre adorei beber um leitinho quente colhido da vaca, certa vez um peão da fazenda me disse que as vaquinhas estavam doentes e que não poderia recolher leite para mim, eu finjir chorar dizendo que queria o meu leitinho, daí o peão chamado Pedro, por sinal um gato, em tom de brincadeira já que somos amigos e eu dava esta liberdade a ele, perguntou se eu conhecia \" leite de tora\" e que se eu quisesse ele me dava leitinho e eu não tanto, mas fingindo inocencia, disse que não sabia o que era \"tora\" e que até então só tomara leite da minha vaquinha. Passei o dia pensando na insinuação do peão, e naquela noite eu dormi decidida a experimentar o tal leite. De manhã como sempre fazia, fui direto para o celeiro e falei com o Pedro que já não aguentava mais ficar sem meu leitinho quentinho e que queria experimentar o tal leite de tora. O Pedro me olhou e perguntou se eu tinha certeza disso. Disse-lhe que sim, que ia adorar provar. Ele então disse que meus pais iriam na capital buscar visitar a minha avó e que assim que eles fossem, eu o procurasse no celeiro que ele me daria o leite de tora e sorriu. Lá pelas 10:30 da manhã meus pais partiram para visitar a minha avó que estava internada, eles queriam me levar, mas eu disse que estava com uma dorzinha de cabeça enjoada e não queria pegar estrada, pois preferia ficar na fazenda, mas no fundo eu tava doida para experimentar o tal leitinho misterioso, que eu imaginava de onde ia sair, afinal eu era virgem e inexperiente, mas não tão inocente como Pedro achava que eu era, afinal já estava concluindo o segundo grau. Assim que meus pais seguiram viajem, fui no meu quarto e troquei de roupa, colocando uma sainha jeans e uma camisetinha sem soutien. Daí fui ao celeiro onde chamei o Pedro que apareceu de prontidão, me chamou para os fundos do celeiro e disse que já voltava. Eu me sentei na palha e fiquei esperando um tempinho imaginando o que ele estava preparando. Quando ele retornou, notei que estava com as calças abertas e falei para ele, que disse saber, pois tinha de estar assim para poder me dar o leitinho. Neste instante não tive mais dúvida de onde eu beberia o leitinho e deixei rolar. Ele então aproximou-se de onde eu estava e quando estava de pé na minha frente onde eu estava sentada, aproximou-se do meu rosto e colocou para fora das calças um enorme e duro cacete que pulsava de tanto tesão. Senti minha xota enxarcar na hora e fingi tentar me esquivar , mas ele segurou no meu braço e disse que eu já era muito grandinha para beber leitinho de vaca e que já era hora de experimentar leitinho de tora e por isso iria me ensinar me a mamar na tora dele. Então aproximou seu rosto do meu e começou a me beijar de mansinho. Eu que já estava excitada, comecei a sentir um arrepio subindo pelas pernas e sentia minha xana molhar cada vez mais. Ele passou a me beijar com vontade e eu cheia de tesão, correspondia, pois embora eu ainda fosse virgem, conversava muito sobre sexo com minhas amigas da escola, sem falar na quedinha que eu sentia pelo Pedro, um gatinho de 20 anos, filho de um casal que a anos trabalham na fazenda. Mesmo inexperiente, aos poucos fui me soltando, ele então tirou minha blusa e começou a acariciar meus peitinhos pequenos e durinhos de tesão, eu comecei a gemer baixinho igual uma gata no cio, ele parou de me beijar e começou a mamar meus peitinhos me chamando de vaquinha safada e tesuda. Eu já estava com as pernas moles e ele colou o corpo no meu, foi quando eu senti aquele caralho duro roçando nas minhas coxas, nisso a minha xoxotinha já estava ensopada de tesão e eu pude sentir molhar a minha calcinha. Percebendo a minha excitação, o Pedro me disse. – Você ainda quer beber leitinho? Como sabia a qual leitinho ele se referia, eu disse que adoraria experimentar. Ele então disse, vem, mama aqui na minha tora, vou te dar leite quentinho. Então me fez ajoelhar e botou aquele caralho imenso na minha boca ( fiquei sabendo depois, 23x6) e me falou para mamar. Mesmo inexperiente e sem jeito, afinal nunca tinha visto ao vivo e muito menos pego num cacete de verdade, segurei aquela tora e coloquei na boca, começando a chupá-la pela cabeçona vermelha que já estava toda melada, chupava devagar, meio que com medo de machucá-lo, mas como sou espertinha fui pegando o jeito e mamava sem parar, engolindo a cabeça daquele caralhão igual uma bola de sorvete. Quanto mais eu mamava, mais alto o Pedro gemia e com mais tesão eu ficava. Eu já estava ficando experiente e agora já mamava sem medo, engolindo aquela tora maravilhosa e lambendo tudo, cabeça, saco, pau, tudo, até que o Pedro disse para eu me preparar que ele iria gozar e me daria o leitinho que eu tanto queria. Ouvindo aquilo, mamei com mais vontade ainda, de repente senti o Pedro começar a tremer e meter todo aquele caralho maravilhoso na minha boca e gozar de forma fenomenal, eu mamei tudinho, cada gotinha daquele leitinho quente e gostoso que ele me dava. Quando ele acabou de gozar, eu já estava empanturrada de tanta porra que mamei. Daí ele me deu um beijo na boca e perguntou se eu havia gostado do leitinho de tora, e eu mais que satisfeita disse que sim, embora fosse um pouquinho amargo, então ele virou pra mim e disse que se eu permitisse, agora era ele quem queria mamar meu leitinho. Sabendo a pretensão dele, disse que sim e nisso ele já foi me deitando na palha, retirando minha calcinha e após arreganhar minhas pernas, caiu de boca na minha xoxotinha toda melada, chupando o meu grelinho, passando a lingua em volta e metendo um dedo na entradinha da minha grutinha, nessa hora eu já estava gemendo alto como uma verdadeira putinha safada e apenas pedi para que tomasse cuidado e não focasse a entrada, pois eu eravirgem e queria continuar assim. Ele mesmo respeitando meu pedido, enterrou a lingua na minha xoxota e sugava os lábios dela e meu grelinho, fazendo o meu tesão aumentar cada vez mais até que não agüentei mais e tive o meu primeiro orgasmo. Foi uma delícia a sensação, quando eu gozei foi demais e o Pedro mamou todo o meu melzinho...depois de algum tempo nos vestimos, mas antes de eu ir para casa, o fiz prometer que me daria "leitinho de tora" novamente, sempre que eu quisesse. Ele disse que era só chamá-lo. Foi assim que eu comecei a gostar de mamar num caralho e desse dia em diante continuo tomando leite de vaca, mas adoro mesmo beber é o leitinho de tora, que é mais saudável, hoje não só o do Pedro, pois já experimentei o de alguns amiguinhos da escola. Ah querem saber se ainda sou virgem, sou sim na minha xota pois o selinho do meu cuzinho, o Pedro já mandou pro espaço. Depois eu conto como foi. Esse é o primeiro relato que eu mando, espero que vocês tenham gostado. Quem quiser uma deliciosa mamada ou trocar experiencias deixe comentário com o email ou telefone.
    Beijinhos para todos
    Letícia – São Paulo - SP
              Entreguei-me ao meu primeiro amor        

    A história que vou relatar aqui é verídica. Há seis anos atrás eu morava no sitio com meus pais e estudava numa escola rural. Ao terminar o ensino médio fui para uma cidade vizinha, morar com uma tia, onde além de estudar ajudava-a nos afazeres de casa. Meu primeiro beijo aconteceu quando eu tinha dezesseis anos, com meu amigo de escola chamado Fernando (nome fictício), que sempre foi apaixonado por mim, mas que eu sempre ignorei por ser três anos mais velho que eu. Hoje estou com dezessete anos e mesmo morando na cidade grande, com novas amizades, continuo virgem. Certa noite quando cheguei em casa após o colégio, tinha uma carta das minhas amigas que deixei lá no interior, convidando-me para a festa de formatura delas e dizendo-me o Fernando continua apaixonado por mim, pois nunca deixa de querer saber notícias minhas. No dia seguinte escrevi para elas confirmando minha presença e no dia marcado lá estava eu de volta na minha cidadezinha. Minhas amigas estranharam um pouco o meu novo visual e a forma que eu me vestia, muito mais sexy e provocante. Meus pais então nem queiram saber o que eles falaram ao me ver. Passei a tarde com minhas amigas no galpão onde rolaria a festa, ajudando-as na decoração. Lá pudemos conversar sobre tudo, mas o Fernando era o tema principal, pois nos meses que eu fiquei fora, elas contaram-me que ele não namorara ninguém a sério, pois só ficava, certamente para se satisfazer e sempre dissera a elas que continuava me amando. Ouvindo tudo aquilo, não podia deixar de admitir que eu também tinha uma quedinha por ele e talvez fosse até apaixonada, mas nunca admitira, portanto sem falar nada a ninguém, eu também nunca o esquecera e sempre tinhas sonhos e pensamentos eróticos com ele, imaginando-o ser o meu primeiro homem, aquele que iria tirar o meu cabaço e me ensinar as maravilhas do sexo. Já a noite no galpão, a festa tava bombando e eu andava de um lado para o outro procurando pelo Fernando, que ainda não encontrei desde que voltei. As horas iam passando e nada. Fiquei numa aflição, prometendo mil coisas caso ele aparecesse, como já era bem tarde ele num aparecia eu fui dançar e curtir um pouco a festa, e ele nada. Quando foi bem mais tarde, e eu já sem esperanças vi ele chegando, tava ainda mais lindo do que quando o vi na última vez. Nossa, minha buça molhou na hora, minha vontade era de voar em cima dele, mas me contive, e assim a festa ia rolando, e ele nada de me procurar, talvez ressentido ainda pela forma que fui embora sem sequer despedir-me dele. Eu fiquei com o coração na mão e minutos depois decidi ir embora muito triste pois ele ainda não tinha me procurado. Despedir-me das minhas amigas e quando sai da festa ele estava do lado de fora do portão me esperando, e veio em minha direção falando: “preciso conversar com você, pode me ouvir?”, Disse-lhe que sim, mas antes queria um abraço bem forte dele, o que ele não pensou duas vezes em me dar. Disse que estava um pouco cansada, mas que poderíamos ir conversando enquanto caminhávamos. Ele então me acompanhava dizendo: “Porque você fez isso comigo? Você não percebeu e percebi que sou louco por você?, por favor diga-me alguma coisa?” Eu continuava andando sem nada falar, apenas ouvindo-o e quando chegamos na praça, ele se pos na minha frente, me parou, ergueu meu rosto e viu que eu estava chorando, então me abraçou falando: “porque você complica as coisas, eu amo você e sei que no fundo você também me ama. Te desejo desde aquela vez que ficamos juntos, mesmo que por alguns instantes e trocamos nosso primeiro beijo, o qual eu nunca esqueci” então aproximou seus lábios dos meus e me beijou, eu então baixei a guarda, abracei-o e correspondi com muita excitação. Ele disse que não via a hora de sentir meus lábios novamente e eu disse-lhe que eu também nunca esquecera aquele beijo. Continuamos a nos beijar e nas poucas palavras que trocávamos, ele disse saber que eu ainda era virgem e que nunca havia beijado outros rapazes, pois minhas amigas havia lhe dito sobre os meus medos e raiva que eu tinha de homem, devido meus traumas de infância, em seguida fomos para a praça onde não tinha ninguém, nos sentamos em um banco daquele e começamos a nos beijar, ele sabia como me deixar louca, eu não conseguia me soltar, mas ele com sua paciência aos poucos foi me relaxando, para que se eu quisesse me entregar a ele sem receio, ele mordiscava minha orelha, chupava, ia descendo pelo meu pescoço me deixando muito excitada. Resolvi me entregar de corpo e alma a ele, pois sempre sonhara com aquele momento, então comecei a soltar gemidos baixinhos, com vergonha dele perceber como eu estava cedendo aos seus encantos, eu respirava fundo e gemia, ele lentamente desceu sua mão em meus seios, eu delirei quando ele toucou eles pela primeira vez. Ele desceu sua mão até minhas pernas por entre as coxas e foi passando me fazendo gozar pela primeira vez naquela noite, sem ao menos ter me penetrado. Ele percebeu que me fez gozar e continuou a me tocar, em seguida ele devagar passou sua mão em minha xaninha por cima da calcinha, e viu como eu estava super molhadinha, e disse ao meu ouvido: “agora estou domando a minha menina” , então disse a ele: “quero ser sua, me doma” ele respondeu “já esta domada”, e ele me beijou na boca e desceu sua mão até minha xaninha e ficou alisando-a, depois tirou minha calcinha e colocou em seu bolso da calça e me pediu pra abrir minhas pernas, o que eu obedeci sem reclamar, pois eu queria muito que ele me penetrasse, mas não foi isso que ele fez, ele abaixou as alças de meu vestido e levou sua língua lambendo meus seios e depois chupando-os, eu gemia muito, não conseguia me controlar, minha xana estava muito molhada, ele passou sua mão nela enquanto sugava meus seios intumescidos, e eu urrava de desejo, estava como uma mulher vulgar em sua mão, ele voltou a me beijar na boca, com aquele beijo macio e molhado. Então ele abriu o zíper da calça e tirou aquele mastro pra fora e me pediu que eu olhasse para aquilo que seria todinho meu, eu olhei meio tímida e ele levou seu pau até minha boca e disse: “chupa meu pau minha menina, ele é todinho seu, hoje quero ter você por inteira e sem pressa, agora coloca sua boca nele e suga como se tivesse mamando” eu fiz o que ele pediu e meti minha boca naquele cacete enorme, chupei com muita vontade, como se fosse uma puta bem experiente, mas na verdade era a primeira vez que me via com um cacete na boca. Depois disso ele me pegou pelas mãos e disse: - Vamos para a minha casa, lá eu te farei mulher, a minha mulher e se quiser você será minha para sempre. Seguimos para a casa dele. Já na casa dele, fomos direto para o quarto dele, onde logo que entramos ele me virou de costas, beijou meu pescoço, foi tirando todo o meu vestido e continuou me lambendo e beijando nas costas. Então me deitou de bruços na cama e retirou meu vestido deixando-me nuazinha. Em seguida percorreu sua língua em minhas costas até chegar em meu rego e no meu cuzinho, deixando-me enlouquecida. Ele então começou a se despir e já livre das roupas, com aquele cacete duro feito pedra na minha frente, fez-me segurar e colocar na boca, chupando-o novamente. Vez ou outra ele parecia querer me furar a garganta, pois empurrava aquela vara até minha goela, fazendo-me ânsia de vômito. Depois de um tempo,veio por cima de mim, abriu minhas pernas e encostou seu mastro em minha xaninha, me levando a loucura, e ali ficou roçando e me beijando, eu comecei a chorar de prazer e respirar ofegante como se tivesse faltando algo me mim, e ele dizia: “chora minha menina, que agora você vai ser minha pra sempre” e de repente ele forçou a entrada de seu pênis em minha xana enfiando apenas a cabecinha, depois eu comecei a rebolar em seu pau para que o resto entrasse, mas ele retirou seu pau, e eu comecei a gemer alto e entre gemidos eu dizia: vai, por favor, me faz tua mulher, eu quero ser sua e nunca mais vou ti ignorar, não me deixe assim” ele ouvindo o que disse retornou seu pau em minha xana e forçou sua entrada, aquilo queimava minhas entranhas, ele tentou me penetrar mas não entrava, afinal eu ainda era cabaço e eu comecei a chorar de dor e prazer e ele me beijava e voltava e a me penetrar, e não conseguia e eu comecei a falar: “pode meter tudo em mim de uma vez que eu agüento, mas não me deixe sem sentir você, preencha esse vazio que esta entre minhas pernas” ele obedeceu enfiou novamente forçando a entrada, as lagrimas escorriam de meu olhos, mas aquela dor e prazer que eu senti foi enorme, me senti sair do meu corpo, como se fosse desmaiar, ele me beijava, e eu sentia cada centímetro de seu pau rasgando a minha xana, ele enfiou tudo e esperou um pouco para que eu pudesse relaxar e começou num movimento de vai e vem bem devagar, e ao mesmo tempo ele me beijava e segurava meus cabelos fortemente, aquilo pra mim era um sonho. Eu gozei múltiplas vezes insanamente, naquele pau gostoso e ele vendo aquilo todo melado tirou seu pau pra fora e se pos a chupar e lamber minha xoxota, eu me contorcia de prazer até que gozei em sua boca, depois ele meteu seu pau em mim novamente e bombou bem rápido dizendo: “vou gozar minha menina ahhhhhhhhh, você agora é minha mulher, eu ti fiz minha mulher ahhhahhaahhh” e começou a gozar dentro da minha buceta e também sobre ela. Sentindo aquele leitinho quentinho no meu interior e sobre meu corpo, comecei a gemer feito uma alucinada e mais uma vez gozei gostoso. Depois de tudo terminado ficamos coladinho um ao outro com ele fazendo carinho. A sua porra escorria entre minhas pernas, eu passei a mão em minha xana e pude notar que tinha um pouco de sangue pelo meio, ele notou que eu vi e começou e me explicar que aquele sangramento era normal, afinal eu acabara de ser deflorada. Depois de uma meia hora nos limpamos e nos vestimos e ele levou-me até minha casa. No dia seguinte acordei feliz da vida e quando pensei em ligar para ele, o meu telefone tocou e era ele, perguntando-me se estava tudo bem e convidando-me para almoçarmos juntos na pensão de um amigo nosso num bairro vizinho. Disse-lhe que sim. Mas tarde nos encontramos, almoçamos e depois fomos para um hotel onde mais uma vez entreguei-me a ele e desta vez além de minha bucetinha recém desvirginada, ele colocou-me de quatro na beirada da cama e arregaçou o meu cuzinho, tirando-me todas as pregas e depois fazendo-me chupar e engolir toda a porra dele na hora de gozar, o que fiz sem nojo e sem receio, afinal eu sempre o amei e não queria perdê-lo. Daí pra frente assumimos nosso relacionamento e depois de quatro meses de namoro, resolvemos morar juntos numa casinha modesta, mas nossa, que construímos num terreno que ele tinha. Hoje somos felizes e realizados sexualmente, pois sabemos como nos completar.
    Luana – Rio Claro - RJ
              Foda que começou num barzinho        


    O barzinho próximo ao colégio onde eu e minha amiga fazíamos o pré-vestibular estava lotado de homens e mulheres de todos os jeitos. Contudo ao chegarmos ainda encontramos a última mesa vaga. Muitas músicas, pessoas rindo e se divertindo, apareceu o garçom e fez o pedido, dissemos que desejávamos nos refrescar e era para ele descer uma cervejinha bem gelada. Nós duas que já vínhamos de outra festa e que já tínhamos derramado todas e viemos para se divertir! De repente! Um carinha bem bonitinho e novinho chegou, pediu uma cerveja no balcão e minutos depois foi ao banheiro. Vendo-o entrar no banheiro e Como o acesso aos sanitários era um só,resolvi ir também, deixando minha amiga sozinha na mesa. Entrei ao banheiro e para a minha surpresa a parte dos homens estava sem a porta, e eu pude ver aquele gostosinho urinar? Quando ele acabou de urinar e balançava aquele pau gostoso, ele viu que eu estava observando e sorriu sem graça. Dizendo:- Estou atrapalhando? - Claro que não, eu disse. Permaneci na porta do sanitário feminino e quando ele ia passando por mim, convidei-o a entrar comigo, dei-lhe a mão e o puxei. Logo que ele entrou, arriei o fecho da calça dele e peguei naquele cacete cheinho de veias pulsantes, que estava semi duro, fazendo-o endurecer por completo. Eu tinha que aproveitar aquela oportunidade, já que estávamos a sóa ali. Sentei no vaso e comecei a lamber toda a extensão daquela pica que inchava em minha humilde boquinha. Enquanto o chupava, ouvíamos os homens que chegavam para urinar, falarem várias sacanagens. São piores que nós mulheres. Um falava da bunda das mulheres, o outro que já havia comido fulana e sicrana e o outro dizia que estava com o pau duro de tanto sarrar nas coxas da que dançava com ele. Eles ali falando sacanagem e nós ali, pegando fogo dentro daquele cômodo. Eles riam e falavam sem perceber que tinha uma mulher ali dentro com a boca ocupada chupando um cacete e com a buça piscando e toda molhada de tesão. Meu garoto gemia e só faltava subir pelas paredes e eu nem ai... Eu estava precisando de uma piroca, e já estava quase implorando para ser fudida por ele ali mesmo naquele momento. Com um tesão danado e sentindo aquele cacete duro e pulsando dentro da minha boca, me levantei, ergui meu vestido, arrastei minha calcinha pro lado, abri bem minhas pernas e pedi que enfiasse a rola na minha buça e comece com vontade. Ele não pensou duas vezes e me penetrou gostoso. Ai que delicia!!! Nunca foi tão bom, acho que é a questão do lugar proibido e aquela sensação de ser flagrada. Ele acelerou os movimentos e após me perguntar e saber que eu era ligada, sem risco de gravidez, inundou minha racha com aquele leite quentinho. Eu dei um gritinho e um gemido alto de prazer. Nesse instante várias gargalhadas no banheiro, era mais pessoas chegando para urinar. Eu e ele ali quietinhos, nos limávamos e nos arrumávamos. Quando percebemos o silêncio, abri a porta para sairmos e para a minha surpresa tinha um cara tocando uma punheta no cantinho olhando-nos maliciosamente, certamente já estava ali na hora que eu gozei e gritei, o que excitou-o. Senti que ele dava um caldo e falei para o carinha que acabara de me fuder, saísse antes que mais pessoas chegassem. Assim ele fez e se mandou, nem percebeu a presença do outro ali com o cacete duro na mão. Como loucura pouca é bobagem, chamei-o para o banheiro onde eu estava e repeti a dose, fui logo me sentando no vaso e abocanhando o pau dele, fazendo-o engrossar na minha boca ávida de prazer. Chupei-o com vontade, fazendo-o gozar rapidamente, jorrando aquela porra quentinha em minha boca, cabelos e todo rosto. Ele ficou estático, sem ação, pois talvez, jamais imaginara que um lance desse pudesse acontecer com ele no banheiro de um bar. Levantei-me, dei um selinho nele, coloquei-o pra fora antes que chegasse mais alguem e fui passar uma água no rosto para me limpar. Em seguida me refiz e voltei para a multidão e para a mesa que estava com minha amiga. Quando falei o que fizera no banheiro nos minutos que lá fiquei, ela quase não acreditou e me chamou de louca. Em seguida rimos muito, brindamos com mais uma cervejinha e ficamos a observar a galera que dançavam, se esfregavam e sarravam na bunda das mulheradas. Chegamos a ver o momento que, um deles de mastro duro e pulsante, esporrava dentro da sua calça. Eu e minha amiga estávamos tão distraídas que nem percebemos quando o macho que me comeu gostoso dentro do banheiro se aproximou sorridente da nossa mesa, perguntando-nos se podia sentar-se com a gente. Dissemos que sim e ele sentou-se, chamando em seguida o garçom e pedindo mais uma cerveja. Assim que chegou, encheu nossos copos e brindou conosco o início de uma bela amizade. Começamos a conversar os três e depois de um certo tempo ele pediu-nos licença para ir ao banheiro. Enquanto o aguardávamos voltar, eu e minha amiga que achou-o um tesão e estava interessada em senti-lo dentro dela também, combinamos de tirá-lo dali e levá-lo até a minha casa que ficava uma quadra adiante. Quando ele retornou, continuamos nossa conversa e quando ele ia pedir uma outra cerveja, minha amiga, conforme tínhamos combinado, sugeriu que saíssemos dali, pois estava muito barulho. Ele aceitou a sugestão e já do lado de fora do barzinho, sugeri que comprássemos umas cervejas em latinha e fossemos para a minha casa que ficava ali perto. Certamente percebendo nossa intenção, ele disse que tudo bem. Chamou então o garçom e pediu dez latinhas de cervejas, pagando-as sem permitir que rachássemos. Fomos para minha casa. Deixei-os acomodados na poltrona da sala e fui levar as cervejas para colocar na geladeira. Quando retornei com duas latinhas e três copos, os dois já estavam se beijando. Perguntei se atrapalhava e ele convidou-me a juntar-se a eles, o que fiz de imediato. Colocamos cerveja em nossos copos e brindamos ao que iria rolar entre nós. Daí pra frente começamos a nos beijar mutuamente e não demorou muito para que nos livrássemos das roupas e eu e minha amiga, começássemos chupar mutuamente aquela rola. Depois nos sentamos lado a lado na poltrona e foi a vez dele de nos chupar alternadamente. Já estávamos bastante excitadas e deixamos a sacanagem rolar, de todas as formas, começando pelo tapete, com ele ora fudendo minha amiga enquanto ela me chupava e ora me fudendo enquanto eu a chupava. Depois de termos nossas xotas preenchidas por aquele belo cacete, nos colocamos de quatro na poltrona para receber mais aquela rola em nossas buças, o que ele fez, metendo ora na buça da minha amiga, ora na minha. Como ali estava meio que desconfortável, sugeri que fossemos para a minha cama, onde fudemos gostoso, ora com ele metendo na minha amiga e ela chupando minha buceta, ora metendo na minha buceta e eu chupando a buça da minha amiga. Era uma sacanagem só e eu cheia de tesão, ofereci meu cuzinho para ser fodido por ele, que não exitou em enfiar aquela rola até o talo, fazendo-me delirar de prazer e gozar feito uma louca na boca da minha amiga. Depois foi a vez dela ser enrabada, enquanto eu chupava-a. Quando ele estava prestes a gozar e nos avisou, agachamos a frente dele e abocanhamos aquele cacete, alternado-nos nas chupadas, até que ele derramou todo o leitinho que tinha acumulado em nossos rostos, bocas e corpo. Daí levantam-nos e trocamos um delicioso beijo triplo. Saciados, fomos para o banheiro, nos lavamos, nos vestimos e retornamos para a sala, onde ficamos conversando e bebendo as demais cervejinhas que tínhamos comprado. Lá pelas tantas da madruga, ele disse que a conversa estava boa, mas tinha de ir embora, pois trabalharia na tarde seguinte e pretendia dar uma descansada em sua casa. Despedimo-nos dele que prometeu voltar no dia seguinte para almoçar conosco e quem sabe saborear-nos como sobremesa. Logo que ele saiu, eu e minha amiga fomos para cama dormir, mas antes de dormirmos, ainda nos chupamos até gozarmos uma na boca da outra. Daí apagamos e só despertamos por volta das dez horas da manhã. Levantamos, tomamos um banho juntinhas e fomos fazer algo para comer. Depois ela foi na casa dela e mais tarde retornou, trazendo algumas peças de roupas, para sairmos a noite pra balada e para o dia seguinte, quando nosso novo amigo fodedor, viria almoçar e passar o resto da tarde e noite com a gente. O que aconteceu conforme combinado, mas o que aconteceu, é outra história, que conto outra hora.
    L.C – Volta Redonda - RJ
              The Grinder deja de ser The Grinder        
    Para ser un Smash TV o más bien un Hunter: The Reckoning, posiblemente el mayor logro de High Voltage junto a The Conduit. Me da en la napia que en HV no saben bien qué hacer con The Grinder: primero iba a ser el Left 4 Dead de Wii, hace escasas semanas era multiplataforma siendo muchísimo más ambiciosos y ahora deja de ser un shooter en primera persona para ser un Gauntlet en HD con zombies y hombres lobo ( si fueran crepusculianos se convierte en GOTY al instante ). Y lo mejor de todo: si al principio Wii tenía la exclusiva para más tarde ser una versión más que se retrasaría un año respecto lo previsto ( para que salieran todas a la vez ), ahora Wii se cae del carro.

    HV dice tener la versión de Wii parada hasta nuevo aviso, lo que en este mundillo viene a ser el eufemismo de patitas a la calle. Nos quedamos sin L4D wannabe, nos quedamos si The Grinder smashtiviano, nos quedamos sin los chochocientos juegos genéricos de Wiiware que HV sacó mientras desarrollaba The Conduit para rentabilizarlo ( salieron sólo en Norte América ), Gladiator A.D. ha dejado de ser el juego de Roma ( con incluso el mismo compositor de la série, Jeff Beal ) para ser un tutticolori de dioses antiguos bañados en un filtro Nickeloedon ( últimos vídeos de la GDC aquí ). High Voltage deja escapar su oportunidad de ser algo. The Grinder deja de ser The Grinder para ser Animales de la Muerte sin el toque cartoon, otro juego que se ha perdido en el caos de Nosfinger y compañía.



              Bajadas de tensión        

    Esta semana High Voltage ha vuelto a ser noticia en todos los rincones de Internet. Los padres de The Conduit, que adoraban a Wii sobre todas las cosas y querían demostrar que en la consola hay lugar para todo tipo de jugadores, anuncia que su The Grinder será multiplataforma. ¿ Perdemos algo importante los usuarios de Wii ? Sólo tiempo, puesto que la multiplataformidad conllevará que el juego se retrase un año más, hasta octubre de 2011. Pero posiblemente tengamos un mejor juego, no ya por el tiempo extra ( que aprovecharán para pulir las versiones HD ) sino porque se el aumento de presupuesto y la ambición del propio estudio. No tengo la menor duda que ahora The Grinder supone un proyecto aun mayor tanto para High Voltage como para la editora ( ¿ puede que otra vez Sega ? HV cuando lo anunció dijo que ya tenía editora, ahora parece que la han perdido). Sin ir más lejos, en apenas seis meses el cambio entre el primer trailer del juego y el último lanzado es abismal. Además no estamos hablando de una conversión tardía o menor, sino de un juego de Wii que se pasa a las otras plataformas, como sucedió con No More Heroes y seguramente sucederá con muchos más con la llegada de Natal y Arc. Wii sigue siendo principal, The Grinder continua siendo uno de los más prometedores de Wii, aunque ya no lleve el 'Only For'.




    El que posiblemente no pueda tildarse de prometedor es Tournament of Legends, otrora Gladiator A.D. El híbrido de sangrientas batallas entre fieros gladiadores pasa a ser un Masters del Universo con exceso de colorismo. Los aguerridos y curtidos gladiadores dejan paso a todo un helenco de luchadores tan mitológicos como tópicos: valkírias, minotauros y demás fauna digna del nuevo remake de Furia de Titanes, de la cual HV admite la inspiración ( y porque no, aprovecharse del éxito que tendrá ). Las refriegas con litros de sangre son sustituidas con peleas inocuas en un estilo de lucha diagonal que se aleja de la algo extraña cámara trasera que tenía originalmente. ¿ Wii Motionplus ? ¿ Modo online ? Son cosas que se dejan para The Grinder, especialmente esto último porque ya piensan en contenido descargable. Uno se alza, otro cae. Gladiator A.D. era una rareza sin pulir que posiblemente hubiera pasado sin pena ni gloria, pero su talón de Aquiles también era su fortaleza. Con Tournament of Legends, High Voltage sigue a pies juntillas lo que han hecho con The Grinder: 'hacer el juego para el mercado, no para nosotros'. Con el L4D de demonios posiblemente funcione, con Tournament of Legends no.


              Raport: Handel detaliczny i hurtowy będzie zatrudniać w III kwartale        
    Jak wynika z kwartalnego raportu Barometr ManpowerGroup Perspektyw Zatrudnienia, pracodawcy w Polsce przejawiają ostrożne nastawienie co do planów rekrutacyjnych na najbliższe trzy miesiące. Prognoza netto zatrudnienia po korekcie sezonowej plasuje się na poziomie +6%, osiągając najniższy wynik w ciągu ostatnich dwóch lat. Zarówno w ujęciu kwartalnym jak i rocznym odnotowano spadek prognozy, o 4 punkty procentowe. Spośród przebadanych w Polsce pracodawców, 14% przewiduje zwiększenie całkowitego zatrudnienia, 5% zamierza redukować etaty a 74% nie planuje zmian personalnych w najbliższym kwartale.
              Polska na 4. miejscu wśród państw EMEA, w których o pracę będzie najłatwiej        
    Jak wynika z opublikowanego dzisiaj przez firmę doradztwa personalnego ManpowerGroup kwartalnego raportu Barometr Manpower Perspektyw Zatrudnienia, pracodawcy w Polsce są zauważalnie optymistyczni co do planów rekrutacyjnych na najbliższe trzy miesiące. Prognoza netto zatrudnienia po korekcie sezonowej plasuje się na zauważalnie optymistycznym poziomie, wynosząc +9 proc.
              IRMÃOS SEPARADOS POR UMA COPA        


    Kevin e Jerôme Boateng: irmãos separados pela Copa




    É normal dois irmãos se enfrentarem em nível de clubes, como já ocorreu com os holandeses Ronald e Frank de Boer, os dinamarqueses Michael e Brian Laudrup, aquio no Brasil entre o volante Fernando (ex-Flamengo) e o meia Carlos Alberto (ex-Vasco), entre muitos outros. Mas seria inimaginável dois irmãos nascidos no mesmo país, criados juntos, atuarem por duas seleções diferentes e se enfrentarem, concordam? Pois os irmãos Kevin-Prince e Jérôme Boateng se tornaram pioneiros nesta prática numa Copa do Mundo.. 

    Ambos são nascidos em Wilmersdorf, vilarejo nos arredores da capital alemã Berlin, filhos de mãe alemã e pai ganês. Kevin-Prince nasceu em 6 de março de 1987, enquanto Jérôme, em 3 de setembro de 1988. O primeiro, meia, começou a dar seus primeiros passos no futebol nas categorias de base do amador Reinickendorfer Füchse e logo após ingressou nos juvenis do Hertha Berlin. Já o segundo, que é zagueiro, deu seus primeiros chutes no Tennis Borussia Berlin e logo depois juntou-se a Kevin nas escolinhas do Hertha.

    A separação dos irmãos começou quando o mais velho foi contratado pelo inglês Tottenham Hotspur em 2007 após duas temporadas entre os profissionais do clube alemão. Jérôme permaneceu em Berlin por mais alguns meses até ser negociado com o Hamburgo. Pelo bom futebol apresentador pelos dois naturalmente foram convocados para a seleções de base da Alemanha. Kevin defendeu as cores sub-21 germânicas até 2007, enquanto seu irmão atuou até 2009 e conseguiu o título europeu na categoria.

    Jérôme foi convocado para a seleção alemã principal pela primeira vez em outubro de 2009 para uma partida diante da Rússia - neste jogo foi expulso após receber dois cartões amarelos. Já Kevin havia sido preterido devido à forte concorrência no setor de meio-campo alemão, que já contava com nomes de bastante qualidade como Ballack, Schweinsteiger, Trochowski, Khedira e etc.

    Em 2009, mesmo após conselhos de seu ex-treinador do Hertha Berlin Dieter Hoeneß de optar por defender seu país natal, Kevin-Prince comunicou ao atual técnico do selecionado Joachim Löw que vestiria a camisa de Gana para disputar a Copa do Mundo de 2010 na África do Sul. Já seu irmão caçula, que à época acertou sua ida para o Manchester City, continuava a disputar as partidas eliminatórias para o torneio pela Alemanha e foi convocado para a disputa da competição, assim como Kevin. Curiosamente, este último, então atleta do Portsmouth, foi responsável pelo corte do capitão alemão Michael Ballack do Mundial, quando atingiu de forma violenta o "conterrâneo" do Chelsea, que teve os ligamentos de seu tornozelo lesionados, na decisão da FA Cup inglesa.

    Quis o destino que alemães e ganeses caíssem no mesmo Grupo D da Copa e em 23 de junho de 2010, na cidade de Joannesburgo, pela primeira vez na história do futebol dois irmãos se enfrentassem por duas seleções distintas. Jérôme Boateng se deu melhor que Kevin-Prince Boateng e os alemães venceram os ganeses por 1 a 0.

    Jerôme defende as cores do Bayern de Munique desde 2011 e está novamente entre os 23 convocados por Löw para a disputa do Mundial aqui do Brasil. Já Kevin-Prince deixou o Portsmouth logo após a Copa de 2010 rumo ao italiano Genoa. Depois passou por Milan e hoje veste a camisa do alemão Schalke 04. Neste dia 21 de junho de 2014 em Fortaleza, apenas 2 dias antes de se completarem 4 anos exatos do primeiro embate histórico, irmãos separados por uma Copa voltarão aos gramados defendendo suas nações, seja de nascimento ou de adoção.

    Abaixo, dados e estatísticas dos irmãos em lados opostos na Copa do Mundo.


    * Nome: Jérôme Boateng

    * Nascimento: 3 de setembro de 1988 em Wilmersdorf/ALE

    * Posição: zagueiro

    * Clubes (4): Hertha Berlin (2006/07), Hamburgo (2007 a 2010), Manchester City/ING (2010 a 2011) e Bayern de Munique (desde 2011)

    * Títulos (10): Campeonato Europeu de Seleções sub-21 (2009), FA Cup (2011), Supercopa Alemã (2012), Liga dos Campeões da Europa (2012/13), Supercopa da UEFA (2013), Mundial de Clubes (2013), Copa da Alemanha (2012/13 e 2013/14) e Campeonato Alemão (2012/13 e 2013/14)

    * Seleção alemã: 40 partidas e nenhum gol desde 2009


    --------------------------------------------------


    * Nome: Kevin-Prince Boateng

    * Nascimento: 6 de março de 1987 em Wilmersdorf/ALE

    * Posição: meio-campo

    * Clubes (7): Hertha Berlin (2005 a 2007), Tottenham Hotspur/ING (2007 a 2009), Borussia Dortmund (2009), Portsmouth/ING (desde 2009), Genoa/ITA (2010), Milan/ITA (2010 a 2013) e Schalke 04 (desde 2013)

    * Títulos (3): Copa da Liga inglesa (2007/08), Campeonato Italiano (2010/11) e Supercopa da Itália (2011)

    * Seleção ganesa: 6 partidas e 2 gols desde 2010



    Obs.: Dados atualizados até 20/06/2014 


    Foto 1: Alessandra Tarantino/AP
    Foto 2: TheFA.com

              O TORNEIO MAIS DEMOCRÁTICO DO BRASIL        


    Cruzeiro (2) e Grêmio (3): domínio da Copa do Brasil




    Começou na semana passada mais um torneio no país, este sim com muita emoção e com certeza de casa cheia na maioria dos jogos. É a Copa do Brasil, considerada a competição mais democrática do país. E tal afirmação tem certo fundo de razão por envolver equipes de todos os estados brasileiros - do mais forte ao mais humilde, do mais rico ao com as economias mais abaladas, do mais conhecido ao mais obscuro. Outro motivo para essa certeza é o fato de que vários times de menor expressão terem surpreendido positivamente como veremos adiante. Neste torneio temos a oportunidade de conhecer clubes até então desconhecidos e ver alguns bons nomes surgirem na competição.

    A Copa foi idealizada em 1989 pela CBF a fim de dar uma espécie de consolo para as federações de estados com menor tradição futebolística que haviam ficado de fora da reformulação do Campeonato Brasileiro dois anos antes. Nas edições anteriores a 1987 o Brasileirão tinha ao menos um representante de cada estado, até chegar ao número absurdo de 94 clubes em 1979.

    A fórmula é simples e se assemelha às demais copas mundo a fora, com partidas em sistema eliminatório até a grande final. Até 1995 os jogos eram de ida e volta em todas as fases independente do resultado. A partir de então, até a segunda fase, caso o visitante vença o adversário por 2 ou mais gols de diferença nas partidas de ida não há a necessidade da realização do confronto de volta. Da terceira em diante os dois jogos são obrigatórios. 



    O Flamengo/RJ é o atual campeão do torneio



    Na edição de 2013 houve uma mudança significativa no número de participantes e do período de disputa da Copa do Brasil. Foram 86 times de todos os estados mais o Distrito Federal e incluindo novamente a participação das equipes que disputam a Taça Libertadores - desde 2001 tais times não entravam mais no certame por motivo de choque nas datas das competições. Além do mais aconteceu uma "esticada" no torneio até novembro. Em 2014 a fórmula será repetida e, como já é conhecido, seu vencedor garante vaga na Copa Libertadores da América do ano seguinte.

    Como já dito anteriormente, boas surpresas são reservadas ao democrático torneio. Entre os grandes e expressivos clubes nacionais como Cruzeiro, Flamengo. Corinthians, Palmeiras, Fluminense, entre outros, alguns "intrusos" roubaram o troféu, como Criciúma/SC, Juventude/RS, Santo André/SP e Paulista/SP (todos eles com êxitos sobre times considerados grandes como Botafogo, Flamengo e Fluminense, respectivamente). Sem falar nos nobres "desconhecidos" até então Brasiliense/DF, XV de Novembro/RS e Linhares/ES, que chegaram bem perto. Por outro lado a Copa promove um contraste inusitado: o maior detentor de títulos internacionais e um dos maiores em solo nacional, o São Paulo, jamais conquistou a taça.

    Alguns resultados surpreendentes também entraram para a história da competição e a tornam até hoje sempre atrativa, como a inesquecível vitória do inexpressivo Baraúnas/RN por 3 a 0 sobre o tradicionalíssimo Vasco da Gama em pleno São Januário em 2005, com direito a gol de Cícero Ramalho, atacante de 40 anos; além da desclassificação do Palmeiras para o ASA de Arapiraca em 2002 dentro do Parque Antártica apesar da vitória por 2 a 1 (os palmeirenses haviam perdido o primeiro encontro em Alagoas por 1 a 0), entre vários outros confrontos memoráveis.

    O primeiro gol da história do torneio foi do flamenguista Alcindo, na vitória por 2 a 0 sobre o Paysandu em 1989. Já os maiores campeões são Grêmio e Cruzeiro, ambos com 4 conquistas. Os clubes que mais participaram foram Atlético/MG e Vitória/BA com 25 edições - no total de 26. Gérson, ex-atacante do Galo mineiro e do Internacional/RS foi o jogador que mais vezes se sagrou artilheiro da Copa do Brasil: 3 vezes (1989, 1991 e 1992). O atacante Fred é o maior artilheiro de uma única edição até hoje com 14 gols em 2005, quando atuava pelo Cruzeiro. Mais números você pode conferir no final desta postagem.

    De norte ao sul do país a Copa do Brasil é um festival de cores, um desfile de jogadores diversos e, quem sabe, futuros ídolos da bola, dando uma pontinha de esperança às torcidas pelo país. E viva a democracia do futebol!

    Abaixo, dados, estatísticas e recordes do torneio mais democrático do Brasil.


    1989

    * Campeão: Grêmio/RS
    * Vice: Sport/PE
    * Artilheiro: Gérson (Atlético/MG) - 7 gols

    1990

    * Campeão: Flamengo/RJ
    * Vice: Goiás/GO
    * Artilheiro: Bizu (Náutico/PE) - 7 gols

    1991

    * Campeão: Criciúma/SC
    * Vice: Grêmio/RS
    * Artilheiro: Gérson (Atlético/MG) - 6 gols

    1992

    * Campeão: Internacional/RS
    * Vice: Fluminense/RJ
    * Artilheiro: Gérson (Internacional/RS) - 9 gols

    1993

    * Campeão: Cruzeiro/MG
    * Vice: Grêmio/RS
    * Artilheiro: Gílson (Grêmio/RS) - 8 gols

    1994

    * Campeão: Grêmio/RS
    * Vice: Ceará/CE
    * Artilheiro: Paulinho McLaren (Internacional/RS) - 6 gols

    1995

    * Campeão: Corinthians/SP
    * Vice: Grêmio/RS
    * Artilheiro: Sávio (Flamengo/RJ) - 7 gols

    1996

    * Campeão: Cruzeiro/MG
    * Vice: Palmeiras/SP
    * Artilheiro: Luizão (Palmeiras/SP) - 8 gols

    1997

    * Campeão: Grêmio/RS
    * Vice: Flamengo/RJ
    * Artilheiro: Paulo Nunes (Grêmio/RS) - 9 gols

    1998

    * Campeão: Palmeiras/SP
    * Vice: Cruzeiro/MG
    * Artilheiro: Romário (Flamengo/RJ) - 7 gols

    1999

    * Campeão: Juventude/RS
    * Vice: Botafogo/RJ
    * Artilheiros: Petković (Vitória/BA) e Romário (Flamengo/RJ) - 8 gols

    2000

    * Campeão: Cruzeiro/MG
    * Vice: São Paulo/SP
    * Artilheiro: Oséas (Palmeiras/SP) - 10 gols

    2001

    * Campeão: Grêmio/RS
    * Vice: Corinthians/SP
    * Artilheiro: Washington (Flamengo/RJ) - 11 gols

    2002

    * Campeão: Corinthians/SP
    * Vice: Brasiliense/DF
    * Artilheiro: Deivid (Corinthians/SP) - 13 gols

    2003

    * Campeão: Cruzeiro/MG
    * Vice: Flamengo/RJ
    * Artilheiro: Nonato (Bahia/BA) - 9 gols

    2004

    * Campeão: Santo André/SP
    * Vice: Flamengo/RJ
    * Artilheiros: Alex Alves (Botafogo/RJ) e Dauri (XV de Novembro/RS) - 8 gols

    2005

    * Campeão: Paulista/SP
    * Vice: Fluminense/RJ
    * Artilheiro: Fred (Cruzeiro/MG) - 14 gols

    2006

    * Campeão: Flamengo/RJ
    * Vice: Vasco da Gama/RJ
    * Artilheiro: Valdiram (Vasco da Gama/RJ) - 8 gols

    2007

    * Campeão: Fluminense/RJ
    * Vice: Figueirense/SC
    * Artilheiros: André Lima (Botafogo/RJ), Victor Simões (Figueirense/SC) e Dênis Marques (Atlético/PR) - 5 gols

    2008

    * Campeão: Sport/PE
    * Vice: Corinthians/SP
    * Artilheiros: Edmundo (Vasco da Gama), Wellington Paulista (Botafogo/RJ) e Romerito (Sport/PE) - 6 gols

    2009

    * Campeão: Corinthians/SP
    * Vice: Internacional/RS
    * Artilheiro: Taison (Internacional/RS) - 7 gols

    2010

    * Campeão: Santos/SP
    * Vice: Vitória/BA
    * Artilheiro: Neymar (Santos/SP) - 11 gols

    2011

    * Campeão: Vasco da Gama/RJ
    * Vice: Coritiba/PR
    * Artilheiros: Alecsandro (Vasco da Gama/RJ), Adriano (Palmeiras/SP), Kléber (Palmeiras/SP), Rafael Coelho (Avaí/SP) e William Júnior (Avaí/SC) - 5 gols

    2012

    * Campeão: Palmeiras/SP
    * Vice: Coritiba/PR
    * Artilheiros: Luís Fabiano (São Paulo/SP) - 8 gols

    2013

    * Campeão: Flamengo/RJ
    * Vice: Atlético/PR
    * Artilheiros: Hernane (Flamengo/RJ) - 8 gols



    RECORDES

    * Times mais vezes campeões: Grêmio/RS e Cruzeiro/MG (4 vezes)

    * Times que mais participaram: Atlético/MG e Vitória/BA (25 vezes)

    * Jogador que mais vezes marcou gols: Romário (36 gols)

    * Maior artilheiro de uma edição: Fred (14 gols em 2005)

    * Jogadores que mais atuaram na competição: Carlos Miguel e Zinho (71 jogos)

    * Maior goleada da história: Atlético/MG 11 X 0 Caiçara/PI, no dia 28 de fevereiro de 2011 em Belo Horizonte/MG

    * Maior placar agregado da história: Internacional/RS 15 X 1 Ji-Paraná/RO (6 X 0 e 9 X 1) em 1993

    * Maior público: 101581 pessoas (Botafogo/RJ 0 X 0 Juventude/RS, no dia 27 de junho de 1999 no estádio do Maracanã, Rio de Janeiro)




    Fotos 1, 2 e 3: Autores desconhecidos
    Foto 4: Já é Notícia


              FELIZ NATAL!        
    Feliz Natal a todos!




    Gostaria de desejar a todos os vocês um Natal repleto de felicidades, alegrias, saúde e realizações! E pedindo ao bom velhinho para nos dar cada vez mais disposição para continuar levando até vocês um pouco da história do futebol, nosso esporte paixão mundial.

    Obrigado a todos os portugueses, italianos, franceses, ingleses, alemães, noruegueses, belgas, holandeses, húngaros, gregos, romenos, poloneses, usbeques, russos, bósnios, islandeses, finlandeses, espanhóis, suíços, turcos, catarianos, angolanos, australianos, indonésios, árabes, canadenses, norte-americanos, peruanos, uruguaios, chilenos argentinos e muitos outros mundo a fora, mas principalmente os brasileiros que fizeram este espaço ter mais de 222 mil acessos em pouco mais de 4 anos de existência. Agradeço de coração àqueles que colaboram, deixam comentários, enviam e-mails e até mesmo àqueles que apenas fazem uma visita anonimamente. É por causa de vocês que tenho motivação de continuar colocando para todos o pouco que conheço do futebol e o que gosto de fazer.

    Feliz Natal / Frohe Weihnachten / Merry Christmas / Feliz Navidad / عيد ميلاد سعيد / Hauskaa joulua / Buon Natale / Καλά Χριστούγεννα / Joyeux Noël / Счастливого Рождества /  ãƒãƒƒãƒ”ークリスマス / Crăciun fericit / 메리 크리스마스 / Gelukkig kerstfeest / God jul / Boldog karácsony / Wesołych Świąt / Честита Коледа / Veselé Vánoce / Щасливого Різдва / खुश क्रिसमस / חג מולד שמח / Mutlu Noel!



    Carlos Henrique
    Editor - Futebol: uma história para contar



    Foto: Autor desconhecido

              Waiting for Nothing and Other Writings        
    Waiting for Nothing and Other Writings
    author: Tom Kromer
    name: Kristin
    average rating: 4.13
    book published: 1986
    rating: 0
    read at:
    date added: 2010/04/13
    shelves: to-read
    review:


              Lenovo ThinkPad Yoga 11e 1.6GHz N3160 11.6" 1366 x 768Pixels Zwart - Chrome OS        

    Normale prijs: € 336,95

    Aanbiedingsprijs: € 249,95


              Download Lagu Andromedha        

    Andromedha Bearawal dari suksesnya meraih juara pada Festival Rock se Indonesia V yang kemudian single lagunya masuk dalam album kompilasi Festival tersebut, Andromedha kemudian merilis album pertamanya. Formasi awal terdiri dari Pungky Deaz (Vocal), Lucky (Gitar), Hendrik Sanada (Bass), Denny Ireng (Keyboard), Yoyok (Drum). Berikut beberapa lagu dari Andromedha. Download Lagu Andromedha– Lamunan– Doa Yang […]

    The post Download Lagu Andromedha appeared first on BebasDownloadGratis.com.


              HP Chromebook 14 G4 - P5T64EA        

    Normale prijs: € 369,95

    Aanbiedingsprijs: € 309,95


              ASUS Chromebook C302CA-GU009 0.9GHz m3-6Y30 12.5" 1920 x 1080Pixels Touchscreen Grijs Chromebook        

    Normale prijs: € 859,95

    Aanbiedingsprijs: € 759,95


              HP Chromebook 11 G5 EE - Z2Y95EA        

    Normale prijs: € 369,95

    Aanbiedingsprijs: € 299,95


              HP Chromebook 14 G4 - P5T61EA         

    Normale prijs: € 469,95

    Aanbiedingsprijs: € 389,95


              The Art of Lovin' Trees --- Featuring Joel Tauber        




    The Art of Lovin’ Trees-- 
    Featuring Artist Joel Tauber
    Story dedicated to Joel and Alison
    in celebration of their joyous engagement on November 9th,
    2008

    Written and Researched by Enilde Van Hook
    Story Consult and Editing by Luke Van Hook
    Painting, www.lukevanhook.com
    Photography, www.gingervanhook.com
    Writing, www.enildeingelsvanhook.com


     America is having a love affair with trees and California is second to none in leading its appreciation of trees. Digging deep into the roots of this story, I have followed and researched the tree culture specifically in Los Angeles where our love of trees has spawned a unique pop tree culture relating to art. Our popular tree culture today includes but is not limited to tree sculptures, tree paintings, tree photographs, tree videos, tree poetry, tree songs, tree jewelry, tree movies and even tree love affairs. 


    Tree Earing created by Joel Tauber for his Sick-Amour Tree in Pasadena, California.
    Additional Tree Jewelry created by Joel Tauber to adorn the Sick-Amour Tree includes leaf jewelry, as well as the male earing and the female earing that hang from the tree below.  
    Photos of tree jewelry courtesy of  Susanne Vielmetter Gallery 5795 West Washington Blvd., Culver City, California 90232 www.vielmetter.com   infor@vielmetter.com (323-933-2117)


    Sick-Amour Tree in the parkinglot of the Pasadena Rose Bowl, protected by barriers installed by Joel Tauber in his quest to save his beloved tree. Tree wearing the earings looks hot!  Photo courtesy of Susanne Vielmetter Gallery.
    Leaf sculpture by Joel Tauber
    Female tree earing by Joel Tauber.
    Male tree earing created by Joel Tauber, photo courtesy of Susanne Vielmetter Gallery, 2008

    For the record, our love of trees goes way back to the dawn of time when we were swinging in the trees, however, our love has grown and matured since then. The Greek and Roman heritage of literature and art bestows us with intoxicating stories of their Gods having entanglements with humans. Some of their deities were known as protectors of trees and nature such as Dionysus the Greek god of agriculture, fertility, wine and merriment. He was later renamed Bacchus by the Romans and reported to be the Tree God. Back in the day when artists carved trees into stone and marble relief sculptures to worship in the temples of their mythological gods, people celebrated the sacredness of trees, grapevines and sometimes the unions of gods and mortals. There was Pomona, the goddess of fruit trees who married Vertumnus, the god of fruits and gardens. Digging deep enough, one is sure to find stories of deities mating with trees and spawning children of the harvest for instance.

    In modern literary circles there are a number of great imaginative family favorites written about trees, like “The Giving Tree” by Shel Silverstein. Then there’s the infamous story of how Robinson Crusoe lived in a tree-house, and of utmost importance to our American history of trees, we propagate the very memorable legend of ‘Johnny Appleseed’.

    In our contemporary times we have a legend in the making too. I have been fortunate to witness the emergence of a new ‘Johnny Appleseed’ and interestingly enough, the story involves a recent romantic love affair between one special tree and a mortal that is well worth pursuing the story. Sometime in the fall of in 2007, I met Joel Tauber. This is the artist who I believe was struck by a mythological bolt of lighting, so to speak, pertaining to one of the Greek or Roman deities’. Joel Tauber is said to have fallen head over heels in love with one particular Sycamore Tree in the parking lot of the Rose Bowl in Pasadena. My chance meeting with this now famous mortal under the influence of an enchanted mystical spell, has led me to research the mysteries intrinsic in the charms of trees. I too have been struck with the frailty of trees, their vulnerabilities, and their enormous strengths and inspiration. This together with my own personal experiences with trees has prompted me to come out of my shell and discuss the subject in all seriousness.

    My own personal background is not in trees. I am simply a tree-lover from childhood. For a little over ten years, my professional background was in radio as a disc jockey and on-air personality. I listened to music, reviewed songs and kept tabs on the pop music culture. I worked in the Los Angeles market as well as Santa Barbara, California; Eventually I moved to expand my work experience in neighboring radio markets like Reno, Carson City, Lake Tahoe and Gardnerville/Minden, Nevada. It was through traveling that I saw some of the most beautiful trees along the routes through Northern California and Northern Nevada!
    While I drove from one radio market to another over the years, I watched the trees go by at the various speed limits along the highways of my life’s journeys. Thus you will understand when I tell you that often I see art and life, for that matter, through a series of moving images in my head which include a music bed. 
    I was eleven years old when in 1970, Joni Mitchell wrote and released a song called ‘Big Yellow Taxi’ whose lyrics surpassed the test of time and is currently in airplay by a glut of new groups. The lyrics began with “…They paved paradise and put up a parking lot. They took all the trees and put them in a tree museum and they charged all the people a dollar and a half just to see ‘em.” One of the barometers I use to gage the influence of any particular song, music or artwork that I come into contact with is if it will surpass the test of time, among other important criteria. This song became one of my favorite songs of all time. The lyrics made so much sense to me.
    When I met Joel Tauber, I was introduced to the enormous scope of his Sick-Amour Tree-Baby Project. It was then that I suddenly started hearing Joni Mitchell’s song in my mind again, only this time, as I got in my car, Counting Crows was performing the song. When I started doing more research on the song that I could not get out of my head, I was struck by how many artists had re-recorded the song and barely changed anything about the words. There is Amy Grant, who upgraded the dollar amount from $1.50 to $25 when singing about how much the museums charged people to enter. Additionally there is Green Day, Sarah McLachlan, Charlie Barker, Bob Dylan, Moya Brennan, Ireen Sheer, Donnie Eidt and a host of so many others that have recorded ‘Big Yellow Taxi’ it was simply overwhelming!
    I think the importance of the lyrics to this one particular song is that it reveals the fact that people love trees and hate parking lots. The message is that if it weren’t for our trees, we could be living in a frying pan! The impact of this single song is that it reveals what is really going on in people’s minds. There is a reason why so many artists are flocking to re-record the lyrics in their own way.











    Not only are trees involved in the music arena, trees as subjects, are very involved in politics as well. Gaylord Nelson, a senator from Wisconsin at the time, took a leading role in developing the celebration of Earth Day on April 22nd 1970 as a way to commemorate our environmental concerns. Arbor Day is presently celebrated as well with the first ceremonial tree planting in Washington D.C. on April 27th in 2001, all evidence that goes to prove the people of our planet do care about what happens to our trees.


    Trees stand as a testiment and memorial for Dr. Martin Luther King

    Dr. Martin Luther King is memorialized with trees along Expositon Blvd. across from the Los Angeles Coliseum and down the street from the University of Southern California.
    Photo by Ginger Van Hook


    Online sources on the subject of trees are rich in number. For instance, eighteen years ago, here in Los Angeles, a multi racial group of volunteers planted 400 Canary Island Pine trees along seven miles of road on Martin Luther King Junior Boulevard to commemorate Dr. Martin Luther King’s life. Today, this living homage to Dr. Martin Luther King Jr. continues to thrive and keep the dream alive for his followers. The founder and President of www.treepeople.org is Mr. Andy Lipkis and he keeps tabs on the trees to make sure all 400 trees stay healthy.