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L'articolo NOVITA’ BAUXT porta blindata GRAN SUPERIOR proviene da Ruaro Sas.


          Sulla critica del diritto nel giovane Gramsci        
E' successo che, preparando un commento all'ultima sortita di Saviano a proposito di storia della sinistra italiana, ho ripreso in mano, dopo anni, il vecchio volume dell'Einaudi (Torino, 1960) che raccoglie i corsivi pubblicati da Gramsci sull'"Avanti!" nella rubrica Sotto la Mole (1916-1920). Qui mi è capitato sotto gli occhi il commento di Gramsci alla sentenza sui "fatti di Torino", cioè (annotano i curatori dell'edizione) "lo sciopero generale per il pane e contro la guerra, che sfociò nella sommossa del 23-26 agosto 1917". [1]

Il commento di Gramsci fu pubblicato sull'"Avanti!" il 20 ottobre 1918: il testo, come di frequente, uscì con vistosi "vuoti" dovuti all'azione della censura. Eccolo qui di seguito [2].

BELLU SCHESC' E DOTTORI!

Il giudice Emanuele Pili non è senza storia, come gli uomini e i popoli felici. Ma la storia del giudice Emanuele Pili ha una lacuna; iniziatasi col protagonista autore drammatico, riprende ora col protagonista «ragionatore» di sentenze, e riprende con una gloriosa e strenua pugna: il «ragionamento» della sentenza per i fatti di Torino, che nell'ultimo numero della «Gazzetta dei tribunali» il misuratore di crani prof. Vitige Tirelli qualifica «dotta».
Benedetto Croce ha scritto: «Chi ha pratica dei tribunali sa che molto spesso un magistrato, presa la decisione e stabilita la sentenza, incarica un suo piú gio [dodici righe e mezzo censurate]. E il giudice giovane ha fatto sfoggio di dottrina; e il giudice giovane — poiché nella prima gíoventú aspirava alla gloria di Talia e dedicava le sue fresche energie intellettuali a scrivere commedie nei vari dialetti di Sardegna e non poté studiare tutti i risultati delle ultime ricerche sulla natura del diritto e delle costituzioni — ha ragionato [una riga censurata] nella sentenza dei fatti di Torino, rovistando nei vecchi cassettoni, rimettendo alla luce tutti gli imparaticci scolastici del primo anno universitario, quando ancora si frequentano le lezioni e si prendono gli appunti.
[Venticinque righe censurate].
Gli sono estranee le correnti del pensiero moderno che hanno ringiovanito tutta la dottrina dello Stato e del Giure — superando le concezioni puerilmente metafisiche della dottrina tradizionale, degli imparaticci da scoletta universitaria — colla riduzione dello Stato e del Giure a pura attività pratica, svolta come dialettica della volontà di potenza e non piú pietistico richiamo alle leggi naturali, ai sacrari inconoscibili dell'istinto avito, alla banale retorica dei compilatori delle storiette per la scuola elementare. Il «ragionamento» del giudice Pili è solo una filastroccola di banalità retoriche, di gonfiezze presuntuose: esso è il ridicolo parto di un fossile intellettuale, il quale non riesce a concepire che lo Stato italiano almeno giuridicamente (e come giudice questa apparenza della realtà doveva solo importare al «giovane» da tribunale) è costituzionale, ed è parlamentare per tradizione (l'on. Sonnino è gran parte dello Stato attuale, ma crediamo che il suo articolo Torniamo allo Statuto! non sia ancora diventato legge fondamentale del popolo italiano): [cinque righe censurate]. La «dottrina» del giovane da tribunale infatti si consolida (!) in esclamazioni enfatiche contro chi ha «resistito» o è accusato di aver resistito: non cerca (come era suo compito) di dimostrare, alla stregua delle prove concrete e sicure, un delitto per passare l'esatta commisurazione alla sua entità di una pena contemplata nel codice. No, il «giovane» vuole sfoggiare, come una contadina ricca del Campidano di Cagliari le vesti multicolori che hanno servito alle sue antenate per le nozze e per decine e decine di anni sono rimaste seppellite in un vecchio cassettone a fregi bestiali e floreali tra lo spigo e una dozzina di limoni: e sfoggia tutti i vecchiumi, tutti gli scolaticci dei vespasiani giuridici chiusi per misura d'igiene pubblica.
Il giudice Emanuele Pili ha scritto una commedia dialettale: Bellu schesc' e dottori! (che bel pezzo di... dottore!) L'esclamazione potrebbe essere la conclusione critica della lettura di una sentenza, cosí com'è il titolo di una commedia.

La prima lacuna è stata integrata facilmente dai curatori del testo gramsciano. Si tratta di una citazione dalla Logica di Croce, riportata come segue:

«Chi ha pratica dei tribunali sa che molto spesso un magistrato, presa la decisione e stabilita la sentenza, incarica un suo piú giovane collega di "ragionarla", ossia di apporre una parvenza di ragionamento a ciò che non è intrinsecamente e puramente prodotto di logica, ma è voluntas di un determinato provvedimento. Questo procedere, se ha il suo uso nella cerchia pratica o giuridica, è affatto escluso da quella della logica e della scienza» (B. CROCE, Logica come scienza del concetto puro, Bari 1917, pp. 87-88).

Quando Gramsci nel suo corsivo parla delle "correnti del pensiero moderno che hanno ringiovanito tutta la dottrina dello Stato e del Giure", si riferisce appunto alla filosofia del diritto di Benedetto Croce. Croce aveva infatti affermato l'assoluta separazione tra morale e diritto, e aveva sottoposto il diritto alle categorie dell'utile e della forza. Nella concezione di Croce, il diritto è forza, che viene applicata per il raggiungimento di uno scopo ritenuto (da chi agisce questa forza) utile; il diritto è inoltre amorale, in quanto prescinde dal giusto e dall'ingiusto.

E' interessante notare che qui Gramsci si serve della teoria del diritto di Croce per porre un'istanza di garantismo giuridico. Infatti, ciò che Gramsci rimprovera al giudice Pili, estensore della sentenza sui fatti di Torino, è di aver confuso il diritto con la morale. Il giudice avrebbe dovuto limitarsi a vagliare le prove, accertare se fosse stato commesso un reato, e, in caso affermativo, determinarne la pena secondo le norme del codice. Invece, questa sentenza (scrive Gramsci) pretende di condannare gli imputati non sulla base della legge, bensì sulla scorta di considerazioni di ordine moralistico, la cui infondatezza giuridica è mascherata dal ricorso all'enfasi e alla retorica.

La linea del ragionamento gramsciano è abbastanza riconoscibile, nonostante i buchi lasciati dalla censura, e nonostante un probabile refuso tipografico [3]. Comunque, in un poscritto all'articolo del giorno successivo (Le vie della divina provvidenza, 21 ottobre 1918), Gramsci scrive:

P.S. Nell'articolo pubblicato ieri sul giudice Emanuele Pili la censura ha lasciato solo la parte «floreale» che può far supporre aver noi scritto un puro pamphlet per insolentire un magistrato. La censura ha imbiancato le giustificazioni delle insolenze: la giustificazione filosofica trovata nella Logica del senatore Benedetto Croce; la giustificazione storica trovata in una notizia pubblicata dal «Journal des Débats» l'8 novembre 1817 (milleottocentodiciassette!), la giustificazione costituzionale trovata nello Statuto albertino. Un'insolenza giustificata da «pezze» di tal genere crediamo non sia piú insolenza, ma espressione plastica della imparziale giustizia. La censura pertanto ci ha solo diffamati, senza che le leggi ci diano il modo di dar querela.

La "giustificazione filosofica" delle critiche che Gramsci rivolge al magistrato corrisponde, lo abbiamo visto, ad una citazione da Croce. Rimane la curiosità di sapere quali potessero essere le altre due "giustificazioni"  imbiancate dalla censura.

La "giustificazione costituzionale", che corrisponde alla lacuna di cinque righe, si trova, dice Gramsci, nello Statuto albertino; e potrebbe forse trattarsi di uno degli articoli che, in quel testo costituzionale, tutelavano i diritti civili: per esempio l'art. 26, secondo comma, "niuno può essere arrestato e tradotto in giudizio, se non nei casi previsti dalla legge, e nelle forme che essa prescrive".

Naturalmente, non è da pensare che Gramsci si facesse particolari illusioni circa l'effettività delle garanzie prescritte dallo Statuto. Sappiamo, invece, che Gramsci sempre ritenne la borghesia italiana incapace di creare un vero Stato di diritto che tutelasse le libertà individuali [4]. Un articolo di Gramsci di qualche anno successivo a quello che stiamo ora esaminando (Lo Stato italiano, in "L'Ordine Nuovo", 7 febbraio 1920) contiene una puntuale critica, da questo punto di vista, allo Statuto albertino:

Lo Stato italiano [...] non ha mai neppure tentato di mascherare la dittatura spietata della classe proprietaria. Si può dire che lo Statuto albertino sia servito a un solo fine preciso: a legare fortemente le sorti della Corona alle sorti della proprietà privata. I soli freni infatti che funzionano nella macchina statale per limitare gli arbitrî del governo dei ministri del re sono quelli che interessano la proprietà privata del capitale. La Costituzione non ha creato nessun istituto che presidî almeno formalmente le grandi libertà dei cittadini: la libertà individuale, la libertà di parola e di stampa, la libertà di associazione e di riunione. Negli Stati capitalistici, che si chiamano liberali democratici, l'istituto massimo di presidio delle libertà popolari è il potere giudiziario: nello Stato italiano la giustizia non è un potere, è un ordine, è uno strumento della Corona e della classe proprietaria. 

Gramsci sottintendeva questo tipo di considerazioni anche all'articolo qui in commento, laddove scriveva che lo Stato italiano "almeno giuridicamente" (cioè solo formalmente) era costituzionale, ed era "parlamentare per tradizione", nel senso che lo Statuto albertino non istituiva una vera e propria democrazia parlamentare, bensì l'ordinamento parlamentare dello Stato derivava da una semplice consuetudine che poteva essere in ogni momento abrogata: così come aveva proposto di fare Sidney Sonnino nel suo articolo del 1897, appropriatamente richiamato da Gramsci, Torniamo allo Statuto!,  e come poi farà il fascismo.

Tuttavia, il fatto che la monarchia sabauda fosse uno Stato di diritto carente e imperfetto non avrebbe dovuto esimere il magistrato dall'applicare comunque quelle garanzie (pur se insufficienti) che la legge disponeva a favore degli imputati: "come giudice questa apparenza della realtà doveva solo importare" al giudice Pili, osserva giustamente Gramsci.

La "giustificazione storica", che corrisponde alla lacuna di venticinque righe, è data (scrive Gramsci) da una notizia pubblicata sul numero dell'8 novembre 1817 del "Journal des Débats". Internet consente oggi di consultare facilmente quel numero di giornale per cercare quale potesse essere la notizia che costituiva la "giustificazione storica" invocata da Gramsci.

Una delle notizie ivi contenute, che possono essere state utilizzate da Gramsci ai fini del suo commento, è una corrispondenza dalla Gran Bretagna datata 3 novembre, che riporto qui di seguito in una mia traduzione (il testo originale è in nota):

Quattro individui di nome Booth, Brown, Jackson e King, prima delle ultime assisi di Derby, erano stati condannati a morte per crimine di ribellione. Condotti sul patibolo, al momento stesso della morte hanno avuto l'audacia empia di arringare la folla, affinché li venisse a liberare. Questa folla era composta da loro vecchi amici che li avevano frequentemente visitati in carcere; ma il luogo dell'esecuzione era sorvegliato da folti distaccamenti di cavalleria e di fanteria, e la legge ha avuto esecuzione [5].

Inizialmente ho pensato che questa notizia potesse aver attratto l'attenzione di Gramsci (per analogia con i fatti di Torino) perché riferita a un episodio di ribellione delle classi subalterne conclusosi con una condanna penale. Episodio che forse è leggibile nel quadro della fase di irrequietezza sociale che fu caratterizzata, in Gran Bretagna, dalle proteste contro la legge sul grano del 1815, fase che sfociò nel massacro di Peterloo.

Tuttavia, non ho trovato alcun elemento che potesse suffragare questa ipotesi. Non è chiaro neanche se i quattro uomini giustiziati a Derby nel 1817 siano stati effettivamente condannati a morte per reati politici, o non piuttosto per reati comuni; in un elenco dei giustiziati nel carcere di Derby, compilato da Celia Renshaw, una storica locale, questi Booth, Brown, Jackson e King risultano essere stati condannati per aver appiccato il fuoco a dei covoni di paglia [6]. Inoltre è noto che Gramsci non amava gli atteggiamenti tribunizi e teatrali, né apprezzava particolarmente i gesti individuali di ribellione: lo si evince dal suo stesso comportamento di imputato durante il "processone" del 1928 [7], nonché dal suo commento, contenuto nei Quaderni del carcere, ad un libro che raccoglieva i resoconti di una serie di processi contro anarchici libertari [8]. Perciò mi sembra improbabile che, nel suo corsivo del 1918 che stiamo ora commentando, Gramsci possa aver preso ad esempio il comportamento di quattro condannati a morte per reati contro il patrimonio che, dal patibolo, incitano la folla alla rivolta.

C'è però un'altra notiziola, sempre nella prima pagina  del "Journal des Débats" dell'8 novembre 1817, che potrebbe aver attirato l'attenzione di Gramsci. Si tratta di una corrispondenza da Losanna datata primo novembre:

Il Cantone Esterno di Appenzell ha da poco emesso una singolare sentenza contro un ragazzino accusato di alcuni piccoli furti. Lo hanno condannato a 50 fl. di ammenda e a trenta colpi di verga. Gli sarà inoltre assegnato un posto particolare in chiesa per un periodo di due anni: dovrà trovarsi colà per due volte ogni domenica, e sarà punito severamente in caso d'inosservanza [9].

In questa notizia di cronaca (un ragazzino condannato con sentenza penale ad andare a messa due volte la settimana) troviamo un esempio estremo e grottesco di quella perniciosa, pre-moderna confusione tra diritto e morale, che Gramsci stigmatizza nella sua polemica col giudice relatore della sentenza sui fatti di Torino. Perciò ritengo che sia stata questa la pezza giustificativa di quella parte dell'argomentazione gramsciana, che la censura ha cancellato lasciando nell'articolo un buco di venticinque righe.

Note

[1] Sempre secondo l'apparato critico dell'edizione citata, la sentenza fu emessa dal Tribunale militare di Torino il 2 agosto 1918; il testo della sentenza è reperibile in "Rivista storica del socialismo", n. 2, 1960.

[2] A. Gramsci, Sotto la Mole, ed. cit., pp. 447-48. L'articolo è stato poi raccolto nella più recente edizione degli scritti gramsciani precarcerari: A. Gramsci, Il nostro Marx 1918-1919, a cura di Sergio Caprioglio, Einaudi, Torino 1984, pp. 360-2. In Internet si trova qui: http://www.liberliber.it/mediateca/libri/g/gramsci/sotto_la_mole/pdf/sotto__p.pdf, p. 269.

[3] "Passare l'esatta commisurazione alla sua entità di una pena contemplata nel codice" è frase di cui si capisce il senso, ma che sembra guasta anche grammaticalmente. Penso che Gramsci abbia invece scritto "fissare l'esatta commisurazione della sua entità ad una pena contemplata nel codice".

[4] Cfr. Leonardo Rapone, Cinque anni che paiono secoli. Antonio Gramsci dal socialismo al comunismo (1914-1919), Carocci, Roma 2011, pp. 162-6.

[5] Quatre individus nommés Booth, Brown, Jackson et King, antérieurement aux dernières assises de Derby, avoient été condamnés à mort pour crime de rebellion. Amenés sur l'échafaud, ils ont eu, même au moment de la mort, l'audace impie de haranguer la multitude, et de l'engager à venir les délivrer. Cette multitude étoit composée de leurs anciens amis qui les avoient fréquemment visités dans leur prison; mais le lieu de l'exécution étoit gardé par de forts détachements de cavalerie et d'infanterie, et la loi reçut son exécution.

[6] Fonte: http://archiver.rootsweb.ancestry.com/th/read/DERBYSGEN/2009-08/1250276359

[7] Cfr. Giuseppe Fiori (a cura di), Antonio Gramsci: cronaca di un verdetto annunciato, I Libri de "l'Unità", supplemento al numero del 4 aprile, Roma 1994. 

[8] Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, edizione critica a cura di Valentino Gerratana, Einaudi, Torino 1975, pp. 6-7 e 1896-7.

[9] Les Rhodes extérieurs d'Appenzell viennent de rendre une singulière sentence contre un enfant accusé de quelques petits vols. Ils l'ont condamné à 50 fl. d'amende et à trente coups de bâtons. Il lui sera d'ailleurs assigné une place particulière à l'église pendant deux ans; il devra s'y trouver deux fois chaque dimanche sous des peines séveres.

          Su "My Favorite Things" di John Coltrane        
Il 16 novembre 1959 debuttava a Broadway The Sound of Music, di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein, uno dei musical più popolari di tutti i tempi anche grazie alla versione cinematografica che ne fu tratta nel 1965 (regia di Robert Wise, protagonista Julie Andrews, la versione italiana porta il titolo Tutti insieme appassionatamente).

Una particolare canzone tratta da questo musical ha avuto fortuna immensa. Di My Favorite Things, infatti, si contano centinaia di cover; l'elenco preparato dai redattori di Radio Rai è lungo sedici pagine.

Qui mi occuperò della versione forse più celebre, quella incisa in studio da John Coltrane il 21 ottobre 1960. Per capire quest'ultima, però, è opportuno partire dalla versione originale di Richard Rodgers. In questo articolo mi avvarrò dell'analisi condotta dal massimo studioso di Coltrane, il musicologo Lewis Porter, nella sua fondamentale monografia (Blue Train. La vita e la musica di John Coltrane, traduzione di Adelaide Cioni, Minimum Fax, Roma 2006, pp. 277-80).

La canzone è musicalmente molto semplice. Si tratta di un valzer in mi minore di quattro strofe, A-A-A'-B. Le prime tre strofe hanno la stessa musica, salvo che nella terza strofa, A', dove ci sono otto battute in maggiore. La quarta strofa, B, usa una diversa melodia e finisce in sol maggiore.

Qui di seguito copio il testo della canzone, di Oscar Hammerstein, cui faccio seguire una traduzione, volutamente molto pedestre, che ho preparato grazie all'ausilio del traduttore automatico di Google:



(A) "Raindrops on roses and whiskers on kittens
Bright copper kettles and warm woolen mittens
Brown paper packages tied up with strings
These are a few of my favorite things

(A) Cream colored ponies and crisp apple streudels
Doorbells and sleigh bells and schnitzel with noodles
Wild geese that fly with the moon on their wings
These are a few of my favorite things

(A') Girls in white dresses with blue satin sashes
Snowflakes that stay on my nose and eyelashes
Silver white winters that melt into springs
These are a few of my favorite things

(B) When the dog bites
When the bee stings
When I'm feeling sad
I simply remember my favorite things
And then I don't feel so bad!"

"Gocce di pioggia su rose e baffi di gattini
Bollitori di rame luminosi e caldi guanti di lana
Pacchetti di carta marrone legati con corde
Queste sono alcune delle mie cose preferite

Pony color crema e croccanti struedel di mele
Campanelli e campanelli da slitta e schnitzel con tagliatelle
Le oche selvatiche che volano con la luna sulle ali
Queste sono alcune delle mie cose preferite

Ragazze in abiti bianchi con sciarpe di raso blu
Fiocchi di neve che rimangono sul mio naso e sulle ciglia
Inverni bianchi d'argento che si sciolgono in primavere
Queste sono alcune delle mie cose preferite

Quando il cane morde
Quando l'ape punge
Quando mi sento triste
Non ho che da ricordarmi delle mie cose preferite
E allora non mi sento così male!"

The Sound of Music è ambientato a Salisburgo, fra le due guerre. Richard Rodgers ha naturalmente cercato di tener conto della tradizione musicale austriaca: My Favorite Things, come detto, è un valzer; negli altri brani si sentono riferimenti allo jodler, al laendler, al canto gregoriano, ecc. In un numero c'è anche un singolare omaggio ad Haydn: la canzone So long, farewell è eseguita da un coro di bambini che, uno alla volta, abbandonano il proscenio, finché a cantare rimane una sola bambina, così come, nel finale della Sinfonia degli addii, tutti gli esecutori smettono uno alla volta di suonare facendo concludere la sinfonia da un solo violinista.

Come ci si potrebbe aspettare, il testo di My Favorite Things fa uso di un immaginario prettamente alpino, o comunque nordeuropeo: bollitori per il té, guanti di lana, slitte che corrono sulla neve... Se di questa canzone volessimo realizzare un video-clip animato, seguendo pedissequamente il testo, dovremmo adoperare in prevalenza le tinte chiare, e in particolare il colore bianco, la cui presenza, in corrispondenza della terza strofa (quella con le otto battute in maggiore), diventa quasi ossessiva: abiti bianchi, fiocchi di neve, inverni bianchi... (Nella versione cinematografica quest'aspetto "eurocentrico" della canzone è ancora più sottolineato dal forte accento british di Julie Andrews).

Molti si sono chiesti cosa potesse avere indotto un artista come John Coltrane, che da lì a poco sarebbe diventato un'icona della cultura afro-americana, a musicare una sua versione di questo brano, il quale inizialmente c'entrava così poco con il jazz.

Secondo Lewis Porter, è un errore "dare per scontato che Coltrane trovasse la canzone sciocca e che per questo volesse abbellirla". Al contrario, Coltrane ammirava sinceramente questa canzone e, nella sua versione, la trattò "con rispetto". Il "messaggio" della canzone, "che le cose buone ci aiutano a superare le cattive", è secondo Porter "del tutto sensato e prezioso - per nulla sciocco - è solo che utilizza esempi alla portata di un bambino, perché nel copione la canzone si rivolge a dei bambini".

Qui però l'ottimo Porter ha preso una cantonata. Nel film, è vero, Julie Andrews canta la canzone a dei bambini. Il film, però, è del 1965, quindi è posteriore all'incisione di John Coltrane, che a quell'epoca poteva conoscere solo la versione teatrale di questo musical; e, nella versione teatrale, la protagonista canta My Favorite Things in una delle scene iniziali, che si svolgono in un convento di suore, e non la canta ai bambini, bensì alla Madre Badessa del convento.

Sembra, in realtà, che Coltrane non fosse attratto tanto dal "messaggio" della canzone, quanto invece dalla sua manipolabilità sul piano strettamente musicale. Ecco come si espresse Coltrane in un'intervista: "Questo valzer è fantastico: se lo suoni lento, senti un elemento di gospel che non è per niente sgradevole; se lo suoni veloce, possiede altre innegabili qualità. E' molto interessante scoprire un terreno che si rinnova a seconda dell'impulso che gli dai".

Quindi, si direbbe che il valzer di Rodgers fosse per Coltrane quello che il valzer di Diabelli era stato per il Beethoven dell'op. 120: poco più che un pretesto, un canovaccio utile per imbastire una serie potenzialmente infinita di variazioni che poco o nulla hanno a che fare con il tema originale. E, in verità, Coltrane eseguì in concerto My Favorite Things moltissime volte (secondo Wikipedia, sono state documentate su nastro non meno di 45 esecuzioni), creandone versioni sempre più lontane dalla canzone originale, fino a renderla irriconoscibile.

La versione sull'album si compone di un'introduzione di quattro battute, suonata due volte; viene poi esposto un vamp (breve inciso ritmico, costantemente ripetuto, che è per il jazz quello che nel rock si chiama riff e nella musica barocca si chiama ostinato), cui fanno seguito un primo assolo di Coltrane, un altro assolo di McCoy Tyner al pianoforte, e un assolo finale ancora di Coltrane, per complessivi 14 minuti circa. Nel primo assolo Coltrane esegue le prime due strofe (A) in minore, poi c'è un interludio in maggiore, poi altre due strofe (A) in minore. Gli altri due assoli seguono lo stesso schema, salvo che per la parte finale dell'assolo conclusivo di Coltrane, di cui dirò fra poco.



La prima cosa che si nota all'ascolto è che Coltrane ha spostato molto lontano dall'Europa il baricentro etnico del brano. La ripetizione ossessiva, ipnotica, di un inciso ritmico in tempo dispari; la voce acuta dello strumento a fiato (un sax soprano, fino ad allora poco usato nel jazz); il clima di fissità tonale e il senso del tempo molto dilatato, sono tutti elementi che richiamano la musica orientale. (A me il brano fa venire in mente una danza sufi). Porter nota che Coltrane era appassionato di musica indiana, era un ammiratore di Ravi Shankar, ed era profondamente interessato alla musica folk e modale di tutto il mondo, nonché alle scale pentatoniche (pare che certe volte, nelle sue esercitazioni, eseguisse col sassofono determinate sequenze del Concerto per orchestra di Béla Bartók). Sempre secondo Porter, in My Favorite Things si possono anche scorgere influenze musicali provenienti dall'Africa occidentale.

La cosa per me più sorprendente è che, nella musica originale di questa canzone, Coltrane abbia sentito un "elemento gospel". Per quanto ascolto e riascolto la canzone di Rodgers e Hammerstein, devo confessare che questo elemento gospel non riesco assolutamente a percepirlo. Ma è significativo che, per Coltrane, la canzone avesse qualcosa a che fare con le radici stesse della musica nera americana. Questo forse ci aiuta a far luce su un'altra singolarità della versione di Coltrane.

Abbiamo detto che la versione coltraniana di My Favorite Things è basata sulla strofa A della musica originale. Che fine ha fatto la strofa B, quella il cui testo contiene, secondo Porter, il "messaggio" della canzone e che si conclude in modo maggiore?

Alla fine del suo assolo conclusivo, Coltrane esegue anche la strofa B, senza apportare particolari variazioni alla musica. Però la esegue in mi minore, dandole, secondo Porter, "un effetto più pensoso, riflessivo".

Il testo originale della strofa B fa riferimento ad api che pungono e a cani che mordono, per delineare scherzosamente una situazione da "giornata storta", in cui le cose, chissà perché, non vanno per il verso giusto. Ma questa situazione si supera (dice la canzone) richiamando alla mente le piccole cose belle della vita. Se si fa in questo modo, l'atteggiamento cambia e ci si accorge che non si sta poi così male. La canzone si chiude così, trionfalmente, in sol maggiore.

Qui, però, è meglio fare ricorso alla bella traduzione ritmica di Antonio Amurri (quella utilizzata nella versione italiana del film), che ha colto al meglio il senso di questa strofa:



"Se son triste, infelice, e non so il perché,
io penso alle cose che amo di più
e torna il seren per me!"

Immaginiamo ora di sentire queste parole sovrapposte al mi minore del sax di John Coltrane, nelle battute finali del suo secondo assolo (a partire dal minuto 12'33''). L'effetto è di un'ironia indefinibile, profonda, pungente, tristemente consapevole. Uno speciale tipo di sarcasmo, composto e controllatissimo, ma inequivocabile.

Per me (e sottolineo: per me) in questo minuto e dodici secondi di musica c'è l'essenza stessa del jazz. Ogni volta che l'ascolto, mi commuovo.

Provo a spiegarmi meglio.

Il cantante e chitarrista Huddie W. Leadbetter (1885-1949), uno fra i musicisti più influenti della musica nera americana del secolo ventesimo, tentò una volta di definire a parole quel particolare complesso psicologico che porta il nome di blues. Possiamo leggere le sue parole come una specie di negativo fotografico della canzone di Rodgers e Hammerstein:

"Quando la notte sei sdraiato nel letto, e ti giri da una parte e dall'altra senza riuscire a prendere sonno, non c'è niente da fare. I blues si sono impadroniti di te... Quando ti svegli al mattino, ti siedi sulla sponda del letto, e puoi avere vicino a te padre e madre, sorella e fratello, il tuo ragazzo o la tua ragazza, ma non hai voglia di parlargli... Non ti hanno fatto niente, e tu non hai fatto niente a loro, ma che cosa importa? I blues si sono impadroniti di te".

Così commenta Arrigo Polillo nel suo classico Jazz. La vicenda e i protagonisti della musica afro-americana (Mondadori, Milano 2009, p. 43): "Avere i blues è qualcosa di diverso dall'essere triste dell'uomo bianco. E' essere afflitti da un tedio esistenziale, da una malinconia greve che non lascia spazio alle fantasticherie, vuol dire autocommiserazione, rassegnazione, vuol dire disperazione sorda, grigiore, miseria. E' una poesia fondata sulle cose di tutti i giorni, su personaggi familiari, visti in una luce realistica, con occhio disincantato. Non c'è, né ci vuol essere, nel blues, trasfigurazione lirica, che è un lusso da bianchi; non c'è dramma, perché il dramma è fatto di ombre ma anche di luci. C'è invece la consapevolezza di una tragedia in atto, che non finirà mai. Il blues singer non canta la vita, ma il non morire, parla sempre di ciò che non ha e che non avrà mai".

Ecco il senso del mi minore con cui si conclude My Favorite Things di John Coltrane. Non c'è consolazione, e non c'è neanche protesta. E' la constatazione oggettiva di una situazione fondamentalmente tragica. Il "messaggio" della canzone di Rodgers e Hammerstein è sovvertito. Vista in questa luce, non solo la canzone, ma la stessa cultura (musicale e non solo) cui essa fa riferimento, viene radicalmente messa in questione.
          Baricco e il postmodernismo da quattro soldi        
Sul "Primo Amore" Antonio Moresco ha pubblicato una bella lettera aperta ad Alessandro Baricco, in risposta a un'intervista concessa da quest'ultimo al "Venerdì di Repubblica".

Baricco, parlando del suo ultimo romanzo, non si limita ad esporre la sua personale poetica di scrittore, ma pretende di far assurgere quest'ultima al livello di teoria generale della letteratura valida per tutti. Moresco rimprovera giustamente a Baricco l'arroganza di tale pretesa.

Baricco non è nuovo a questo genere di smargiassate, così le chiamava il mio professore di filosofia del liceo (si riferiva alle teorie pseudo-storiciste di Francis Fukuyama, ma la definizione è adatta anche a quelle di Baricco). Nel 1992 lo stesso Baricco pubblicò per l'editore Garzanti un testo teorico sulla musica moderna (oggi reperibile in edizione Feltrinelli) dove, con piglio zdanoviano, condannava tutta la musica "atonale" in quanto non adeguata ai gusti della "gente". Nel 2003, qui, pubblicai una recensione di questo libro. La ripropongo ora qui in calce, con minime variazioni. Non mi piace molto com'è scritta, però contiene un'idea che, dopo aver letto il fondamentale libro del collettivo Wu Ming sul New Italian Epic, mi è diventata più chiara: l'idea, cioè, che il "postmodernismo da quattro soldi" sia una delle forme più pervasive e insidiose in cui si presenta oggi l'ideologia dominante. Ecco la recensione.

Alessandro Baricco, L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin. Una riflessione su musica colta e modernità, Garzanti, Milano 1992, pp. 101.

Avvertenza per gli estimatori di Alessandro Baricco: la presente è una stroncatura.

1. Riassunto dei contenuti del libro

Nel primo capitolo, intitolato L'idea di musica colta, Baricco individua l'origine del concetto di musica colta nell'idealismo romantico dell'Ottocento, la cui figura principale, Beethoven, stabilisce il paradigma a cui tutti i successivi compositori, nonché gli interpreti e il pubblico, si attengono: "una musica impegnata, spirituale e difficile" (p. 19). Tale concetto è oggi, secondo Baricco, sopravvissuto a se stesso, dato che ne sono venuti meno i presupposti storici, ideologici e sociali ("qualcuno sa cosa significa spirito?", p. 20). Ma gli esecutori e i fruitori della musica colta si ostinano a riproporre questa concezione ormai superata, e a riproporre i capolavori del passato in forma mummificata e inerte, secondo un malinteso concetto di fedeltà al testo, fondamentalmente perché - sempre secondo Baricco - hanno "paura" della modernità.

Nel secondo capitolo, come alternativa alla prassi corrente, Baricco propone la "sua" idea di interpretazione. La musica "colta" del periodo classico si proponeva di organizzare il caos entro un preciso ordine formale; compito dell'interprete di oggi è, secondo Baricco, di far esplodere tale ordine per far sì che le "schegge" del materiale musicale si possano ricomporre secondo nuove geometrie provvisorie, momentanee, ogni volta diverse, secondo costellazioni di senso sempre rinnovate, piacevoli e sorprendenti.

Il terzo capitolo è dedicato alla musica atonale del Novecento. Baricco parte da un'audace constatazione: ma questa musica, dopo più di settant'anni, ancora non ha un suo pubblico! Gli ascoltatori, per quanto si sforzino, non la apprezzano e non la capiscono! Hanno torto loro? No, naturalmente: hanno invece avuto torto Schoenberg e i suoi successori (tutti quelli che hanno composto musica atonale, vale a dire i tre quarti dei compositori del Novecento da Berg a Webern fino alla scuola di Darmstadt e oltre).

Baricco spiega il perché: esistono "invalicabili limiti fisiologici" (p. 55) che impediscono all'orecchio umano di apprezzare la musica atonale. Infatti ogni brano musicale, continua Baricco, altro non è che un "meccanismo di piacere" (ibid.) basato su un gioco di previsione da parte dell'ascoltatore/risposta da parte della musica: se si cancella la logica tonale, sparisce l'orizzonte della previsione e si elimina il "piacere dell'ascolto" (p. 56).

La musica seriale è ormai superata, e anche qui Baricco non manca di dare la sua spiegazione sociologico-storica: l'atonalità di Schoenberg e seguaci nasce come espressionistico grido di orrore di fronte alla tragica realtà dei massacri e dei totalitarismi del Novecento. Ma nel secondo dopoguerra, "una volta sfumata quella follia" (p. 63) e venuti meno i conflitti ideologici e sociali che caratterizzarono la prima metà del secolo, anche tale giustificazione per l'atonalismo viene a mancare. Perciò non ci sono più motivi validi per i quali i compositori debbano ostinarsi a frustrare "le legittime aspettative del pubblico" (p. 65) continuando a proporre musica così inascoltabile, e perpetuando "lo strappo profondo e grottesco tra quella musica e la gente" (p. 66).

Occorre dunque richiamare i compositori "ai doveri della modernità" (p. 67), "ricreare una sintonia col sentire collettivo. Con una certezza: la modernità è innanzitutto uno spettacolo" (p. 73) e la gente vuole innanzitutto divertirsi, anche nelle sale da concerto: i musicisti devono dunque accettare "l'allegra realtà di un'umanità inconsapevolmente e sanamente drogata" (p. 70), di una modernità dove "la spettacolarità del reale e quella delle forme di rappresentazione si inseguono in un'escalation per la quale anche l'orribile diventa meraviglia" (ibid.).

Nell'ultimo capitolo del suo libro, Baricco propone ai compositori contemporanei due modelli da seguire: Puccini e Mahler. Secondo Baricco, questi due autori avrebbero accettato la concezione moderna di spettacolarità, senza temere di adottare un linguaggio musicale primitivo, né d'infarcire le loro opere di elementi volgari o di cattivo gusto, pur d'intercettare il bisogno di spettacolo dell'ascoltatore odierno, precorrendo così l'estetica del cinema.

2. Critica

Sui primi due capitoli non c'è molto da dire: si tratta di luoghi comuni che Baricco espone come se si trattasse di trovate sue; interpreti come Pierre Boulez (nella sua attività di direttore d'orchestra) e Maurizio Pollini adottano da sempre prassi esecutive antiformalistiche senza bisogno di attendere lezioncine da parte di Alessandro Baricco: di propriamente suo c'è solo un certo superficiale edonismo.

Circa i restanti capitoli del libro, premesso che reputo agghiacciante ognuna delle frasi o espressioni di Baricco che sopra ho citato tra virgolette (reazione molto soggettiva, lo ammetto), la prima osservazione critica da fare su questo testo è che Baricco propone un'estetica normativa, vale a dire un'estetica che pretende di prescrivere agli artisti come devono lavorare (non dovete più scrivere musica atonale, dovete farvi capire dalla "gente", ecc).

Ora, ogni estetica normativa è un'aberrazione, indipendentemente dal suo contenuto. Se poi si vuole valutare quest'ultimo, bisognerà osservare che Baricco si accosta ad Andrej Zdanov, il "teorico" sovietico del realismo socialista: anche lui pretendeva dai compositori una musica dal linguaggio semplice, tradizionale, accessibile alle grandi masse popolari. Zdanov avanzava tale pretesa in nome del superiore interesse del socialismo, Baricco in nome della "modernità" e della fine delle ideologie, ma il risultato non cambia. Baricco, nella sua irritante e dilettantesca superficialità, non sembra neanche rendersi conto del totalitarismo implicito nella pretesa che gli artisti debbano conformare la loro produzione ai gusti della "gente".

D'altra parte neppure si capisce bene quale pubblico Baricco abbia in mente: il pubblico che frequenta le sale da concerto è così esiguo che non vale neanche la pena che i musicisti si affannino per compiacerlo: e peggio per tale pubblico se non riesce ad apprezzare Anton Webern. Viceversa, il pubblico che non ha mai messo piede in un auditorium e non ascolta Schoenberg e Stockhausen, nella sua stragrande maggioranza non ascolta neppure Mahler e Puccini, ed evidentemente non per motivi ascrivibili al solo linguaggio musicale.

In ogni caso, dal fatto che la lettura di questo libro non mi ha impedito neppure per un minuto di continuare ad ascoltare il mio CD con i pezzi per pianoforte di Schoenberg, deduco che quella degli "invalicabili limiti fisiologici" è una colossale sciocchezza, con cui Baricco cerca malamente di giustificare la propria opposizione ideologica alla musica d'avanguardia.

La sua valenza ideologica è in realtà l'unico aspetto un poco interessante di questo libro. Esso, con la sua esaltazione del disimpegno, delle gioie del consumismo e della "gente" che vuole divertirsi, appare come un esempio tipico di quella versione euforico-ebetudinaria del postmoderno che ha furoreggiato nel nostro paese durante tutti gli anni '80: un'epoca nella quale a molti intellettuali non è parso vero di poter finalmente riproporre (nell'aggiornatissimo linguaggio filosofico post-strutturalista) l'antico, tradizionale qualunquismo italiano. Appare tristemente ironico che alcuni di quegli intellettuali si scaglino oggi dalle pagine dell' "Unità" o di "Repubblica" contro le impreviste (ma prevedibili) conseguenze politiche della loro stessa filosofia.

P.S. Ad un certo punto del suo testo, Baricco inserisce alcune oscure insinuazioni a proposito di presunte "coperture politiche" di cui gli artisti dell'avanguardia musicale avrebbero goduto nel nostro paese. Sorge allora la tentazione di leggere questo libro, il cui valore teorico-critico è nullo, in chiave direttamente pratica: forse Baricco si è proposto di approntare un "manifesto" per i musicisti della cosiddetta scuola neo-romantica?

Mi sono allora comprato un disco antologico di un esponente di questa corrente musicale, che ebbe anch'essa un effimero momento di notorietà nel corso degli anni '80: Marco Tutino, Operas, CD Aura Music AUR421-2, 2000, Euro 4,25. Si tratta di composizioni carine, indubbiamente orecchiabili, il cui linguaggio musicale si colloca fra le colonne sonore di Bernard Herrmann e i balletti di Aaron Copland, il tutto realizzato senza troppa fantasia e con circa trent'anni di ritardo.

Bene, ho fatto un piccolo esperimento. Un brano di questo CD di Marco Tutino l'ho fatto ascoltare ad un mio coinquilino che ascolta solo reggae ed hip-hop (e che, così facendo, qualche volta supera gli invalicabili limiti fisiologici delle mie capacità d'ascolto), e poi gli ho fatto sentire qualche minuto di Contrappunto dialettico alla mente di Luigi Nono (1968). Nessuno dei due brani gli è piaciuto, ma ha trovato di gran lunga più interessante quello di Nono.
          Mozart schedato da Buscaroli        
Va subito detto che il titolo del libro di Piero Buscaroli, La morte di Mozart (Rizzoli, Milano 1996, pp. 373) è fuorviante. L'oggetto della trattazione di Buscaroli non è, infatti, "la morte di Mozart", bensì gli ultimi dieci anni di vita del grande compositore. L'intento dichiarato di Buscaroli è quello di demolire tutta una serie di leggende, falsità e luoghi comuni che, secondo lui, si sarebbero accumulati intorno alla figura di Mozart ad opera dei suoi biografi otto e novecenteschi: il Mozart di Buscaroli sarebbe infine quello genuino ed autentico, finalmente restituitoci dopo due secoli di menzogne.

Mi sembra che il punto di vista di Buscaroli sia politicamente determinato e che questa componente politica sia un elemento essenziale del suo metodo. Infatti, Buscaroli è un nostalgico dell'ancien régime, né più né meno. Tutto ciò che deriva dall'Illuminismo e dalla Rivoluzione francese, per Buscaroli, è pura e semplice aberrazione. Buscaroli non accetta nulla della modernità; del feudalesimo, invece, rimpiange ogni aspetto (per esempio anche l'elevata mortalità infantile, p. 261). Questo suo punto di vista radicalmente antimoderno dovrebbe, nelle intenzioni di Buscaroli, garantirgli una completa indipendenza dalle ideologie correnti nella nostra epoca e consentirgli così di vederci più chiaro di ogni altro biografo mozartiano prima di lui.

In altre parole, il libro di Buscaroli non si basa affatto su una ricerca archivistica che abbia prodotto fonti inedite e di prima mano. Si basa, invece, sulla reinterpretazione delle fonti già note, le quali, sotto l'occhio limpido e scevro di pregiudizi di Piero Buscaroli, rivelerebbero alfine quella verità che nessuno, prima di lui, aveva veduto.

Le fonti principali di Buscaroli sono infatti: l'epistolario mozartiano; la raccolta di documenti a cura di Erich Deutsch Mozart. Die Dokumente seines Lebens, Kassel 1961; e le prime biografie mozartiane di Schlichtegroll (1793), Niemetschek (1798), Nissen (1828) e Jahn (1856-59). Sono tutti materiali ben conosciuti e ampiamente utilizzati dalla critica mozartiana. Buscaroli esprime invece il massimo disprezzo per il W. A. Mozart di Hermann Abert (1921), opera considerata fondamentale da tutti ma non da Buscaroli il quale, naturalmente, è anche in costante e aspra polemica con quasi tutta la critica mozartiana novecentesca.

Vediamo allora, più nel dettaglio, qual è il bersaglio polemico della ricostruzione buscaroliana.

Mozart, che all'età di venticinque anni lasciò il servizio dell'Arcivescovo di Salisburgo per trasferirsi a Vienna, dove cercò di mantenersi con i proventi della sua attività di pianista e compositore, è oggi celebrato come il primo grande musicista dell'epoca borghese, colui il quale, per primo, tentò di conquistarsi lo status di libero artista, riscattando così la figura del musicista dal suo ruolo di dipendente delle corti. Nelle parole del sociologo Norbert Elias (1991): "Da outsider borghese al servizio della corte, Mozart combatté fino in fondo, con incredibile coraggio, una battaglia di affrancamento dai suoi padroni e committenti aristocratici. Lo fece di propria iniziativa, per amore della propria dignità di uomo e del proprio lavoro di musicista. E perse la battaglia [...]". Secondo Elias, Mozart perse la battaglia (e la vita) in quanto i tempi non erano ancora maturi per lui: la lotta di Mozart si svolse in una nazione, l'Austria del settecento, che si trovava "in una fase dello sviluppo sociale nella quale i rapporti di potere tradizionali erano praticamente ancora intatti".

Per l'ultrareazionario Buscaroli, questa moderna visione di Mozart come artista rivoluzionario è fumo negli occhi. Con grande insistenza, Buscaroli ci propone invece un Mozart meschino, pavido e conformista, caratterizzato dalla "evidente mancanza di superiori doti intellettuali e morali" (p. 342). "Mai anelò al riscatto sociale e politico della figura dell'artista, cercava un reddito fisso, ma alto" (p. 32). "Il libero mercato dell'arte gli si spalanca, e lui continua a sperare in un impiego a corte, meglio a Vienna, dove potrebbe, tutt'al più, raddoppiare lo stipendio di ora. Uomo libero è solo a parole [...]. I suoi sogni sono quelli di un impiegato" (pp. 183-4).

Tutto il libro di Buscaroli pullula di simili osservazioni, che in verità sono reiterate tanto spesso, quanto poco sono seriamente argomentate. E non potrebbe essere diversamente, dato che, come ho detto sopra, le fonti di Buscaroli sono le stesse dei critici mozartiani che lui tanto disprezza. Se, per loro, queste fonti disegnano una determinata figura e per Buscaroli la figura esattamente opposta, ciò dipenderebbe solo dal fatto che Buscaroli è intelligente e onesto, mentre gli altri autori sono stupidi e/o in malafede.

Un esempio del metodo argomentativo di Buscaroli lo si trova nella trattazione delle dimissioni di Mozart dalla corte arcivescovile di Salisburgo nel giugno 1781. In quella circostanza, com'è noto, il segretario dell'Arcivescovo, un tale conte Arco, per tutta risposta all'insistenza con cui Mozart continuava a chiedergli di accettare la sua richiesta di dimissioni, assestò al musicista un calcio nel sedere. Questo episodio, che ha suscitato l'indignazione unanime di tutta la posterità, viene raccontato da Buscaroli con le tecniche adottate dagli avvocati difensori di chi viene processato per stupro:
A) minimizzare. "Credette di dover ridurre alla ragione il musicista ribelle con la zotica seppur benintenzionata famigliarità elargita a sguatteri e inservienti".
B) Insinuare dubbi sulla veridicità del fatto. "E se fosse tutta invenzione [...]?"
C) Sostenere che la vittima, in fondo, se l'è cercata. "E il giovane genio dal corpo minuto [...] fece tutto quanto poteva per trarlo fuori dai gangheri" (tutte le citazioni sono dalla p. 53).
Il tutto al palese scopo di tessere l'apologia di un sistema sociale, nel quale era possibile che un Mozart venisse preso a calci dallo scagnozzo di un feudatario.

A ciò aggiungiamo il fatto che, della musica di Mozart, Buscaroli parla poco o nulla: al Don Giovanni sono dedicate in tutto 3 (tre) pagine, nelle quali Buscaroli si limita a dirci che Da Ponte copiò il libretto da Giovanni Bertati; e sai che novità! Questo ci dà la misura di quanto la lettura di questo libro possa risultare tediosa e irritante.

Questo, almeno, per le prime duecentosessanta pagine. E' solo quando Buscaroli inizia a parlare degli ultimi mesi di vita di Mozart, che il suo discorso comincia a farsi un minimo interessante. A proposito della genesi del Requiem, Buscaroli propone una tesi che, pur non essendo necessariamente giusta, non è né futile né banale. Secondo Buscaroli (il quale, per una volta, avverte onestamente il lettore di non aver prove di quanto afferma: p. 324), l'incompiutezza del Requiem non sarebbe dovuta alla morte improvvisa del compositore, bensì ad una sua scelta deliberata. Infatti, Mozart fu incaricato della composizione da un nobile musicista dilettante, il conte Walsegg-Stuppach, il quale intendeva appropriarsi della stessa paternità dell'opera: il conte voleva cioè far eseguire il Requiem (dalla propria orchestra di corte) figurandone lui come autore.

Secondo Buscaroli, quando Mozart si rese conto dei termini di questo incarico (che inizialmente aveva accettato per necessità di denaro), maturò un invincibile disgusto per il lavoro che gli era stato commissionato: la sua coscienza artistica e professionale si ribellò all'idea di dover comporre un'opera che non avrebbe mai potuto rivendicare come sua. Sarebbe questo, secondo Buscaroli, il vero motivo per cui il Requiem rimase incompiuto.

Una prova a sostegno della sua ricostruzione sarebbe costituita, secondo Buscaroli (il quale considera il Requiem di Mozart un'opera minore e mal riuscita), dalla stessa scarsa qualità musicale della composizione. Mozart, cioè, sapeva di dover scrivere un'opera che sarebbe andata sotto il nome di un musicista dilettante: perciò la scrisse in modo volutamente sciatto, adoperando ad esempio un "contrappunto opaco, scontato, da manuale" (p. 325), e alla fine si rifiutò senz'altro di completarla, meditandone probabilmente la distruzione.

Buscaroli, però, sembra non rendersi conto che quanto lui scrive in queste pagine finali, a proposito del Mozart autore del Requiem, contraddice in modo stridente quanto egli stesso ha sostenuto nel corso di tutti i capitoli precedenti. Se Mozart, dal 1781 fino all'estate del 1791, era quel piccolo-borghese pusillanime e opportunista che Buscaroli si è sforzato di dipingere, come si spiega questo improvviso scatto di orgoglio e di dignità a pochi mesi dalla morte?

A me sembra, invece, che in queste pagine finali gli occhiali dell'ideologia siano in qualche modo caduti dal naso di Buscaroli, il quale, alla fine, non può a fare a meno di riconoscere a Mozart quelle qualità umane che fin qui gli aveva ostinatamente e faziosamente negato.

Per finire, ho seri dubbi sulla valutazione critica che Buscaroli riserva al Requiem. Non trascurerei il fatto che quest'opera sembra attualmente la più popolare fra quelle del suo autore. Ad esempio, se si digita Mozart nella casella di ricerca di "YouTube", il Requiem è la prima opzione che viene proposta. Senza dubbio, ciò si deve in gran parte al film Amadeus. Ma in parte, secondo me, lo si deve anche alla relativa semplicità di fruizione del Requiem che Buscaroli, a suo modo, evidenzia, pur senza comprenderne le ragioni. Non dimentichiamo che Mozart, poco prima di morire, fu testimone dell'enorme successo del suo Flauto Magico, un'opera scritta per un teatro della periferia di Vienna e destinata ad un pubblico popolare.

Forse Mozart, dopo aver volutamente sfidato il gusto dell'aristocrazia, e dopo l'amara esperienza del mancato sostegno da parte del pubblico borghese, negli ultimi mesi di vita iniziò a intravedere la possibilità di rivolgersi ad un pubblico interamente nuovo, posto al di fuori delle classi dominanti del presente e dell'immediato futuro. E cominciò a orientare la sua scrittura musicale all'obiettivo di conquistare ed educare, se necessario anche calibrando il livello di complessità compositiva, questo nuovo pubblico.

(Trovate la presente recensione anche su Evulon).
          Il terremoto di Messina del 1908        
Ripubblico qui di seguito una mia recensione (risalente a sei anni fa) al libro di Giorgio Boatti, La terra trema. Messina 28 dicembre 1908. I trenta secondi che cambiarono l'Italia, non gli italiani, Mondadori, Milano 2004, pp. 414, € 18,50.

"Ore 5.20 terremoto distrusse buona parte Messina - Giudico morti molte centinaia - case crollate sgombro macerie insufficienti mezzi locali - urgono soccorsi per sgombro vettovagliamento assistenza feriti - ogni aiuto sarà insufficiente".

E' il testo del telegramma con cui il governo italiano apprese del terremoto di Messina: inviato dal comandante di una nave militare da una stazione telegrafica calabrese alle 14.50 del 28 dicembre 1908, giunse al Ministero degli Interni alle 17.35 dello stesso giorno, cioè dodici ore dopo il disastro.
In questo telegramma la valutazione dei danni è naturalmente molto sottostimata: il terremoto, dell'undicesimo grado della scala Mercalli, distrusse quasi completamente le città di Messina e Reggio Calabria e causò, secondo le statistiche ufficiali, 77.283 morti (in altre valutazioni la cifra oscilla fra le 80.000 e le 140.000 vittime).

A volte, quando ci si sofferma a considerarla, la storia del nostro paese sembra un'ininterrotta sequela di disastri. Ogni generazione ha la sua catastrofe civile da ricordare e anzi spesso più d'una, a volte d'origine naturale e a volte umana. Il copione sembra sempre lo stesso: evento tragico; prime ricostruzioni giornalistiche, concitate e a forti tinte; interviste ai superstiti; il cordoglio della nazione; le autorità dello stato si precipitano sul luogo dell'evento; polemiche sulla tempestività dei soccorsi e sulla loro efficienza; i parenti delle vittime accusano; funerali solenni; ancora polemiche finché i riflettori dei mass-media si spengono.

Questo libro di Giorgio Boatti sul terremoto di Messina si basa in gran parte su uno studio accurato dei giornali dell'epoca. Una prima constatazione è che in essi lo schema che ci è tristemente familiare appare già operante. Il governo di Giovanni Giolitti dovette ben presto difendersi dalle accuse di non aver compiuto in modo adeguato e tempestivo l'opera di soccorso delle popolazioni colpite. In particolare, l'opinione pubblica dell'epoca fu colpita dal fatto che i primi soccorsi organizzati non vennero apprestati da parte italiana, bensì, a partire dalla mattina del 29 dicembre, dagli equipaggi di squadre navali russe e inglesi che casualmente si trovavano nei pressi al momento del terremoto (equipaggi che, secondo tutte le testimonianze, svolsero la loro opera eroicamente). I primi soccorritori italiani, dell'ottavo reggimento dei Bersaglieri, provenienti da Palermo, sbarcarono solo nel pomeriggio inoltrato dello stesso giorno.

Ma la cosa che più colpisce nella reazione all'evento da parte del governo italiano non consiste tanto nella lentezza o inefficienza dei soccorsi, per la quale si possono addurre delle circostanze attenuanti: l'Italia era allora un paese povero, sottosviluppato rispetto alle altre nazioni europee; la stessa tecnologia dell'epoca non consentiva una grande rapidità di reazione; il terremoto danneggiò molto seriamente le infrastrutture e le vie di comunicazione nelle zone colpite; infine non esisteva ancora il moderno concetto di protezione civile e lo Stato italiano non era preparato ad affrontare simili emergenze.

Ciò che realmente sorprende è che fin dall'inizio, il governo e una parte della pubblica opinione sembrarono considerare il terremoto principalmente come un problema di ordine pubblico. Fra le prime preoccupazioni si registrano, infati, il timore delle epidemie e la paura dei saccheggi.

Scrive il quotidiano "La Tribuna" del 2 gennaio 1909: per impedire un'epidemia occorre "compiere l'opera distruggitrice perpetrata dal terremoto: buttare giù quel poco che resta di queste case, buttarlo giù nel modo più energico, più rapido: a colpi di cannone. Far sgomberare i pochissimi superstiti e dalle navi bombardare queste scarnificate vestigia della città (...) non v'è altra via per impedire che il luogo dov'era Messina diventi un centro d'infezione a cui nessuno osi più avvicinarsi". (p. 118). "Il Mattino" del 6-7 gennaio rilancia la stessa idea attribuendone la paternità al Re, mentre "Il Messaggero" del 6 gennaio suggerisce di ricorrere al fuoco: "Si dia in preda alle fiamme [Messina] per purificarla, o si ricostruisca con piccole case come una cittadina giapponese" (p. 119).

E' sconcertante che fra le prime misure suggerite dopo un terremoto, vi sia quella di deportare la popolazione colpita e poi bombardare la città: sembra che nel caso di Messina non si sia arrivato a tanto solo perché, a distanza di molti giorni dalla catastrofe, si continuavano a trovare dei sopravvissuti sotto le rovine. Ma si rimane ancora più stupiti quando si apprende che uno dei motivi che suggerirono queste misure estreme, fu la necessità di preservare dai furti i valori rimasti sotto le macerie e soprattutto i caveaux delle banche.

Il regio decreto del 4 gennaio 1909 stabiliva lo stato d'assedio nei territori colpiti dal terremoto e conferiva i pieni poteri per l'emergenza al generale di corpo d'armata Francesco Mazza (annota Boatti che una diceria popolare fa discendere dal suo cognome l'etimologia della locuzione siculo-calabra "non capire una mazza"). Installatosi con il suo stato maggiore a bordo di una lussuosa nave militare al largo, e senza scendere quasi mai a terra, il generale Mazza provvide a circondare Messina di un cordone sanitario di truppe, cui diede l'ordine di sparare su chiunque dall'esterno si avvicinasse alla città senza lasciapassare. Questo per impedire che bande di saccheggiatori si riversassero sul luogo del disastro.

Ecco alcuni passi tratti dal bando emanato dal generale Mazza il 10 gennaio, riportato integralmente a p. 374 del libro di Boatti: "1 - Sono sospesi fino a nuovo ordine gli scavi delle macerie da parte di privati cittadini, sia per rintracciare cadaveri, sia per recuperare valori. (...) Le persone trovate a scavare saranno considerate come ladri e deferite al tribunale di guerra. [Questo mentre ancora i parenti delle vittime cercavano i loro cari sotto le macerie, n.d.r.] Anche le truppe, nei lavori stradali che compiono, si limiteranno esclusivamente ai lavori di assestamento evitando di eseguire scavi. (...) 3 - E' proibito l'ingresso in città a tutte le persone non munite di regolare permesso rilasciato dall'autorità politica della provincia da cui provengono..."

Il 6 gennaio l'autorità militare ordina di sospendere la distribuzione di viveri ai superstiti. Saranno distribuiti viveri a bordo delle navi, solamente ai profughi che accetteranno d'imbarcarsi per lasciare la città. L'idea, commenta Boatti, è perciò quella di "utilizzare l'arma della fame e della sete per imporre (..) la desertificazione di Messina" (p. 135). Questa cinica soluzione non viene attuata perché, come accennavo sopra, alcuni dei sepolti sotto le macerie si ostinano a farsi ritrovare vivi anche dopo giorni e giorni dal terremoto; ma altresì per le perplessità espresse da una parte della pubblica opinione e anche per le proteste degli stessi messinesi: un'assemblea autoconvocata di cittadini chiede il 19 gennaio la revoca dello stato d'assedio. Stato d'assedio che - osserva con sarcasmo il corrispondente de "Il Mattino" del 6 gennaio 1909 - sembra avere lo scopo precipuo di garantire "il sonno ai morti e la biancheria, gli oggetti e i titoli di banca ai vivi" (p. 137).

In seguito Giolitti giustificò la scelta di dare priorità al recupero dei valori, adducendo il timore di speculazioni al ribasso sulla lira (p. 146). Boatti propone un'altra spiegazione: "La difesa delle proprietà, la guardia ai caveaux delle banche, il salvataggio dei lingotti che mette in secondo piano altri interventi è una linea d'azione adottata, anzi, sbandierata, perché dal disordine - anche sociale - del terremoto emerga alfine una visione dove a prevalere è l'ordine, lo status quo, l'autorità e il prestigio dell'apparato dello Stato. (...) Salvare milioni, o lingotti, dopo tutto è meno complicato che cercare di strappare alla morte, in una gara contro il tempo, migliaia di sepolti vivi" (p.155).

A questo atteggiamento grettamente calcolatore da parte degli apparati dello Stato si contrappone lo slancio di solidarietà manifestato da più parti della società. In poche settimane si raccolgono più di ventun milioni di lire (dell'epoca) in sottoscrizioni, buona parte delle quali provenienti dall'estero. La cosa non manca anzi di creare preoccupazioni nelle alte sfere: non si rischierà di creare l'abitudine all'assistenza, al farsi mantenere dallo Stato, a quello che oggi si chiama assistenzialismo? Sua Altezza Reale il Duca d'Aosta esprime autorevolmente questo cruccio quando afferma che "è immorale mantenere un'orda di vagabondi e creare oziosi" (p. 234).

Non si trattò soltanto di solidarietà finanziaria. Volontari affluirono da tutta Italia per prestare opera di soccorso. Boatti dedica particolare attenzione alla vicenda di uno di essi, il parlamentare parmense Giuseppe Micheli, un deputato cattolico che, arrivato a Messina pochi giorni dopo il terremoto, subito mise in piedi, con la collaborazione dell'Arcivescovo, un "comitato messinese di soccorso", a carattere volontario, che si rivelò un'organizzazione semiufficiale sotto molti aspetti più efficiente di quella statale (pp. 263-68). Un'altra figura che emerge è quella dell'ex sindaco socialista di Catania Giuseppe De Felice Giuffrida, che era stato protagonista pochi anni prima di una delle esperienze politico-amministrative più avanzate della Sicilia dell'epoca: da sindaco della sua città aveva promosso forme di socializzazione dei servizi pubblici (forni municipalizzati, cucine popolari), la cui esperienza risultò ora preziosa per organizzare la distribuzione dei viveri ai superstiti del terremoto (pp. 203-4).

La miseria delle regioni colpite dal terremoto impressionò molti degli osservatori e degli inviati giunti sul luogo della catastrofe. Qualcuno propose dei rimedi; ad esempio il letterato Giovanni Cena suggerì, naturalmente quale misura temporanea, quella di emigrare. "Parecchi anni di duro tirocinio all'estero (...): poi gli emigranti calabresi torneranno altri uomini e non domanderanno più nulla, fuorché il loro buon diritto di cittadini" (p. 381). (Oggi si può dire che noi calabresi abbiamo seguito il consiglio, e che gli "anni di tirocinio" sono stati effettivamente molti, anzi durano tuttora. Sarà che siamo un po' lenti ad imparare?).

Il libro di Boatti non manca di sottolineare l'imprevidenza e anche l'incoscienza generalizzata che indussero i cittadini di Messina e Reggio Calabria (le città che oggi qualcuno vorrebbe unire con un ponte lungo tre chilometri, inutile, dannoso e pericoloso) a costruire tutto, anche gli edifici pubblici, al di fuori delle più elementari regole di sicurezza. Le fotografie che corredano il volume illustrano un panorama di distruzione impressionante, ove emerge, unica costruzione intatta perché edificata con criteri antisismici, il villino di un medico messinese.

Nella sua ricognizione della pubblicistica dell'epoca, Boatti dedica due capitoli ad alcune singolari polemiche: quella (cap. XVII) fra autorità laiche e cattoliche riguardo alla sistemazione degli orfani del terremoto (il Vaticano pretendeva ovviamente che fossero tutti educati "in Cristo" nei suoi istituti), e quella concernente il destino dell'Università di Messina, di cui alcuni illustri cattedratici proposero senz'altro la chiusura, in base alla considerazione che di università ce n'erano fin troppe e che in particolare quelle meridionali erano diplomifici per giovani sfaccendati (pp. 276-7).

Boatti chiude la sua esposizione con un'osservazione suggestiva: la "meglio gioventù" dei volontari del terremoto, poco dopo, buttò via inutilmente la propria carica di idealismo e di amor patrio, la propria volontà di fare e di cambiare le cose, nelle trincee della Prima guerra mondiale. Agli ordini (aggiungo io) di quella medesima classe dirigente ignorante, ottusa, autoritaria, incapace e meschinamente arroccata nella difesa dei propri privilegi, che aveva già dato prova di sé nella gestione ufficiale dell'emergenza-terremoto e che di lì a poco "inventerà" il fascismo.

Questo testo di Giorgio Boatti fa luce su un episodio importante e poco conosciuto della nostra storia nazionale, e lo fa (a differenza della pseudo-storiografia sensazionalistica e superficiale oggi di moda) con grande scrupolosità e metodo: il volume si chiude con ben cento pagine di appendice documentaria e di note al testo. Anche solo per questo sarebbe da raccomandare. Per chi come me proviene da una delle zone disastrate, la lettura di questo libro è irrinunciabile e consente di ritrovare la radice di mali antichi.

Originariamente pubblicato il 22 febbraio 2005, qui.
          Radici        
"Sai" dico, "sono scaduti i diritti d'autore sulle opere di Freud".
E' domenica e sono le nove del mattino. Anna sa che, prima di colazione, non sono in grado di dire nulla che abbia un senso compiuto. Se è di buon umore, mi asseconda nel mio delirio. Oggi è di buon umore.
"Perché?", mi risponde. "Vuoi cominciare a tradurre Freud?"
"Magari. Purtroppo non so il tedesco. No, è per spiegare come mai mi sono alzato così presto. Ieri pomeriggio sono entrato in libreria e ho visto che la Newton Compton ha pubblicato questa edizione economica del saggio di Freud su Mosè..."
"Quello sul Mosè di Michelangelo? Ma non l'avevi già letto?"
"No, non quello sulla statua. E' una monografia proprio su Mosè il personaggio biblico. E' l'ultima grande opera di Freud, pubblicata nel 1938, un anno prima della morte. Non l'avevo ancora letta, perché l'edizione Bollati Boringhieri costa una barbarità e non mi andava di prenderla in prestito in biblioteca. Sai, i libri di Freud sono di quelli che voglio possedere. Comunque niente, ieri l'ho comprato e l'ho finito proprio poco fa. Senza zucchero, il tuo caffellatte, vero?"
"Tre cucchiaini, grazie".
"Mi prendi in giro?"
"Certo. Ma raccontami un po' questo libro, sono curiosa. E' assurdo come l'altro, quello sulla statua di Michelangelo? Quello dove Mosè, di ritorno dal Sinai, vedeva il suo popolo adorare il vitello d'oro, s'incazzava e stava per spezzare le tavole della legge, ma subito si tratteneva, e proprio in quel momento Michelangelo era lì che lo 'fotografava' con lo scalpello, e dietro un cespuglio c'era il professor Freud, col suo taccuino, che analizzava l'intera performance..."
"Dai, non essere così cattiva. Diciamo che, in quel saggio, Freud ha dato una sua interpretazione, un po' audace, di una celebre scultura rinascimentale. Comunque anche W. H. Auden, in una sua poesia, ha scritto che Freud a volte era assurdo e che ciò non diminuisce affatto la sua grandezza".
"Sarà. Intanto neppure il tuo Freud è riuscito a spiegare ad Auden la verità sull'amore".
"Tesoro! La verità sull'amore non la conosce nessuno. Tranne tu ed io, naturalmente".
"Naturalmente. Ma non mi hai ancora detto cos'ha di tanto speciale questo libro, che ti ha buttato giù dal letto poco dopo l'alba".
"E' presto detto. Hai presente Mosè, no? Il patriarca, il fondatore della religione ebraica, il profeta che guidò il suo popolo nell'esodo dall'Egitto verso la Palestina, che ricevette da Dio i dodici comandamenti, eccetera. Bene, Freud sostiene che Mosè, in realtà, non era affatto ebreo. Era egiziano".
"Ma va'?"
"Proprio così. Secondo Freud, Mosè era un nobile, o forse un alto sacerdote egiziano, seguace del dio Aton. Come ricorderai, il faraone Akhenaton aveva tentato di introdurre in Egitto il monoteismo, sostituendo al culto degli dèi la religione dell'unico dio solare Aton. Ma la sua riforma religiosa, molto avanzata per quei tempi, non ebbe fortuna. Quando Akhenaton morì, il politeismo riprese il sopravvento in Egitto. Il clero, che era stato represso ed esautorato da Akhenaton, morto il faraone, si vendicò ferocemente. Fu una reazione terribile: tutte le tracce del culto di Aton furono spazzate via. Persino il nome Aton fu cancellato dai monumenti".
"Sì, mi ricordo. Anche il faraone Tutankh-Aton, il giovane erede di Akhenaton, dovette cambiare nome, riconvertirsi alla vecchia religione e chiamarsi Tutankhamon. E forse neanche questo bastò a salvargli la vita, poverino! Probabilmente lo ammazzarono e lo chiusero nella tomba con quella bellissima maschera funebre tutta d'oro..."
"...quella che abbiamo visto cinque anni fa al museo del Cairo..."
"... durante il nostro viaggio di nozze. A proposito, fra poco è il nostro anniversario, Tato. Dove andiamo a festeggiarlo?"
"Mah, in Egitto ci siamo già stati. Ti porto a Vienna, a visitare la casa di Freud?".
"Anche a Vienna ci sono già stata".
"Ma io no. Comunque, stavo dicendo: Mosè era un fedele del dio Aton. La nuova religione gli piaceva proprio, e non si rassegnò alla restaurazione politeista. Era in contatto con questa popolazione di nomadi, che vivevano nel deserto, ai margini della società egiziana, chiamati Habiru...".
"Gli Ebrei?"
"Proprio loro. Mosè ne fece il suo popolo. Li convertì alla religione monoteista, diede loro nuove leggi, insegnò loro tutto ciò che sapeva, e li condusse con sé nell'esodo fuori dall'Egitto, verso la terra promessa."
"Ciumbia! Sembra una puntata di Voyager. Quali altre sensazionali rivelazioni ci sono, nel tuo libro? Nel senso: Mosè era egiziano, e poi? Shakespeare era siciliano? Le sinfonie di Mozart le ha scritte un veneto? Atlantide altro non era che la Sardegna? E qualcosa sul Graal? Non dirmi che non c'è niente sul Graal. Cioè, scusa, Tato, ma è una teoria un po' delirante..."
"Sshh! Se ridi così forte, svegli la bambina. Sì, hai ragione, è delirante. Proprio in ciò consiste la genialità di Freud. Lui ragionava come i suoi pazienti. Altrimenti non sarebbe mai riuscito a guarirli, no? Tramite lui, la Follia torna a parlare, dopo tre secoli di censura... E lascia perdere Voyager: non c'entra niente. Freud credeva in ciò che diceva, e non gli interessava fare audience".
"Boh. Ma li guariva, i suoi pazienti?"
"Certo che li guariva! Guarda, mi hai fatto talmente arrabbiare che mi sono mangiato tutti i pistokeddos".
"I savoiardi di Atlantide? Ma se te ne mangi un'intera confezione ogni mattina. Sei forte, Tato. Però spiegami una cosa. Allora, siamo nel 1938. Mezza Europa è sotto dittature fasciste, Hitler sta per annettersi l'Austria, lo stesso Freud deve scappare a Londra per sfuggire alla persecuzione, e in questa situazione tragica per il suo popolo, il professore non trova di meglio che pubblicare un libro dove sostiene che il fondatore dell'ebraismo non era ebreo? A me pare una mezza vigliaccata, non capisco come fai a parlarne con tutto questo entusiasmo".
"Ma caspita, Anna, è proprio questo il punto! Senti: chi ha vinto le ultime elezioni?"
"Non capisco cosa c'entra".
"Come, che c'entra? Ma lo senti, quello che dicono? 'Padroni a casa nostra. Ognuno a casa sua. Il Suolo. Il Sangue. La Razza. Le Tradizioni. Le Radici. Il Territorio. Radicarsi nel Territorio'... Dio, quanto ce la menano co' 'sta storia del territorio! Tutti a ribadire come un disco rotto che bisogna Radicarsi nel Territorio, come se non fossimo esseri umani, ma olmi, o platani, o che so io. E come se non fossero stati proprio loro a devastarlo e distruggerlo, 'sto cazzo di territorio, da quarant'anni in qua, a furia di capannoni e svincoli e tangenziali e inceneritori e ripetitori, centri commerciali e colate immonde di cemento, fabbriche aperte e poi chiuse, e sempre zero solidarietà, zero giustizia, zero cultura, zero arte e zero umanità... Talmente spaventati e abbrutiti e rimbecilliti da questo schifo che loro stessi hanno prodotto, da non saper fare altro che cercare spasmodicamente qualche capro espiatorio, cui far scontare tutta la loro bile e la loro frustrazione... E prima i meridionali, e poi i tossici, e poi gli albanesi, e ora gli islamici..."
"Adesso sei tu che rischi di svegliare la bambina".
"Sì. Scusami. Preparo un altro caffè. O preferisci un po' di spremuta d'arancia?"
"Spremuta, grazie. Quando parli di quelli là, mi sembri tuo padre".
"Che cosa brutta che hai detto..."
"Perché? Mi sta simpatico, tuo padre. Ma non mi hai ancora spiegato cosa c'entra tutto questo con Freud".
"Niente, tranne il fatto che tutta quella ripugnante retorica del Sangue e del Suolo era esattamente la stessa di cui si riempivano la bocca gli antisemiti al tempo di Freud. Sai cosa dicevano? Questo, dicevano: che ogni razza ha un proprio suolo d'origine, a cui è legata da un vincolo spirituale e mistico; che la qualità del suolo determina la qualità della razza; che gli ebrei non hanno patria, non hanno territorio e quindi non hanno dignità, sono nomadi e sbandati, vivono da parassiti degli altri popoli, eccetera eccetera."
"Beh, oggi gli ebrei ce l'hanno, il loro Stato".
"E infatti i razzisti di oggigiorno non se la prendono più tanto con gli ebrei (almeno per ora), quanto soprattutto con gli zingari e con i migranti. Ma gli argomenti sono più o meno gli stessi. Ed è contro questi argomenti che Freud mette in campo il suo Mosè. Considera questo: gli dèi che le popolazioni del Medio Oriente veneravano, a quell'epoca, erano divinità nazionali; ogni popolo aveva le sue, e queste facevano tutt'uno con il loro territorio. Erano divinità guerriere, rozze, sanguinarie, che accompagnavano ciascun popolo nella sua lotta per la supremazia sugli altri popoli."
"Ma era proprio così o lo dice Freud?"
"Non lo so. Non m'intendo di storia delle religioni. Comunque, Freud sostiene che il dio di Akhenaton e di Mosè era un dio molto diverso dagli altri dèi suoi contemporanei. Era un dio illuminista, per così dire. Anzi, quasi kantiano. Pacifista. Un dio universalista: non gli importava la nazionalità dei suoi fedeli. Non gliene fregava niente di cerimonie, riti, preghiere, statue o amuleti. Non pretendeva templi dove essere adorato, né una casta di sacerdoti per servirlo. Nemmeno prometteva alcuna vita dopo la morte. A questo dio, importava solo una cosa: che ci si comportasse bene. Che si vivesse una vita secondo ragione, verità e giustizia. Tutto qui. E' questa, secondo Freud, l'essenza del monoteismo ebraico: solo una personificazione della Ragione e della legge morale. L'aspetto etnico o nazionale o 'razziale' è così poco importante, nella concezione freudiana del monoteismo, che lo stesso fondatore dell'ebraismo non è ebreo. E allora il paradosso è che, con questo libro, l'ateo, scientista e razionalista Freud ha reso alla religione e alla cultura dei suoi padri l'omaggio più elevato che per lui fosse concepibile..."
"Bello. Ma è tutta una contraddizione. Prima non hai detto che tramite Freud la follia trova finalmente voce? Adesso te ne esci con questo panegirico della Ragione illuminista. Poi, scusa Tato, ma mi sembra tutta una diatriba tra maschi. Il dio di Freud, così ragionevole e tollerante, contro i rozzi e violenti dèi guerrieri delle mitologie pagane, va bene. Però le dee? La Grande Madre Mediterranea, per esempio, che fine ha fatto? E Iside? E poi, non capisco questa cosa dell'iconoclastia: cosa avete contro le cerimonie, i riti, e anche contro la magia, le statue e gli amuleti? Non so, sarà anche una bella cosa, questo famoso monoteismo, un grande progresso, non discuto, ma non so perché mi fa venire in mente la caccia alle streghe... Vado a svegliare la bambina, vah! Ché se no si fa tardi".
"No! Aspetta un minuto".

Pubblicato il 7 maggio 2010, qui: http://www.evulon.net/news.php?extend.3368
          Ð¤Ñ€ÑƒÐºÑ‚овий коктель        
2085_zelenyi-kokteil-s-bananom-1024x782.jpg (18.7 Kb) Коктейль - дієтичний, тобто сприяє зниженню ваги, звичайно, якщо не їсти при цьому після 18 години.
Спосіб приготування:

Яблуко очистити від серединки та шкірки, порізати на маленькі шматочки. Банан очистити, порізати на кілька частин. Зелень промити, порвати руками. Всі складові покласти в блендер та залити водою (рідина повинна накривати інгредієнти приблизно на одну трею). Увімкнути блендер на 0,5-1 хвилину. Розлити коктейль в склянки та пити через трубочку. Надзвичайно здоровий сніданок для вас та ваших рідних. Зелень та фрукти можна змінювати по сезону. Яблука радимо брати несолодкі, кисленькі. Не радимо брати ківі (перемелені зернятка мають гіркуватий присмак). Не варто також додавати гарбуз.
Смачного!
          Merry Christmas        



Merry Christmas

Christmas is a wonderful time of year. It really brings out the best in people. Spending time with family and friends, great food and, of course, great drinks! I hope everyone enjoyed it and is looking forward to New Year’s celebrations!

Once again, I haven’t posted in several weeks. Things have been extremely busy since getting back from Afghanistan. As of yesterday, I am no longer on active duty with the Air Force. I am now a reservist with the 914th at Niagara Falls! That also means that today is my first day working ‘full time’ with New Buffalo Brewing.

We have done a lot in the last month, but we haven’t talked about it much. We set up a small lab in Clarence, and are currently dialing in on what we think will be our first four beers.  We are also working on a Kickstarter Campaign, which is a huge project. The support we receive from donors will make the difference between opening this spring and pushing off for several more months.

I want to talk about the lab in today’s post. It’s small, with a Brew Magic as our system, six half-barrel fermenters, and room for only one and a half barrels of finished beer. We are producing all the beer we need to have ready between now and April on this nano- of nano systems! You can imagine space will become an issue.

The plan is as follows: We are going to brew six beers between January 25th and March 10th. We aren’t publicizing the names yet, but we will have a brown ale, bitters, APA, and IPA. Our last two are still wild cards. We have two dry stout variants, a sweet stout and a porter. As much as I like the sweet stout, I think it’s on the chopping block. Many people we have talked to have varying degrees of lactose intolerance, and we want to make sure we are making something everyone can enjoy.

So where is this beer going? We have a couple of big things in the pipe. First, we want to be able to enter all our beers into the Amber Waves of Grain on March 10th.  Second, we need to have samples for the distributors and the bank to try. But I’m sure most people are interested in our the tastings…

We are planning four events to go with our Kickstarter campaign, three in Buffalo and one in Rochester. We’ll be sure to give everyone a big heads up once we have the locations nailed down. So far we have one place approved and three in the works.

So watch for an active blog again, and I will be updating the main site often over the next month or so as we get ready to announce our ‘official’ beers. Thanks for reading!

Bill

          More Pizza        
Here in EGP, 
We are one big family
We are crazy about Pizza
And these pictures you must see:

 (This time we made it ourselves)



























           Scientific Workflow Tools         
Crawl, Daniel and Altintas, Ilkay. (2010) Scientific Workflow Tools. In: Nanoinformatics 2010, November 3 - 5, 2010, Arlington, VA. (Unpublished)
          CARBON        
Introducing Carbon, the first full length book showcasing my personal ideas around science fiction art and design. This is a project I'm very excited about, a chance to delve deep and develop the various worlds and concepts that are the result of a life long passion for nature, science, technology, and futuristic science fiction ideas.

These images are explorations I have been working on to develop the design and art direction of the book. It's been a lot of fun to work with concepts springing from the Carbon name. Carbon is the workhorse element of nature, it forms the strongest bonds and is the basis for life as we know it in the universe. Carbon nanotubes and graphene take their hexagonal molecular structure and hold great promise for artificial muscle, advanced building materials, powerful motors, faster computing, and so much more.

Carbon will contain a wealth of exclusive artwork, design, and descriptive text breakdowns, including in depth development of several personal projects that I wish to evolve into short film and video game concepts. In this sense Carbon forms the first step towards turning these dreams into reality.

I'm looking forward to exploring the graphic design of the book, and want to create a bold and exciting product that will be much more than just a collection of art and ideas.

I'm also looking forward to exploring ideas in environment design and story telling, realms I rarely get to delve into with my regular conceptual design work.

I have a heap of artwork for Carbon already, but this is just the start and familiar to anyone who knows my work. The book will allow me the opportunity to really push myself and create fresh new work, to go crazy and expand on some of the more involved ideas I've been thinking about for years. I have a massive pile of sketches ready to be fleshed out, some real exciting stuff!

The kick starter campaign will have to wait till I get back from a trip to the US for Comicon (more on that later), so keep an eye out, it should be something special! Cheers!
          XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO        
Prima lettura: Isaia 55,10-11 Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e … leggi tutto...
          Nanochip can regrow organs by injecting DNA into the skin        
Tissue Nanotransfection is a nanochip the size of a penny made by Ohio scientists. Within a second it injects genetic code into skin...
          Plant-based Injectable Nanoparticles Can be Effective for Cancer Treatment        
Injectable plant-based nanoparticles can help to delay tumor progression in cancer treatment, finds a new study.
          Nano aluminium offers fuel cells on demand – just add water        
The accidental discovery of a new aluminium alloy could lead to portable hydrogen and could kick-start the struggling hydrogen economy
          Un año por estrenar        
Nos dice Hellen Keller :

Utiliza los ojos como si mañana tuvieras que quedarte ciego... escucha la música de las voces, el canto del pájaro, las poderosas notas de una orquesta como si mañana tuvieras que quedarte sordo.
Toca cada objeto como si el sentido del tacto fuera a fallarte mañana.
Huele el aroma de las flores, saborea cada bocado, como si mañana no pudieras oler ni saborear otra vez.
Aprovecha al máximo cada sentido, disfruta de todas las facetas del placer y de la belleza que el mundo te revela...

Y no imagino un propósito mejor para este año que este, disfrutar de cada una de las cosas que se nos ponga delante.

Abro mi nueva agenda.. la escogí en la librería del pueblo de entre todas las que tenían, en la portada aparece un hada tumbada , paseo entre sus páginas en blanco... quien sabe qué nos deparará este año...

Pero como quien mucho abarca poco aprieta, he decidido no pensar en el concepto "año" sino más bien pensaré en "días" y como mucho "meses" y como tanto me gusta hacer he escrito una lista de pequeños proyectos y propósitos para enero


1- Tener una reunión conmigo misma para hacer una lista de aquello a lo que aspira mi corazón...


Por supuesto un evento tan importante como decidir a qué vamos a dedicar nuestros pensamientos y esfuerzos se merece algo de dedicación, los propósitos que nos hagamos deben ser asequibles, cosas que podamos hacer...
Los escribimos en una lista bien bonita y después la ponemos en la agenda amarrada con un clip en la última semana de diciembre para repasarlos ...
Para esto se puede dedicar una tarde, preparar un té, algunos dulces, usar una hoja BONITA, no vale una hoja cualquiera, al fin y al cabo vamos a decidir a qué cosas vamos a dedicar nuestra energía y eso es muy importante!
Mesa Ideal para ponernos a escribir los propósitos, sueños y proyectos


2- Organizar mi taller de costura y mi escritorio para trabajar muy muy a gusto


Bien. he de confesar que llevo más de una semana con este tema, plegando telas, planchando fieltros, organizando botones... pero cuando siento que he acabado nunca estoy satisfecha, mi taller nunca queda como los de Marie Claire Idees claro que mi casa es una casa normal, así que he buscado algunas ideas que puedan ayudar en esto
organizar los botones por colores y ponerlos en botes bonitos.

mirad qué buena idea para organizar las telas!! (foto tomada de aqui)

3- Comprar una libreta bonita que convertiré en mi diario de agradecimientos, donde cada día apuntaré todas aquellas cosas que me han hecho sentir agradecimiento.


4-Preparar una despensa de invierno con a saber: cacao para hacerlo a la taza, pastelitos y galletas, una tableta de chocolate y nata... y cuando el frío apriete más tendré mi rinconcito para un momento superdulce en pijama frente a la estufa

5-Preparar pan de jengibre.


La receta la teneis AQUI
6- Apuntarme a la biblioteca.

7- conseguir bulbos de flores de invierno : narcisos enanos, tulipanes y jacintos, también buscar en algún catálogo o web semillas anuales para empezar a plantar en febrero


Tengo que hacer otra entrada porque estos días he recibido un montón de regalos bonitos y me hace mucha ilusión subirlos al blog!! también he hecho un montón de cosas que os quiero enseñar!! de momento he subido muchas cositas a mi tienda de oh!MyWindyWoods tras muchas horas de organización, aunque reconozco que aún me queda un poco d etrabajo por delante....!!!

FELICISIMO 2012!!!!!!!!!!!!!!

          How Plastic We've Become        

Our bodies carry residues of kitchen plastics

Food for Thought

In the 1967 film classic The Graduate, a businessman corners Benjamin Braddock at a cocktail party and gives him a bit of career advice. "Just one word…plastics."

Although Benjamin didn't heed that recommendation, plenty of other young graduates did. Today, the planet is awash in products spawned by the plastics industry. Residues of plastics have become ubiquitous in the environment—and in our bodies.

A federal government study now reports that bisphenol A (BPA)—the building block of one of the most widely used plastics—laces the bodies of the vast majority of U.S. residents young and old.

Manufacturers link BPA molecules into long chains, called polymers, to make polycarbonate plastics. All of those clear, brittle plastics used in baby bottles, food ware, and small kitchen appliances (like food-processor bowls) are made from polycarbonates. BPA-based resins also line the interiors of most food, beer, and soft-drink cans. With use and heating, polycarbonates can break down, leaching BPA into the materials they contact. Such as foods.

And that could be bad if what happens in laboratory animals also happens in people, because studies in rodents show that BPA can trigger a host of harmful changes, from reproductive havoc to impaired blood-sugar control and obesity (SN: 9/29/07, p. 202).

For the new study, scientists analyzed urine from some 2,500 people who had been recruited between 2003 and 2004 for the National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES). Roughly 92 percent of the individuals hosted measurable amounts of BPA, according to a report in the January Environmental Health Perspectives. It's the first study to measure the pollutant in a representative cross-section of the U.S. population.

Typically, only small traces of BPA turned up, concentrations of a few parts per billion in urine, note chemist Antonia M. Calafat and her colleagues at the Centers for Disease Control and Prevention. However, with hormone-mimicking agents like BPA, even tiny exposures can have notable impacts.

Overall, concentrations measured by Calafat's team were substantially higher than those that have triggered disease, birth defects, and more in exposed animals, notes Frederick S. vom Saal, a University of Missouri-Columbia biologist who has been probing the toxicology of BPA for more than 15 years.

The BPA industry describes things differently. Although Calafat's team reported urine concentrations of BPA, in fact they assayed a breakdown product—the compound by which BPA is excreted, notes Steven G. Hentges of the American Chemistry Council's Polycarbonate/BPA Global Group. As such, he argues, "this does not mean that BPA itself is present in the body or in urine."

On the other hand, few people have direct exposure to the breakdown product.

Hentges' group estimates that the daily BPA intake needed to create urine concentrations reported by the CDC scientists should be in the neighborhood of 50 nanograms per kilogram of bodyweight—or one millionth of an amount at which "no adverse effects" were measured in multi-generation animal studies. In other words, Hentges says, this suggests "a very large margin of safety."

No way, counters vom Saal. If one applies the ratio of BPA intake to excreted values in hosts of published animal studies, concentrations just reported by CDC suggest that the daily intake of most Americans is actually closer to 100 micrograms (µg) per kilogram bodyweight, he says—or some 1,000-fold higher than the industry figure.

Clearly, there are big differences of opinion and interpretation. And a lot may rest on who's right.

Globally, chemical manufacturers produce an estimated 2.8 million tons of BPA each year. The material goes into a broad range of products, many used in and around the home. BPA also serves as the basis of dental sealants, which are resins applied to the teeth of children to protect their pearly whites from cavities (SN: 4/6/96, p. 214). The industry, therefore, has a strong economic interest in seeing that the market for BPA-based products doesn't become eroded by public concerns over the chemical.

And that could happen. About 2 years after a Japanese research team showed that BPA leached out of baby bottles and plastic food ware (see What's Coming Out of Baby's Bottle?), manufacturers of those consumer products voluntarily found BPA substitutes for use in food cans. Some 2 years after that, a different group of Japanese scientists measured concentrations of BPA residues in the urine of college students. About half of the samples came from before the switch, the rest from after the period when BPA was removed from food cans.

By comparing urine values from the two time periods, the researchers showed that BPA residues were much lower—down by at least 50 percent—after Japanese manufacturers had eliminated BPA from the lining of food cans.

Concludes vom Saal, in light of the new CDC data and a growing body of animal data implicating even low-dose BPA exposures with the potential to cause harm, "the most logical thing" for the United States to do would be to follow in Japan's footsteps and "get this stuff [BPA] out of our food."

Kids appear most exposed

Overall, men tend to have statistically lower concentrations of BPA than women, the NHANES data indicate. But the big difference, Calafat says, traces to age. "Children had higher concentrations than adolescents, and they in turn had higher levels than adults," she told Science News Online.

This decreasing body burden with older age "is something we have seen with some other nonpersistent chemicals," Calafat notes—such as phthalates, another class of plasticizers.

The spread between the average BPA concentration that her team measured in children 6 to 11 years old (4.5 µg/liter) and adults (2.5 µg/L) doesn't look like much, but proved reliably different.

The open question is why adults tended to excrete only 55 percent as much BPA. It could mean children have higher exposures, she posits, or perhaps that they break it down less efficiently. "We really need to do more research to be able to answer that question."

Among other differences that emerged in the NHANES analysis: urine residues of BPA decreased with increasing household income and varied somewhat with ethnicity (with Mexican-Americans having the lowest average values, blacks the highest, and white's values in between).

There was also a time-of-day difference, with urine values for any given group tending to be highest in the evening, lowest in the afternoon, and midway between those in the morning. Since BPA's half-life in the body is only about 6 hours, that temporal variation in the chemical's excretion would be consistent with food as a major source of exposure, the CDC scientists note.

In the current NHANES paper, BPA samples were collected only once from each recruit. However, in a paper due to come out in the February Environmental Health Perspectives, Calafat and colleagues from several other institutions looked at how BPA excretion varied over a 2-year span among 82 individuals—men and women—seen at a fertility clinic in Boston.

In contrast to the NHANES data, the upcoming report shows that men tended to have somewhat higher BPA concentrations than women. Then again both groups had only about one-quarter the concentration typical of Americans.

The big difference in the Boston group emerged among the 10 women who ultimately became pregnant. Their BPA excretion increased 33 percent during pregnancy. Owing to the small number of participants in this subset of the study population, the pregnancy-associated change was not statistically significant. However, the researchers report, these are the first data to look for changes during pregnancy and ultimately determining whether some feature of pregnancy—such as a change in diet or metabolism of BPA—really alters body concentrations of the pollutant could be important. It could point to whether the fetus faces an unexpectedly high exposure to the pollutant.

If it does, the fetus could face a double whammy: Not only would exposures be higher during this period of organ and neural development, but rates of detoxification also would be diminished, vom Saal says.

Indeed, in a separate study, one due to be published soon in Reproductive Toxicology, his team administered BPA by ingestion or by injection to 3-day-old mice. Either way, the BPA exposure resulted in comparable BPA concentrations in blood.

What's more, that study found, per unit of BPA delivered, blood values in the newborns were "markedly higher" than other studies have reported for adult rodents exposed to the chemical. And that makes sense, vom Saal says, because the enzyme needed to break BPA down and lead to its excretion is only a tenth as active in babies as in adults. That's true in the mouse, he says, in the rat—and, according to some preliminary data, in humans.

Vom Saal contends that since studies have shown BPA exhibits potent hormonelike activity in human cells at the parts-per-trillion level, and since the new CDC study finds that most people are continually exposed to concentrations well above the parts-per-trillion ballpark, it's time to reevaluate whether it makes sense to use BPA-based products in and around foods.


If you would like to comment on this Food for Thought, please see the blog version.


          Grain dynamics make perfectly flat copper films impossible        
(with video) Misalignments between grain boundaries in nanocrystalline copper films lead to surface roughening in the form of nanoscale ridges and valleys, meaning perfectly flat metal films do not exist.
          New technique creates long carbon nanotubes out of thin air        
Electrolysis using atmospheric CO2 produces novel CNT "wool" while fighting climate change.
          Nanopatterning technique records structural colour at low cost        
New method combining nanoimprint and optical patterning allows long-term archiving of information in an obsolescence-proof form.
          Nanopatterning technique records structural colour at low cost        
New method combining nanoimprint and optical patterning allows long-term archiving of information in an obsolescence-proof form.
          Smaller is better for inertial nanosensors        
Flash: Decreasing the size avoids stiction, allowing greater sensitivity and reliability.
          Photonic nanostructures by design        
Wrinkle lithography and computer-based calculations are a winning combination for making quasi-random structured surfaces.
          NanoVelcro microchips for prenatal testing        
New non-invasive technique could be a safer alternative to amniocentesis and chorionic villus sampling.
          Protein-capturing nanoparticles boost immune response to cancer        
(with video) Coupled with radiotherapy, the new approach helps fight secondary tumours outside of the irradiated area.
          New nanostructured device boosts infrared spectroscopy        
Flash: More efficient light trapping means greater molecular sensitivity.
          Magnetic freestyle nanoswimmer could make biomedical nanobot        
Two-arm device can quickly propagate through viscous fluids like those found in the human body.
          á»ng kính Nikon 14-24mm F2.8 Nano        
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          The Art of Reading Leads to the Art of Writing at the Los Angeles Times Festival of Books on the UCLA campus in Westwood! by Enilde Van Hook        

When is a library, not a library? When it’s a Book Festival where the books come out to play! The Los Angeles Times Festival of Books celebrated its 13th year of book promotions on the UCLA campus with an estimated attendance of over 140,000 people who love to read books!
Here is where the traditional library, once thought to be a stuffy, hush-hush, nerdy and quiet setting transforms itself into a megalomaniac fair of books and stories and documentaries just waiting to come alive. Books become the roller coaster of emotions, the merry-go-round of ideas, the bumper cars of change and the Ferris wheels of fiction.


In this day and age, the traditional library has undergone a radical change in our culture…it has gone outside, yes outside the box, outside the building and outside under yonder shade trees to re-invent itself. Unlike the regular library, where one checks out a book and must return it within a specific amount of time, this type of literary environment goes beyond just borrowing a book. This activity steps into the realm of personal libraries. This is where the reader amasses his or her own library collection of favorite authors, books, books on tape, digital recordings of books, even recordings for the blind and dyslexic by going outside the comfort of indoor lighting and venturing into the elements of nature.



The weekend of April 26th and 27th, under weather conditions reaching over 90 degrees in Westwood, the Pacific Ocean breeze quietly slipped in and around the leaves of Ficus trees, Great Oaks, Pines, and luscious landscaped lawns of one of our most prestigious institutions of higher learning; on the campus of UCLA, surrounded by noble buildings of great learning and ample gardens of exquisite greenery, what promised to be adventure at first, had indeed become an obsession for learning, an unquenchable thirst for more information about one’s world…who was in it in the past? Who’s in it now? Where’s the planet going? Who killed who? Or Whom? What artist leapt to his death from the bridge of misunderstanding? The answers were all there waiting to be revealed once you ventured out into the Festival of Books to bring home some new friends! This was my third year visiting the LA Times Festival of Books.




As I came upon the first of the booths, I saw a long line of people, fanning themselves in the hot sun with only partial shade for some while others brought lawn chairs, umbrellas and water bottles or coolers and bared the heat while reading the LA Times or a comic book they’d purchased while sipping lemonades from the local vendors. “Get your lemonade!” a man shouted from the center of another line of readers waiting for an author. As I made my way down the narrow aisles of celebrity book fans I looked up in time to see that Valerie Bertinelli was about to emerge and I could already see a wave of nervous cameramen and camerawomen with their trigger fingers anxiously poised above their focused lenses. I felt in good company. I too was about to sign copies of my book today. The Kingdom Of Nuts and Bolts, was being released to the reading public and I was headed over to join the authors at booth 715 sponsored by THE GREATER LOS ANGELES WRITER’S SOCIETY.






I was invited to join the Greater Los Angeles Writer’s Society recently and have discovered the treasures of its membership as well as the benefits to career and community. The Greater Los Angeles Writers Society is a non-profit organization dedicated to mentoring writers of all levels in the craft and business of writing. The society works to provide continuing education and a forum for the marketing of a writer’s work. The society is guided by a philosophy of “writers mentoring writers of all disciplines” and their website (www.glaws.org) details their variety of resources, welcoming writers from all over California and the country to learn more about the craft.















I knew I had gotten to the right booth when I saw the buttons they were passing out. “What’s Your Story?” As I was about to take the hot seat of an author…I kid you not; the seat was hot because the sun cast its rays upon the storytellers’ table; I thought to myself again, ‘I’m in fine company!’ I had heard that Gay Talese, Julie Andrews and Tommy Lasorda were telling their stories and here I was, a humble little writer of my first fiction novel about to tell my own.
I resorted to taking pictures to relax my own photo-happy-trigger finger. I always enjoy a good shutterbug moment and this was no exception. So, I took pictures of the authors I was with, while I signed a few books myself.








I met Leslie Ann Moore, the author of Griffin’s Daughter, and I learned she wrote romantic fantasy (which I overheard her telling a reader that she had won an award). I visited her website at www.leslieannmoore.com and was inspired by her story that she is a veterinarian, writer and belly dancer too!






I also met Mike Robinson the author of Too Much Dark Matter, Too Little Gray (which personally as a photographer, I liked the title.) I learned that Mike Robinson is the author of seven novels and two collections. Mike also sold a number of short stories to print and electronic magazines, anthologies and podcasts. Visit Mike’s website at www.freewebs.com and learn that he too is stalking BIG FOOT!






















On Saturday, another author I had the opportunity to meet at the GLAWS booth was Matt Pallamary. We sat together as our fans lined up to talk to us about our books. (Maybe our lines weren’t as long as Valerie Bertinelli’s for her book “Losing it: And Gaining My Life Back One Pound at a Time” but we had a following, nonetheless!) Matt has written his memoirs detailing his spiritual journeys to Peru where he worked with shamanic plant medicines. His most recent book is titled Spirit Matters and his website is www.mattpallamary.com. This was a serendipitous place to be sharing space with Matt Pallamary as I had the rare opportunity to discuss some of my own spiritual stories from my early childhood in Argentina. The Kingdom of Nuts and Bolts is a story about a five-year-old boy named Miguelito, who can see things that others can’t and this makes him special and extra inventive. He has a special magic friend named Hector (made out of nuts and bolts) who teaches him to fix things. The story, a comedy, is set in Buenos Aires, Argentina using the popular genre of South American writers, that of Magical Realism. The story explores an imaginative spirit world set in the 1930’s and is told from the perspectives of a fly, a witch, a seagull, an angel, a demon and two little brothers. The paperback version is available through www.enildeingelsvanhook.com.
and coming soon to www.amazon.com so check the website in mid May for available stock.























Several new, emerging and established writers joined us at the Festival of Books in the GLAWS booth #715. Among them was Joan A. Friedman, a Ph.D. who is an identical twin, herself, and has over thirty years of experience as a psychotherapist specializing in the treatment of twin-related issues. Her new novel, Emotionally Healthy Twins is a comprehensive guide on how to raise twins who are self-realized and distinct individuals.





Dr. Joan Friedman posed for a photo-op alongside two of the movers and shakers of GLAWS; Tony Todaro, one of its original founders (Sci-Fi aficionado) and an established strategic consultant (Todaro Communications) as well as John Weiskopf, the author of The Ascendancy.








The Ascendancy is an appropriate story for today’s times, as John Weiskopf has created a new world mythology at a volatile point in history. His latest novel brings modern day imagination to the old story of Jack in the Beanstalk. The premise of this novel is that a beanstalk starts growing out of the rubble of the World Trade Center and the protagonist Jack Tott, a twenty-six-year-old musician, believes that if he climbs the beanstalk, he will somehow find the means to help save his dying sister. This book is available through www.johnweiskopf.com.
















I met Sandra Walter, the author of The Creator State (www.sandrawalter.com) a story where actors discover a unique state of consciousness and art changes reality. Pictured here to the right is the author of Akira's Army by Keith Kowalczyk as he tells the story of Ray Quincy who becomes a prisoner of war while on his family vacation on a small South Pacific Island (a novel available through midnightpressbooks.com) Also pictured in booth #715 are Tony Todaro, Neil Citrin, and John Weiskopf.









I also had an opportunity to talk to Robin Reed who was also releasing her first novel called Xanthan Gumm. Robin Reed writes in the science fiction genre about hard working creatures called ‘Humans’ who labor to make stories that are loved throughout the Galaxy. One young alien dreams of going to the ‘Forbidden Planet Earth’ to perform in the movies and wants to become famous like his idol, E.T. This book is available through www.barstowproductions.com.






On Sunday at the LA TIMES FESTIVAL OF BOOKS, I had the distinct privilege of sitting at the author’s table with Film Educator and author Charles Domokos. His work in education especially in the cinema and film-editing field has a long history of contributing extremely technical post-production knowledge to film students at USC School of Cinematic Arts, Loyola Marymount and Los Angeles City College. His book titled: Non-linear Editing: The Cutting Edge provides the foundation for the college-level media student to make the leap into the world of film and HD-based professional post-production, as practiced in the Hollywood media community. His book is available through Amazon.com; Barnes&Noble.com or www.GoGardner.com.



While sitting under the canopy of a nearby Elm tree, our booth enjoyed a little more shade and relief from the heat on Sunday, just enough to share our experiences and challenges of our publishing our first books. Charles and I also shared some of our inspirations to write and joked around that in our booth alone, we had the resources for taking my story of The Kingdom of Nuts and Bolts and turning it into a movie using stop-frame animation to create a Hollywood environment for my animated critter made of nuts and bolts and feathers named ‘Hector’. We figured we had a whole production team from writing the screenplay to filming, editing and strategic marketing with Tony Todaro!



Speaking of Tony Todaro, one of the founders of GLAWS, I learned he is a prolific fiction writer as well. He is now working on a final draft of his next novel, “What Comes Around” a story set in a future city by the name of San Angeles, a metropolis divided by rivers and gangs after the ‘Big One’ (the big anticipated earthquake Angelino’s often fear, has already happened in this story) has rearranged the real estate and politics of the Southland. Just a little sneak preview of his upcoming book, finds Fed Corp Special Crimes investigator Major Xander Hunt in the midst of two murder mysteries to solve: the death of prominent physicist Allan Dunwharton, and after a series of battles and attempted assassinations, (perhaps even his own death). Hunt has kept his aging body alive with a concoction of drugs and nanobots, despite decades of damage as a black-ops agent, and the terminal cancer eating at his guts. (Imagine here the actor Sean Connery as the wise, aging officer in the Untouchables, though Hunt thinks of himself as the younger version of a Kevin Costner character.) Tony Todaro is a strategic marketing consultant with a long history in the music business and now shares his expertise with his fellow authors in GLAWS!



With a philosophy of “writers mentoring writers of all disciplines” GLAWS holds monthly informative meetings, often with nationally-known guest speakers, offers critique groups, advice in the craft and business of writing, conducts special events including writers conferences and seminars, and promotes its vision through many businesses and social opportunities.
In April I had the opportunity to attend one of the membership meetings to hear the science fiction and fantasy writer, Tim Powers, author of Anubis Gates and winner of the Philip K. Dick Award. He spoke at length about the essence of “plot” or what actually happens in a story. He encouraged writers to think of the question ‘why’ and then dig deeper and ask no, ‘why, really?’; ‘why really is the character motivated?’ He also gave us an overview of what it is like to be a writer at work. He stated that he had cultivated a sense of both guilt and fear. “Afterall, I play with the cat while truckers have jobs…” In a brief moment I had to talk with him before he got on the podium, he stated that I should write down imaginary bets… but not to do it in my head. He urged me to write thoughts down directly onto the keyboard. In his presentation, he also shared some of the advantages to writing down your ideas and character traits onto index cards and spreading them around your workspace. Maybe one day, if you are experiencing ‘writers block’; maybe the landlord comes around knocking, blows open your door and tromps all over the index cards mixing them up every which way; well, he said, ‘you never know when that might have helped your plot strategy a little!’ TIM POWERS chuckled.

The headline of today’s blog stated that the Art of Reading leads to the Art of Writing. I strongly believe this because I can attest to the significant verbal, literary and visual growth that a child can attain while immersed in a supportive community reading program. That, in and of it-self is where the art of reading leads directly to the successful art of writing. Exposure to the arts at a young age in a person’s life greatly enhances the chances this experience will foster a love of story telling as well as an appreciation for the authors and artists of these works that influence the mind at a critical stage in our development.
I am an example of an After School Reading Program child. My first exposure to library books came about at approximately the age of 8 when I stated participating in the Duarte Public Library After School Reading Program and simultaneously the Monrovia Public Library system in California.







I personally see this important correlation between early reading and early writing because I began to keep a diary at the age of twelve after reading The Diary of a Young Girl by Anne Frank. I went on to improve my reading skills by practicing my writing skills in my journal and reading even more each month until I had practically consumed all the books I could in the children’s section of the Duarte Library. I seem to recall that by the age of thirteen I was already into the adult section where I promptly fell in love with science fiction and The Martian Chronicles by Ray Bradbury. (At the time, I made no physical distinction between the right or left section of the Duarte Library but I did get into trouble with my mother who discovered one day that one of my books had an identifying label from the adult section of the library…I no longer remember what the name of that book was, because I didn’t get to read it…only that it had a harmless picture of a cat on the cover and I distinctly recall how disappointed and rather humiliated I was when I had to return the book to the librarian and admit that I had rules at home I had to follow that superceded library freedoms.)





My consolation was that I was a rebellious child so after that, I no longer checked out the adult books to take home—I just spent my free time reading the contraband stories, sitting cross legged on the floor between the stacks by the light of a window where a beautiful oak tree cast intermittent sun, shade and childhood inspiration; Under these conditions, I finished reading Pearl Buck’s novel The Good Earth. I can’t stress enough the importance of reading in a young person’s life. I admired writers without even knowing what they looked like. Often I didn’t see pictures on the covers. I just knew their voices by the way they would write their sentences. I feel I learned about life, lived through the characters and had adventures I couldn’t even dream of having all through the art of reading a wonderful book.

















By the time I was sixteen, I had obtained my first job away from home. The Duarte Public Library hired me to work as a ‘page’ part time while I attended high school. I was able to devote even more time to filing and flipping through the pages of my most beloved writers and fondest friends. I recall taking a whole summer to finish the novel Hawaii by James Mitchner. These books were my education and entertainment away from the classroom and the schoolyard. By the age of eighteen, I was working for the USC Bookstore during freshman year of college and the Doheny Library by my sophomore year of college.

























Now fast forward to the present day in 2008. I have written and self-published five books of poetry and recently released my first novel, The Kingdom of Nuts and Bolts here at the Los Angeles Times Festival of Books on the campus of UCLA. Was it an accident that I developed into a writer? (In my particular case, I am also a photographer and an artist.) (www.gingervanhook.com) (www.enildeingelsvanhook.com) I don’t think this is a random event. I think there are no accidents in the universe. I firmly believe that everything happens for a reason. I believe in cause and effect. I believe that if you want to end up with a delicious cake, you need to prepare the recipe with proper ingredients. The ingredients leading to the successful art of writing requires nothing short of fresh time, young minds, good books and positive parental and community encouragement to read. The art develops naturally as the heat of age ripens the stories into cupcakes of our culture for everyone to enjoy!

I attended the Duarte Festival of Authors in October of 2005 in Westminster Gardens, in Duarte California just to visit with and enjoy a moment listening to Ray Bradbury as the featured keynote speaker, presented by The Friends of the Duarte Library.



We also support the Monrovia Arts Festival Association which is undergoing a change of name this year. In addition to the changes featured in Monrovia Library Park, with the new Library construction, Monrovia Arts Festival Association is about to be renamed the Monrovia Association of Fine Arts to better define the role of the arts in the community of Monrovia.
The Monrovia Arts Festival Association will continue to serve the arts and artists as well as the after school art programs in Monrovia as well as surrounding communities and schools. I firmly believe, the younger a child is exposed to the arts, in terms of reading, writing, painting, sculpture, photography, film, digital media, comic book art and art history just to name a few of the variety of arts, the more creative a child will grow into adulthood and the more rewarding our communities will be to thrive in.
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          Watch This: Cicadas Kill Bacteria with Structures on Their Wings        

Cicadas don’t use antibacterial wing sanitizer, so how do these insects keep their wings free of bacteria? Hint: it’s structural. The wings of the Clanger cicada kill certain bacteria by ripping their cell membranes. A pattern of pillar-like nanostructures on the wings’ surface put pressure on the bacterial cell membrane, causing it to stretch and eventually tear. In a study […]

The post Watch This: Cicadas Kill Bacteria with Structures on Their Wings appeared first on 80beats.


          But you shouldnt be silent...        

In reply to A little different spin

Seriously Nano. Dont hold back on that type of information, be it you or anyone else.

We have cancer. We had cancer. We are prone to have relapses. All of us! The only thing differentiating us are the odds. We have to live with it. Period!

Not nice to know, but its a fact. And denying it or trying to keep it hidden away is not going to help anyone. If someone doesnt like to be reminded of the risk of relapse or progression, then they should stop reading the threads were it is discussed.

The information given in those threads are important and vital to a lot of people seeking information here. This board would loose a big part of its purpose if a general sentiment of "no no dont talk about prognostic factors and mcc´s in here, lets just pat eachothers backs and send happy thoughts and nothing else because then we get scared" prevailed...

The comfort given, the advises, the wishing of good luck all holds value, but so does the information given about the darker side of RCC, whether we like it or not. What would this forum be without the stories and inputs from the likes of you, Texas, Fox and others? It might be a comforting and warm place to be, but it would also be a collective excersise in denial of reality.

And the latter we certainly dont need...so keep posting and dont hold back.

My five cents.

/G 


          Ah er.. well..        

In reply to A little different spin

Hey Nano...  I am sure that it may be difficult to tell it like it is.. but after all, Denial is NOT a river in Egypt..   Facts are sometimes difficult to give and just as difficult to receive. but they still are facts.  Sadly, I dare say many or even most of us will get that news one day that they have Mets.   I usually am one of those that does not want to know.. but there I was asking that difficult question only a few days after surgery... I saw my Surgeon gulp at the thought of having to give me an answer.. he told me I had about a 60% chance of no Mets.  I smiled at him and stated that was better than I had thought... 

Still after about 9 months of clear scans I went back in to denial, only to have the reality hit when my scans came back with Mets.  I know I would of been better off, had I gotten more info prior surgery, and again prior to my first scan.  After all, knowledge is power.  I blindly went to two Oncologists that were not fully up to the fast pace / latest info on treatments.  I almost made a very bad mistake with Onc number one.. I got lucky that this Dr was not covered by my insurance and I went to Onc two that was obviously incompetent.  So, I went and e-mailed my surgeon asking advice... he quickly got me to one of the best in the country..!   And thanks to this list, I learned a LOT.. more than a LOT..!   Your diet info firmed up what I should or should not eat, thank you.  And, all the info on side effects on Votrient is priceless, it helped me prepare and not panic.. on and on.  I was a lot better prepared for the Votrient than I would of been without this place..!

But one of the best parts of this forum is all the well wishes from people I have never met..!!   So, keep on giving sound advice.. we all need you.. and for that one person that may get a bit mffed about the truth, well.. they soon will (sadly) find out anyway.  but having advance info can also settle the mind...

OK, off to start a new post...  

Be Well All..!

Ron


          I understand and appreciate        

In reply to Be that as it may

I understand and appreciate that. I am relieved to know that it was your sensitivity for some that had you withdraw slightly and not feeling that you served no purpose here. 

I was, and frankly still am, amazed at the depth of information many of you possess. As I mentioned to Nano, I appreciated the frankness with which you spoke to me. I looked forward to your posts because, not only were you demonstrating a level of understanding that gave me comfort, but, you did it in a way that educated me.

Without stroking your ego, you were providing me with information I could use to be of more and better assistance and to understand all the potential paths this damnable disease can take.

I have missed that exchange myself.

I meant no offense to anyone.

Pull no punches! I am hungry to learn while I am repaying the manifold kindnesses and encouragements I have received here.  For now, I can only realte my limited experiences and, yes, cheerlead. Laughing  That will change one day.

Michael


          Comment on ML Updates: Just Keep Writing! by manpans        
Hahahaha, have you done NaNoWriMo?
          WiFi GPS Smart Wrist Watch Android Phone        
Support Nano SIM card and Wifi, you don't always need your phone, make calls with its built-in speaker. You can also take photo and check voice messages and hear the alarms you set. Screen and Multimedia Social function not only for fitness, suburban
          By: Carnival Party Food Ideas (Collection) - Moms & Munchkins        
[…] know this delicious Chocobananos recipe includes chocolate but I’m still calling it healthy because of the banana portion. By […]
          Coloração Infinity Color - Um passo a frente em tecnicologia        
É a primeira coloração a possuir ANGSTRONG TECHNOLOGY, que é o mais avançado sistema de pigmentação, indo muito além da Nano Technology pois divide as moléculas em 10.000.000 de vezes, permitindo colorir os cabelos com mais profundidade, aumentando a fixação e a durabilidade dos pigmentos, oferecendo total cobertura dos cabelos brancos além desta tecnologia possui ainda:
A proteína do trigo (D Phantenol) oferece ao cabelo uma substância semelhante a que existe naturalmente no cabelo que é responsável pelo fortalecimento da fibra capilar, em especial ao Córtex, que é a parte do cabelo onde se encontram as melaninas (pigmentos naturais ou cosméticos). O D Phantenol nutre o bulbo capilar ajudando no crescimento do cabelo e age como um protetor do couro cabeludo durante a coloração.
A Amodimetine (silicone) atua como cimento intercelular que age sobre a cutícula (parte externa do cabelo) responsável pelo brilho e sedosidade. A ação do silicone protege o cabelo evitando o ressecamento e recupera a capacidade natural de reter a umidade dos fios.
Os princípios ativos presentes na formulação deste produto oferecem ao cabelo maior condicionamento e mantêm a umidade natural, o que resulta em cabelos hidratados com mais sedosidade e brilho e seguram por mais tempo a cor cosmética sobre os fios.
FRAGÂNCIA: Aroma suave de Lavanda Fresca Amadeirada.
APRESENTAÇÃO: Bisnaga contendo 60gr.
CONSISTÊNCIA: Cremosa.
MISTURA: As colorações Infinity Color devem ser misturadas aos oxidantes Infinity devido a combinações de princípios ativos presentes nos produtos e a estabilidade dos oxidantes que agilizam seu desempenho. As quantidades quando forem usadas para colorir cabelos com porosidade e que desbotam facilmente, reflexos cobre, vermelho ou em cabelos grisalhos de difícil pigmentação deve ser de 60gr de coloração para 90 ml de oxidante na volumagem necessária de acordo com a cor desejada ou a cor natural do cabelo e textura dos fios. Quando se usar cores para fazer clareamento a mistura de oxidante poderá ser para cada 60gr de coloração 110ml de oxidante.
DESCOLORANTES
O Pó Descolorante é constituído por uma combinação de extraordinários produtos rigorosamente selecionados e com matéria-prima importada da Alemanha. É um descolorante de última geração não volátil nem desprende amônia, oferecendo mais conforto para o profissional e para a cliente.
Pós Descolorante Blond Light
Pó Descolorante Blond Light Infinty Color é indicado para cabelos sensíveis tais como: cabelos finos, delicados e sensibilizados ou com histórico de químicas anteriores, como bases alisantes, entre outros. Este produto poderá ser utilizado em todas as técnicas de reflexos, ballayagens, decapagens e clareamento de cabelos. Graças a sua fórmula auto protetora contendo colágeno solúvel seus cabelos vão ficar mais fáceis de pentear e com muito brilho.
Embalagem: 500g
Pós Descolorante Ultra Blond
O Pó Descolorante Ultra Blond Infinity Color é indicado para cabelos com fios grossos e resistentes onde o resultado alcançado é de um clareamento rápido e superior aos demais descolorantes. Seu uso não é indicado para cabelos sensibilizados. Este produto pode ser utilizado em todas as técnicas de reflexos, ballayagens, decapagens e clareamento de cabelos. Graças ao efeito de sua formula auto protetora contendo colágeno solúvel seus cabelos vão ficar mais fáceis de pentear e com muito brilho.
Embalagem: 500g
OXIDANTES CREMOSOS
Oxidantes com estabilidade apropriada para o uso com colorações INFINITY. Contém na sua composição Peróxido de Hidrogênio que associado às colorações e ao pó descolorante completam a ação na troca dos pigmentos naturais por pigmentos cosméticos. Contém princípios ativos que melhoram a textura dos cabelos e da estabilidade química aos oxidantes.
AROMA: Lavanda Amadeirada (Suave)
APRESENTAÇÃO: Embalagem plástica contendo 900ml.
VOLUMAGEM:
10vol - oxidante cremoso 3% de peróxido de hidrogênio.
20vol - oxidante cremoso 6% de peróxido de hidrogênio.
30vol - oxidante cremoso 9%de peróxido de hidrogênio.
40vol - oxidante cremoso 12% de peróxido de hidrogênio.
          By: Chocobananos | La Vie Overseas        
[…] 1: Purchase melting chocolate and chocobanano sticks. Melher brand is available in your local Latino market, but you probably use magic shell (bonus: you get to skip the melting step) and regular popsicle […]
          By: Tracy López        
I don't watch that show so I had to look up the reference. I had no idea chocobananos had made it so big LOL
           Carbon nanotubes exert basic excitatory enhancement in rat brain slices         
Varró, Petra and Szigyártó, Imola and Gergely, A. and Kálmán, Erika and Világi, Ildikó (2013) Carbon nanotubes exert basic excitatory enhancement in rat brain slices. Acta Biologica Hungarica, 64 (2). pp. 137-151. ISSN 0236-5383
           Carbon nanotubes exert basic excitatory enhancement in rat brain slices         
Varró, Petra and Szigyártó, Imola Csilla and Gergely, András and Kálmán, Erika and Világi, Ildikó (2013) Carbon nanotubes exert basic excitatory enhancement in rat brain slices. Acta Biologica Hungarica, 64 (2). pp. 137-151. ISSN 0236-5383 (print), 1588-256X (online)
          ÐÐ°Ð½Ð¾Ñ‚ехнологии AUTOSOL        
Нанотехнологии AUTOSOL AUTOSOL Nano Protection Hard Wax / Hartwachs Введение: значение и решения нано технологий по уходу за автомобилем -1 1. Развитие нано защиты AUTOSOL Nano Protection Hartwachs - 2 1.1 Полевые испытания с целью проверки эффективности консервации (сохранности) - 2 1.2 Тестируемое оборудование - 3 2. Результаты испытаний - 4 2.1 Обрабатываемость: нанесение, время сушки и способность к полировке - 4 2.2 Внешний вид обработанных поверхностей: поверхностное изображение, глубина цвета и блеск, смазочная и касательная устойчивость - 5 2.3 Консервация (Сохранение): гидрофобизация (водоотталкивающая обработка), стойкость к мытью и консервации - 5 Заключение - 9 Информация о продукте: области применения и указания, инструкция по применению, ингредиенты / химическая характеристика, основные технохимические параметры и информация по опасным веществам - 10 Введение: значение и решения нано технологий по уходу за автомобилем Нанотехнологии является одной из ключевых технологий 21 века с богатым и разнообразным, вряд ли предсказуемым потенциалом в применении и инновациях в области химии, биологии и медицины, физики и исследования материалов, энергетики и информационных технологий. Чисто геометрически приставка "нано" (по-гречески: карлик) обозначает огромную область, которая ведет к атомным и молекулярным размерам; 1 нм соответствует миллионной части миллиметра. Длина волны видимого света лежит в пределах 400-800 нм. Для частиц с меньшим диаметром рассеяние света значительно снижается, так что эти так называемые нано частицы невозможно видеть, они прозрачны. Это открывает нам принципиальную возможность объединять в сеть нано частицы или каркас неорганических молекул, содержащих органические структуры сети, которая искажает внешний вид чувствительного автомобильного лака. В первую очередь в нанотехнологии речь идет об использовании новых функций и характеристик, которые базируются с одной стороны на геометрических размерах, а с другой на материальных особенностях нано структур. Нано структурированные поверхности должны значительно сократить прилипание грязи и жидкостей. На обычной поверхности, такой как плитка ванной комнаты или лакированный капот, капля воды растекается очень плоско (краевой угол 90 °). Таким образом, нано технология должна привести к новым, чрезвычайно улучшенным водоотталкивающим и водонепроницаемым характеристикам обработанных лакированных поверхностей (рис. 1). – Со многими способами повреждения автомобильного лака, такими как реагенты, древесная смола, птичий помет и царапины после мойки, можно искусственно бороться использованием нанотехнологий. Рисунок 1 Шарообразная капля воды (контактный угол> 90 °) на лаке, покрытом Нанотехнологии AUTOSOL Nano Protection Hartwachs (разработка рецепта H 86). 1. Развитие нано защиты нанотехнологии AUTOSOL Nano Protection Hartwachs В 2002 году один именитый химический концерн представил новаторский водоотталивающий продукт. На основе новых нано частиц, высоко гидрофобных полимеров и современных, высокоэффективных синтетических восков отдел F&E DURSOL-FABRIK разработал новый лакосохраняющий продукт. Разработка-рецептура H 86 позволяет увеличить эффективность сохранения до 300% по сравнению с продуктами-ориентирами. 1.1. Полевые испытания с целью проверки эффективности консервации 13 лет назад Союз промышленников гигиенических и моющих средств (IKW), Франкфурт на Майне, в рамках рекомендаций по оценке качества средств по уходу и очистке автомобилей определили консерватор лака (твердый воск, защитный воск, длительная защита лака), его область использования и критерии тестирования. Тесты по гидрофобности, то есть быстроте и полноте стекания воды, а также стойкости к мытью и консервации будут проводиться исключительно в лабораторных условиях на лакированных стальных листах минимального размера 15 х 30 см. Компания DURSOL-FABRIK, напротив, разработала тестовую процедуру для средств по уходу за лаком (стандарт разработки LP), который к тому же основан на различных стандартных лабораторных испытаниях тестов по применению в рамках . Это означает, что для каждого теста будут использованы автомобили разных производителей и состояний лака (возраста, пробега), которые в период испытаний будут находиться в нормальном, приближенном к практике влиянии окружающей среды. Спектр контроля включает в себя все вышеупомянутые этапы испытаний стандарта качества IKW вместе, что, учитывая влияние окружающей среды, в которой находится машина, сделает наше суждение более справедливым. Например, мы должны придерживаться ранее упомянутых реагентов, насекомых, древесной смолы и т.д. Изучение этих эффектов в лабораторных условиях едва ли возможно. 1.2. Испытательное оборудование Тестируемые автомобили 12 автомобилей различных производителей в рамках прикладного технического исследования были обработаны конечным продуктом разработки. Тестированию подвергались автомобили разных цветов лаков, в том числе металлического, и разных возрастных групп: новые транспортные средства (малого пробега, до 2 лет), 3-5 лет (около 50000 км), более старые автомобили (> 7 лет и / или > 100000 км). Портальные мойки В отличие от сравнительно мягкого процесса мойки стандарта качества IKW тестируемые автомобили еженедельно мыли в портальной мойке. Применяемые моечные щетки оказывали высокую механическую нагрузку (абразивность, царапины и т.д.), тогда так нормами IKW предусматривается ручная мойка испытуемого листового металла шампунем и губкой. В этом смысле, реальные условия, которым подвергается автомобиль, явно учтены. Многие владельцы новых темно окрашенных автомобилей уже после нескольких проходов в мойке наблюдают на грязезащитных крыльях мелкие светлые горизонтальные царапины, которые образуются от механической нагрузки моечных щеток на прозрачный лак, В ходе мойки машин принципиально важным является применение исключительно неводооталкивающего автомобильного шампуня, т.к. так называемые воски для моек и средства, содействующие стеканию воды, подделывают консервирующее состояние лака. Подготовка к тестам Новые транспортные средства (лаки), сразу же после мойки были обработаны тестируемым консервирующим продуктом. Более старые автомобили после мойки, как правило, сперва были основательно очищены от обветренных пигментов лака (с помощью очистителя лака (Lackreiniger), у которого нет консервирующих свойств), а затем обработаны. Тестовые продукты и процедуры Согласно стандарту развития LP, на автомобиль половину был нанесен продукт разработки нанотехнологии AUTOSOL Nano Protection Hartwachs и соответствующие сравниваемые продукты. Тестовые критерии нанесения, полируемости, отражения лака и глубины цвета были зарегистрированы. Только что обработанные тестируемые транспортные средства были облиты пресной водой (без минеральных солей, по 10 л на капот, крышу и при необходимости заднюю часть) с целью оценки начальной консервации. Была оценена эффективность водоотталкивания продукта разработки Н 86 относительно других продуктов-ориентиров (быстрота стекания воды и количественная оценка эффекта водоотталкивания). В ходе последующих полевых или практических испытаний транспортные средства мыли один раз в неделю в портальной мойке. После мойки автомобиля неводоотталкивающим автомобильным шампунем обработанные лакированные элементы (капот, крыша и, возможно, задняя часть) были облиты водой, и эффективность консервации запротоколирована во временном процессе автомойки на испытательном участке. Рейтинг колеблется в зависимости от обработанного автомобиля или лака по шкале от +3 через 0 (= обазец) до -3. 2. Результаты испытаний В соответствии с ранее проведенными техническими испытаниями по эффективности консервации продукта разработки Нанотехнологии AUTOSOL Nano Protection Hartwachs (разработка-рецепт H 86), может быть констатирован следующий профиль эффективности консервации. 2.1 Обрабатываемость: нанесение, время сушки и способность к полировке (стандарт IKW, раздел 6.1) Положительная рейтинговая оценка по отношению к ведущим продуктам-ориентирам в первую очередь сводится к низкой вязкости разработанного продукта. Это также относится и ко времени высыхания (времени между нанесением и готовностью к полировке), так как из-за использования растворителя оно невелико по сравнению с формулами, основанными на воде. Легкость полировки Нанотехнологии AUTOSOL Nano Protection Hartwachs, который в основном обеспечивает удобство применения, является существенной отличительной от конкурирующих продуктов чертой. 2.2 Внешний вид обработанных поверхностей: поверхностное изображение, глубина цвета и блеск, смазочная и касательная устойчивость В этом отношении продукт разработки, несомненно, является самым мощным (высокопродуктивным). Тонкое равномерное нанесение продукта и легкость при полировке, несомненно, являются при этом определяющими. 2.3 Консервация: гидрофобизация (водоотталкивающая отделка), устойчивость к мытью и сохранению (стандарт IKW, раздел 6.3) Что касается первоначальной консервации, при которой скорость и полнота водного потока записывается, Нанотехнологии AUTOSOL Nano Protection Hartwachs имеет незначительные преимущества перед продутами-конкурентами. В конечном итоге для водителя первичной пользой нанотехнологий будет долгосрочный консервирующий эффект продукта разработки H 86. При преобразовании рейтинга стандарта IKW оценки качества сохранения лака, спектр которого вар
          varie (ed eventuali)        
Ieri sera, senza sapere cosa aspettarmi, sono andato a vedere .

Sono rimasto impressionato dalla storia, dall'enorme profondità dell'argomento, che nel film è espressa benissimo.
Vi consiglio di andare a vederlo, ma attenzione, non è il film da popcorn.

quel film, inaspettatamente, finisce sulle note di Ramshackle Day Parade - ... Joe mi insegue, ormai è una ossessione (ed immagino risalterà anche sul profilo di last.fm).
E per la cronaca, son andato a vederlo una seconda volta, e credo andrei una terza e qualcuno volesse essere accompagnato... non mi era mai successo.

(E non credevo mi sarebbe mai potuto succedere di andare a vedere un film per 3 €, tornarci 15 giorni dopo (stesso cinema) e pagare 3,50 €)

PS: le elezioni si avvicinano e son sempre più sofferente e spaesato
          Apple regala iPods a los estudiantes        
Mientras trabaja en una nueva mac destinada a la educación, Apple lanza una promo buenísima: si un estudiante compra un MacBook, MacBook Pro, iMac o Power Mac G5, le regalan un iPod nano. ¿Para cuándo una campaña de estas características en la Argentina?
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Aunque llevo unos días que no doy abasto (Nueve en concreto, desde que empezó el mes de noviembre y con ello mi pesadilla), he decidido tomarme un descanso para compartir un pequeño relato. Por cierto, el reto del NaNoWriMo lo... Seguir leyendo →
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Questo post rappresenta uno scenario di una possibile risposta americana ai continui test missilistici (ed atomici) della Corea del Nord. Questi test avvicinano ogni giorno di più Pyongyang, ed il suo Leader Kim Jong Un, alla capacità di attaccare con un ordigno nucleare gli Stati Uniti continentali. Più volte abbiamo ascoltato, negli ultimi mesi, l’amministrazione […]
          Measuring graphics performance        
If you want to measure the render time, it doesn't work very well with a standard OS timer function. The reason for this is that OpenGL will do some of the work in the background, which means your timer function can return a value close to zero. There is support in OpenGL 3.3 to request the actual render time, using queries. This is done in a couple of steps:
  1. Request OpenGL to begin the query.
  2. Do the Draw operation
  3. Request OpenGL to stop the query.
  4. Read out the result of the query.
The problem is that you obviously can't read the result until the drawing is done. And as already mentioned, the actual drawing may be done in the background and still not be complete when you ask for the result. That means that OpenGL will have to wait until the drawing is actually done, and then return the result. This can severely degrade the performance. It could be okay if you only do this during development, but it will screw up the timing of other functions, and be less helpful.

The result of a query is available until you start the next query on the same query ID. As long as the result isn't requested too early, the pipeline will not be disturbed. The trick I am using is to read out the result the frame after, instead of in the current frame. The draw back is that the result will be one frame old, which is not a problem for doing statistics. That is why, in the pseudo code below, I read out the result first, and then request a new query to be set up.

GLuint queries[3]; // The unique query id
GLuint queryResults[3]; // Save the time, in nanoseconds

void Init() {
    glGenQueries(3, queries);
}

The main loop is as follows:

bool firstFrame = true;
while(1) {
    if (!firstFrame)
        glGetQueryObjectuiv(queries[0], GL_QUERY_RESULT, &queryResults[0]);
    glBeginQuery(GL_TIME_ELAPSED, queries[0]);
    DrawTerrain();
    glEndQuery(GL_TIME_ELAPSED);

    if (!firstFrame)
        glGetQueryObjectuiv(queries[1], GL_QUERY_RESULT, &queryResults[1]);
    glBeginQuery(GL_TIME_ELAPSED, queries[1]);
    DrawTransparents();
    glEndQuery(GL_TIME_ELAPSED);

    if (!firstFrame)
        glGetQueryObjectuiv(queries[2], GL_QUERY_RESULT, &queryResults[2]);
    glBeginQuery(GL_TIME_ELAPSED, queries[2]);
    DrawMonsters();
    glEndQuery(GL_TIME_ELAPSED);

    printf("Terrain: %.2f ms, Transparent: %.2f ms, Monsters: %2.f ms\n",
        queryResult[0]*0.000001, queryResult[1]*0.000001, queryResult[2]*0.000001);
    SwapBuffers();
    firstFrame = false;
}

C++ Implementation

For a C++ class automating the measurement, see Ephenation TimeMeasure header file and implementation file.

AMD

If you have a graphics card from AMD, there is a tool available that will give very detailed timing reports: GPUPerfAPI.

Revision history

2012-06-13 Added reference to AMD tool.
2013-02-07 Added reference to class implementation.

          Comment on Hippie Photoshoot by nanon        
these pics are AWESOME and she is so pretty I WANT HER HAIR!!!
          LA TERRA (per un nuovo umanesimo)        



 
Viviamo lontani dalla terra ed in un graduale distacco dalla carne (ma questa è un'altra amnesia). Calchiamo la terra con i piedi, ma la conosciamo sempre meno, non la tocchiamo con le mani, non lasciamo orme a piedi nudi. Il fango va lavato, gli stivali e le scarpe ci proteggono, i pneumatici ci portano rapidamente da qui a là senza quasi nessun contatto.

Fra noi e la terra abbiamo frapposto degli intermediari sconosciuti, gente lontana, che spesso parla altre lingue e viene ancora a patti con una terra lontana, ma purtroppo non per sé lavorano, ma per altre organizzazioni ancora. Enormi golem finanziari raccolgono il lavoro di questi contadini spesso disperati, grano, soia, mais, patate, zucchero, cotone e caffé e lo lavorano, lo trasformano, lo alterano chimicamente, lo confezionano e lo imballano. Spesso da un'estremità del pianeta riforniscono la parte opposta, caricando tutto su navi, treni, container, camion. Il materiale deperibile viene stipato nei frigo e rifornisce enormi ipermercati, dove si vendono cibo, computer,pupazzi di pelouche, biciclette e aspirapolvere.

Le macchine non hanno bisogno di cibo, ma necessitano di elettricità. Il proliferare delle macchine ingurgita risorse in modo insostenibile, aliena la terra all'uomo, contamina l'acqua e svuota i fiumi. L'uomo ridotto a macchina ignora la terra, si rifornisce spesso acriticamente di combustibile organico, ma ha perso il contatto con la terra che abita. L'agricoltura nei paesi “sviluppati” ed in Italia in particolare langue. Eppure il fabbisogno di cibo sale.

Dove si alimenta la contraddizione fra l'abbandono dell'agricoltura, dell'autosostentamento e della capacità di render fertile la terra, a cui corrisponde per contro un aumento delle necessità alimentari? Il ritorno dell'uomo, la fine del suo travestimento a macchina biologica, la riconquista della coscienza e dello spirito per un nuovo umanesimo, cercano un piano d'appoggio e questo piano d'appoggio è la terra.
Senza la fatica, senza la pioggia e il letame, senza la vanga e la zappa, siamo condannati a rifornirci di nulla organico, facendo del cibo una sosta ad una stazione di servizio dotata di ampio parcheggio. Le mani nel fango sono un battesimo, le unghie sporche e la schiena indolenzita testimoniano di un'autenticità perduta fra questi alimenti sigillati nel polietilene.

Non è una romantica lotta di retroguardia, più semplicemente mangiare taralli fatti con i cereali per i maiali ci uccide, così come ci uccidono molti artefatti cibi moderni: non sono adatti all'organismo, non sono dono fresco della terra.

L'intendimento di terra come risorsa, come luogo dove massimizzare la produzione e le prestazioni, esattamente come si parlasse di un qualsiasi prodotto elettronico, è un intendimento che non solo ci esclude da una relazione con la terra, dal ringraziamento per i frutti che così generosamente ci dà, ma inesorabilmente avvelena prima l''anima e poi il corpo, mancando appunto una relazione, una dedizione ed un rispetto, che alla fine sono parte integrante del prodotto finale: il cibo.

Ridurre il cibo ad un combustibile è un suicidio, abbandonare la terra è solo preparare un esilio volontario ed inconsapevole.


          ALWAYS SUNDAY        

iridium 2006 from nervegascloud on Vimeo.


Sono arrivate le liberalizzazioni e nella mia città da una settimana all’altra i negozi, soprattutto i centri commerciali e gli ipermercati, restano aperti anche la domenica. Passo con l’auto in tangenziale e mi sorprendo nel vedere le insegne assurdamente luccicanti.
Tutto come durante la settimana, tutto spalancato, si compra e si vende. Naturalmente i piazzali d’asfalto antistanti a questi orribili edifici si ingravidano di automobili che vanno e vengono.Tumore chiama tumore.

La pausa, il silenzio, lasciano il posto alle luci squillanti che illuminano peperoni, prosciutti crudi, pagnotte e bottiglie di vino. La domenica della marmellata e della passata di pomodoro dilaga come un'infezione. Candeggina? Assorbenti? Dentifricio? Formaggini? Carrelli stracolmi vomitano il loro contenuto anche quando tutto dovrebbe tacere, salvo poi scoprire che sempre meno merci escono nei fatti dai negozi. Un'alluvione di niente. Commessi, cassiere e altri dipendenti si affannano quando potrebbero riposarsi. Si fermeranno in un altro momento, ma forse questo accadrà in giornate in cui altri avranno gli impegni che loro affrontano ora, magari familiari, mogli, figli, amanti. Una deriva senza senso di relazioni tranciate.

La sosta domenicale è stata rimossa, il momento della riflessione, della pausa, della preghiera e dell’ozio annichilito, il silenzio cancellato in favore della folla e della follia.

La sospensione malinconica, se non la noia, fatta poesia da Leopardi nel suo Sabato del villaggio è ora definitivamente archiviata:

Questo di sette è il più gradito giorno,

Pien di speme e di gioia

Diman tristezza e noia

Recheran l’ore, ed al travaglio usato

Ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Il sapore vitale che portava con sé il sabato, amputata la domenica, rende il poetare Leopardiano senza senso. Un sabato senza domenica è giorno fra i giorni è promessa senza spazio per realizzarsi.

Affoghiamo in un fango dove ogni giorno è domenica o lunedì o venerdì. Il rituale (l'ennesimo) è stato rimosso per decreto e la barbarie di assurdi tempi moderni travolge maleodorante le nostre vite, restituendoci lo sterco di ore evirate da ogni sacralità. Tutto luccica vanamente, senza senso e senza poesia, a favore di quel che è apparentemente utile, ma che in realtà mira ad ammazzarci tutti quanti. E' sempre domenica, non sarà mai più domenica.

          My 10 Favorite Things About Living and Teaching in Korea        
I'm two days away from leaving Korea. In two years of living here, I have developed deeply ambivalent feelings about both my experience here and the society itself. A couple days ago, I was re-reading The Prophet, and I was surprised to find a section that echoed my feelings about leaving Korea:

The hero has been in a strange land for twelve years and upon seeing the ship that will return him to his homeland...

"the gates of his heart were flung open, and his joy flew far over the sea. And he closed his eyes and prayed in the silences of his soul.

But as he descended the hill, a sadness came upon him, and he thought in his heart: How shall I go in peace and without sorrow? Nay, not without a wound in the spirit shall I leave this city.

Long were the days of pain I have spent within its walls, and long were the nights of aloneness; and who can depart from his pain and his aloneness without regret?

Too many fragments of the spirit have I scatterd in these streets, and too many are the children of my longing that walk naked among these hills, and I cannot withdraw from them without a bruden and an ache.

It is not a garment I cast off this day, but a skin that I tear with my own hands.

Nor is it a thought I leave behind me, but a heart made sweet with hunger and with thirst.

Yet I cannot tarry longer.

The sea that calls all things unto her calls me, and I must embark.

For to stay, though the hours burn in the night, is to freeze and crystallize and be bound in a mould."

A bit dramatic perhaps, but it really nails how I'm feeling. But, moving along... last week I posted my 10 least favorite things about living and teaching here, and here are my 10 favorite things about living and teaching here, plus a few runners-up.

Runners-up

Ice cream bars -- This didn't make the top ten because it has been absolutely disastrous for my fitness. At every convenience store, and they're everywhere, there is a freezer full of delicious ice cream on a stick in every flavor you could imagine and more (one of my favorites is a chocolate bar on a stick, surrounded with "nano-silver vanilla", coated with chocolate and peanuts, another is melon, another still is watermelon flavored and shaped ice cream with hazelnut seeds). A full price bar is 700 won ($.55), and most places sell them at half price. I don't know how that can be profitable (and I probably don't want to), but it sure does make for a delicious, fattening summer.

Elders' robustness -- Before the monsoon came with its endless days of rain, I was playing tennis every morning with a 64 year old man that was in nearly as good of shape as I am. I never saw him eat an ice cream bar. On my way to school, I routinely see 80-something year old men and women hunched over working in the fields, digging up potatoes or planting chili pepper plants. I've never seen them eating ice cream bars either.

Lack of zoning -- Where I come from, an area is either commercial or residential, so people end up driving a lot. Here, everything is mixed together, so people walk. On one level, it's nice to have a convenience store (with ice cream bars) in the same building as my apartment. On another level, it gets people out in the streets and creates a mixing of people and a sense of community involvement that I think we could use more of at home.

Free time -- I am ambivalent about this. Every single day here, I've had hours of free time. I play guitar, watch TV, read, watch movies, cook, paint, play online games, meditate, etc. I have learned a lot from the reading I've done, I'm a better guitarist and singer and cook, and I'm a champion of Settlers of Catan (my online game of choice), but I'm also bored a lot and frequently feel like I'm wasting my life away. It is that feeling that compelled me to take the plunge into grad school at the end of my contract here.

Now, to the top ten....

10. Gardens everywhere --
This province, Gangwon-do, is notorious in Korea for being difficult to grow food. The people respond by growing food absolutely everywhere. Any land that is less than a 15% incline and is not paved over is growing food, without exception. That's true whether it's someone's front yard, a triangle of dirt between a bridge and road, or way up in the valleys that surround the towns. They're not farms, much more like what we think of as gardens. They grow chili peppers, corn, soy beans, onions, garlic, potatoes, greens, grapes and on the occasional flat section of land, rice. This is this old couple's yard. It's worth noting that it's September and they're planting, probably the third crop of the year. I'm certain they would think we are insane for the money, effort, fertilizer and pesticides we put into grass.

9. Jjimjilbang -- These are combination health club, sauna and recreation center. Admission is about $5 and for that you soak in hot tubs infused with jade or eucalyptus or whatever, sweat in the saunas and steam rooms, and get a sports massage or a scrub down from an old Korean man wearing nothing more than briefs. There are restaurants, but for reasons that escape me Koreans seem to prefer to pig out on hard boiled eggs at these places. There are barbers and televisions and computers and massage chairs and cold and hot rooms and salt rooms and charcoal rooms and oxygen rooms. A great place to hang out and warm up in the winter or sweat out in the summer.

8. Outdoorsiness -- Koreans love the outdoors, whether eating squid jerky and drinking rice wine behind an apartment building, or hiking through valleys (which they have done an excellent job of protecting by concentrating in the cities the population of 50 million people in a country the size of Indiana). I love the tendency toward the outdoors, especially in summer, when restaurants pull out their plastic tables and the dining room floors spill out into the streets. The images of dozens of Koreans eating, drinking and laughing in a courtyard on a warm summer night will stay with me for a long time.

7. The sweet kids --
Not all of them were, but the ones that were sweet were the cutest, kindest, funnest kids I've ever known.















6. The restaurants & the food -- A lot of foreigners here complain about the cuisine, and while I admit the flavors can get a bit monotonous (sesame oil, soy sauce, garlic and chilies), I love the food, even though much of it is off limits to me as a vegetarian. Restaurants typically specialize in just a few dishes, are usually owned and run by an old lady who might work with one other old lady to prepare the food, serve the food, clean the place and everything. My favorite restaurant in town is a place where a 4' 6" 60 year old lady serves grilled fish lettuce wraps (I'm a quasi-vegetarian here) and seems to rotate through being amused, confused, appreciative and fed-up with the foreigners that frequent her place. The prices, and there's no tax or tipping, so what you see on the menu on the wall is what you actually pay, for a typically quick meal might be $3, and unless it's a very special dish (or foreign food or drink), meals rarely exceed $10 per person.

Every meal comes with bancheon, side dishes, that always include kimchi and usually other fermented vegetables. In a cheap place, you might just get three little kimchis, in a nicer place, it's not uncommon to get over ten bancheon, and they might include fried fish or raw octopus or other treats that can be even better than the central meal itself. In most cases, everything is shared with everyone at the table. In fact, when eating with Koreans, even glasses are shared -- it's a neat little social device... if you see that someone is bored or if you want to chat with someone that you're not sitting near, you take them your empty glass and a bottle of soju (chemically fermented rice wine) and pour them a shot, and in that manner, over a meal that might last a few hours, people move around (everyone sits on the floor) and everyone talks with everyone, everyone shares germs and everyone gets drunk.

5. Community focus -- This is the highest ranking item that is really about Korean society, as the next four each have to do with my position here. On the whole, I'm not a big fan of Confucianism, at least as it operates in modern Korea. However, the focus on social harmony is really nice, and something that I think we North Americans could learn a lot from. Where I is the dominant pronoun in the US, we is here. Studies have shown that the different mindsets actually affect visual perception, such that Asians are more inclined to view ambiguous situations from a removed, more holistic perspective, whereas Westerners are more inclined to view the same situation from inside it, from a first person perspective. Unfortunately, because of the xenophobia here, foreigners are not always considered part of the community in the same way Koreans are, which I think makes being a foreigner here harder than it would be in a more individualistic society like the US. But, while I'm sure my Korean friends still think I'm terribly obstuse and inconsiderate, this mindset has implanted itself in my head, and I'm glad for it. I hope it stays with me through the years.

4. Income:expenses ratio -- The salary foreigners earn teaching in Korea isn't anything special, except that foreign teachers' apartments are paid for by employers, as are airfare here and home and immigration costs. Food is cheap, entertainment (at least out here in the boonies) is scarce, and buying stuff doesn't usually make sense when you know you have to fit everything you own into two suitcases at the end of the year. Health care is nationalized and very inexpensive and the tax structure is very progressive so even those who aren't exempt pay less than 4% income tax. I have been saving almost 80% of my salary, and on top of that I'll receive about two months' bonus pay at the end of my contract. No one has gotten rich doing it, but especially for folks right out of college or when the job market at home is what it is right now, it can be a very solid financial move.

3. Vacation time & neighboring destinations -- While I've been here, I've spent time in China, Vietnam, Laos, Japan, Thailand, and Thailand again. Spending almost the entire month of February in Thailand is about as good as it gets. And it was a relatively quick flight on a lovely Asian airline to get there.

2. Novelty in everything -- Living here is a bit like being a child. You never really know what's going on, you don't have responsibilities the same way you would at home, you're easily surprised, and routine events are novel and exciting. It's incredibly frustrating, but also really enjoyable.

1. Anonymity & outsiderness -- There is something comforting about knowing that no one knows you, and that no one can. If people are going to stare at me as I walk down the street, I might as well wear shorts and flip-flops and sing as I walk. If my students are going to think I'm a weird foreigner anyway, it's much easier to engage them with silly foolishness that I might hold back at home. At home, as soon as you see someone, you thin-slice their age, sex, body language, clothing, and a thousand other things and make a judgement about who they are and how they relate to you in society. In a culture as foreign as this, that's impossible. Advertising doesn't affect you, because it is designed to take advantage of the human mind's inability to stop thin slicing. And not understanding what that 16 year old girl on the bus won't stop talking about can be really nice.

I couldn't have named this at the time, but this is what brought me back to Korea for a second year. When you remove a person from their native culture, you force them to examine themselves in way that is otherwise impossible. We define ourselves by our relations: to our jobs, our achievements, our friends and family, our hobbies, and the culture we consume (and, less often it seems, create). Take away all those things and one has to look internally for a sense of identity. That transformation started for me in my first year here, but it didn't have time to run to completion. When I got home, I didn't identify in society as I had previously, but I was still looking to things like my friends and my job to define my position in society, my social identity, especially since it had been upended since I had left. I ended up feeling lost and floundering around for quite a while before returning to Korea. I don't know if that transition ever really reaches completion, but I know that I am going home with a much stronger internal compass than I had before I came to Korea, in addition to a much broader perspective on culture, politics and the world.

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          Eccezzzzzziunaleeeeeeeeeeeeee!        

Venerdì esce nelle sale il sequel

Sabrina Ferilli, Nino Frassica e Anna Maria Barbera (in arte Sconsolata) sono alcuni degli attori che accompagnano Diego Abatantuono in "Eccezzziunale veramente capitolo secondo... me",  nelle sale italiane il 20 gennaio in 450 copie. "Abbiamo deciso di girare questo secondo episodio per le tante richieste che abbiamo ricevuto", ha spiegato Abatantuono.

L'attore ha anche parlato di "attesa sproporzionata" e ha chiarito come maggiore insistenza sia arrivata "soprattutto dai più giovani, quelli che hanno potuto vedere l'originale soltanto in dvd o che forse non lo hanno neanche mai visto".
     
"Quello che ci interessava più di ogni cosa - ha proseguito Abatantuono - era fare soprattutto un film comico, come ormai non se ne fanno più". In "Eccezzziunale veramente capitolo secondo... me" (costo complessivo 8 milioni di euro) l'attore milanese riprende i ruoli dei tre personaggi che interpretava agli inizi degli anni '80, il milanista Donato, l'interista Franco e lo juventino Tirzan.


(da tgcom)


          Senior Analytical Scientist, Nanoparticle Characterization        
NY-Pearl River, The qualified candidate will lead the design and implementation of analytical assays in support of new polymeric nanoparticles and liposomal formulations. The colleague will work with a cross-functional development team and apply a variety of analytical methodologies to support physical and chemical characterization of API, polymeric nanoparticles and liposomal formulations. The candidate should b
          Principal Scientist, Polymeric Nanoparticle Formulation        
NY-Pearl River, A Principal Scientist position is available for a highly motivated and creative candidate to work on polymeric nanoparticle-based drug delivery systems for oncology drug delivery. This is a scientific leadership role within Formulation, Analytics, and Conjugation and he/she will be responsible for polymer synthesis and analytical aspect of polymers, design of nano formulations and characterization
          In praise of the BBC        

This blog does its fair share of whining about daft things on the BBC, especially its website (“constructive criticism.”) There are disturbing current plans to cut back on everything good about the BBC, with a loss of 2,500 jobs. According to last week’s Guardian, the BBC’s high-profile serious journalists, such as Paxman, have been told not to express their criticisms of this sort of stuff on air.

The director-general has been quoted voicing the sort of Dilbert-speak that bodes ill for any organisation, from the perspective of both staff and customers. For example:

….his plan would deliver “a smaller, but fitter, BBC” in the digital age.
The six-year scheme, called Delivering Creative Future…..

Over the past few years, the BBC has expanded from being a public-service broadcaster – worthy enough in itself, to providing an almost unequalled Internet news resource. In the face of a general dumbing-down of television to a level that the average pet tortoise would find intelligible, the BBC still provides some tv and radio of amazing quality .

Well, it seems this all has to stop. The new plan is for more repeats, cuts to the television news, fewer current affairs programmes, fewer non-commercial kids’ programmes, ads on international stuff..

The editors’ blogs sound like it’s all an exciting new opportunity. Well, wouldn’t you, if you might be facing redundancy and criticism wouldn’t keep you out of that media dole queue?

…standing still is not an option because our audiences are changing and we must change with them….

Changing? More than normal changes then? In what ways? Granted most people have cable or satellite. I admit to watching minimal terrestrial tv, but that’s not because it’s over my head. It’s because most of it is hopelessly poor:

  • Soaps that should be poured down the plughole.
  • Reality shows that would make you want to Columbine the whole human race, if they actually bore any relationship to “reality”
  • Home / clothes / lifestyle makeovers, all aimed at a general transformation of the UK into a giant open-plan Stepford.
  • Programmes about raising children that make B.F. Skinner look laissez-faire
  • Plastic surgery programmes that actually promote it
  • Programmes about celebs and their weight problems
  • 100 greatest/worst adverts for car wax, or similar. With slightly recognisable talking heads discussing the choices
  • “Programmes” with a chirpy talking head and a screen puzzle designed to keep the drunk or mentally ill phoning in to “answer” trick questions at £300 a nanosecond

Basically, tv that would make the choice between watching it and gnawing off your own arm quite a difficult decision.

Is it the changing audience that’s driving this? If the audience is changing to be made up of the bedbound with broken remote controls, then maybe.

The BBC, although not blameless, is the least offender in this crap. It still represents so much of what is worthwhile in British culture. Cuts in its budget, cuts in its real staff….

Argh. That was the crunch of tooth on right arm flesh.


          Please Only Food        
Mi presento: sono una "malata" di cibo.
  • Forma
  • Colore
  • Fragranza
  • Aspetto
  • Consistenza
  • Rimembranza
Sono questi attributi che affascinano e condizionano il mio essere sino a confondere lavoro con vita e vita con lavoro. Questa fusione imperfetta, confine di una passione illimitata, mi permette di perdermi ogni giorno in dettagli a prima vista insignificanti!
Il nickname con il quale da oggi in poi mi conoscerete sarà P.O.F. ovvero PLEASE ONLY FOOD, e accompagnerò i post di ispido nel blog che state leggendo.
Please Only Food
Please Only Food


Dopo il salto qualcosa su di me...
Read more »

          Sustainability Challenge– Collaboration Isn’t an Option, it’s a Requirement        
Through the generosity of James Farrar SAP VP for CSR and support of Stephanie Raabe who helped launch SAP Feedingknowledge, I had the opportunity to attend the Economist Conference in NYC today titled: Sustainability Challenge- Addressing Environmental and Societal Demands on Business.

What better way to educate oneself around the topic of Corporate Social Responsibility, than to listen to panel discussions with some of the most informed thinkers in this sphere representing global (UN Global Compact), public sector US (EPA), corporate (Dupont, Orange Telecom, SAP, Jones LangLaSalle and Bank of America), and academic (Harvard University Kennedy School of Government) perspectives.

I know that James Governor, Thomas Otter and Dennis Howlett had received an opportunity from James Farrar to hear from and about Transparency International back in November in Berlin and I was sorely grieved to have missed that event because of my TechEd travels. This invitation was ample compensation and a real learning opportunity.

The event provided the audience of about 130 business leaders with fodder for thought around the following topics:

  • What does sustainability mean to companies around the world?
  • What are they doing well and where is more action required?
  • Does sustainability pay and how much does it matter?
  • Can this build shareholder value?
  • Sustainability obstacles
  • Business and government, markets vs regulation
  • What it the role of business
  • Where does that role stop

Vijay Vaitheeswaran, correspondent, for the Economist chaired the conference and I found him exceedingly adept at moving the panel discussions along by asking provoking questions, engaging the audience with the speakers and allowing each of the featured panelists to present their unique perspectives.

Each session easily warrants a separate entry, but I will try to summarize just one speaker of one discussion here.

A big takeaway came from a surprising source:

The title of the blog entry is a quote from Mark Vergnano, Group Vice-president of DuPont Safety and Protection. “Collaboration isn’t an option, it’s a requirement”. Pretty compelling (actually disruptive and disturbing) to think of Dupont as a force for sustainability. Vergnano described Dupont as a company viewed in the past as one of the largest polluters in the world. For me such companies are still tainted with the specter of Union Carbide and the tragedy of Bhopal (synonymous with chemical and industrial disasters) hovering. The images of Bhopal are lingering ghosts that haunt and inform our sensibilities about that particular industry. Perhaps the Dupont story is so compelling for the very reason that it was difficult to think of Dupont a chemical company partnering with BP resulting in attaining sustainability goals and reducing carbon footprint and yet, Dupont claims to not only have accomplished its goals but to have saved billions of dollars. As a number of the speakers pointed out, if the company had been “Ben and Jerry’s” or Timberlake, the impact of the sustainable growth mission of Dupont, a top-down driven, gunpowder company, would have been less dramatic.

Vergnano spoke of science as an enabler and collaboration as an imperative. If Dupont has indeed harnessed science and partnered with BP in order to get government on boarded with bio-fuel usage and has managed, as it declares, to have turned waste to energy and taken the unique science of two companies and through collaboration, succeeded in its goals, it is an interesting story indeed.


          Freni cotti: Il calore eccessivo e perché è dannoso        

gestione calore è un enorme contributo alla usura del rotore e le prestazioni di frenata a titolo definitivo. Ogni volta che si azionano i freni, l'attrito tra lo sfregamento pad contro il rotore genera incredibili quantità di calore. guida aggressiva, ...

The post Freni cotti: Il calore eccessivo e perché è dannoso appeared first on Disc Brakes Australia.


          La conexión entre nuestra alimentación y el cáncer de seno.        

La conexión entre nuestra alimentación, las grasas y el cáncer de seno.


El cáncer y las grasas alimentarias Los primeros estudios demostraron claramente que los ratones y las ratas que se habían alimentado con dietas ricas en grasas eran mucho más propensos al cáncer de piel y de mama que los animales alimentados con dietas de bajo contenido de grasas (Tannenbaum y Silverstone, 1953; Tannenbaum, 1959).


No se prestó mucha atención a estos estudios hasta que los datos epidemiológicos demostraron que la incidencia de determinados tipos de cáncer era mucho mayor en los países con alimentación rica en grasas que en aquéllos con alimentación de bajo contenido de grasas (Carroll, 1975; Carroll y Khor, 1975).


A partir de entonces, muchos datos experimentales han mostrado que alimentando a las ratas o ratones con alimentos ricos en grasas aumenta la propensión al cáncer de mama, piel, colon, páncreas y próstata.


En estos estudios se utilizaron varios carcinógenos para inducir cáncer o, en algunos casos, tumores espontáneos.


Muchas de las pruebas que relacionan la alimentación con el cáncer se han presentado y debatido en trabajos recientes.


Grasas alimentarias y cáncer mamario y de colon.

Datos epidemiológicos.

El cáncer mamario y el de colon abarcan una gran proporción del total de cánceres de las poblaciones occidentales.

En ambos se observa una fuerte correlación positiva con el consumo de grasas en los estudios comparativos entre países.

Los estudios de las tendencias a largo tiempo y de las migraciones concuerdan con estos modelos. Sin embargo, en el Japón, al aumentar el consumo de grasas el cáncer de colon ha aumentado más rápidamente que el cáncer mamario.


Experimentos con animales Los estudios realizados con animales de experimentación han mostrado de forma bastante coherente que los regímenes alimentarios ricos en grasas elevan la incidencia y la producción de los cánceres de mama y de colon (National Research Council, 1982, 1989; Welsch, 1992).

El efecto parece encontrarse en primer lugar en el estado de favorecimiento de la carcinogénesis (Carroll, 1975), aunque puede influir en cierto grado en la iniciación (Rogers y Lee, 1986). Se tiene cada vez más datos de que las dietas ricas en fibra, frutas y verduras reducen el riesgo de cáncer en los seres humanos (National Research Council, 1982, 1989; Ziegler, 1989; Block, Patterson y Subar, 1992; Sandler et al., 1993; Hunter et al., 1993).


http://www.fao.org/docrep/v4700s/v4700s0f.htm


Las mujeres que después de la menopausia coman alimentos derivados de las plantas, reducirán el riesgo de padecer cáncer de mama, según un nuevo estudio científico.


Dice la doctora Francoise Clavel-Chapelon “Cumplir con las guías alimentarias generales para tener una dieta saludable y equilibrada, es decir, con grandes cantidades y variedades de frutas, vegetales y cereales integrales a diario (todos esos alimentos son ricos en lignanos), ayudaría a prevenir el cáncer de pecho en las mujeres posmenopáusicas”.


El Instituto Nacional de salud e Investigación Médica en Villejuif, Francia, dirigido por Clavel-Chapelon, hizo una evaluación teniendo en cuenta la cantidad de alimentos de este tipo consumidos por 58.049 mujeres en diferentes proporciones, y los resultados fueron positivos.


El estudio arrojó que se redujo el riesgo de contraer cáncer mamario en el 17 % de las mujeres, comparadas con las que menos frutas, vegetales y cereales consumieron durante un período de 7.7 años.

Esto demuestra que el consumo controlado de alimentos, puede ser tomado como un modo de prevención para las mujeres, ante el cáncer de mama.

http://www.nutricion.pro/24-03-2007/noticias/alimentos-vegetales-previenen-el-cancer



          844010 Nano Basic Pack Electric Pipe Cutting Machine Without Cutting Wheel        
844010 Nano Basic Pack Electric Pipe Cutting Machine Without Cutting Wheel

844010 Nano Basic Pack Electric Pipe Cutting Machine Without Cutting Wheel

For Pipe Diameters from 10-40mm. Supplied without cutting wheel.


          844011 Akku-Nano Cordless Pipe Cutting Machine for Pipe Dia 10-40mm Without Cutting Wheel        
844011 Akku-Nano Cordless Pipe Cutting Machine for Pipe Dia 10-40mm Without Cutting Wheel

844011 Akku-Nano Cordless Pipe Cutting Machine for Pipe Dia 10-40mm Without Cutting Wheel

Compact and handy pipe cutter for site and workshop use. Suitable for steel and stainless steel 12-28mm, copper pipes 10-35mm and multilayer composite pipe 10-40mm. Perfect right angle cutting, no outer burr to damage O-ring, no chips deposited within pipe, dry cutting. Can be fixed to a bench or vice for extra repetative cutting.


          844050 Cutter Wheel Cu-Inox (for Nano/Akku-Nano)        
844050 Cutter Wheel Cu-Inox (for Nano/Akku-Nano)

844050 Cutter Wheel Cu-Inox (for Nano/Akku-Nano)

Suitable For stainless steel, steel & copper tubes. Can be used with either REMS Nano or REMS Akku-Nano. Top quality hardened cutter wheels manufactured from REMS. Fast clean cutting and long service life.


          844051 Cutter Wheel V (for Nano/Akku-Nano)        
844051 Cutter Wheel V (for Nano/Akku-Nano)

844051 Cutter Wheel V (for Nano/Akku-Nano)

Suitable for multilayer composite pipes. Can be used with either REMS Nano or REMS Akku-Nano. Top quality hardened cutter wheels manufactured from REMS. Fast clean cutting and long service life.


          pak!        
Hindi ko idol si willie. Nanonood ako ng wowowee hindi dahil wala ko choice, dahil pwede namang ilipat ko ang channel kung gugustuhin ko or pwede ko naman patayin ang tv. Nanonood ako kasi kahit papaano ay naaaliw ako sa mga pinag-gagawa nila. May mga tamang patawa lang pero bumebenta, may mga parang napadaan lang pero may talent [...]
          Lirik Nano - Sampai Ku Mati        
Lirik Nano - Sampai Ku Mati

Hidup ku di dunia hanya sekali
Lebih tak berarti tanpa kau disisiku
Sampai ku mati aku ingin bersama denganmu

Reff:
Izinkanlah ku cari kesungguhan hati
'tuk buktikan kamu ada di hidupku
Bisikkanlah dari hati kau ada disini
Temani hidupku tak berujung waktu

Bila kau tercipta memang untukku
Tunjukkanlah bahwa aku lelaki terakhirmu
Sampai ku mati ku serahkan semua
Sampai ku mati aku ingin bersama denganmu

Back to Reff:

Dan kau menangis terus menangis
Menghampiriku kau peluk aku

Back to Reff:

Sampai ku mati
Sampai ku mati

Download Lagu Nano - Sampai Ku Mati 
          My never ending WIsh list        
keeps getting bigger and bigger and bigger....

I blame it purely on Apple!!
          [commentary] Seeing Beyond "Traditional" Market Research + A Golden Opportunity for China's ISVs        
Sunday, August 8, 2004
Dateline: China
 
More general commentary than news commentary per se; let's dig in ...
 
Seeing Beyond "Traditional" Market Research
 
We're all familiar ad nauseum with market forecasts by firms such as Gartner, Forrester, IDC and even i-bankers (albeit i-bankers tend to have a shorter time horizon).  I've always been a bit suspect of IT market forecasts and was delighted that the META Group (where I was VP, Electronic Business Strategies) focused on qualitative and consultative approaches to serving our end-user and vendor clients.  We were more like a SWAT team version of McKinsey:  Get in, get it done, get out, move on.  The Kensington Group, an IT advisory services industry watchdog firm, has found that most forecasts are simply dead wrong.  Frankly, it's hard to blame the IT advisory services:  Forecasting is tough stuff!!  Some of the firms claim that they are not producing forecasts, but are producing projections.  Call it what you will:  It's a forecast -- and it's usually wrong.  (In defense of the IT advisory services, often the commentary which accompanies a forecast is quite useful.  The forecast may be wrong, but often other issues are adequately -- and usefully -- addressed.)
 
I've been a long-time proponent of more "advanced" forecasting techniques ranging from Delphi (pioneered by the RAND Corporation) to cellular automata to Lotka-Volterra (which in a plain vanilla and watered-down form was the basis of a lead article in an issue of Harvard Business Review) to the good 'ol Fisher-Pry technique -- and just about every flavor of forecasting in between.  Not only do I read Technological Forecasting & Social Change, but I annually read numerous papers published in a few hundred engineering journals and in all ACM, IEEE and SPIE conference proceedings which cite a paper published in TF&SC.  (Think CiteSeer.)  And something relatively new has captured my attention; I want to share this with the readers of this blog/e-newsletter.
 
MIT's Technology Review has embarked on a interesting project called "Innovation Futures".  (They may not view this as a "project," but it feels like a "project" to me.)  There is a fair amount of history behind the project -- and some may recall the related DARPA fiasco last year -- but I'd like to stick specifically to the MIT project.  To quote Technology Review, "Innovation Futures is a predictive market system that enables technologyreview.com users to predict the outcome of events related to emerging technologies."  Think of it as a futures and options market for emerging technologies -- NOT about companies, but about the underlying technologies.  For example, rather than betting for or against Nanosys as a pure-play nano firm, a "player" (think "trader") can bet for or against a definable nano event (e.g., commercial devices produced using molecular self-assembly techniques with combined annual sales of at least $100 million by 2006).  Something "easier" to phantom might be a bet that VoIP will be implemented in some form by at least 75% of G2000 companies by 2007.  Think about this:  Which would give a better indicator of buying intentions, the MIT predictive market system or an IT advisory service forecast?  I'll put my money on Innovation Futures or a clone.  (Frankly, I'd put my money on other technological forecasting techniques.  But if the choice is between the MIT system or Gartner, I'll go with MIT.  And the MIT market is a lot easier to follow than building a nonlinear model.  Leave the tough stuff to Pugh-Roberts; leave the everyday stuff to Innovation Futures.)
 
At this point, the MIT site doesn't have very much and most of what they have is focused on short(er)-term bets.  But this will be very interesting to watch, especially as broader -- and long(er)-term -- issues are market tested.  What happens when the marketing folks at IBM, Microsoft, Oracle, HP, Accenture, CSC, TCS, Infosys and SAP play?  And when the members of the Global Business Network and their brethren play?  And when IT advisory services analysts play?  And, perhaps most importantly, when CIOs representing companies of all different sizes and from all parts of globe start to play?  Food for thought.  I'll keep this readership posted:  I plan to have several long discussions with the folks running Innovation Futures.  I have many specific ideas to share with them.  For more information, see http://tinyurl.com/5bevb .
 
A Golden Opportunity for China's ISVs
 
In the past I've talked about the opportunities for SIs (systems integrators) in China to work with utility computing vendors in the States.  Well, I've given this a lot of thought and have another idea:  What about ISVs (independent software vendors) in China floating utility computing offerings in the States?  As one example, let's take Free CRM (see http://www.freecrm.com/ ).  The totally free version seems a bit worthless, but gives a smaller firm a chance to play with the idea with very little risk.  However, the "Professional" version is only $10 per month per user, far less than Salesforce.com's average of $70 per month per user.  Okay, the "Professional" version of Free CRM (maybe they should call it "Cheap CRM" -- or some B-school grad might name it "Value-Driven CRM) certainly doesn't have the industrial strength features of Salesforce.com.  However, think a modified Pareto strategy:  A good chuck of the functionality, but at a fraction of the cost.  Add a few zingers like syncing for a PDA/smartphone and/or pages automatically "modified" to fit any form factor (see the current issue of CACM for a great article on this; hot research area and tomorrow's urls listing will include a link to a downloadable paper on this subject) and the offering from the ISV in China becomes incredibly -- perhaps irresistibly -- enticing.  And guess what:  At least in theory the platform could be leveraged for both the market in the States and in China.  (I have some reservations about this, but it's theoretically doable.)  BTW, the Free CRM solutions are NOT hosted, but for in-house initiatives.  However, the same marketing principles apply in this analysis.
 
Bottom line:  This is truly a golden opportunity for ISVs in ChinaDon't target the F1000; go after SMEs, perhaps the same firms that are normally targeted by the largest ISVs using telemarketing.  (I'm not suggesting a telemarketing strategy; I'm simply segmenting the market in Oracle fashion.)  Think of a U.S. company with less than 500 employees.  The world (well, at least the U.S. part of it) will be your oyster ...
 
China: A Hotbed for Management Consulting?
 
An interesting article published on the China Economic Net site (in Chinglish, no less) kind of uses the phrase "management consulting" in a rather broad way.  But when it gets to specifics, it's illuminating.  First, there is the claim that "China has become the management consulting market with the most rapid growth rate."  Not sure if this is really true, but it's certainly one of the more interesting markets. 
 
For specifics, BearingPoint is cited.  Basically, they're bursting at the seams and projecting growth from about 1,000 today to 6,000 in 2008.  CapGemini went the acquisition route.  The average annual salary of a "good management consultant" is about US$40,000 -- a far cry from what a "good management consultant" makes in the States.  And what do the consultants bring to the table?  Well, this is where the article went from being written in English to Chinglish.  But if I can make out what they mean, it's the ability for management consultants to help with implementation and operational issues.  See http://tinyurl.com/43hlr .
 
Bottom line:  SIs in China should look to adding so-called "management consulting" services to their offerings.  I am NOT suggesting a massive move in this direction, but a selected approach.  Also, China's SIs should look to partner with Western management consulting firms already in or planning to enter China.  On the one hand, the BearingPoints of the world make good partners, especially for sub-contracting work.  On the other hand, the BCGs of the world are more complimentary and not directly competitive.  Have a strategy and plan for dealing with both types of management consulting firms, i.e., the strategy firms with a stake in IT (e.g., @McKinsey) and the IT consultancies/SIs with a strategy play (e.g., IGS, Accenture, ...).
 
What I'm Reading (and Why I Didn't Post as Often as Usual Last Week)
 
The new proceedings for SIGIR04 are out and I've been sifting through dozens of papers.  Google seems like child's play compared to what is brewing.  However, I have it on good authority that Google is brewing many of the same things.  But so is Microsoft.  In the future, we all benefit.
 
Cheers,
 
David Scott Lewis
President & Principal Analyst
IT E-Strategies, Inc.
Menlo Park, CA & Qingdao, China
 
http://www.itestrategies.com (current blog postings optimized for MSIE6.x)
http://tinyurl.com/2r3pa (access to blog content archives in China)
http://tinyurl.com/2azkh (current blog postings for viewing in other browsers and for access to blog content archives in the US & ROW)
http://tinyurl.com/2hg2e (AvantGo channel)
 
 
To automatically subscribe click on http://tinyurl.com/388yf .
 

          San Gimignano: Emozioni da vivere        
Oggi facciamo un piccolo viaggetto in Italia, esattamente a San Gimignano, una località che ai giorni nostri attira tanti turisti da tutto il mondo, con il suo splendore medievale. Tutte le persone che arrivano per la prima volta in questa location, rimangono senza parole per la bellezza di questa zona della Toscana. San Gimignano la perla […]
          Signal 12: Cylion Basin        
I'm Vaux, an Informed Jack who Tells Tales. This is my Signal.

If you can hear this broadcast, note that it is for an aldeia in the Beyond. It is about the town of Cylion Basin, along the Wandering Walk.

A skilled healer may harm the town for his personal ambition. A man who cannot die seeks to cure his condition. And a tale from a Quiet Nano who Writes Truths.

Listen to it. Remember it. Pass it along.

Iadace.

Episode 12: Cylion Basin
          E-TEAM Education Technical University of Liberec, Czech Republic        


Vincent Nierstrasz, prof. Textile Materials Technology, dept. of Textile Technology, Faculty of Textiles, Engineering and Business


March 12-17 I had the opportinity to teach Textile Biotechnology (a resource effective way of textile processing) at the Technical University of Liberec, (Czech Republic) in the framework of the E-TEAM master program of the AUTEX. University of BorÃ¥s is a member of the AUTEX. The AUTEX has its own ambitious textile technology master program. In this program the students are hosted at 4 different AUTEX member universities for the duration of a semester. The professors teaching the different topics have to teach for 1 week at the hosting university. This time the host for the 2nd semester is the faculty of Textile Engineering in Liberec.
I am teaching in the E-TEAM program since 1999. Teaching in the E-TEAM program is challeging for both students and professors and has the benefit that you in fact become quite familiar with most AUTEX member universities, thereby facilitating European research collaborations.


The TU Liberec is a middle-sized university with 6 faculties:
  • Faculty of Mechanical Engineering 
  • Faculty of Textile Engineering 
  • Faculty of Science-Humanities and Education 
  • Faculty of Economics 
  • Faculty of Arts and Architecture 
  • Faculty of Mechatronics, Informatics and Inter-Disciplinary Studies
  • Faculty of Health Studies
The faculty of Textile Engineering was established in 1960, and is, like the school of textiles in Borås in Sweden, the only academic education in Czech Republic, addressing the whole textile subject, textile materials, technology, marketing and design. The faculty has 6 departments:
  • Textile Technology
  • Nonwovens and nanofibrous materials
  • Clothing Technology
  • Materials Engineering
  • Design
  • Textile Evaluation
In addition to teaching, I had meetings with several staff members from the dept. of Materials Engineering, the dept. of Clothing Technology, as well as the vice dean to discuss research at the faculty of Textile Engineering as well as in my research group in order to strengthen our research collaboration (see e.g. the blog of Sina Seipel, a PhD-student in my group that visited TU liberec in 2016). I also had a meeting with a representative of Inotex, who is sepcialized in Textile Biotecnology to further discuss potential collaboration.

It was an inspiring and busy week.


Vincent Nierstrasz






The Faculty of Textile Technology


Town hall

City centre
 





          FHD ddk-135 息子の家庭教師がむっちり童顔巨乳で我慢できない!うぶなピンクのワレメを息子と共犯して何度も犯してやりました。 前田のの        

DDK-135 Son Of A Tutor Can Not Settle For A Plump Baby Face Big Boobs!A Naive Pink Crack And Son And Accomplice Was Yari Committing Many Times. The Maeda ID: DDK-135 Release Date: 2016-11-19 Length: 108 min(s) Director: No-maru Kim Maker: Dogma Label: Dogma Genre(s): 3P, 4PSoloworkBig TitsBeautiful GirlNasty, HardcoreTutor Cast: Kikuchi Hinano FHD ddk-135 息子の家庭教師がむっちり童顔巨乳で我慢できない!うぶなピンクのワレメを息子と共犯して何度も犯してやりました。 前田のの
発売日: 2016/11/19
収録時間: 108分
出演者: 前田のの,菊池ひなの 監督: ノーマルKIM
シリーズ: —-
メーカー: ドグマ
レーベル: Dogma
ジャンル: 家庭教師 美少女 巨乳 単体作品 淫乱・ハード系 3P・4P
品番: ddk135

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          Comparison of Tata GenX Nano AMT vs Maruti Alto K10 AMT        
Tata GenX Nano AMT vs Maruti Alto K10 AMTAMT has become quite popular in Indian car market now and the credit goes to Maruti Suzuki as they launched the first AMT equipped car in India, the Celerio hatchback at 2014 auto Expo followed by Alto K10. In 2014 Tata joined the bandwagon with Zest compact sedan and has now launched Nano with AMT ...
          Rak głowy i szyi coraz częstszy u osób poniżej 40. roku życia        
W 2013 roku nowotwory głowy i szyi rozpoznano w Polsce u ponad 10 tys. osób, a 6 tys. chorujących na te nowotwory zmarło. Liczba zachorowań jest prawdopodobnie znacznie niedoszacowana - ostrzega laryngolog, prof. Jarosław Markowski w rozmowie z Rzeczpospolitą.
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Six companies aim to build ground prototypes of deep space habitat concepts through NASA‘s Next Space Technologies for Exploration Partnerships-2 program. NASA said Friday prototypes from Bigelow Aerospace, Boeing, Lockheed Martin, Orbital ATK, Sierra Nevada Corp. and NanoRacks will help the agency assess configurations of proposed habitats and support tests that will validate standards and common interfaces currently under consideration. All […]
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          Apple introduceert iPod nano (PRODUCT) RED Special Edition        
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          Apple introduceert nieuw 8-GB model van iPod nano (PRODUCT) RED Special Edition        
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          Capacitor Ceramico Disco 10KpFx1KV 10.000pF 10nF 10nanofarads 0.01uF 103        

Preço Normal: R$1,30

Preço Promocional: R$1,24


          Capacitor Poliester 15KpFX250V 15.000pF 15nF 15nanofarads        

Preço Normal: R$0,50

Preço Promocional: R$0,48


          Salesforce Developer - Big River Technology - Gananoque, ON        
Role and Responsibilities The Technical Specialist is responsible for the implementation and development of customer projects using the Salesforce.com
From Big River Technology - Thu, 20 Jul 2017 21:19:18 GMT - View all Gananoque, ON jobs
          Technical Specialist - HTML5 - Big River Technology - Gananoque, ON        
Reporting to the Technical Director, Professional Services, the Technical Specialist is responsible for the implementation and development of customer
From Big River Technology - Fri, 14 Jul 2017 21:19:42 GMT - View all Gananoque, ON jobs
          Business Analyst - Big River Technology - Gananoque, ON        
Role and Responsibilities The Business Analyst is responsible for overseeing the development and maintenance of the business requirements for implementation
From Big River Technology - Fri, 14 Jul 2017 21:19:42 GMT - View all Gananoque, ON jobs
          Technical Architect - Big River Technology - Gananoque, ON        
Role and Responsibilities Reporting to the Technical Director, Professional Services, you will be called upon to provide thought leadership and subject
From Big River Technology - Fri, 14 Jul 2017 21:19:41 GMT - View all Gananoque, ON jobs
          Technical Specialist - Salesforce - Big River Technology - Gananoque, ON        
Role and Responsibilities The Technical Specialist is responsible for the implementation and development of customer projects using the Salesforce.com
From Big River Technology - Fri, 14 Jul 2017 21:19:41 GMT - View all Gananoque, ON jobs
          Apple introduceert iPod nano        
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          Kap Verde - Snustorrt stenrike idealiskt för sol och bad...        
Solen skiner från klarblå himmel året om på Kap Verde. Det är också det stora samtalsämnet på de tio öarna varav nio är bebodda. Alla kapverdier drömmer om regnet som kanske ska komma en dag och fylla de uttorkade flodfårorna med vatten. Kap Verde, som ligger 120 mil söder om Kanarieöarna och 60 mil väster om Senegal på afrikanska fastlandet, är tämligen snustorra stenriken.

Torkan har i århundraden givit upphov till förödande svältkatastrofer och djupaste fattigdom. Idag vädrar kapverdierna morgonluft för att turister har börjat hitta hit. Äntligen kan vanligt folk få en försörjning. För skandinaver är den eviga torkan synonymt med ett stabilt och solsäkert klimat på semestern. Ingen annanstans, åtminstone inte på närmare håll, är chansen till en lyckad sol- och badsemester så stor som på Kap Verde.

Hotell har därför börjat växa upp längs kusterna på ön Sal och skinande nya taxibilar trafikerar den enda vägen. Regeringen har nämligen beviljat skattefrihet på just taxibilar. Allt för att turisterna ska trivas och komma tillbaka. De ska självklart åka ståndsmässigt och bekvämt och inte som lokalbefolkningen i rostiga bussar och på lösa bänkar på lastbilsflak.


Alla kommer till Sal
Alla besökare kommer till Sal där den internationella flygplatsen ligger. Den är likt grannön Boavista platt som en pannkaka med vita sandstränder som slingrar sig fram längs kusten. Hotell Odjo d´Agua i den lilla byn Santa Maria på Sal har några år på nacken och är följaktligen föredöme för öarnas nya hotellägare. På Odjo d´ Agua bor de flesta i trivsamma studios kring en snustorr damm med en djungellikt blommande liten trädgård som överlever tack vare avsaltat havsvatten. Varje hotell med självaktning på Kap Verde har egen avsaltningsanläggning.
PÃ¥ stranden finns bar och solstolar men här syns inga skränande strandförsäljare sÃ¥ lÃ¥ngt ögat nÃ¥r. Souvenirbutiker med krimskrams finns inte heller. De har helt enkelt inte hittat hit ännu. Det smaragdgröna havsvattnet hÃ¥ller behaglig temperatur och inbjuder till bad, vattensporter och djuphavsfiske. Förutom sten är havets läckerheter den enda naturtillgÃ¥ngen. Allt annat mÃ¥ste importeras.



Esplanada Mateus på Sal
Vid torget i Santa Maria serverar krögaren Mateus Nunes dignande fat med fisk och läckra skaldjur. Restaurang "Esplanada Mateus" har bara tre väggar. Den fjärde är helt enkelt öppen ut mot folkvimlet på torget. Krögaren bjuder på husets vin och toppar menyn med röda trekiloshumrar som kravlar omkring i disken tills det är dags att hamna på grillen. Byns band spelar sin melankoliskt gungande fado till vilken en väderbiten liten farbror i keps sjunger på kreol. När gästerna väl har fått sitt greppar Mateus gitarren och spelar en stund med orkestern innan han tar mikrofonen och börjar sjunga. Folk jublar och applåderar. Somliga dansar mellan borden. Kvällen är varm och det röda, tunga vinet flödar ur karafferna.



Den här kvällen går plötsligt strömmen varpå hela Santa Maria blir kolsvart. En ficklampa i handväskan är med andra ord att rekommendera. Ingen kan hitta hem till hotellet i det kompakta mörkret. Vi sitter följaktligen kvar. Någon panik byter emellertid inte ut. Servitriserna tänder levande ljus och en stund senare tuffar Mateus igång ett dieselaggregat som ger krogen ström. Kockarna fortsätter laga mat, orkestern spelar upp på nytt och gästerna roar sig som förut. En timma senare kommer strömmen tillbaka och lyser upp resten av byn. Sånt är livet rätt ofta på Kap Verde.


Stenöken med saltdammar
Det finns få sevärdheter på Sal som egentligen mest av allt liknar en stenöken. En guide med rastaflätor tar oss nästa dag med på en skumpande tur i en minibuss längs närmast obefintliga vägar. I byn Palmerias hamn hörs kvinnor sjunga från ett litet kapell medan fiskebåtarna lägger till med morgonens fångst. Strax intill hamnen byggs en tonfiskfabrik och intill den står två vindmöllor som alstrar elektricitet – en genial idé på Kap Verde där passadvinden från Sahara fläktar oavbrutet.






Vid lagunen i Buracona slår vågorna in mot klipporna med en sådan kraft att vattnet blir skummande vitt. De våghalsiga kryper fram till hål i marken för att ta en bild av ljusfenomenet "det blå ögat" sju, åtta meter ner. Men se upp! Här finns inga skyddsanordningar. Den som till äventyrs trillar ner kan inte ta sig upp igen. Strax kommer nästa våg och vispar med sig allt som finns i grottan.


Efter en fikapaus hos krögaren Mateus Nunes bror, på en uteservering i staden Espargos, väntar saltdammarna i en krater vid Pedra Lume. Här utvanns salt ur havsvattnet förr och av det fick ön sitt namn. I dag lönar det sig bättre att låta turisterna bada i de saltmättade dammarna. Det är en upplevelse men se upp med småsår. Saltvattnet svider och det är långt till den enda duschen som dessutom kostar en slant.

Utmärkt inrikesflyg mellan öarna
Kap Verde har ett väl fungerande inrikesflyg mellan öarna. São Tiago, vars befolkning är mer afrikansk, består mest av berg och sten. Här slår havet oftare in mot svarta klippor än mot sandstränder. Ön bjuder emellertid också på några grönskande palm- och bananodlingar likaväl som en spännande historia.




Slavskeppen lastades om i Ribeira Grande
Fiskebyn Cicade Velha minner om de första portugisiska bosättarna som på 1460-talet grundade staden Ribeira Grande vid foten av ett berg på vars topp fästningen São Filipe numera ligger i ruiner. Här pågick slavhandeln mer eller mindre ostört tills den förbjöds efter amerikanska inbördeskriget 1865. Då hade även fransmän och britter varit här och snott åt sig av kakan. Mot vapen, rom och andra åtråvärda varor i lasten kom de hit och bytte till sig infångade afrikaner. Ön fungerade som omlastningsstation för slavskepp på väg till Amerika. Här fick de svagaste slavarna tillfälligt komma iland och äta upp sig inför den sex veckor långa överfarten.





Sverige och svenskarna hade dessvärre också intressen i slavhandeln genom såväl Afrikanska som Västindiska kompaniet. På National Maritime Museum i huvudstaden Praia på São Tiago finns fler än 800 kopparplåtar slagna i Sverige åren 1644-1759. De kommer från ett danskt Danish East Indiaman-skepp som under befäl av Earl Ernest Schimmermann förliste norr om ön Maio på sin väg till Kina den 24 april 1781. Skeppet hittades för bara nio år sedan. Biskopen på Maio har byggt en liten kyrka av svarteken från båten medan lasten alltså har hamnat på museum.
– Det finns fortfarande svenska kopparplåtar kvar på havsbottnen där skeppet förliste, säger museimannen. Dykningar pågår för fullt. Hans museum ruvar på flera ovärderliga skatter. I en pappkartong ligger exempelvis Afrikas förste biskop om än i delar och något intorkad form. Han vårdas emellertid ömt av personalen.


Svensk hjälp med kulturhus
Medan slavhandeln pågick i Ribeira Grande grundades Afrikas första biskopssäte där 1523
- samma år som Gustav Vasa blev kung här hemma. Ribeira Grande övergavs efter upprepade piratattacker och är numera bara den lilla fiskebyn Cicade Velha. På torget står en kopia av pålen vid vilken slavar förr bands fast och pryglades till allmän beskådan. Strax intill ligger ett rekonstruerat 500 år gammalt kvarter med pittoreska kulturhus längs kullerstensgatorna Rua de Banana och Rua Correia. Amigos de Cabo Verde, en svensk vänförening från Mälarhöjden, har finansierat en del av restaureringsarbetet.




Färgstarkt folkvimmel
Marknaden i huvudstaden Praia på São Tiago bjuder på färgstarkt folkmyller. Mest iögonfallande är fisk- och köttmarknaden där varorna exponeras under bar himmel.


Kunderna klämmer på köttstyckena med smutsiga fingrar och flugorna flockas. Stora säckar med söt, krossad majs lockar till sig öns alla getingar. Vissa säljare tigger pengar och karameller. Somliga vänder sig bort för att slippa vara med på bild. Andra ler med stora, vita tänder och ber att få bli fotograferade en gång till.
 
 
Fiskebyn Tarrafal
Den som i lokalbuss vill ta sig tvärs över ön till fiskebyn Tarrafal får skumpa fram längs kullerstensvägar genom ett hopplöst torrt ökenlandskap inramat av dramatiska klippformationer. Den lilla hamnen lockar med en inbjudande sandstrand med vajande palmer och möjlighet till såväl fiske som vattensporter. Ovanför ligger värdshuset där gruppen Pó di Terra åtminstone den här dagen bjuder på traditionell dans och musik. Lammgrytan är god men tanken på de surrande flugorna på köttmarknaden i Praia dämpar aptiten.
Den långsamma dödens läger
Ett stenkast från Tarrafal ligger Chao Bom eller "Den långsamma dödens läger". Straffkolonin byggdes 1936 och användes av portugiserna under Salazardiktaturen. Oppositionella befrielseledare, poeter och författare spärrades in i långa baracker med vakttorn och tortyrkammare som ännu finns kvar. Guiden berättar om fångarna som tvingades stå packade som sillar medan solen brände hål i deras huvuden genom hål i taken. Invånarna i Tarrafal visste vad som pågick och kunde ibland smuggla in mat till fångarna. När straffkolonin upphörde 1974 strömmade folk till från hela ön för att storma lägret som numera alltså är museum.
 
 
Diplomatkvarteren i Praia på São Tiago
Hotell Praiamar ligger vackert vid havet i Praias mer välbesuttna diplomatkvarter. På området finns swimmingpool, jacuzzi, gym och fitness, barer och en stor restaurang. Den som vill kan pröva nationalrätten Cachupa, en slags soppa på böner, majs, morötter, kål tomater och om det finns, korv, kyckling eller bacon. Den värms upp efterhand tills den mer liknar en inte alltför välsmakande gröt. Fisk och skaldjur är därför att föredra. Det inhemska ölet Cristal är gott och kaffet en riktig hit. På Kap Verde finns gott om espressomaskiner.
 
 
Förtagare i sand och sten
Bofasta svenskar kan räknas på ena handens fingrar. På São Tiago bor emellertid Birger Palmqvist från Munkedal sedan början av 90-talet. Hans företag därhemma hade gjort sitt och fyllda 40 år var han för gammal för den svenska arbetsmarknaden, tyckte han. På Kap Verde var hans kunskaper och entreprenörsanda värda sin vikt i guld.
– Jag valde mellan sten, källvatten och toalettpapper, säger han en kväll över en kall öl på hotell Praiamar. Resultatet blev en stenkross som sedan dess har gett arbete åt 27 personer.
Nu har han spanat in Mauritanien på afrikanska fastlandet som inte har någon sten. Där finns emellertid sand som Kap Verde lider skriande brist på.
– Framöver blir det export av sten och import av sand, säger Birger.



Mindelo på São VicenteStaden Mindelo vid Porto Grande på ön São Vicente är Kap Verdes vackraste stad präglad av de engelska kolonisterna som kom hit i mitten av 1800-talet för den djupa naturhamnens skull. Än idag är fartygstrafiken livlig i Mindelo som tveklöst också är Kap Verdes

kulturella centrum med en utpräglad kreolsk befolkning. Den portugisiska kulturen är påtaglig i såväl konsten som musiken. Härifrån kommer exempelvis barfotasångerskan Cesaria Evora som har vunnit en hel värld med sin morna som likt den gungande fadon förenar vemod och kraft.
Bra restauranger, nattklubbar och diskotek ligger sida vid sida i hamnkvarteren. Den kreolska musiken ljuder till långt in på småtimmarna från exempelvis Club Nautico. Det är dragspel, fiol, gitarr och cavaquinhon, ett instrument som närmast liknar en ukulele.
Från São Vicente går färjan till Kap Verdes grönaste ö Santo Antão. Den som en gång har tagit sig över bergskammen och kommit in på ön glömmer det aldrig. Ingenstans är Kap Verde så vackert som här.
Det anrika Hotel Porto Grande vid Mindelos vackra torg Praca Nova, där fontänen av naturliga skäl står snustorr, håller hög klass och har pool. Den som vill bada i havet får annars ta sig till Baia das Gatas.



Svenska Harriet i São Pedro
I São Pedro nära flygplatsen där stranden också är fin är strömmarna för starka och mer lämpade för drakflygning och snabb windsurfing. Här bor Harriet Birkhahn från Vasastan i Stockholm i öns vackraste hus, en gul stenvilla av spanskt snitt med generöst tilltagen altan och en stenträdgård anlagd i etager med blommande hibiskus och bougainvillea. Det är möjligt tack vare tankbilen som för Harriets skull letar sig hit med vatten varje vecka.



Harriet kom hit som Röda Kors-syster 1977. Hennes uppgift var att på Kap Verdes alla öar styra upp hälsovården för mödrar och spädbarn. Projektet nådde goda resultat och i dag är barnadödligheten inte större här än den är i Sverige. Harriet förälskade sig i São Pedro. Här finns en undangömd liten vik dit hon och vännerna brukade dra sig undan om helgerna när projektet pågick som bäst.
– Alla tog med sig en maträtt. Vi badade och fiskade med harpun. Harriet byggde sitt hus redan 1991 och när hon för fem år sedan gick i pension, bestämde hon sig för att stanna kvar på ön.
– Naturen här är så fantastisk, säger hon och tar oss med på en tur längs stranden. Vågorna slår in med väldig kraft över svarta klipphällar. Lycklig står hon där medan vattnet skummar omkring henne.
– Ibland är det sand på stranden, säger hon. Ibland är det sten. Det är olika varje gång. Men havets färger är alltid vackra. Varje gång jag kommer hit blir jag lycklig.

Kopiering och eftertryck förbjudet.
Detta material är skyddat enligt lagen om upphovsrätt.
Copyright text och bild: Monica Antonsson
monicaantonsson@telia.com
Proffsbilder till texten finns hos fotograf Per Arvidsson

          NUESTRO SISTEMA SOLAR        

A swarm of nano quadrotor UAVs which can fly in formation. They sound like mosquitoes and the concept is more than a little bit scary. William Gibson dreams of a mass of these things comprising a flying skyscraper. I imagine …


          Caen - Rennes : 0-1        

Caen - Rennes : 0-1

D'Ornano. Caen - Rennes : 0-1. But : Hunou (68e) pour Rennes.


          Food Storage Recipe: Tuna Noodle Casserole        
Canned tunafish is a great thing to have in your food storage. I always stock up when the price drops and I can frequently find it for $0.50 – $0.75 a can. It’s a great source of protein and most cans have a shelf life of up to 3 years. When I was in college, [...]
        

          Altria Seminar        
Probing the Transition from Molecules to Particles Richard C. Flagan 3:30 PM, Oliver 1024 March 23rd, 2017 Particles in the low nanometer size regime are formed from the vapor phase throughout the atmosphere, some when hot, vapor-laden gases are released into cooler air, contributing to high near-roadway concentrations of ultrafine particles that have been linked […]
          Swiss neuroprostheses explorations        
Over at the BrainSciencePodcast forum, a listener, jezcentral, contributed this link:

Launching of EPFL Center for Neuroprostheses

Excerpt:
"What's a neuroprosthesis? It's a device made up of sensors, connections and electronic chips that are embedded in the body to repair certain neurological deficiencies. Recent progress in artificial retinas and man-machine interfaces that permit communication or action via thoughts alone gives us a glimpse of the possibilities the future might hold for improving the lives of the handicapped. The new Center will concentrate on six main themes: vision (retinal implants), hearing (cochlear implants), mobility (cortical and spinal implants), non-invasive man-machine interfaces (piloting at distance, robotics), the micro-and nano-fabrication of implants, and neuronal coding (signal processing, sensors).

The Center will be inaugurated on January 1, 2009, and will formally be part of EPFL's School of Engineering, in collaboration with the School of Life Sciences and the School of Computer and Communication Sciences. This project also opens the door to fruitful collaborations with other institutions in the Lake Geneva area, such as University of Lausanne and the Cantonal Hospital (CHUV)), University of Geneva and its hospital (HUG), and the regional biomedical industry."

Other posts on how prolific neuroresearch appears to be in Switzerland:
1. Virtual Body Experience
2. Something in Swiss water?
3. More from Lausanne: Mapping the structural core of the human cerebral cortex
4. Smelling someone else's alarm bells


On a related topic, related in terms of collaborative projects done by teams of people, in this case by a private backer, reader Kent sent me a link to Piece of Mind, from the Economist.

Excerpt:
"When we first put the mouse-brain atlas online free, it was met by the research world with suspicion. People wondered what the catch was. Scientific research has long been a solitary endeavour—one researcher, one microscope. Findings are protected so that discovery credit can be clearly defined and awarded. This is a successful model and will continue to be.

However, the Human Genome Project demonstrated a different path: multiple teams working collaboratively towards a common goal (...) We wanted the mouse atlas to be free and available for all to use as the basis for foundational research and discovery.

A new generation of implantable pacemakers for the brain will be widely used to treat everything from depression to addiction and Parkinson’s disease

If we thought it would be a hit right out of the gate, we were slightly wrong. It took a while for people to trust that it really was free to use. No one believed in a free lunch.

Now, things have changed. Today we have many scientists using the atlas for their research into Alzheimer’s, bipolar disorders, Down’s syndrome, Parkinson’s, fragile x mental retardation and epilepsy. The atlas is also giving scientists insight into alcoholism, obesity, sleep, hearing and memory.

The greatest testament to what we did was that researchers of spinal-cord diseases, trauma and disorders approached the institute and asked us to create a spinal-cord atlas, which is now close to completion. We will launch the first phase of a human-brain atlas, a four-year project, in 2010.

Like the Human Genome Project, the Allen Brain Atlases and Spinal-Cord Atlas have helped democratise the scientific landscape. When you can log on to a map of gene expression from anywhere in the world, more people can enter the scientific conversation. The result is a massive saving in time, since without the atlas each researcher could spend a lifetime trying to gather complete gene-expression data for his or her work."

Nothing but good will come out of this, I'm sure. Seth Grant, who recently decoded human synapse proteomics, used free genomic data bases to arrive at new perspectives on how evolution of the nervous system has proceeded. (Here is a blog post about that.) Listen to Ginger Campbell's BrainSciencePodcast #51 interview with Dr. Grant. (It was my pleasure to transcribe the interview - the transcription is linked to the podcast shownotes.)




          EL PERVERTIDO        
Este tipo fue el quinto de mis amantes y si, un pervertido, no encuentro otro término mejor para describirlo.

A todos mis amantes los conocí en la oficina y pues este no fue la excepción. Si se trata de cosas locas, con este las hice todas....

La primera vez nos besamos en el archivo, este tipo me alcanzó a mover el piso y a desajustar mi vida un poco, porque era tan intenso, al mismo tiempo tan especial, al mismo tiempo tan pervertido, loco, creido, rockero, me encantaba!!!

La primera vez que lo hicimos me gustó mucho, siempre cada vez era muy diferente a la anterior. Hicimos cosas locas como por ejemplo, la vez que entramos a una residencia y lo hicimos con las cortinas corridas, nos podían ver desde los otros edificios, despues corrimos desnudos por los pasillos de la residencia y despues de tanta excitación terminanos teniendo sexo locamente y con mucha agresividad. El me penetraba fuertemente, tanto que podía sentir su pene contra el cuello del utero, al mismo tiempo me tomaba las manos con fuerza y no me podía mover. A veces me cogía por detras durisimo.

Cumplí varias de sus fantasías. Un día me dijo que le diera mi ropa interior para masturbarse estando en la oficina y lo hice, al rato me la devolvió y esa misma noche en mi casa me masturbe con esa tanguita puesta. Eramos tan parecidos en todas las locuras que haciamos.

Otro día me pidió que lo hicieramos en el pasillo de la Universidad donde el estudiaba y así fue, me pidió que me colocara falda larga y botas altas ese día, así fue. Entaconada subí 8 pisos en el edificio de esa Universidad ubicada en el centro de Bogotá. Primero verificamos que no hubiese nadie en ese piso y luego en el pasillo cerca de la escalera el subió mi falda y me penetro repetidamente por detrás mientras esuchabamos los sonidos de los estudiantes entrando al edificio, fue corto, delicioso, loco, fascinante, despues bajamos super acalorados y el vigilante nos miraba mientras yo pasaba con una sonrisa pícara.

Le conté a él cual era mi fantasía sexual y ahi comencé a ver su lado más pervertido. Mi fantasía era estar con un hombre y una mujer al tiempo y pues el se obsesionó con eso, tanto, que comenzó a buscar a esa mujer con la que lo hariamos. A el le gustaban las niñas con uniforme, pero a mi me daba miedo meterme con una menor de edad, a veces lo acompañaba a ver las niñas saliendo del colegio con esas jardineras cortas y sus caras de niñas todas tersas y aparentemente inocentes. El conoció a una de esas niñas, me la mostró y me dijo que iba a salir con ella, que primero tenía que seducirla y despues si pedirle lo que quería. Lo peor fue que yo acepté. El me contaba siempre sobre sus salidas con la niña, pero llegó un día en que no lo soporte y terminé saliendo con otro tipo, el se fue de viaje y cuando volvió yo ya no queria nada con él, así que fue un poco dificil separarme de él porque me empezó a hacer la vida imposible en la oficina con el otro tipo con el que andaba, entonces se dedicó a perseguirme, humillarme, me decia groserías y al mismo tiempo me decia que me queria, que me necesitaba, que quería volver a estar conmigo, etc, terminó convenciendome de ir nuevamente con el a una residencia, pero esta vez sería lo peor.

Esa vez no hubo sexo normal, yo lo describiría como una violación anal, si, me penetró tan fuerte por el ano, que sangre mucho, el no queria que yo gozara, pero termine gozandolo.
          Nano Teknoloji Nedir ?        
Nano teknolojinin anlamı nedir? Nano kelimesinin Yunanca dilinden geldiğini ve dilimizde tekniksel...

Konun devamı için başlığa tıklayın...

          Bugs in the Kitchen 3D Board Game Includes HEX Bug Nano        
Bugs in the Kitchen 3D Board Game Includes HEX Bug Nano

Bugs in the Kitchen 3D Board Game Includes HEX Bug Nano

3D game board with moving parts Complete with HEX Bug Nano (includes battery) Fun for all the family 3D game Suitable for 2-4 players Age 6+


          Trudeau ends Harper’s tradition of annual late-summer Arctic visits        
Lee Berthiaume of the Canadian Press takes note of the 2016 version of Operation Nanook, underway now in the Arctic, and notes that, for the first time in several years, a Canadian prime minister won’t be there to watch. Former Prime Minister Stephen Harper spent a week in Arctic every year he was prime minister, […]
          Las Casas Filipinas de Acuzar Tour with Insta 360 Nano        

I can't believe that it's already mid 2017!! 😅

Although I am feeling just a bit anxious with how fast time flies, I also feel fulfilment from all the things I was able to accomplish during the first part of the year. First, I was able to catch TWO of my most favorite bands (Coldplay and Goo Goo Dolls) live in concert. And second, I was able to travel out of the country three times in just 6 months (Singapore, Korea Spring, Korea Summer)! Hoping and praying for more to come!

With all these wonderful moments, I am just glad that I am BIG in documenting everything that happens in my life. Before, I just write down all my feels on a diary. But in this day and age of technology, I have my blog, Instagram, Facebook, Twitter, and even Instagram Live to immortalize everything!



Last week, I was able to join Digital Walker's blogger tour at the Las Casas Filipinas de Acuzar in Bataan. I've heard about this place so many times but had no chance to visit because it's too far. Las Casas is usually the venue for photo shoots especially pre-nups because the place is just so picture-perfect--a nice backdrop for all photo ops. When I received the invite for this day-trip, I didn't hesitate at all!

We met up in QC to board the Las Casas coaster. It was an early meet up, and the whole ride will take around 3 hours, so I thought it's the perfect time to catch up on my sleep! The night before hindi ako halos nakatulog with my bad case of insomnia!! 😭

Anyway, before sleeping we had breakfast and we received our Insta360 device to play around with. First step: Download the Insta360 app on our phones.


My first try, haha! 

With the Insta360 device, you can take level-up photos with your iPhone or Android phone.
I like the animated 360 photo that you can upload on Facebook, but another way to share your 360 photo is ala Tiny Planet:


My Insta360 Nano (for iPhones 6 to 7) and Ava's Insta360 Air (for Android). The app will automatically activate once you directly plug your device to your phone.

The Insta360 has real-time image stitching and integrated live-streaming support for Youtube and other platforms; you can share your 360 experiences from the app straight to your Facebook, Twitter, Whatsapp, and Messenger. I uploaded some of my shots on my personal FB account! Or you can also save your app photos to your phone so you can use them on your blog, etc. 

After hours of sleep and a few stop-overs, we finally arrived in Las Casas Filipinas de Acuzar. The view is breath-taking!


First order of business: Filipino lunch!

I have no food shots because we were all so hungry, haha! But I have this dining table photo on my Insta360 app:

Balsa Tour

Then, with no time to waste, we proceeded with the day's itinerary. First up: A balsa tour!


Las Casas' balsa tour is a relaxing way to cruise around the compound along the Umangol River, if you want to avoid all the walks!! Recommended if you're going here with the whole family, with your senior citizen parents. It's a good thing hindi din masyado mainit that day, we were able to glimpse the old houses and bridges, while taking Instagram worthy photos!!



Testing my Insta360 Nano while cruising:

It's so sleek and fits my iPhone 7 perfectly:

Insta360 Nano and Air (on Ava's Huawei)

When you have bloggers and vloggers on a tour, expect that they can't easily part with their phones. 😅✌

A cute Tiny Planet photo of me and my balsa-mates:

Our tour guide:
  
Sharing my balsa tour photos which I took with the Insta360 Nano:





Walking Tour

Las Casas also offers a guided heritage tour so you can enter and learn more about the different houses in the compound. I learned that these mansions were bought, carefully dismantled from their original sites (Bulacan, Quiapo, etc), and then transferred in Sir Acuzar's property here in Bataan to create this beautiful resort. So many stories and details!!




You can even sleep in one of these houses that they converted into hotel rooms and private casas. They have a beach in the compound, so it's a nice vacation spot for families and friends. Check out the rooms and rates in this page.

This is one of the shooting locations for Heneral Luna movie:

Had fun trying different photography perspectives:



Inside one of the houses:

So many OOTD spots! Quotang-quota ako, haha!

And of course, I took lots of Insta360 photos on every house we went in during the heritage tour:

See the details of the ceilings in these selfies:


Indoor photos still look great with Insta360:


Sample outdoor shots, hi Ava! Hehe:


It was super hot that day, but there's no stopping us from maximizing this trip! One of my favorite houses with teal walls and detailed ceiling:

Took Insta360 shot in the middle of the bridge:
  
At the center of the mansion:

Ava and I ended the trip by going around on our own at our favorite spots in Las Casas, and taking as much OOTDs as we can..Haha! Sayang ang chance! It was already drizzling by that time, but we were so determined to make the most out of that day! 

This is me and my favorite structure in Las Casas: the Hotel de Oriente. It reminds me of the movie The Grand Budapest Hotel!


Thank you Ava for being the best photo walk buddy! ❤

Another angle of this shot with my Insta360, hehe! #CaptureYourReality and share your adventures from every angle!

The Insta360 is available at all Digital Walker stores. SRP: Nano - Php 12,990.00 and Air - Php 6,990.00. For more information, follow Digital Walker on Facebook, and Instagram and Twitter @digitalwalkerph.

A heartfelt thank you to the whole Digital Walker and Bridges PR Team for having me and taking care of the whole group! We had a grand time with you guys! ❤

          Re: vg.deathmatch: Crysis 2 vs. Halo: Reach        

I believe that crysis is a much better game.
1.The character is not great until the end when he becomes prophet
2. The new york setting is SWEET!
3. aside from the gravhammer crysis has more epic weapons than halo. They are also more realistic.
4. The Ceph are just F***ing EPIC and nobody but Alcatraz could take them on
5.The nanosuit is the sexiest thing i have ever seen in my life and i would do anything to get my hands on one... the halo armor... not so much


          Gentoo安装配置过程与总结        

前些时间在VMware上安装了Gentoo Linux,用了当前最新版的Gentoo,安装过程记录下来了,但一直没有整理到blog上。今天重新整理一下,写出来与大家分享和备用。接触Gentoo不久,对这个版本还不是很熟。

与其他Linux发行版相比,Gentoo确实有其优势的地方,如内核基于源代码编译,可以自动优化与定制,升级方便等!

关于Gentoo发行版的介绍请看:全球最受欢迎的十大Linux发行版(图)

Host机环境:Win2008 + VMware 7.1

下载安装包

下载安装 CD 和 stage3 包:

http://www.gentoo.org/main/en/where.xml

我用的是 x86平台的:

http://distfiles.gentoo.org/releases/x86/autobuilds/current-iso/

wget -c http://distfiles.gentoo.org/releases/x86/autobuilds/current-iso/install-x86-minimal-20100216.iso

wget -c http://distfiles.gentoo.org/releases/x86/autobuilds/current-iso/stage3-i686-20100216.tar.bz2

wget -c http://distfiles.gentoo.org/snapshots/portage-20100617.tar.bz2

最新的stage3包在这里:http://distfiles.gentoo.org/releases/x86/autobuilds/current-stage3/

开始安装

将安装 CD 插入虚拟机,默认引导进入终端。

先配置好网络,之后的操作可以全部通过 ssh 连接来操作。

ifconfig eth0 192.168.80.133(我这里VM已经自动分配了这个内网IP了。)
echo nameserver 8.8.8.8 > /etc/resolv.conf
echo nameserver 8.8.4.4 > /etc/resolv.conf

设置 root 用户密码:

passwd root

启动 sshd 服务:

/etc/init.d/sshd start

在windows上用SecureCRT或PuTTY连接虚拟机操作。

磁盘分区

先分区,建议使用cfdisk,先查看分区情况:

cfdisk /dev/sda

我的分区表(/boot分区我单独分出来),/dev/sda2是/根分区,/dev/sda3是swap分区:

格式化分区:

mkfs.ext3 /dev/sda1
mkfs.ext3 /dev/sda2
mkswap /dev/sda3

激活swap交换分区:

swapon /dev/sda3

将分区信息写入fstab配置文件:(注:gentoo-minimal没带vi编辑器,只带有nano编辑器。)

nano -w /etc/fstab

写入下面的分区信息:

/dev/sda1 /boot ext3 noauto,noatime 1 2
/dev/sda2 / ext3 noatime 0 1
/dev/sda3 none swap sw 0 0

解压 stage3 和 portage

创建基本目录结构:

mount /dev/sda2 /mnt/gentoo
mkdir /mnt/gentoo/boot
mount /dev/sda1 /mnt/gentoo/boot
cd /mnt/gentoo

使用WinSCP或CuteFTP 上传 stage3 软件包到 /mnt/gentoo下,然后解压:

(注:上面标签的地址之前没改过来,实际地址是192.168.80.133)

tar jxvf stage3-i686-20100608.tar.bz2
rm -f stage3-i686-20100608.tar.bz2

上传 portage 包到 /mnt/gentoo/usr,然后解压:

tar jxvf portage-20100617.tar.bz2
rm -f portage-20100617.tar.bz2

切换系统

cd /
mount -t proc proc /mnt/gentoo/proc
mount -o bind /dev /mnt/gentoo/dev
cp -L /etc/resolv.conf /mnt/gentoo/etc/
chroot /mnt/gentoo /bin/bash
env-update && source /etc/profile

主机域名设置

cd /etc
echo “127.0.0.1 gentoo.at.home gentoo localhost” > hosts
sed -i -e ’s/HOSTNAME.*/HOSTNAME=”gentoo”/’ conf.d/hostname
hostname gentoo

编译安装内核

lsmod

找到网卡驱动模块:

floppy 55736 0
rtc 7960 0
tg3 103228 0
libphy 24952 1 tg3
e1000 114636 0
fuse 59344 0
jfs 153104 0
raid10 20648 0

下载源码,配置内核:

emerge –sync
emerge gentoo-sources
cd /usr/src/linux
make menuconfig

在配置界面输入/e1000,搜索 e1000,找到驱动所在位置:

| Symbol: E1000 [=y]
| Prompt: Intel(R) PRO/1000 Gigabit Ethernet support
| Defined at drivers/net/Kconfig:2020
| Depends on: NETDEVICES && NETDEV_1000 && PCI
| Location:
| -> Device Drivers
| -> Network device support (NETDEVICES [=y])
| -> Ethernet (1000 Mbit) (NETDEV_1000 [=y])

(这里一定要注意,选对内核的网卡驱动!)

虚拟机的硬盘使用的 SCSI 适配器为 LSI Logic。

需要增加对 Fusion MPT base driver 的支持(见 dmesg 日志):

Device Drivers —>
— Fusion MPT device support
<*> Fusion MPT ScsiHost drivers for SPI
<*> Fusion MPT ScsiHost drivers for FC
<*> Fusion MPT ScsiHost drivers for SAS
(128) Maximum number of scatter gather entries (16 – 128)
<*> Fusion MPT misc device (ioctl) driver

必须添加这个驱动,否则系统启动时可能出现类似以下错误:

VFS: Unable to mount root fs via NFS, trying floppy.
VFS: Cannot open root device “sda2”or unknown-block(2,0)
Please append a correct “root=” boot option; here are the available partitions:
0b00 1048575 sr0 driver: sr
Kernel panic – not syncing: VFS: Unable to mount root fs on unknown-block(2,0)

增加对 ext4文件系统的支持:

File systems —>
<*> Second extended fs support
[*] Ext4 extended attributes
[*] Ext4 POSIX Access Control Lists
[*] Ext4 Security Labels
[*] Ext4 debugging support

开始编译内核:

make -j2
make modules_install
cp arch/x86/boot/bzImage /boot/kernel

安装配置 grub

emerge grub

grub
> root (hd0,0)
> setup (hd0)
> quit

编辑启动配置文件grub.conf:

nano -w /boot/grub/grub.conf

grub.conf 内容如下:

default 0
timeout 9

title Gentoo
root (hd0,0)
kernel /boot/kernel root=/dev/sda2

系统配置

文件系统挂载点:

nano -w /etc/fstab
/dev/sda1 /boot ext3 noauto,noatime 1 2
/dev/sda2 / ext3 noatime 0 1
/dev/sda3 none swap sw 0 0

网络设置:

echo ‘config_eth0=( “192.168.80.133″ )’ >> /etc/conf.d/net
echo ‘routes_eth0=( “default via 192.168.80.2″ )’ >> /etc/conf.d/net

SSH服务设置:

rc-update add sshd default

时区设置:

cp /usr/share/zoneinfo/Asia/Shanghai /etc/localtime
nano -w /etc/conf.d/clock

设置 root 密码:

passwd root

重启,完成安装

exit
umount /mnt/gentoo/dev /mnt/gentoo/proc /mnt/gentoo/boot /mnt/gentoo
reboot

如图,Gentoo启动成功:

OK,完成!

附 make.conf

CFLAGS="-march=native -O2 -pipe -fomit-frame-pointer -mmmx -msse -msse2"
CXXFLAGS
="${CFLAGS}"
MAKEOPTS
="-j5"
CHOST
="x86_64-pc-linux-gnu"
USE="jpeg ssl nls unicode cjk zh nptl nptlonly mmx sse sse2 -X -gtk -gnome \
     sasl maildir imap libwww mysql xml sockets vhosts snmp \
     -lvm -lvm1 -kde -qt -cups -alsa -apache
"
ACCEPT_KEYWORDS
="~amd64"
LINGUAS
="zh_CN"
SYNC
="rsync://rsync.asia.gentoo.org/gentoo-portage"
GENTOO_MIRRORS
="http://mirrors.163.com/gentoo ftp://gg3.net/pub/linux/gentoo"

VIDEO_CARDS
="vesa"

ALSA_CARDS
=""
ALSA_PCM_PLUGINS
=""
APACHE2_MODULES
=""
QEMU_SOFTMMU_TARGETS
="i386 x86_64"
QEMU_USER_TARGETS
="i386 x86_64"


参考文档  http://www.gentoo.org/doc/zh_cn/handbook/handbook-amd64.xml

参考:http://www.ha97.com/







Alpha 2011-06-28 16:03 发表评论

          Linux和Mysql常用命令        
本人经常用到的命令,在这里做下记录。
 

.tar.bz2

解压:tar jxvf FileName.tar.bz2 åŽ‹ç¼©ï¼štar jcvf FileName.tar.bz2 DirName

.gz
解压1:gunzip FileName.gz   解压2:gzip -d FileName.gz åŽ‹ç¼©ï¼šgzip FileName
.tar.gz
和 .tgz
解压:tar zxvf FileName.tar.gz åŽ‹ç¼©ï¼štar zcvf FileName.tar.gz DirName

.rpm
解包:rpm2cpio FileName.rpm | cpio -div
.deb
解包:ar p FileName.deb data.tar.gz | tar zxf -

从远程scp到本地:

scp root@192.168.2.100:/opt/test/* /opt/test ,输入远程机器密码后完成

scp -P 3588  root@192.168.2.100:/opt/test/* /opt/test èµ°ç‰¹æ®Šç«¯å£å·


从本地scp到远程:

scp /opt/test/*  root@192.168.2.100:/opt/test ,输入远程机器密码后完成

使用方式 : chmod [-cfvR] [--help] [--version] mode file...

使用方式 :chown jessie:users file1.txt 

Mysql 初始化:chkconfig –add mysqld

正在使用的端口:netstat -ant

挂载USB: mount  /dev/sdc /mnt/usb

Rpm 安装: rpm –ivh filename

www服务配置:/etc/httpd/conf/httpd.conf

网络测试:curl -I http://www.job5156.com

改IP地址:ifconfig eth0 192.168.2.29 netmask 255.255.255.0

改网关:route add default gw 192.168.2.254   查看:route –n

改DNS:nano -w /etc/resolv.conf  


导出表结构:mysqldump -u root -p -d --add-drop-table dbName tableName > /opt/name.sql

导入表结构:mysql dbName < name.sql

修复Mysql表: mysqlrepair --auto-repair -F -r dbName  tableName

给mysql用户加账号权限: grant all on dbName.* to user@'%' identified by 'pwd'; FLUSH PRIVILEGES;

加字段:ALTER TABLE table_name ADD field_name field_type;

删字段:alter table t2 drop column c;

字段重命名:alter table t1 change a b integer;

表重命名:alter table t1 rename t2;

加索引:alter table tablename add index 索引名 (字段名1[,字段名2 …]);

删索引:alter table tablename drop index emp_name;



Alpha 2010-04-16 15:17 发表评论

          Bałtyk zaprojektowali Holendrzy        
Biurowiec Bałtyk przy Kaponierze, głównym węźle osi komunikacyjnych Poznania, zaprojektowany został przez jedną z najlepszych pracowni architektonicznych na świecie - MVRDV. Holendrzy, znani ze śmiałej i funkcjonalnej architektury, zaprojektowali budynek w taki sposób, że z początkowego kształtu zamkniętego granicami działki po kolei „odcinano” kolejne fragmenty. Tak powstała niebanalna bryła budynku.
          sono un autarchico        

il modo migliore per attuare l'eutanasia di un intero paese.

sta riuscendo a meraviglia.

soffocare nel proprio vomito, per una rockstar è la consacrazione, per una società è un'allegra tragedia. o il sogno realizzato di stolidi conservatori.

non oserò mettere le mie parole avanti a quelle del mai troppo compianto maestro Dionisotti.
pochi come lui erano consapevoli della sottile mistificazione contenuta nel proliferare delle informazioni, degli studi, delle opinioni, che allontanano dall'unica possibile fragile verità, quella delle fonti.
          Gogol'        
era lucido e ironico, sino alla follìa
lo sguardo sempre sdoppiato, dentro e fuori al racconto, come fosse un regista che parla in continuazione e sa che la sua opera è un gioco ridicolo, magari bellissimo, ma confezionato ad arte e ridicolo

non c'era tragedia nella sua vita, come nella mia
solo un indistinto ardore, e le opere a marcare la sua via, come pietre miliari
forse avrò l'onore, magari avessi l'onore, di marcare così la mia, prima di bruciare tutto e andarmene

nella notte, oltre alle auto che sfrecciano sul selciato, come rumorosi cani da guardia, rimangono le parole e i ricordi ad emergere da soli.
questa paralisi fa più male di...più bene che...l'ho dimenticato
il sudore si è raffreddato ed è svanito, odore intenso della pelle
buonanotte
          mezzoforte        

dal giardino, le voci dei vicini
vedo la tavola illuminata, sotto il pergolato, nella notte.
è come un sogno. come un ricordo di cose mai accadute, ma che sono l'infanzia e la vita.
nella notte silenziosa e punteggiata di luci artificiali contro i ladri e il buio, contro la paura e la solitudine. come se la realtà fosse già ricordo, fosse una speranza viva e già tradita.
ed è una immagine perfetta per la mia malinconia.

i vicini solo sfiorati, con le loro vite silenziose, sconosciute, che si aprono per un momento, non sapendo di essere ascoltate.
nella distanza, la poesia, senza stanchezza, senza significati determinati ma un canto di bambini da riempire secondo fantasia.
una lente puntata verso l'assorbimento delle angosce borghesi e banali. riappropriarsi del giardino e della notte. riappropriarsi del sogno, perché qualcosa della vita rimanga mentre i bambini vogliono tornare a casa.

sullo sfondo, rumori indistinti.
la ventola della camera da letto, il passaggio di qualche automobile, qualche motorino carico di schiamazzi, scricchiolii di zanzare catturate dalla luce viola, echi di cani lontani.
come nel corpo, non c'è mai silenzio vero, tra battiti del cuore e gorgogliare del sangue dietro i timpani, nella gola.
e il respiro impercettibile, il filo che ci tiene e ci lega.
non può finire, eppure finisce. i bambini tornano a casa e sono contenti.
          Adding a new data device to an existing Skinny log-in        
Currently, I have a Skinny log-in. From the Dashboard, I manage a prepaid SIM I have, plus three prepaid SIMs for my kids, whose numbers I have linked to this log-in. It's all very convenient. Skinny does a great job of helping parents manage their kids' phones in one place.

Recently, I've obtained a new data device, and I've bought a new SIM to use with it. The device is not capable of receiving SMS. This SIM is new, yet to be activated. I can't go through the activation process on my phone, because I need the SIM to be a micro-SIM for the data device I want to use, and my phone takes a nano-SIM.

The only way I've been able to find to activate this new SIM is to create an account with a different email address. But if I do that, I won't be able to link the SIM to my existing Skinny log-in, because that process requires being able to read the confirmation SMS that contains the authentication code to complete the linking process.

Is there a way I've missed to link a new data device to an existing Skinny log-in?

Thanks for any advice.

          Temel litografi teknikleri        

·         Elektron demet litografisi
·         Derin UV litografisi
·         X-Işını litografisi
·         2 ve 3 boyutlu Nano baskı litografisi
·         Mikro-temas baskı litografisi
·         Atom litografisi
·         Derin kalem ucu işleme litografisi
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          Elektrolitik kaplama ile üretilen nano kristalin malzemelerin avantajları nelerdir?        

Elektrolitik kaplama ile üretilen nano kristalin malzemelerin değişik avantajları:
·         Düşük maliyet ve endüstriyel uygulaması vardır.
·         Operasyon basittir. İstenen kimyasal kompozisyon, mikroyapı ve kristal tane boyutu kolay bir şekilde ayarlanabilir.
·         Değişken uygulamalara yöneliktir. Porozitesiz malzeme ve kaplamalar çok farklı amaçlar için üretilebilir
·         Yüksek üretim hızları seçilebilir.‹
 
-       Kontrollü akım altında Ni kaplama özel ilgi çekmekte
-       Kaplama banyosuna 5-20 nm boyutlu partikül ilavesi (elmas, Al2O3, SiC)
-       MMK kaplamalar
-       Nanokristalin partiküller metal ile birlikte katotta biriktirilir.
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          Elektrolitik kaplama        

Bir malzemenin elektrot olarak bağlanıp elektrik akımı kaplanması
·         Temelde bir kaplama prosesidir. Korozyona dayanım, dekoratif uygulama ve fiziksel özelliklerin yüzeyde değiştirilmesi, amacı ile uygulanır
·         Çok düşük kaplama hızları ve kalınlıkları kontrol edilebilir.
·         Kompleks kimyasallarla kaplama yapılabilir.
·         Yarı iletken üretimin de çok yaygın kullanılır.
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          Daldırma veya döndürme ile kaplama        

·         Kaplanacak malzeme sıvı olmalı (düşük maliyetli proses).
·         Malzeme kompozisyon ve kimyasal yapısını bozan vakum, yüksek sıcaklık gibi proseslere gerek yoktur.
·         Sol-Jel veya benzeri teknikler ile uygun viskozite ve kristal boyutunda malzeme hazırlanması.
·         Döndürülen altlık üzerine viskoz sıvı damlatma veya altlığın sıvı içine daldırılması.
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          Termal plazma türleri        

A) Plazma Sprey (PS), 
B) Yüksek Hızlı Oksijen Yakıtlı (HVOF) Plazma
C) Püskürtme, patlamalı püskürtme (DG)
D) Electrik Ark Sprey
·         HVOF, PS den daha hızlı püskürtme sağlar.
·         5-100 nm boyutunda partiküller besleme haznesine yüklenir ve püskürtme ile yüzeye kaplanır.
·         Yüzeyler püskürtme ile kaplanır.
·         Plazma sıcaklığı 4000 – 10.000 K değerlerine ulaşır.
·         H2, Ar ve He gazları taşıyıcı gazlar olarak bilinir.
·         O2 HVOF kaplamada yakıt olarak kullanılır.
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          CVD ile nano malzeme üretimindeki yöntemler        

 

CVD ile Nano Malzeme üretiminde iki yöntem mevcuttur:
I) Önce CVD kaplama sonra ikinci işlemler (dağlama, nano işleme vs.)
II) Önce dağlama sonra kaplama (Dağlanan yüzeylere tercihli kaplama)
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          CVD İşleminin Temel Basamakları        

(a) Kimyasal madde buharının yüzeye taşınması.
(b) Kimyasal buharın yüzeye absorbe olması.
(c) Yüzeyde heterojen reaksiyon.
(d) Büyümenin olacağı yüzey noktalarına buhar difüzyonu.
(e) Filmin çekirdekleşmesi ve büyümesi.
(f) Buharın istenmeyen bileşenin yüzeyden itilmesi veya sistem dışına alınması
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          Kimyasal Buhar Depozisyonu (CVD)        

CVD bir kimyasal reaksiyon prosesidir.
Bir veya birden fazla gazın sıcak bir altlık üzerinde ayrışarak kararlı bir katı ürün oluşturması.
·         İnce film oluşturma açısından CVD, PVD den çok daha kompleks bir metottur.
·         CVD, çok saf, yoğun ve ince taneli kaplamaların oldukça hızlı biriktirme hızlarında yapılmasına imkan veren bir yöntemdir.
·         Özellikle plazma desteği ile kompleks şekilli parçaların kaplanması ve üretilmesine imkan verir.
·         CVD, metalik, seramik ve yarı iletken kaplamaların üretiminin çok yaygın yapıldığı bir tekniktir.
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          Fiziksel Buhar Depozisyonu (PVD)        

PVD ile daha çok geçiş metallerinin nitrürleri üretilir.
TiN, TiCN, TiBN ve TiAlN nitrürleri PVD ile kaplandığı gibi CVD ile de kaplanabilir.
PVD’de kaplama hızı yüksek, altlığa yapışma problemi var.
CVD de kaplama hızı düşük, altlığa iyi yapışma (kimyasalların korozyon etkisi var).
İyon destekli PVD ile iyon bombardımanı iri tanelerin he oluşumunu engeller ve taneler nano boyutta büyür.
TiN, CrN, VN ve ZrN iyon bombardımanlı PVD ile başarılı olarak nano boyutta üretiliyor.
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          Buhar Biriktirme nedir?        

Bir kaynaktan transfer edilen malzemenin kimyasal kompozisyonunun kontrol altına alınarak bir altlık üzerine biriktirilmesidir.
Kaynak: Prof. Dr. Hatem Akbulut’un “Nano Kaplama Teknikleri” (30 Ekim 2006 Pazartesi) sunumundan derlenmiştir.

          Minyak Herba Asmak Penawar Asma        
Adakah ahli keluarga anda mempunyai masalah penyakit asma, lelah atau batuk? Jika ada marilah luangkan masa untuk kenal dan baca tentang kelebihan Minyak Herba Asmak yang boleh dijadikan sebagai salah satu altenatif penawar asma.

Kita tahu penyakit asma (asthma) sememangnya sukar untuk diubati, malah pengidap asma juga sukar untuk melakukan aktiviti harian yang terbatas disebabkan penyakit yang dihidapinya.

Jadi selain daripada kita biarkan pesakit bergantung kepada ubatan kimia dan inhaler untuk meredakan penyakit asma, sebolehnya kita cuba sembuhkannya secara semulajadi. Sebabnya kita tidak tahu apa kesan sampingan dalam jangka masa panjang hasil daripada pengambilan ubatan moden secara berterusan

Ya, kita tahu, ubatan kimia mungkin akan berikan kesan kepada tubuh badan pesakit untuk jangka masa panjang. Dan oleh itu syarikat Minyak Herba Asma Mujarab Sdn Bhd (1189521-H) mengeluarkan produk istimewa untuk dijadikan penawar asma.

Kontent
1 - Penyakit Asma
2 - Minyak Herba Asmak Penawar Asma
     2.1 - Kandungan Bahan-Bahan Minyak Herba Asmak
     2.2 - Kegunaan Minyak Asmak
     2.3 - Kelebihan Menggunakan Minyak Asmak
3 - Harga Minyak Herba Asmak
4 - Cara Guna Minyak Herba Asmak
     4.1 - Cara Guna Untuk Mengubati Penyakit Asma
     4.2 - Minyak Asmak Penawar Asma Pada Bayi
5 - Bedak Asma'
6 - Agen Minyak Herba Asma Mujarab Sdn Bhd







Penyakit Asma

Penyakit asma bermula daripada keradangan pada tiub saluran pernafasan atau dikenali sebagai bronchial yang menjadi bengkak. Kesannya akan menghasilkan lendir pekat yang akan menyempitkan saluran pernafasan dan inilah yang akan menyebabkan pengidap asma menjadi sesak nafas.

Pesakit asma juga sangat peka terhadap ransangan seperti debu-debu, bulu haiwan, debunga, asap rokok, udara yang tercemar dan juga keadaan udara persekitaran yang sejuk.

Sebab itulah bagi ahli keluarga yang ada pengidap asma perlu dijaga kebersihan dalam rumah terutamanya dengan membersihkan habuk atau debu, supaya udara dalam rumah sentiasa bersih dan segar.

Bagi ahli keluarga yang ada sejarah pengidap asma, besar kemungkinan untuk penyakit asma turut dihidapi oleh bayi atau anak-anaknya pula.

Tanpa berlegah masa, mari kita kenal dengan Minyak Asmak dengan lebih lanjut lagi.


Minyak Herba Asmak Penawar Asma

Produk minyak herba asmak ini diperbuat daripada 100% bahan semulajadi seperti Minyak Zaitun, Minyak Kelapa Dara, Habatussauda, Pati Gamat dan beberapa herba terpilih. Bahan-bahan yang digunakan ini sememangnya kaya dengan khasiat dan sering digunakan dalam mana-mana amalan perubatan tradisional.

Formulasi minyak ini diadun dengan menggunakan teknologi nano, ia dijamin 100% selamat untuk digunakan oleh pesakit asma tanpa ada sebarang kesan sampingan. Minyak ini tidak mengandungi bahan aktif yang tinggi yang boleh menyebabkan mudarat kepada pemakainya.

Minyak ini telah mendapat pengiktirafan Kementerian Kesihatan (KKM) dan juga diproses dengan rapi dikilang yang bertaraf Good Manufacturing Practices (GMP). Jadi ia benar-benar selamat untuk digunakan oleh semua orang.

Bukan sahaja sesuai digunakan untuk kegunaan orang dewasa, minyak herba asmak ini juga sangat untuk digunakan dan menjadi penawar asma pada bayi atau kanak-kanak. Ini kerana minyak ini jenis berangin dan bukannya minyak panas.

Bukan ubat ini yang memberikan kuasa menyembuh, semuanya dengan izin Allah S.W.T. kita sebagai makhluk perlu berikhtiar dan bergantung harap pada kekuasaan-Nya. Insyallah jika kita terus berusaha dan bertawakkal pada Allah S.W.T. suatu hari nanti penyakit kita akan sembuh. Yang penting jangan berhenti berusaha dan berharap.

Kandungan Bahan-Bahan Minyak Herba Asmak

Minyak ini dihasilkan dengan campuran bahan-bahan semulajadi yang kaya dengan khasiat. Ia telah melalui proses R&D yang lama untuk memastikan ia benar-benar berkualiti dan berkesan untuk merawat penyakit.

Antara kandungan bahan-bahang yang terdapat dalam Minyak Asmak adalah :-

1. Minyak Zaitun

Minyak zaitun sudah digunakan sejak zaman dahulu lagi. Ia sering digunakan untuk tujuan kecantikkan dan juga kesihatan. Dalam setiap 100 gram minyak zaitun, ia mempunyai nilai gizi seperti berikut:
  • Energi : 3701 kJ (885 kcal)
  • Karbohidrat : 0g
  • Lemak : 100 g
    •  Tepu (14 g)
    •  Tidak monotaktepu (73 g)
    •  Tidak politaktepu (11 g)
    •  Omega-3 lemak (<1.5 g)
    •  Omega-6 kebocoran (3.5 hingga 21 g)
  • Protien : 0 g
  • Vitamin E : 14 mg
  • Vitamin K : 62 mg

Minyak zaitun mempunyai sifat anti-radang, oleh sebab itu ia sangat sesuai digunakan sebagai penawar asma. Ia akan berfungsi untuk menjaga kelinciran membran sel yang bertugas membawa nutrien ke seluruh badan dan membuang toksin dalam badan.

Minyak zaitun juga mengandungi antioksidan yang mampu bertindak dalam mencegah penyakit.

2. Minyak Kelapa Dara

Minyak kelapa dara juga telah terbukti kaya dengan pelbagai khasiat yang sering digunakan untuk mengatasi bermacam-macam masalah kesihatan. Dalam setiap 100 gram minyak kelapa dara, ia mempunyai nilai gizi seperti berikut:

  • Energi : 870 kcal
  • Karbohidrat : 0g
  • Lemak : 98 g
  • Protien : 1 g
  • Kalsium : 3 mg
  • Vitamin A : 0 IU
  • Vitamin B1 : 0 mg
  • Vitamin C : 0 mg


Minyak kelapa dara kaya dengan 9 jenis asid lemak seperti asid caproic, caprylic, capric, lauric, myristic, stearic, oleic dan linoleic, dalam kajian sains yang dijalankan mendapati ia sangat bagus untuk tubuh manusia.

Minyak Kelapa Dara juga memiliki sifat anti-bakteria, anti-viral dan anti-protozoa semulajadi dan juga mengandungi antioksidan. 

3. Habbatussauda

Habbatussauda, nama yang kita tidak perlu pertikaikan lagi dengan khasiatnya. Dalam setiap 100 gram minyak kelapa dara, ia mempunyai nilai gizi seperti berikut:

Tenaga: 531 kcal
Protien: 20.8 g
Kalsium: 185.9 mg
Thiamin: 1.5 mg
Robiflavin: 0.1 mg
Pyridoxine: 0.5 mg
Niacin 5.7 mg
Iron: 10.5 mg
Copper: 1.8 mg
Zink: 6 mg
Fosforus: 526.5 mg
Folacin: 0.061 mg

Habbatussauda mempunyai efek brokodilator. Iaitu melebarkan permukaan bronkus dan bronkiolus pada paru-paru.

Habbatussauda mengandungi Nigellone, ia mampu bertindak sebagai bronkodilator, menghalang pembebasan histamin oleh sel mast.


Selain daripada itu Minyak Asmak ini juga mengandungi bahan-bahan semulajadi yang sememangnya sudah terbukti kaya dengan pelbagai khasiat seperti pati gamat, akar kayu dan ramuan herba-herba terpilih yang juga mampu menjadi penawar asma.


Kegunaan Minyak Herba Asmak

Mungkin ada yang terfikir minyak ini hanyalah untuk mengubati pesakit asma sahaja, sebenarnya tidak. Minyak istimewa ini ada pelbagai khasiat dan kegunaan yang juga boleh digunakan untuk merawat masalah kesihatan yang lain juga, seperti:-
  • Asma, semput dan lelah
  • Menghilangkan batuk
  • Mencairkan lendir kahak
  • Melegakan Selsema
  • Kegatalan akibat terkena gigitan serangga seperti nyamuk dan sebagainya
  • Menyembuh kuka
  • Terkena api/benda panas
  • Melegakan sakit perut
  • Menghilangkan bengkak
  • Lenguh-lenguh badan
  • Masalah Buasir
  • Mengatasi masalah sembelit
  • Melegakan senggugut bagi wanita
  • Melancarkan peredaran darah
  • Melegakan sakit kepala dan juga migrain
  • Sesuai juga untuk merawat Resdung
  • Merawat sakit gigi
  • Untuk rawat penyakit strok
  • Juga sesuai untuk merawat ulser

Kelebihan Menggunakan Minyak Asmak

  1. 100% bahan semulajadi digunakan dalam penghasilan minyak ini.
  2. Minyak ini dijamin suci dan selamat untuk digunakan tanpa was-was.
  3. Minyak asmak ini telah melalui proses R&D yang cukup teliti dalam tempoh yang lama, supaya ia selamat dan juga berkesan kepada penggunanya.
  4. Dengan menggunakan teknologi nano, setiap sapuan minyak ini akan lebih cepat meresap pada kulit pemakainya. Oleh ini ia akan memberikan kesan penyembuhan yang lebih pantas.
  5. Minyak ini sangat mesra terhadap kulit penggunanya, dimana ia tidak akan memberikan kesan sampingan dan juga tidak akan menyebabkan alahan pada kulit.
  6. Pembeli minyak ini melalui pengedar yang sah akan mendapat nasihat cara penggunaan mengikut apa masalah yang dihadapinya dan juga akan mendapat pemantauan.
  7. Sangat sesuai untuk dijadikan penawar asma pada bayi.
  8. Sebenarnya minyak ini bukan minyak panas, cuma ia berangin oleh sebab itu ia sesuai digunakan oleh semua peringkat umur.

Harga Minyak Herba Asmak

Harga sebotol Minyak Herba Asmak ini adalah RM39.00, isi kandungannya adalah 30ml. Boleh didapati daripada agen atu pengedar-pengedar MHAMSB yang sah.


Cara Guna Minyak Herba Asmak

Disini saya juga akan kongsikan cara guna atau pakai minyak asmak ini. Caranya penggunaannya sama sahaja dengan minyak-minyak yang lain, cuma cara dan tempat sapuan itu berbeza mengikut keadaan masalah dihadapi oleh pengguna.

Sama seperti mana-mana ubat yang lain, pastikan anda goncang botol terlebih dahulu sebelum guna.


Bagi rawatan mengubati penyakit asma atau lelah

Sapu minyak asmak tadi pada bahagian leher hingga ke dada. Sapu juga pada tengkuk ke belakang. Akhir sekali sapu minyak pada telapak kaki dan juga labu betis.

Sapuan haruslah konsisten dan sekerap yang mungkin terutamanya selepas mandi. Jika didapati kurang nampak perubahannya, sapuan haruslah dilakukan dengan lebih kerap untuk mendapatkan kesan yang lebih mujarab.

Sapuan seeloknya dibuat selepas mandi, sebelum tidur dan ketika waktu subuh.
Untuk rawatan sakit-sakit lain, sapuan dilakukan berbeza mengikut keadaan dan tempat yang berkenaan.

Jika kita gunakan minyak ini secara konsisten, insyallah ia mampu menjadi penawar asma kepada pengidapnya.


Minyak Herba Asmak Penawar Asma Pada Bayi

Seperti mana yang saya nyatakan diatas tadi minyak herba asmak ini sesuai juga untuk dijadikan penawar asma pada bayi dan kanak-kanak.

Cara sapuan untuk bayi juga sama seperti cara penggunaan diatas tadi, cuma ibu bapa perlu beri perhatian dengan mengamalkan menepuk belakang badan bayi (bahagian kiri dan kanan) dengan membuat tangan membentuk c-cup.

Langkah ini bertujuan untuk memudahkan kahak atau hingus dikeluarkan daripada tempat berkumpulnya kahak atau hingus.

Jangan risau selepas

Bedak Asma'


Selain daripada itu syarikat ini juga ada mengeluarkan produk Bedak Asma'. Bedak ini bagus digunakan untuk merawat ekzema, psoriasis, ruam, kudis buta, kurap, panau dan lain-lain.

Bedak istimewa ini diperbuat daripada tanah liat putih yang dijamin 100% bahan semulajadi, jadi ianya selamat untuk kegunaan semua peringkat umur.

Bedak Asma' juga sesuai untuk merawat masalah kulit seperti jerawat, untuk menjaga kecantikkan kulit serta mencerahkan kulit.

Harga bagi Bedak Asma' adalah RM30.00


Agen Minyak Herba Asma Mujarab Sdn Bhd

Syarikat Minyak Herba Asma Mujarab Sdn Bhd juga membuka peluang kepada orang ramai untuk menjana pendapatan dengan menjadi agen atau pengedar yang sah.

Sekiranya berminat nak mencuba atau nak menjadi agen, boleh ke link di bawah atau hubungi terus  :


 Hotline HQ : 019 - 970 8897


 Website Minyak Herba Asmak :
http://penawarasma.com.my/

 Instagram : mham.sdnbhd
https://www.instagram.com/mham.sdnbhd/

 Facebook Page : Penawar Asma Mujarab
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Minyak Herba Asmak HQ:
https://www.facebook.com/minyakherbaasmamujarabsdnbhd/

 Youtube :
https://www.youtube.com/channel/UCW7XwJbaxkXCKe3f7NEucag

          Nebedrap míru        

Nebedrapy Tel Avivu z Hatachany, ten Míru úplně vlevo.
(Přežít Izrael)

Jsme na jaffském nádraží – odkud se už nejezdí. A že odtud do 82 km vzdáleného a skoro 800 m vysokého Jeruzaléma jezdili svého času všichni, kdo se tam chtěli dostat. Ono to bylo opravdu nejpohodlnější po moři přes Jaffu, z Ameriky, Evropy i Ruska. Theodor Herzl i baron Rothschild, císař Vilém II. a jeho dvůr, a všechny další velké i malé osobnosti, ti museli strávit na klikaté a stoupavé trati skoro čtyři hodiny! Všichni nastupovali tady. A to až do roku 1948, kdy byla tato stanice zrušena a nástupním bodem do Jeruzaléma se stalo telavivské nádraží. No a po roce 1967, když byla vybudovaná silnice číslo jedna, po které se do Jeruzaléma můžete dostat za hodinu, osobní vlaková doprava na této trati úplně chcípla. Zmizely koleje z Jaffy do Tel Avivu, ale z nezmizely koleje ze stanice Jaffa, ani samotná stanice. Koleje tu teď slouží jako dekorace. Nebyly rozkradeny – snad proto, že prozíravá radnice nechala hned v tom roce 1948 celý areál obklopit zdí. Teprve roku 2004 zde začaly první rekonstruční práce, a roku 2007 byla stanice znovuotevřena. A je tady od té doby komplex Hatachana, kde se odehrávají různé koncerty a festivaly. Ochranná zeď funguje dodnes, otevírá se v deset ráno a zavírá v deset večer. Jen ve čtvrtek, kdy zde od sedmé hodiny večerní probíhá umělecký veletrh pod širým nebem, se zavírá až o půlnoci.


Je středa před druhou, žádný veletrh se nekoná. A když jsme na nádraží, z něhož nemůžeme ani odjet vlakem, kam půjdeme? Do nádražní restaurace! Tedy do restaurace, která je umístěna v jedné z rekonstruovaných budov bývalého nádraží. Sedáme si hned do první, co je po ruce, a čekáme na obsluhu. Je už po půl druhé, kalorie z nedávno spocívané ořechové tyčinky jsou už spálené, a Jana vlastně od rána nejedla. Hodí se sednout si a pojíst. Hodilo by se, i kdyby nám alespoň přinesli jídelní lístek. Ano, mají tu hodně práce, ale i začínající brigádník ví, že položit příchozímu návÅ¡těvníkovi na stůl jídelní lístek, případně nechat ho objednat si pití, je vhodné, abyste si ho zaháčkovali. Máme opravdu už hlad, takže se po pěti minutách nezájmu (ani náznak gesta či pohledu "jo, vím, o vás, moment, prosím") zvedáme a jdeme  hned k vedlejší hospodě. Je jich tu hodně. Ve výtopně, vozovně, skladech, samotné nádražní budově a dalších objektech se dnes nacházejí nejen hospody, ale i butiky, galerie, kavárny a restaurace.


Další hospoda vypadá na bývalou vozovnu nebo jinou technologickou budovu, jak soudím dle vysokých litinových sloupů nesoucích střechu. Tady se nám hned věnují, přinesou jídelní lístek, a začíná naše každohospodská konverzace: Jídlo pro Janinku nesmí obsahovat česnek, po něm je jí špatně. Česnek v nanodávkách v jídle necítí, ale později je jí opravdu zle. A protože sedíme v italoidní a izraelské restauraci, je to trochu problém. Nakonec si objedná špagety s masovými kuličkami, které jsou zcela blí šum, tedy without garlic a vůbec bez česneku. Mě zláká tuňákový salát. Trvá to půl hodiny, než se nám dostane objednávka na stůl, mezitím usrkáváme ze skleničky bílého vína. V Izraeli doporučuji si dát v hospodě víno, pokud nejste příznivci holandských piv. Ano, vyrábí se i izraelské pivo, ale v restauracích ho moc nenabízejí. Můžete si ho koupit v krámě, ale věřte, že izraelské víno je lepší! A ve Středomoří obecně se k jídlu nejvíce hodí víno. Ke konci čekání jsme dostali kuvér (couvert). Bagetku, mističku s másílkem a nějaký mazací tvaroh. Má se to jíst teoreticky s jídlem, ale my to začali jíst před jídlem, neb hlad byl ve čtvrt na tři již značný. A, konečně jest na stůl přineseno. Koukáme na naše jídla s rozpaky – jsou totiž rozložena na dosti velikých talířích. Nu, Jana jí většinou jen jako myška, obvykle jí stačí dětská porce, ale tady se propracovala téměř až na dno. Pomohla jí i místní žadonící kočka. Ani už nevím, kolik jsme platili, ale v každém případě stál tenhle oběd za to!

Nečekaně mi však vstoupil do časového plánu. Od jídla se totiž zvedáme až ve tři, mírně se kolébajíce. Chci se dneska ještě dostat k moři, snad to stihneme do pěti. Cestou projdeme čtvrtí Neve Cedek. Ale nejdříve se porozhlédneme po nádraží. Na perónech tu nějací mladící rozkládají pódium, ano, asi tu bude večer koncert nebo divadlo. Na zbytcích kolejí postávají vagóny, je to vlastně muzeum starých železničních vozů pod širým nebem. Vlezeme i do jednoho z nich. Zvenčí se tvářil přepychově, avšak vevnitř je docela spartánský. Sedávalo se tu jen na bílých lavicích u stěn, aby bylo více místa pro stojící pasažéry? Nejspíš ne. Nejspíš totiž do výbavy letitého vozidla nepatřila přímotopná kamínka. Myslím si, že dávný vagón má nějaký současný účel. Vešlo by se sem například drobné divadelní představení pro jednoho herce – když by náhodou venku pršelo.

Nakukujeme do jedné haly, ach, tisíce halenek na stojanech, už pomalu zahazuju časový plán. Janinka je však zcela zasycena nedávným blešákem, a tak se suneme dále. Z celého nádraží nás nakonec (krom zmíněné restaurace) nejvíce zaujme blahobytně rozložitý blahovičník, který tu asi roste od roku 1948. Z komplexu vylézáme kolem krychlovité dřevěné budky, kde se nejspíše kupují lístky na kulturní představení. Nás však čeká kulturní představení jiné – představovat se nám bude bleší trh domečků čtvrti Neve Cedek (což značí "Oáza spravedlnosti"). Nevím, jestli se trefím na ta místa, kudy naši výpravu vedla průvodkyně Dalia před třemi lety, ale ono to ani jinudy snad ani nejde:


Kolem hřiště, kde školní děti tak ze druhé třídy hrají fotbal (pan učitel chytá v bráně), kolem řady zamčených zelených bicyklů (což je prý první městská samoobslužná půjčovna kol) míříme travnatou loučkou po dlážděné pěšině jediným možným směrem k řadě přízemních domků. Dalšímu domku se už ze šikmé střechy otevírá alespoň mansarda. Domkům narůstá další patro, místy s obytnou krabicí na střešní terase. To už máme tři podlaží! Ale někomu je to málo, za těmito domky se drápou k bezmračnému nebi štíhlé vysoké stavby – tedy nebedrapy. Na chvíli zmizí v hustých korunách aleje blahovičníků, které mají to štěstí, že vysoké kovové šibenice, nesoucí dříve elektrické vedení, nesou dnes elektrický kabel, takže se koruny stromů nemusí prořezávat.



Paměť nohou mne vede ke dvěma výstavným budovám, které jsou postaveny v tandemu. Průchodem v jedné z nich se dostáváme na široké a nízké schodiště ke druhé. Bývaly zde školy, z toho jedna francouzská, která zde byla otevřena ještě v době, kdy se uvažovalo o tom, že se ve staronovém židovském domově bude mluvit francouzsky (1892). Dnes je tu divadlo, taneční centrum Suzanne Dellal a v patiu se z dlažby – tentokrát nezvedají vodotrysky. Obdivuji sad starých stromů malého vzrůstu, které připomínají přerostlé bonsaje, vyrůstající z malých čtvercových záhoncích, které od zbytku dlažby – nedělí stružka vody. Od tohoto souostroví se přesunujeme ke zdi, na které jsou na keramické mozaice představeni budovatelé Tel Avivu i další zasloužilí velikáni (i jedna velikánka), básníci, spisovatelé. Dnes jsou dobře rozpoznatelni, protože keř, který je minule stínil mírně proschl a byl mírně prořezán. Buďto udeřila sucha, nebo je rozvod vody v rekonstrukci.



Pokračujeme dál přesně do té uličky, kde Dalia vyhlásila svačinovou přestávku, vlastně zmrzlinovou přestávku. Cukrárna tu stále je, stále má skvělou nabídku, bohužel naše žaludky jsou zcela plny. Pokračujeme tedy dál propletencem uliček, kde z úpatí domů vyrůstají rozkvetlé stromy, které vyplňují prostor mezi sbírkou roztodivných domků intenzivní vůní. Tady někde začala výstavba Tel Avivu, takhle asi vypadaly jeho první ulice. Jana obdivuje stejnou mozaiku na fasádě jednoho z domů, kterou jsem obdivoval minule. Zdá se, že zde bydlí hojně umělci, anebo alespoň tvůrčí lidé. Mozaika ze střepů a různorodých dlaždic na stěnách domků se objevuje ještě několikrát. Velice nám to připomíná Barcelonu, kterou jsme navštívili vloni na podzim, kde podobnými střepy pokryl fasády svých domů Antoni Gaudí.

Některé z těch domů jsou značně omšelé, bauhaus, nebauhaus. Někde byly zachráněny citlivou rekonstrukcí, někde byly zmutovány necitlivou rekonstrukcí, někde najednou vedle dvoupatrové kostky vyraší z hlubin země dům do nebes. Občas osamělý tesák, ale náhle se tesáky slévají do celé řady zubů. Před námi na nás cení ulice vysoký deskový nebedrap – Migdal Šalom aneb Věž míru. Zase jsem se trefil! Ačkoli jsme šli cik, cak, tady vlevo, a pak vpravo, hlavně však podle hloučků turistů a osvědčené nožní paměti. To znamená, že jsme na Herzlově ulici. To znamená, že tady vravo začíná parkově upravený Rothschildův bulvár (Sderot Rothschild). A to značí, že jsme kousek od domu, které má tel-avivské číslo popisné 1. Nové město se rozhodlo v roce 1909 založit 66 rodin, které si koupily 66 pozemků na písečné duně. Losem se pak určilo, kdo bude mít jakou konkrétní parcelu. No a jistý Meir Dizengoff (1861-1936) si vylosoval číslo Jedna.

Do Palestiny se Meir z rodného ruského impéria, přesněji z Moldavska, dostal poprvé roku 1892 jako vyslanec jistého dobroděje, jímž byl baron Edmond James de Rothschild. Ten chtěl v palestinské Tantuře vybudovat osadnický komplex, který měla uživit sklárna. Jenže není písek jako písek, ten v Tantuře se na sklo nehodil a projekt tedy zkrachoval. Dizengoff se roku 1897 vrátil do Ruska, tentokrát do Oděsy. Do Palestiny pak natrvalo přišel v rámci druhé aliji v září 1905 tentokrát jako ředitel společnosti Ge'ula (již sám založil), která v Palestině skupovala pozemky do židovského vlastnictví. (Žádná "loupež palestinské půdy", tedy písku…) Usadil se v tehdy převážně arabském městě Jaffa, kde však bylo Židům už těsno. (Bylo tedy jen spravedlivé, že šťastná ručka mu vytáhla z klobouku hned první parcelu.) Jeho schopnosti ho poté vynesly i do funkce prvního starosty Tel Avivu. Stalo se tak v roce 1921, kdy se Tel Aviv odtrhl od Jaffy. Tehdy začal počet jeho obyvatel expandovat – právě v té době totiž do něj prchali Židé, které z Jaffy vyhnaly násilnosti jejich arabských sousedů…


Nevím, jak je to s tou Jedničkou. Na Rothschildově bulváru má číslo 16.  Meir Dizengoff svůj dům (přísný Bauhaus!) odkázal jeÅ¡tě během života telavivskému muzeu umění. Muzeum bylo otevřelo v dubnu 1932, ale toto místo získalo svou dneÅ¡ní slávu 14. května 1948, kdy zde velitel Hagany a budoucí premiér Ben Gurion vyhlásil nezávislost státu Izrael. Do muzea ani Síně nezávislosti nevstupujeme (chci stihnout moře!), spokojujeme se s jezdeckou sochou pana starosty Dizengoffa, stojící ve středové procházkové aleji bulváru. A je to svým způsobem  srandovní socha. Pan starosta tu sedí jaksi rozcapen na hubeném malém koníku či poníku. Rozcapenosti je dosaženo tím, že se pravou rukou drží ořova hřbetu za sebou. Jako by ani neměl sedlo. (A třeba neměl.) Už minule mi to připomnělo – ale i ostatním účastníků zájezdu – ztracený jezdecký pomník Járy Cimrmana! Ano, skutečně, tahle plastika by se pod tramvajové troleje na Malostranské náměstí veÅ¡la. Je to poněkud ironická pocta zakladateli města, ale velice přívětivá. Taková lidská.


Zakletá Věž míru
Vracíme se na ulici Herzl a vcházíme do průjezdného a ponurého přízemí Věže míru. Vypadá to tu trochu jako na stanici metra někde na Jižáku. A skutečně je tu také v podzemí stanice metra postavena! První a poslední stanice nikdy nepostaveného tel-avivského metra. Už jsem tu jednou byl, bohužel těsně před Å¡abatem, takže bylo vÅ¡ude zavřeno. V této budově se nachází galerie, je tu poÅ¡ta, ale co chci hlavně navÅ¡tívit  – vyhlídkovou terasu, odkud se rozevírá vyhlášený výhled.  Píše o něm bedekr  Ikaru z roku 2000. Z posledního, tedy 34. patra ve výšce 142 metrů je za jasných dnů prý vidět i Jeruzalém! Z domácí přípravy vím, že posledních sedm pater nedávno vyhořelo, ale jsou obnovena. Snad je obnovena i vyhlídková terasa? Minule jsem si řekl, že příště vyjedu až nahoru, a teď je příště.

Janě se moc nikam harcovat nechce. Tady dole je skutečně nevlídno a podezřele pusto. Opuštěné parkoviště motocyklů asociuje klasický horor. Pokusím se vlézt hned do prvního vchodu vlevo, ale okamžitě odtamtud vyjede bezpečák, který mi to nedovolí. Chci nahoru na vyhlídku. Nahoru? ptá se. Tak tamhle ten druhý vchod! Vlezeme do druhého vchodu. Tady náš požadavek místní bezpečák přijme. Sláva! Cítím se jako průkopník. Napíšu o své cestě vzhůru do dalšího cestopisu a další turisté již správně trefí na tu nejlepší vyhlídku. Hurá! Jsou nám prohledána zavazadla (batoh a kabelka) a můžeme jít. Tamhle tím výtahem, a potom zabočíme vpravo, vlevo, a už nerozumím. Ale určitě se nahoře doptáme dobrých lidí!


Žádné nahoře se však nekonalo. Výtah nás vyplivl hned v prvním patře. Ptáme se hodných lidí, jdoucích z práce (čtyři odpoledne), a ti nám řeknou, že támhle za rohem je další výtah. A za kýmže jdeme? Do které kanceláře? No, naše angličtina nás zřejmě u vchodu zradila, i když bezpečáka přesvědčila. Žádná vyhlídková terasa se zjevně nekoná. Jo, kdybychom šli za někým známým, nebo kdyby nás nějaký úředník pustil do svého kanclu, tak bychom se snad mohli rozhlédnout. Překážky kladené mému nápadu už přerostly rozumnou míru a konečně dám na reptající Janu a vracíme se zpátky. To jedno patro dolů tentokrát po schodech. Jo, kdybychom se nějak dostali do té pošty (která na oné barabizně není nějak zjevně deklarovaná), tak bychom se mohli podívat alespoň asi tak z dvanáctého patra, jak ukazuje fotografie pana MusiienkoDmitryMoovita na gůglích mapách. Jeruzalém ne, ale Jaffa je odtud vidět nádherně…

Drahocený čas vyčerpán a naše duševní síla taktéž. Mozek prostě dokáže přijmout jen omezený počet informací, načež vypíná. Máme toho dneska za sebou už dost, a chceme přežít i zítřek. Musíme se nějak dopotácet domů. A to směrem k vyhlášenému trhu Karmel. Ale než na něj dojdeme, procházíme kolem dalšího blešího trhu domů. Tmavěhnědý desetipatrový hranol široký na tři okna a dlouhý na dvacet. Bíle okachlíčkovaná dvoupodlažní krychle skoro bez oken. Pootočený hranol na hranolu. Moderně provedený s kachlíčky a betonem a velkými skleněnými plochami – a jinde stejná kompozice s padající prastarou omítkou a vlnitým plechem. Sedmipatrové prosklené obludy, které by zapadly i do pražské Brumlovky. To vše proloženo docela normálními domy se šikmou střechou, domy bauhausovými a domy s nezdobenými betonovými nosnými sloupy v nezastavěném přízemí. Domy jako žluté čtvercové dorty, domy jako válcové růžové dorty. V průhledech je pak vidět roztodivné nebedrapy.

Nohy nás dovedou k pěticípé křižovatce. Tady trochu oba ožijeme. K oživení dochází pohledem na stromky, jejichž kmeny jsou dole tlusté jako sloní nohy (baobaby?), ale trochu výše už zeštíhlují – a jsou opleteny barevnými punčochami. Nápaditá reklama blízkého krámku! Oba tu krásu fotíme.

Jedna z ulic, vycházející z křižovatkového náměstíčka, je dosti široká a vede žádaným západním směrem. A je v celé šířce chodníkem. Sláva, jsme už na pěší zóně, blížíme se Karmelu. No jo, jde o vyhlášený trh, ale půjdu po něm už asi podesáté. Asi ho nepopíšu lépe než jindy. Prodíráme se známými uličkami k našemu hotelu u pobřežní promenády. Na pokoj dorazíme něco po půl páté. Trochu se zrestaurujeme, přebalíme na pláž (ručníky, plavky a superdeku na ležení) a po páté hodině vyrazíme. Byla by to ostuda bydlet prakticky na pláži, a neužít si jí! Zítra totiž už Tel Aviv opouštíme.

Za mohutného fotografování přečkáme všechny červené na přechodech a konečně se probojováváme až na dotek tel-avivského moře. Jeho vlny jsou tentokrát mírné, mírné je i slunce, klesající za závojem nečekaných beránků (beránkodrapy!) neúnavně k obzoru. Odráží se od lesklého písku, který olízla ustupující vlna. Je čtvrt na šest, pracovní doba plavčíků již odezněla. Praporky jsou sundané, ale určitě visel bílý. Ve vodě je pár turistů, na okraji vln běží osamělý sportovec. Vlny opravdu nejsou nějak velké, jak dosvědčuje absence surfařů s pádýlky. Vítr opravdu nefouká, takže tu nejsou ani surfaři, zavěšení na dracích.


Vzduch má nanejvýš dvacet stupňů. Já lezu zarputile do vody, která má snad osmnáct, Janinka se prochází po pláži zahalena jak beduínka, bosky, a loví mušličky. Fotím ze břehu, fotím po kolena ve vodě, konečně odkládám foťák a vše zbytečné a konečně se nořím! Krásně jsem si zaplaval, Janinka si krásně nasbírala mušliček. Oba jsme spokojení. Je šest hodin, čas vylézt z vody. A ještě nás čeká balení, zítra odjíždíme z Tel Avivu.

Cestou na Ejlat se nejdříve zastavíme v jeskyních Bejt Guvrin, pak se pokusíme najít Český les. Navečer se ubytujeme uprostřed Negevské pouště v kibucu Midreshet Ben Gurion poblíže Sde Boker. Pokud zbude čas, dáme si romantickou večerní procházku po útesu nad širokým údolím, na jehož dně se klikatí stopy po řece Zin. Nehodlám překonávat poušť jedním třistapadesátikilometrovým skokem, je v ní dost zajímavostí, aby nás zaměstnaly po dva dny. Nechci přespříliš zatěžovat Janinku, a podle toho také plánuji cestu, aby byla sdostatek komód.

No, podle toho jsem původně naplánoval i uplynulé dva dny, a plány na úplnou pohodlnost se mi podle vymkly z rukou. Avšak o zítřku až příště!

Prožito a přežito v Tel Avivu - Jaffě ve středu 26. dubna 2017, psáno na Lužinách ve středu 19. července 2017.
***
Foto © Jan Kovanic

Viz i Å amanovy zážitky z roku 2014:  Mír železniční stanice (fotky stojí za klik, svítilo lepší slunce)

Minulé díly vyprávění o letošní (i loňské) cestě do Izraele viz na blogu Šamanovo doupě, záložka Izrael. (Fotky jsou tam z nějakého technického důvodu podstatně ostřejší než na Psu! Při kliknutí na obrázek se onen rozbalí v původní velikosti.)

Cestopis Mír v Izraeli z Šamanových předcházejících tří cest po Izraeli seženete u knihkupců, na besedách s autogramem přímo od autora, anebo u vydavatele.
          Commenti su “Noi occidentali abbiamo l’obbligo di diventare vegani”. (Intervista a Leonardo Caffo) di Enrico S.        
«Sì, noi occidentali, se vogliamo vivere una vita giusta, abbiamo l’obbligo di diventare vegani. » Dubito fortemente che riusciremo a vivere una vita 'giusta', nel senso universale che intende Caffo. Le variabili che ci trascinano in senso ingiusto sono infinite, e quelle che dipendono da noi stessi si intersecano invariabilmente con quelle indipendenti o eteroimposte. La 'giustizia' o giustezza quindi è mera utopia, e data l'assoluta relatività del concetto (quello che è giusto per alcuni può esserlo meno per altri) non so nemmeno se o quanto possa essere auspicabile. Certo non è auspicabile quell' «obbligo» a cui Caffo fa esplicito riferimento, sia pure nella sua ottica di giustezza astratta. Perciò gli auguro di cuore che niente e nessuno lo obblighi a rinunciare alle sue convinzioni vegane. Io, dal canto mio, quando sento simili esortazioni da 'illuminati' proselitisti, metto mano all'apriscatole.
          â€˜Big Hero 6’ Review: Disney’s Superhero Epic is Smart Translation of Japanese Anime        

Complain all you want about the current vogue of superhero movies, but if every so often we get a “Big Hero 6” — a kid-friendly saga that features an Asian protagonist, an ethnically- and gender-diverse group of costumed crusaders, and positive messages about science, education, and compassion — then it justifies the genre’s existence.

Directors Don Hall (the lovely, under-appreciated 2011 “Winnie the Pooh”) and Chris Williams (“Bolt”) have incorporated the visuals and the adrenaline of Japanese anime into an American context, resulting in a film that feels thrillingly global yet relatably specific. (The setting of “San Fransokyo” is one of the best melded fantasy movie metropolises this side of “Babe: Pig in the City.”)

See video: Cuddly Robot Baymax Is a Crime-Fighting Marshmallow in Latest ‘Big Hero 6’ Trailer (Video)

Fourteen-year-old high-school graduate Hiro Hamada (voiced by Ryan Potter) wastes his talents at electronics on underground bot-fighting, until his older brother Tadashi (Daniel Henney) convinces him to join him in college; far from the “nerd school” Hiro had assumed, San Fransokyo Tech is where Tadashi and his friends — including Gogo (Jamie Chung, “Once Upon a Time”), Wasabi (Damon Wayans Jr.), Honey Lemon (Genesis Rodriguez), and goofy sidekick Fred (T.J. Miller) — are making exciting discoveries and inventing really cool stuff.

Tragedy strikes when Hiro presents his extraordinary, thought-controlled nano-bots as his admission project: there’s an accidental explosion, costing Tadashi and distinguished professor Robert Callaghan (James Cromwell) their lives. Hiro is devastated at the loss until he discovers Baymax (Scott Adsit, “30 Rock”), the sweet-natured health-care robot that Tadashi invented (and imbued with his sense of kindness and understanding).

Baymax is blobby and inflatable and in no way the kind of robot you would imagine would be helpful in chasing down bad guys, but when Hiro realizes that someone has stolen his nano-bot tech for nefarious purposes, he attempts to retool Baymax into a flying, karate-kicking mecha-weapon of vengeance. Tadashi’s old friends get outfitted with superhero costumes and tricked-out weapons, but the situation gets complicated when they (and Baymax) realize that Hiro is blinded by revenge in his pursuit of justice.

Also read: ‘Interstellar,’ ‘Big Hero 6’ Tracking for Blockbuster $60 Million Box Office Openings

“Big Hero 6” offers spectacular visions, mixing a realistic sense of place and people with delirious flights of inter-dimensional heroic fancy, remaining true to its comic-book source (Pixar vets Robert L. Baird and Daniel Gerson loosely adapt the Marvel miniseries) without ever losing the human element among the larger-than-life finale.

It’s in that third act that you can feel the film getting tethered to the tracks of kid-movie narrative, but “Big Hero 6” has built up so much creative goodwill by then that it’s easy to forgive. The lush and vibrant visuals help in that department; this is one of the few 2-D films I’ve ever seen that I want to go back and see again in 3-D.

Also read: Women, Blacks, Gays: Warner Bros. Catapults DC Ahead of Marvel in Superhero Diversity Race

Even with Tadashi’s death (to say nothing of the fact that the Hamada brothers are, in true Disney fashion, orphans), the film balances out the mournful moments with lots of big laughs. The screenplay offers the kind of gags certain to be cited during fist-bumps and “On a scale of 1 to 10, describe your pain” prognosis for years to come.

Sweet and sharp and exciting and hilarious, “Big Hero 6” comes to the rescue of what’s become a dreaded movie trope — the origin story — and launches the superhero tale to pleasurable new heights. Even if you’re anti-“Avengers” and dreading the parade of Zach Snyder DC Comics adaptations over the next few years, you might consider giving this costumed bunch a shot.

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          Hiro Fights Nanobots and Baymax Pops a Leak in New ‘Big Hero 6’ Trailer (Video)        

A boy and his robot are featured in the first full-length trailer for Walt Disney Animation Studios’ “Big Hero 6,” it’s first film since “Frozen” took over the world. Will the kid-friendly Marvel comic book adaptation measure up?

The newest trailer certainly has charm and laughs, with our hero Hiro Hamada (voiced by Ryan Potter) frantically trying to relay a crime to a bored police officer, while his robot/best friend Baymax (voiced by Scott Adsit) unhelpfully pops a leak.

See video: Disney-Marvel’s ‘Big Hero 6’ Teaser for a Teaser and Poster Revealed

Hiro has just faced a menacing unnamed villain who wears a kabuki mask and wields an army of nanobots. You can see why he’d be alarmed, but it’s also understandable that the police are a little skeptical. Even in the face of a robot “balloon man” who tries to patch himself up with scotch tape.

We don’t get more than a glimpse of the full team that make up the titular “Big Hero 6,” also comprising of Fredzilla (TJ Miller), Go Go Tamago (Jamie Chung), Honey Lemon (Genesis Rodriguez) and Wasabi (Damon Wayans, Jr), who band together to solve the mystery of Hiro’s older brother’s death, but there’s still plenty of time to meet them before the film’s Nov. 7 release date.

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          Sparrow sized drone        
Yes cameras are getting smaller but what about the drones?  There’s no standard set for the size or design of drones, and the Army plans to use that to its advantage. Introducing the Black Hornet Nano.   I’s a a micro drone, designed by a firm in Norway called Prox Dynamics. This helicopter drone is small enough to […]
          Bose Lifestyle 650 kućni bioskop (crni)        

Napredniji model kućnog bioskopa iz nove Bose Lifestyle serije, sa redizajniranim satelitskim zvučnicima koji sada imaju još manje dimenzije i soundbar zvučnikom za centralni kanal umesto klasičnog satelita. Subwoofer i zadnji zvučnici su takođe bežični za jednostavnije povezivanje.

Lifestyle 650 kućni bioskop je namenjen onima kojima su estetski dizajn i kvalitet zvuka podjednako bitni. Opremljen je nanovijim Bose tehnologijama koji stvaraju detaljan i iznenađujuće snažan zvuk nalik mnogo većim Hi-Fi sistemima, dok dizajn zvučnika kombinuje kompaktne dimenzije sa premijum materijalima poput aluminijuma i kaljenog stakla.

Bose Lifestyle 650 je nagrađen prestižnom Red Dot: Best of the Best 2017 nagradom.

Glavne karakteristike:

  • Kućni bioskop sa 4 satelitska zvučnika, soundbar zvučnikom za centralni kanal, subwoofer-om i centralnom konzolom
  • OmniJewel satelitski zvučnici - sadrže dva drajvera u zajedničkom aluminijumskom kućištu pozicionirana tako da stvore detaljan zvuk 360º oko zvučnika
  • OmniJewel soundbar zvučnik za centralni kanal - opremljen sa 5 drajvera za široku zvučnu sliku
  • Acoustimass bass modul (subwoofer) sa QuietPort tehnologijom za moćne niske tonove
  • Subwoofer i zadnji par zvučnika su bežični za lakše povezivanje
  • Centralna konzola ima ulogu AV risivera, opremljena je sa 5 HDMI ulaza, jednim HDMI izlazom sa ARC tehnologijom i brojnim analognim i digitalnim audio ulazima
  • Svi HDMI ulazi/izlazi podržavaju 4K UltraHD rezoluciju i najnovije tehnologije (HDMI v2.0, HDCP 2.2)
  • Podržava surround audio formate - Dolby Digital, Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD, DTS, višekanalni PCM
  • SoundTouch sistem - detaljna kontrola putem besplatne aplikacije za pametne telefone, podržava brojne online servise za strimovanje muzike i povezivanje u multiroom sistem sa drugim SoundTouch uređajima
  • ADAPTiQ automatska kalibracija zvuka prema prostoriji
  • Ugrađena mrežna i Wi-Fi konekcija za SoundTouch funkcije i ažuriranje softvera preko interneta
  • Bluetooth konekcija za strimovanje muzike sa mobilnih telefona i tableta
  • Klasični daljinski upravljač uključen u paket
  • Jedan USB ulaz samo za lokalno ažuriranje softvera
  • Elegantan dizajn i premijum materijali - kutije zvučnika su izrađene od ekstrudiranog aluminijuma, a subwoofer i konzola imaju i gornji panel od kaljenog stakla
  • Dostupan u crnoj i beloj boji

Dimenzije:

  • Sateliti: 46 x 146 x 46mm
  • Subwoofer: 295 x 325 x 295mm
  • Centralni/soundbar: 542 x 48 x 46mm
  • Kontrolna konzola: 405 x 65 x 258mm
  • Težina: 20.7 kg
694.390,00 RSD

          Bose Lifestyle 650 kućni bioskop (beli)        

Napredniji model kućnog bioskopa iz nove Bose Lifestyle serije, sa redizajniranim satelitskim zvučnicima koji sada imaju još manje dimenzije i soundbar zvučnikom za centralni kanal umesto klasičnog satelita. Subwoofer i zadnji zvučnici su takođe bežični za jednostavnije povezivanje.

Lifestyle 650 kućni bioskop je namenjen onima kojima su estetski dizajn i kvalitet zvuka podjednako bitni. Opremljen je nanovijim Bose tehnologijama koji stvaraju detaljan i iznenađujuće snažan zvuk nalik mnogo većim Hi-Fi sistemima, dok dizajn zvučnika kombinuje kompaktne dimenzije sa premijum materijalima poput aluminijuma i kaljenog stakla.

Bose Lifestyle 650 je nagrađen prestižnom Red Dot: Best of the Best 2017 nagradom.

Glavne karakteristike:

  • Kućni bioskop sa 4 satelitska zvučnika, soundbar zvučnikom za centralni kanal, subwoofer-om i centralnom konzolom
  • OmniJewel satelitski zvučnici - sadrže dva drajvera u zajedničkom aluminijumskom kućištu pozicionirana tako da stvore detaljan zvuk 360º oko zvučnika
  • OmniJewel soundbar zvučnik za centralni kanal - opremljen sa 5 drajvera za široku zvučnu sliku
  • Acoustimass bass modul (subwoofer) sa QuietPort tehnologijom za moćne niske tonove
  • Subwoofer i zadnji par zvučnika su bežični za lakše povezivanje
  • Centralna konzola ima ulogu AV risivera, opremljena je sa 5 HDMI ulaza, jednim HDMI izlazom sa ARC tehnologijom i brojnim analognim i digitalnim audio ulazima
  • Svi HDMI ulazi/izlazi podržavaju 4K UltraHD rezoluciju i najnovije tehnologije (HDMI v2.0, HDCP 2.2)
  • Podržava surround audio formate - Dolby Digital, Dolby Digital Plus, Dolby TrueHD, DTS, višekanalni PCM
  • SoundTouch sistem - detaljna kontrola putem besplatne aplikacije za pametne telefone, podržava brojne online servise za strimovanje muzike i povezivanje u multiroom sistem sa drugim SoundTouch uređajima
  • ADAPTiQ automatska kalibracija zvuka prema prostoriji
  • Ugrađena mrežna i Wi-Fi konekcija za SoundTouch funkcije i ažuriranje softvera preko interneta
  • Bluetooth konekcija za strimovanje muzike sa mobilnih telefona i tableta
  • Klasični daljinski upravljač uključen u paket
  • Jedan USB ulaz samo za lokalno ažuriranje softvera
  • Elegantan dizajn i premijum materijali - kutije zvučnika su izrađene od ekstrudiranog aluminijuma, a subwoofer i konzola imaju i gornji panel od kaljenog stakla
  • Dostupan u crnoj i beloj boji

Dimenzije:

  • Sateliti: 46 x 146 x 46mm
  • Subwoofer: 295 x 325 x 295mm
  • Centralni/soundbar: 542 x 48 x 46mm
  • Kontrolna konzola: 405 x 65 x 258mm
  • Težina: 20.7 kg
694.390,00 RSD

          Gemberling - ep. 6        
The nanoplague is unleashed.
          Happy 5 Years of Blogoversary!!!!         
Selamat pagi jelang siang...TGIF!!

Walau bagi saya jumat ini ga berasa mau weekend, karena dimana - mana bahasannya tentang demo melulu :(. Saya cuma berharap agar semua ini cepat berlalu, karena lelah rasanya membaca postingan - postingan provokatif selama ini. Saya juga tahu kalau blog Ren's Little Corner makin sepi isinya. Saya juga udah sering kasih tahu kalau keadaan saya sekarang sibuk luar biasa. Jangankan ngeblog, baca buku saja tidak mood. Saya juga sudah lama nyerah tidak ikutan Nanowrimo, karena saya tahu saya tidak bisa kasih komitmen penuh untuk nulis 50k sebulan.

But, hey...I don't want to make this day so gloomy, soo....


HAPPY 5TH BLOGOVERSARY FOR REN'S LITTLE CORNER!!! :D


Sama seperti yang sebelum - sebelumnya,  maka saya akan berbagi sedikit stats selama 5 tahun ini:

# Jumlah pageviews selama 4 tahun adalah 841277 views. Semoga saja sih, blog kecil saya ini bisa tembus pageviews 1 juta views! Berhubung saya masih ogah - ogahan ngeblog, saya tidak ada rencana untuk beli domain :).

# Jumlah pengunjung per blog hit counter adalah 140475.

# Total postingan adalah 484 postingan. Termasuk sedikit lah ya XD.

# Total postingan review adalah 151. Untuk postingan review yang paling banyak dikunjungi:

- Review Fifty Shades of Grey (teuteup)
- Review My Own World
- Review A Very Yuppy Wedding
- Review Kiss of The Nights
- Review Angels and Demons

Oh ya, saya bikin juga akhirnya index Review. Yang tentunya belum sempat semuanya saya tautkan XD. Kesibukan juga membuat saya posting rapelan review buku - buku yang dibaca. So far, saya sih baru baca 39 judul. Seperti yang saya bilang sebelumnya sih, saya emang moody reader.

# Untuk postingan non review yang paling banyak dikunjungi (selain giveaway):

- Perburuan Besar di Big Bad Wolf, yang bagi saya wajar aja sih, karena emang barusan BBW lagi jalan - jalan di Surabaya. Sayang saya ga bisa kesana, huhuhuhu.
- Artikel beli E-book dan Belanja Buku Impor, yang mana kayaknya saya mesti update nih. Tapi...males ah #dilemparsendal
-  Review adaptasi film dari buku. Kayaknya yang kayak begini yang nyumbang views terbanyak, karena memang jumlah yang menonton film masih lebih banyak dari yang baca buku :')
- Artikel ajakan baca buku bahasa Inggris. Yep, kita memang harus berbahasa Indonesia yang baik dan benar (masih pembelajaran juga). TAPI, menguasai bahasa asing juga perlu lho! Ayo jangan ragu baca buku dalam bahasa Inggris atau bahasa lainnya, dan jangan pula khawatir dibilang engga nasionalis ;).

# Saya masih punya hutang untuk New Author Reading Challenge 2015. Engga, saya engga lupa kok. Maafkan saya yang lama sekali mengurus RC ini ya. Semoga saya ada waktu cukup untuk recap peserta :(. Giveawaynya juga masih ada, jadi jangan khawatir :).

# Saya masih mengadakan proyek pribadi yaitu Proyek Baca Buku Cetak. Project Unlimited deh ini, karena namanya juga suka - suka, hehehe.

Lalu...harapan saya kedepan apa untuk Ren's Little Corner? Sejujurnya, saya hanya ingin menemukan gairah ngeblog lagi :'). Saya engga mau janji muluk - muluk dengan bilang "akan rajin ngeblog!". Gimana mau rajin, kalau mood untuk blogging saja belum ada? Mari doakan agar mood blogging saya kembali lagi ya XD.

Engga mau jadi booktuber atau bookstagram nih? Oh well...saya grogian orangnya, mungkin jadi booktube itu tidak ada di pikiran saya. Ples, suara saya cempreng XD, jadi memang belum ada pikiran mau jadi booktube. Untuk bookstagram, jujur juga saya kurang kreatif dan instagram saya termasuk yang sepi - sepi aja isinya. But who knows :).


Tak lengkap blogoversary tanpa giveaway, jadi hadiah untuk giveaway blogoversary kali ini adalah


Voucher Belanja Buku untuk 5 Pemenang sebesar @Rp150.000,-


Syarat untuk giveaway ini adalah:

1. Komen di kolom komentar:

"Buku terbaik yang kamu baca di tahun 2016 dan buku apa yang kamu tunggu - tunggu terbitnya di 2017"

2. Silakan share giveaway ini di sosmed apa aja (FB, Twitter, Tumblr, Google+, Pinterest, dll) dan jangan lupa kasih linknya di kolom komen ya. Mau share sekali boleh, share berkali - kali juga gapapa :D.

3. Cantumkan di kolom komentar di postingan ini:
- Jawaban kamu.
- Email: tulis dengan format xxx at bla bla bla dot com. Biar emailnya ga dispam :)
- Follow blog ini by: (GFC, email). Boleh pilih salah satu, boleh keduanya.
- Share GA ini: Link share GA ini di sosmed manapun. Cukup sekali aja menulis link sharenya (tapi sharenya berkali - kali boleh, hehe)

Email ini akan digunakan untuk menghubungi kamu jika nanti menang :)

4. Giveaway ini berlaku untuk peserta yang berdomisili di Indonesia.

5. Giveaway berlangsung dari tanggal 4 - 18 November dan akan diumumkan beberapa hari setelah giveaway ditutup.

6. Pemenang akan dipilih secara random.

7. Untuk kriteria hadiah buku:
# Harga buku adalah harga sebelum diskon.
# Ongkir buku ke tempat pemenang akan saya tanggung sepenuhnya.
# Apabila jumlah harga buku yang diajukan pemenang melebihi nominal, akan saya minta untuk mengganti judulnya
# Toko buku online yang akan saya pakai adalah Gramedia untuk lokal dan Periplus untuk impor. Kenapa saya milih hanya dua OS tersebut? Supaya saya tidak repot memesan dan bukunya juga bisa lebih cepat sampai di kalian ya. Jika buku yang kalian minta tidak ada di OS tersebut, nanti akan saya kasihtahu ya :-)

8. Syarat dan ketentuan yang berlaku di atas tidak bisa diganggu gugat ^_^

9. Jika ada yang kurang paham bisa tanyakan di kolom komentar.

Nah, selamat ikutan giveaway ya teman - teman :D. Let's celebrate my blog anniversary! XD. Apa akan ada GA tambahan? Oh, saya tak bisa janji lagi...tapi, pokoknya pantengin terus blog Ren's Little Corner ya ^_^. 


          X-Factor 5 (per gli sfigati che non hanno SKY)        
Informasssssioni di servizio!

Forse forse forse i miei commenti (non in diretta, quest'anno, purtroppo!) su X-Factor 5 non vi mancheranno a lungo!
Il 22 ho l'esame maledetto e, giusto che ci sono, vi chiedo di pensarmi intensamente perchè se non riuscissi a passarlo, beh..addio laurea e addio sanità mentale e fisica. Non accettò di rifare l'esame per la settima volta e, nel caso, ancora non so cosa farei. ç_ç Ma smetto di parlare perchè sennò torno a deprimermi di nuovo.

Comunque, dicevo, X Factor 5.
Beh, faccio parte dell'insieme dei poveri sfigati che non hanno l'abbonamento a Sky nè hanno intenzione di attivarlo per vedere il programma. XD (ma date la colpa a papà perchè io mi sarei abbonata all'istante!!!) Se mai capirò chi è quel genio che ha deciso di mandarlo in replica su Cielo, giuro che gli farò una statua, gli scriveò una canzone, gli comprerò una macchina. Qualunque cosa.
Perchè, davvero, è stata la salvezza del mio tetro Autunno/Inverno 2011/2012.

La sfiga vuole che qui Cielo non si prenda, ma grazie al cielo (!) esiste il link per lo streaming (di qua) e quindi posso mettermi al pari con XF5 senza dovermi impiccare a cercare di downloadarlo da qualche parte! =)
[EDIT -perchè il cervello mi fa brutti scherzi e quasi non stavo per dirvi la cosa principale!] Mentre le audizioni erano in onda il venerdì alle 21, le puntate vere e proprie saranno mandate su Ciello le domeniche dalle 19 alle 22, tagliando "i tempi morti" dello show, a detta di Sky. Orario scomodo, sì, ma visto che io non esco mai la domenica non potevo esserne felice! =) (e poi, finire alle 22 non è roba da poco! XF sembrava un'odissea quando finiva all'1 di notte! XD Non se ne poteva più! ahaha) [/EDIT]

Essendo al momento incasinata e depressa (è dir poco!) per l'esame e la tesi, non penso di farcela a postare i vari commenti alle performance. Spero ad ogni modo di potervi far sapere che ne penso con qualche breve post notturno (?) e settimanale.

Già vi preannuncio che ho seguito le audizioni, ma..non è che abbia visto tutto questo immenso talento. C'è gente davvero troppo sopravvalutata (ma non facciamo nomi..XD). Son contenta che Simona Ventura sia tornata (HATERS GONNA HATE) e che ci sia anche Morgan. Mi tornano in mente le prime edizioni del programma e vi basta immaginarmi così: ♥______♥
Tifafo per Le Lallai, sì, è vero. Ma non perchè fossero brave (tzè), ma perchè mi facevano ridere come una scema! XD

Beh, misà che smetto. Vi tedierò con mille parole nei commenti veri sulle puntate, va'. XD
Vi dico solo che la Nicole nella squadra di Simona la conosco (anche se solo di vista), è di Sulmona e che è stata allieva di Emma per tutto l'anno scorso!

Besos e spero che il post che ho scritto fondamentalmente per simpatizzare gli sfigati-senza-Sky-come-me vi sia stato utile!




Lou'
          Nano Rescue        

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          Meet Harold Craighead!        

Have you ever wondered what it would be like to explore phenomena tinier than the width of a human hair? We have interviewed Harold Craighead, Professor of Applied & Engineering Physics at Cornell University. Craighead has been a pioneer in nanofabrication methods and the application of engineered nanosystems for research and device applications.Read More

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          When Vanity demanded action        
The dialogue that precedes our social outing is usually something like -

Me: enna ma, readya?

Sindhu (my wife): Yeah. Almost..

...which translates to

Grab a drink, check your Twitter and Gmail, while I come down in 20 minutes.

Recently, the dialogue has changed, with heavy accompaniment of grunts and groans, to:

Sindhu: onnum sariya illa. Nothing fits. ellaan dress'um tight aidthu!

Me: I know! I gotta lose weight too. I am sooo fat. *gasps of pain*... as I squeeze into clothes that appear to have shrunk over the months.

In a sad attempt to lift the spirits, Sin